Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Malvasia di Bosa Doc

05.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "MALVASIA DI BOSA"


Approvato con DPR 21 .07.1972 G.U. 255 - 28.09.1972
Modificato con DM 30.03.2001 G.U. 102 - 04.05.2001
Modificato con DM 24.06.2011 G.U. 162 - 14.07.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" è riservata ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
"Malvasia di Bosa"
"Malvasia di Bosa" - riserva
"Malvasia di Bosa" - spumante
"Malvasia di Bosa" - passito


Articolo 2
Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" devono essere ottenuti da uve
provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografìca:
Malvasia di Sardegna: minimo 95%.
Possono concorrere fino ad un massimo del 5% le uve provenienti da altri vitigni, a bacca bianca,
presenti nei vigneti, idonei alla coltivazione per la regione Sardegna, iscritti nel registro nazionale
delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione di origine controllata
"Malvasia di Bosa" comprende in parte il territorio dei seguenti Comuni: Bosa, Suni, Tinnura,
Flussio, Magomadas, Tresnuraghes, Modolo in Provincia di Oristano.
Tale zona è così delimitata:
Partendo da Bosa Marina (sulla costa occidentale sarda), la linea di delimitazione segue la S.S. 129
bis sino al bivio per Suni, indi, seguendo la strada di penetrazione agraria che conduce alla chiesa di
S. Pietro in comune di Bosa, arriva a quota 23 in località C. Calameda; da qui, continuando in linea
retta verso ovest, incrocia il confine tra i comuni di Bosa e Suni, che segue verso sud fino a quota
102; prosegue quindi lungo il confine tra Modolo e Suni sino ad incrociare la S.S.129 bis (km
81,300).
Da questo punto, proseguendo lungo la statale di cui sopra, la linea di delimitazione giunge
all'abitato di Suni e si immette sulla S.S. 292, che segue, in direzione di Oristano, fino in prossimità
del km 35, nell'abitato di Flussio.
Da detto punto segue la strada che passa per le quote 319, 312, 283, 310, fino ad incrociare il
confine comunale tra Flussio e Magomadas, in località campestre Serrainos, che segue, verso ovest,
fino ad incontrare quello tra i comuni di Tresnuraghes e Flussio, che segue fino a Ponte Mannu.
Da qui, discendendo per il Rio Mannu, la linea di delimitazione arriva al mare presso Punta Foghe,
e continuando lungo la costa occidentale sarda, verso nord, attraverso Porto Alabe e Punta
Lumenera, giunge a Bosa Marina, punto di inizio della delimitazione.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e dì coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione
di origine controllata "Malvasia di Bosa" devono essere quelle atte a conferire alle uve e ai vini
derivati le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerarsi esclusi i terreni male
esposti, non soleggiati, umidi o idromorfi.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente
usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E' vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l'irrigazione di soccorso.
I nuovi impianti ed i reimpianti dovranno avere una densità di almeno 4000 ceppi per ettaro.
La resa massima di uva per ettaro dei vigneti in coItura specializzata destinati alla produzione dei
vini a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" non deve superare 6 tonnellate per
ettaro, fatta eccezione per la tipologia spumante che può arrivare a 8 tonnellate per ettaro.
La resa, anche in annate eccezionalmente favorevoli, dovrà essere riportata a detti limiti, purché la
produzione globale del vigneto non superi di oltre il 20% i limiti medesimi. Qualora la resa di uva
per ettaro superi detto limite, l'intera produzione non avrà diritto alla denominazione di origine
controllata; l'eventuale eccedenza di produzione nel limite massimo del 20% potrà confluire nella
IGT corrispondente.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata
"Malvasia di Bosa" un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 15%, ad esclusione delle
uve destinate alla vinificazione della tipologia spumante, le quali dovranno assicurare un titolo
alcolometrico volumico minimo naturale di 11%.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, conservazione, invecchiamento, imbottigliamento ed affinamento in
bottiglia dei vini di cui all'art. 1 devono essere effettuate all'interno della zona di produzione
delimitata all'art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni
siano effettuate anche nell'intero territorio dei comuni anche se soltanto in parte compresi nella
zona delimitata.
Le operazioni di vinificazione, spumantizzazione ed imbottigliamento del vino a denominazione di
origine controllata "Malvasia di Bosa" spumante possono essere effettuate anche fuori della zona
delimitata nell'art. 3 e comunque entro il territorio della Regione Sardegna.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento
deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o la
reputazione o garantire l'origine o assicurare l'efficacia dei controlli; inoltre, a salvaguardia dei
diritti precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori
dell'area di produzione delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui
all'articolo 10, comma 3 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1).
Non è consentito l'uso di mosti concentrati; è tuttavia consentito l'arricchimento mediante
concentrazione a freddo del mosto di malvasia ottenuto.
Per i vini di cui all'articolo 1 e' consentito un leggero appassimento delle uve sulla pianta o su
stuoie.
Le rese massime dell'uva in vino, con riferimento all'uva fresca, dovranno essere le seguenti:
"Malvasia di Bosa" : 70%
"Malvasia di Bosa" riserva: 70%
"Malvasia di Bosa" spumante: 70%
"Malvasia di Bosa" passito: 50%
Qualora detta resa, con l'esclusione della tipologia passito, superi questo limite, ma non l'80%,
l'eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine, ma può ricadere nella IGT
corrispondente qualora ne abbia le caratteristiche. Oltre la resa dell'80% decade il diritto a qualsiasi
denominazione, sia essa DOC o IGT, per tutto il prodotto.
Per la tipologia passito è consentito inoltre l'appassimento in locali idonei fino a raggiungere un
contenuto zuccherino minimo di 272 g/l.
E' altresì ammessa la parziale disidratazione con ventilazione forzata o in appositi locali
termocondizionati.
Il vino a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa", se sottoposto ad un periodo di
invecchiamento di almeno 2 anni a decorrere dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve, di
cui almeno 1 anno in botti di legno, può recare in etichetta la menzione "Riserva".
Il vino a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" nella tipologia amabile o dolce
deve essere immesso al consumo a partire dal 1° marzo successivo all'anno di produzione delle uve.
Il vino a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" nella tipologia spumante deve
essere immesso al consumo a partire dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve.
Il vino a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" nella tipologia "passito" deve
essere immesso al consumo a partire dal 1° aprile dell'anno successivo all'anno di produzione delle
uve.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a denominazione di origine controllata "Malvasia di Bosa" di cui all'art. 1, all'atto
dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Malvasia di Bosa" amabile o dolce:
- colore: giallo paglierino o dorato più o meno intenso;
- odore: aromatico, fruttato, intenso, caratteristico;
- sapore: da amabile a dolce, armonico, vellutato, aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15%, di cui almeno 13 % svolto;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20 g/l.
"Malvasia di Bosa" riserva:
- colore: giallo paglierino o dorato più o meno intenso;
- odore: intenso, complesso, fine, delicato, caratteristico;
- sapore: dal secco al dolce, morbido, vellutato, talvolta mandorlato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo:15,5%;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20 g/l.
"Malvasia di Bosa" spumante:
- spuma: fine e persistente
- colore: giallo paglierino;
- odore: aromatico, fruttato, caratteristico;
- sapore: da demisec a dolce, fruttato, gradevolmente aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%, di cui almeno 9,5% svolto;
- acidità totale minima: 5,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18 g/l.
"Malvasia di Bosa" - passito
- colore: giallo dorato più o meno intenso;
- odore: ampio, caratteristico;
- sapore: da amabile a dolce;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16% di cui almeno 14% svolti;
- acidità totale minima: 4 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22 g/l.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata "Malvasia di
Bosa" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente
disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e
similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
E' consentito fare precedere alla denominazione di cui all'art. 1, il nome geografico «SARDEGNA»,
così come previsto dal decreto ministeriale 30 marzo 2001 .
E' consentito l'uso della menzione "vigna" seguita dal relativo toponimo, secondo la normativa
vigente.
Nella presentazione e designazione dei vini di cui all'art.1, con l'esclusione delle tipologia
spumante, è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
Per l'immissione al consumo dei vini "Malvasia di Bosa" sono ammesse soltanto bottiglie di vetro
della capacità di litri 0,375, 0,500, 0,750, 1,500, 3,00 chiuse con tappo di sughero o di altro
materiale ritenuto idoneo dalle norme in vigore, con l'esclusione della menzione "riserva" per la
quale è obbligatorio il tappo in sughero.
Per le bottiglie di capacità fino a litri 0,375 è ammesso il tappo a vite.
Per la tappatura dei vini spumanti, ad esclusione delle bottiglie di capacità fino a litri 0,375, è
consentito solo il tappo a fungo in sughero.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A. Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame.
L'area di produzione del vino "Malvasia di Bosa" risulta in una porzione di territorio della
Sardegna Centro-occidentale compresa tra fra il Comune di Bosa a Nord e Punta di Foghe alle foci
del Rio Mannu a sud, nell'ambito della zona storicamente denominata "Planargia."
In questo areale il vitigno Malvasia è il più coltivato, prevalentemente impiantato nelle colline
calcaree, a quote comprese tra il livello del mare ed i 300 metri di altezza.
In Planargia la varietà Malvasia è generalmente coltivata in purezza ma, specie nei più vecchi
vigneti, si ritrova insieme ad altre varietà locali tipiche del germoplasma della Sardegna, quali il
Cannonau, il Vermentino, il Pascale, i Moscati, i Bovali, il Retagliadu, il Torbato e il Nasco.
I terreni in cui il vitigno trova ospitalità risalgono al Miocene, sono costituiti in parte da tufi
pomicei lacustri e fluvio lacustri, e in parte da calcarei organogeni od arenacei talvolta marnosi.
Sono ben soleggiati, principalmente collinari, a volte pianeggianti, o con dolce declivio e la loro
quota altimetrica non supera mai i 300 m s.l.m. Il vitigno fornisce il miglior prodotto se coltivato su
terreni sciolti, magri e soleggiati, poveri di azoto e sostanza organica e ricchi di potassio.
Questo è anche quanto emerso da un lavoro di monitoraggio dei suoli svolto dall'Ente Regionale di
Sviluppo e Assistenza Tecnica (ex ERSAT, ora denominato Laore) nell'ambito della
predisposizione della "carta nutrizionale" della Planargia. In particolare il lavoro per effettuato, ha
consentito di evidenziare come significativi i parametri di alta percentuale di calcare attivo con
valori di pH prossimi a 8,5, ricche dotazioni di potassio e magnesio e scarsi livelli di sostanza
organica.
Il clima di questo territorio è caldo arido, con inverni miti e temperature estive che nei mesi di
luglio ed agosto superano i 30° C.
Le caratteristiche ambientali e i fattori climatici prevalenti dell'area, quali le temperature miti ed il
costante soleggiamento che si riscontra durante l'intero anno, la presenza di piccoli apporti di
precipitazioni anche durante la stagione estiva, le escursioni termiche nella tarda estate, le brezze
marine, le colline calcaree che riflettono la radiazione solare, consentono una maturazione regolare
delle uve ed una esaltazione degli aromi.
Fattori umani rilevanti per il legame.
Uno degli elementi più importanti e determinanti che hanno contribuito riconoscimento del vino
"Malvasia di Bosa" è certamente il fattore umano legato al territorio di produzione.
La presenza dell'uomo in Planargia ha origini e testimonianze antichissime. Numerose domus de
janas, nuraghi e tombe dei giganti attestano un'intensa frequentazione del territorio già in età
preistorica e protostorica. Ma furono i Fenici a scoprirne i vantaggi dovuti alla posizione geografica,
alla presenza di un fiume navigabile e di un entroterra ricco di risorse naturali.
Esiste per questo vino una "letteratura" remota e recente, sia nella tradizione popolare e poetica in
"limba" sia "culta" di viaggiatori, esperti del settore e scrittori di grande firma, come Luigi
Veronelli e Mario Soldati, che al Malvasia di Bosa hanno dedicato pagine di alto pregio. Ovunque
le testimonianze scritte e orali ne decantano la raffinatezza, la soavità e il valore simbolico, nel
contesto di forte identità sociale e culturale della zona di produzione. Dalle genti che abitano la
Planargia la Malvasia è sempre stata considerata un vino nobile ed elitario, un vino particolare da
riservare per circostanze e persone speciali, perpetuando in questo modo un consolidato rituale
sociale. La Malvasia è un vino "chi cheret chistionadu!", esclamazione questa di gradimento e al
tempo stesso complimento al cantiniere-produttore all'atto della degustazione. E' il vino della
mattina, non perché leggero o di poco conto, ma perché la domenica, dopo la messa, gli uomini
fanno il giro delle cantine e si scambiano pareri e saperi sulle sue qualità. La Malvasia è il simbolo
dell'amicizia e dell'ospitalità, e la si offre alle persone a cui si tiene particolarmente; è il vino della
festa, e non solo per le caratteristiche organolettiche della classificazione ufficiale dei sommelier,
ma anche perché privilegiata nelle ritualità festive, in cui più che altrove si esplicitano lo scambio
simbolico e le relazioni di reciprocità. La Malvasia di Bosa in questo territorio è quindi soprattutto
un bene sociale. Così potete stare certi che quando vi viene offerta, il gesto ha un significato che va
oltre i consueti rapporti conviviali perché, come ebbe ad osservare già nel lontano 1895 Pompeo
Trentin, "i proprietari difficilmente se ne privano" ma quando lo fanno vi stanno donando molto di
più di un bicchiere di pregiata Malvasia di Bosa. Non si può comprendere l'eccellenza raggiunta da
questo vino, senza fare riferimento a questo contesto culturale.
I sesti d'impianto e i sistemi di potatura sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e
razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per un'efficace uso della meccanizzazione nelle
operazioni colturali ed in particolare nella difesa fitosanitaria.
Le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione, adeguatamente differenziate per le diverse tipologie: "Malvasia di Bosa Amabile o
Dolce", "Malvasia di Bosa Spumante", "Malvasia di Bosa Passito" e "Malvasia di Bosa Riserva"
quest'ultimo vino più strutturato che richiede un periodo di invecchiamento e affinamento di
almeno due anni di cui un anno in botti di legno.
B. Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono
una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
C. Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A e quelli di cui alla
lettera B.
La specificità della DOC Malvasia di Bosa è fondamentalmente dovuta alla particolare situazione
orografica del territorio della Planargia, all'orientamento delle valli e alla vicinanza di queste al
mare. Tutte condizioni che hanno particolari effetti sulle caratteristiche qualitative e quantitative
della produzione, diverse a seconda dell'esposizione, della giacitura dei vigneti e dell'intensità e
frequenza delle piogge e dei venti dominanti, tra i quali il maestrale, il levante e, anche se più di
rado, la tramontana.
La millenaria storia vitivinicola della regione è la prova fondamentale della stretta connessione ed
interazione tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Malvasia di Bosa"
ottenuto dal vitigno Malvasia che grazie a dei monaci benedettini è arrivato in Sardegna durante il
periodo della dominazione bizantina, dalla citta' di Monembasia che si trova in Grecia, nella regione
di Morea.
Si diffuse anche nelle attuali province di Oristano e Cagliari, ma quello prodotto nella zona di Bosa
raggiunge qualità specifiche di finezza e pregio sia per le caratteristiche ottimali della zona di
coltivazione, sia per l'intervento dell'uomo che ha tramandato le tradizionali tecniche di
coltivazione della vite ed enogiche, migliorate ed affinate nel corso del tempo anche grazie al
progresso scientifico e tecnologico fino ad ottenere l'attuale rinomato vino.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8
08100 - Nuoro
Tel. 0784.242552
Fax 0784.242545
Mail: agricoltura-ambiente@nu.legalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA)
09170 - Oristano
Tel. 0783.21431
Fax 0783.73764
e-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it
Le C.C.I.A.A. di Nuoro e Oristano sono le Autorità pubbliche designate dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 1), che effettuano la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente
disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26
del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei
controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura,
elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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