Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Friuli Aquileia Doc

30.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA "FRIULI AQUILEIA"


Approvato con DPR 21.07.1975
Modificato con DPR 06.08.1988
Modificato con DPR 15.09.1994
Modificato con DM 09.04.1998
Errata corrige
Modificato con DM 31.07.2007
Modificato con DM 11.02.2008
Modificato con DM 25.09.2008
Modificato con DM 17.09.2008
GU 290 - 31.10.1975
GU 90 - 18.04.1989
GU 228 - 29.09.1994
GU 98 - 29.04.1998
GU 208 - 07.09.1998
GU 182 - 07.08.2007
GU 42 – 19.02.2008
GU 232 - 03.10.2008
GU 241 - 14.10.2008
Modificato con DM 30.11.2011 GU 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
La denominazione di origine controllata «Friuli» accompagnata
obbligatoriamente dalla specificazione Aquileia («Friuli» Aquileia) e' riservata ai
vini, dell'omonima zona di produzione di cui al successivo articolo 3, che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di
produzione.


Articolo 2
1. La denominazione «Friuli» Aquileia con le seguenti specificazioni di vitigno:
Merlot;
Cabernet
Cabernet Franc;
Cabernet sauvignon;
Refosco dal peduncolo rosso;
Friulano;
Pinot bianco;
Pinot grigio;
Riesling (da Riesling Renano) ;
Sauvignon;
Traminer aromatico;
Chardonnay;
Verduzzo friulano;
Malvasia Istriana;
Muller Thurgau;
e' riservata ai vini provenienti dalle uve dei corrispondenti vitigni, salvo quanto
previsto dall'articolo 5 relativo al «taglio migliorativo».
2. Nella preparazione del vino Cabernet possono concorrere,
disgiuntamente o congiuntamente le uve ed i mosti dei vitigni Cabernet franc,
Cabernet sauvignon.
3. Per la produzione del vino Refosco dal peduncolo rosso possono concorrere,
nell'ambito del 10%, anche le uve provenienti dal vitigno Refosco nostrano.
4. La denominazione «Friuli» Aquileia, seguita dalla specificazione Bianco e'
riservata ai vini ottenuti da uvaggio/taglio di uve, mosti, vini di corrispondente colore e
delle varieta' gia' specificate di cui al comma 1, con la presenza minima del 50%
della varieta' Friulano; possono concorrere alla produzione di detti vini anche uve di
corrispondente colore provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per i territori
di cui all'articolo 3 iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino,
approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell' allegato 1
del presente disciplinare, ad esclusione del Traminer aromatico e del Muller Thurgau.
5. La denominazione «Friuli» Aquileia, seguita dalla specificazione Rosso e'
riservata ai vini ottenuti da uvaggio/taglio di uve, mosti, vini di corrispondente colore e
delle varieta' gia' specificate, con la presenza minima del 50% della varieta' Refosco
dal peduncolo rosso; possono concorrere alla produzione di detti vini anche uve di
corrispondente colore provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per i territori
di cui all'articolo 3 iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino,
approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell' allegato 1
del presente disciplinare.
6. La denominazione «Friuli» Aquileia, seguita dalla specificazione Rosato e'
riservata ai vini ottenuti da uve, mosti e vini provenienti da vigneti composti da una
o piu' varieta' tra i vitigni a bacca rossa di cui al presente articolo.


Articolo 3
Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende tutto il
territorio comunale di Bagnaria Arsa, Cervignano del Friuli, Aquileia, Fiumicello,
Villa Vicentina, Ruda, Campolongo al Torre, Tapogliano, Aiello del Friuli, Visco e San
Vito al Torre ed in parte il territorio comunale di Santa Maria La Longa, Palmanova,
Terzo di Aquileia, Chiopris-Viscone, Trivignano Udinese e Gonars.
Tale zona e' cosi' delimitata: dalla foce del canale Anfora, il limite risale lungo
questi per seguire poi all'ansa, in prossimita' di C. Trebano l'argine che in direzione
nord-ovest passa ad est delle C.se Salmastro all'altezza delle quali supera il collettore e
segue la strada verso est per breve tratto fino ad incrociare quella che in direzione nord
porta alle C.se Baiana, prosegue per tale strada fino ad incontrare il limite di confine
di Terzo di Aquileia e lo segue verso nord-est fino ad incrociare quello di Cervignano
del Friuli quindi prosegue lungo quest'ultimo verso nord costeggiando il F.Aussa
prima ed il canale Banduzzi poi fino ad incontrare il confine comunale di Bagnaria
Arsa (loc. Tre Ponti) lungo il quale prosegue prima verso ovest e poi in direzione
nord fino al P. te della Portella, segue quindi la strada per Bagnaria Arsa, attraversa il
centro abitato e prosegue per quella che conduce ad Ontagnano fino ad incontrare
l'autostrada Palmanova-Latisana e da qui lungo la stessa fino ad incrociare la strada
statale 252 e quindi verso nord lungo la strada che costeggia ad ovest la ferrovia,
raggiunge la strada statale 352 che segue verso nord attraversando i centri abitati di
Mereto di Capitolo e S. Maria la Longa ed a S. Stefano Udinese prende la strada per
Trivignano Udinese che raggiunge passando per Merlana e Melarolo.
A Trivignano Udinese segue la strada che verso est porta a F.Torre (q. 45) e
discende quindi verso sud lungo tale corso d'acqua sino ad incrociare il confine di
provincia all'altezza di Nogaredo al Torre e quindi verso sud lungo il confine tra le
province di Udine e Gorizia raggiunge prima la costa e poi procedendo verso ovest la
foce del canale Anfora chiudendo la delimitazione.


Articolo 4
Le condizioni ambientali di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini
di cui all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a
conferire alle uve ed ai vini le specifiche caratteristiche di qualita'.
Sono pertanto da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nello schedario viticolo
previsto nell'art. 12 del D.Lgs 8 aprile 2010 n° 61unicamente i vigneti ubicati in
terreni di natura prevalentemente sabbioso-argillosa, mentre sono da escludere quelli
siti in terreni umidi o freschi, o di risorgiva.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere
quelli generalmente usati e, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve
e dei vini.
Per i vigneti atti a produrre i vini con Denominazione di origine controllata «Friuli
Aquileia» nei nuovi impianti e i reimpianti la densita' dei ceppi per ettaro non puo'
essere inferiore a 3.500 in coltura specializzata.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' ammessa l'irrigazione di soccorso.
La produzione massima per ettaro in coltura specializzata dei vigneti destinati alla
produzione dei vini «Friuli» Aquileia non deve essere superiore a tonnellate 13 di uva
per i tipi: Friulano, Pinot Bianco, Pinot grigio, Riesling, Sauvignon, Chardonnay,
Verduzzo friulano, Malvasia Istriana, Muller Thurgau; a tonnellate 12 per i tipi:
Merlot, Cabernet, Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Refosco dal peduncolo rosso; a
tonnellate 10 per il tipo Traminer aromatico.
Fermi restando i limiti massimi sopra indicati, la resa per ettaro in vigneto
in coltura promiscua deve essere calcolata rispetto alla specializzata, in rapporto alla
effettiva superficie coperta dalla vite.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla
produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia
devono essere riportati nei limiti di cui sopra purche' la produzione globale non superi
del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di
cui trattasi.
La regione Friuli-Venezia Giulia, con proprio decreto, sentite le parti interessate,
puo' stabilire, di anno in anno, un limite inferiore di uva per ettaro avente diritto
alla denominazione di origine controllata, dandone immediata comunicazione al
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e alla competente struttura di
controllo.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico
volumico naturale minimo del 9,50% vol per il Friulano,10,50% vol per il Friulano
superiore; 10,00% vol per tutti gli altri tipi; 11,00% vol per le tipologie facenti
riferimento al nome di vitigno qualificate «superiore».


Articolo 5
1. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono
essere effettuate all'interno della zona di produzione di cui al precedente articolo 3.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione il Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali può consentire, su apposita domanda delle
Ditte interessate, che le suddette operazioni di vinificazione, oltre che nella zona di
produzione di cui all'articolo 3 possono effettuarsi anche nei Comuni limitrofi alla
stessa, nonche' in stabilimenti di trasformazione situati all'interno del territorio
regionale a condizione che le ditte medesime dimostrino di avere i terreni vitati
iscritti allo schedario viticolo della zona di produzione della denominazione di
origine controllata in questione e di aver eseguito le operazioni di vinificazione
delle uve fuori della zona stessa e nell'ambito della delimitazione sopra specificata,
prima dell'entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, avvenuta con DM
17.9.2008; presentino richiesta motivata e corredata dal parere degli organi tecnici
della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia sulla rispondenza tecnica degli
impianti di vinificazione e sulla reale possibilita' delle aziende di vinificare le
proprie uve iscritte allo schedario viticolo della denominazione di origine controllata.
2 Le operazioni di spumantizzazione del tipo «Friuli» Aquileia Chardonnay,
ossia le pratiche enologiche per la presa di spuma e per la stabilizzazione, nonche' le
operazioni di imbottigliamento per tale tipologia, e le operazioni di elaborazione dei
vini frizzanti devono essere effettuate nell'ambito del territorio della regione FriuliVenezia Giulia.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il
condizionamento delle tipologia "Friuli" Aquileia Chardonnay spumante deve aver
luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o la
reputazione o garantire l'origine o assicurare l'efficacia dei controlli.
3. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali,
leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
E' consentito l'arricchimento dei mosti e dei vini di cui all'articolo 1 nei
limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve
dei vigneti iscritti allo schedario viticolo della stessa denominazione di origine
controllata oppure con mosto concentrato rettificato o a mezzo concentrazione a freddo
o altre tecnologie consentite.
E' consentita nella misura massima del volume del 15% la correzione
dei mosti e dei vini atti a diventare vini a Doc «Friuli» Aquileia con prodotti
vitivinicoli aventi diritto alla stessa denominazione di origine e dello stesso colore.
La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutte le
tipologie.
Qualora la resa uva/vino superi detto limite, ma non il 75%, l'eccedenza
non avra' diritto alla denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia; se
la resa uva/vino supera il 75% decade il diritto alla DOC per l'intera partita.
4. Per la trasformazione delle uve a bacca rossa destinate alla produzione del
tipo Rosato deve attuarsi una spremitura soffice con un breve periodo di macerazione
delle vinacce al fine di assicurare al vino la dovuta tonalita' di colore.
5. I vini «Friuli» Aquileia, nella varieta' Chardonnay, Malvasia Istriana,
Muller Thurgau, e Rosato possono essere elaborati e commercializzati come vino
«frizzante» la cui anidride carbonica sia ottenuta esclusivamente da fermentazione
naturale in recipiente chiuso.
Tali vini devono essere presentati al consumo finale con residuo zuccherino,
espresso in grammi litro, non superiore a 20.
6. E' consentito elaborare nella tipologia «Novello» i vini rossi nella
denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia.


Articolo 6
1. I vini a denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia, all'atto
dell'immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
Bianco:
colore: giallo paglierino piu' o meno intenso;
odore: gradevole, fine;
sapore: armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%vol, per la
tipologia «superiore» 11,00%vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Rosso:
colore: rosso rubino tendente al granato se invecchiato;
odore: vinoso, intenso, fine;
sapore: asciutto, morbido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Novello:
colore: rosso rubino;
odore: vinoso, fruttato;
sapore: sapido, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%, per la
tipologia «superiore» 11,50%vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Rosato:
colore: rosato, tendente al cerasuolo tenue;
odore: vinoso, intenso, gradevole;
sapore: asciutto, armonico, pieno, vivace nel tipo specifico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%vol, per la
tipologia «superiore» 11,00%vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Merlot:
colore: rosso rubino;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: asciutto, morbido, leggermente erbaceo,
caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%vol, per la
tipologia «superiore» 11,00%vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Cabernet:
colore: rosso rubino piu' o meno intenso con sfumature
violacee;
odore: vinoso, intenso, gradevole, erbaceo;
sapore: asciutto, armonico, fine, erbaceo caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00%vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Cabernet franc:
colore: rosso rubino intenso;
odore: caratteristico erbaceo, gradevole;
sapore: caratteristico erbaceo, fine, asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Cabernet sauvignon:
colore: rosso rubino con riflessi granati;
odore: caratteristico, gradevole, intenso;
sapore:asciutto, rotondo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Refosco dal peduncolo rosso:
colore: rosso rubino violaceo intenso;
odore: vinoso;
sapore: asciutto, pieno, amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00%;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Friulano:
colore: paglierino dorato chiaro tendente al citrino;
odore: delicato, gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, con retrogusto aromatico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50%;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Pinot bianco:
colore: da giallo paglierino chiaro al giallo dorato;
odore: leggero profumo caratteristico;
sapore: vellutato, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50%;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Pinot grigio:
colore: giallo dorato o ramato;
odore: caratteristico;
sapore: asciutto, pieno, armonioso, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Riesling:
colore: giallo paglierino chiaro ;
odore: caratteristico;
sapore: asciutto, leggermente acidulo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50%, per la
tipologia «superiore» 11,00%;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Sauvignon:
colore: giallo paglierino scarico;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Traminer aromatico:
colore: giallo paglierino intenso;
odore: con aroma specifico;
sapore: aromatico, pieno, robusto;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Verduzzo friulano:
colore: giallo dorato chiaro o giallo paglierino;
odore: vinoso, delicato, gradevole;
sapore: asciutto oppure amabile o dolce nelle specifiche
tipologie, di corpo, lievemente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Chardonnay:
colore: paglierino chiaro con sfumature verdognole;
odore: leggero profumo caratteristico;
sapore: secco, vellutato, morbido, armonico, vivace nel tipo
specifico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol, per la
tipologia «superiore» 11,50% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Malvasia Istriana:
colore: paglierino ;
odore: gradevole;
sapore: asciutto, vellutato, non molto di corpo, vivace nel
tipo specifico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Muller Thurgau:
colore: paglierino ;
odore: intenso, caratteristico, gradevole;
sapore: asciutto, rotondo, armonico, vivace nel tipo
specifico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol, per la
tipologia «superiore» 11,00% vol;
acidita' totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
2. La denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia Chardonnay
puo' essere utilizzata per designare il tipo spumante che all'atto dell'immissione al
consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
(Nelle categorie Spumante e Spumante di qualità)
spuma: fine, vivace, persistente;
colore: paglierino chiaro;
odore: caratteristico, delicato;
sapore: secco e gradevole;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidita' totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0g/l.
3. E' facolta' del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali
modificare, con proprio decreto i limiti minimi sopra indicati per ciascun vino
relativamente all'acidita' totale e all'estratto non riduttore.


Articolo 7
1. In sede di designazione, la specificazione «Aquileia» deve essere indicata in
etichetta immediatamente al di sotto della menzione specifica tradizionale
«denominazione di origine controllata» e, pertanto, non puo' essere interposta tra
quest'ultima dicitura e la denominazione «Friuli».
Nella designazione dei vini «Friuli» Aquileia il nome del vitigno deve figurare in
etichetta in caratteri di dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione
di origine.
Nella designazione del vino spumante «Friuli» Aquileia Chardonnay deve figurare
in etichetta in etichetta il termine «brut» o «secco» in conformita' delle vigenti norme di
legge.
2. E' vietato usare assieme alla denominazione «Friuli» Aquileia qualsiasi
qualificazione diversa da quelle espressamente previste dal presente disciplinare, ivi
compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi,
ragioni sociali o marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a
trarre in inganno il consumatore.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attivita' agricola dell'imbottigliatore quali
«viticoltore», «fattoria», «podere», «cascina» ed altri termini similari, sono
consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
3. E' consentito, altresi', l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche
che facciano riferimento a unita' amministrative, frazioni, aree, zone e localita'
dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino cosi' qualificato e' stato
ottenuto,
alle condizioni previste dalle norme vigenti.
4. Nell'etichettatura dei vini a denominazione di origine controllata
«Friuli» Aquileia, l'indicazione dell'annata di produzione delle uve e' obbligatoria.
5. I vini rossi, ottenuti da uve che assicurino un titolo alcolometrico
volumico minimo naturale del 11,00% che all'atto dell'immissione al consumo
abbiano un titolo alcolometrico volumico totale minimo almeno del 12% possono
essere designati e presentati con la menzione «riserva» qualora siano stati invecchiati
per almeno due anni, in contenitori di legno o altro materiale, a decorrere dall'11
novembre dell'annata di vendemmia.
6. La denominazione di origine controllata «Friuli» Aquileia, limitatamente
alla tipologia di vino rosso di cui all'articolo 2, puo' essere designata e presentata con
il termine «novello», purche' la vinificazione, l'estrazione dalla cantina e la
commercializzazione rispondano a quanto prescritto dalle vigenti disposizioni in
materia.


Articolo 8
1. I vini di cui all'articolo 1, immessi al consumo in recipienti di vetro di
capacita' non superiore a 1,5 litri devono essere chiusi esclusivamente con tappo di
sughero raso bocca, tappo a vite o altro materiale inerte consentito.
2. Le tipologie contraddistinte dalla menzione riserva devono essere presentate
al consumo diretto in recipienti di capienza non superiore a 750 ml.
Sono tuttavia ammesse le bottiglie di capacita' maggiore per particolari confezioni.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica.
1. Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona di produzione dei vini Doc Friuli Aquileia, interamente sita in provincia di
Udine, è costituita dalla fascia di terra che si affaccia sulla Laguna di Grado e prosegue
a nord, verso Aquileia e Cervignano del Friuli, fino a raggiungere la storica fortezza di
Palmanova.
La morfologia del territorio è pianeggiante.
Le caratteristiche pedoclimatiche di questa zona si sono rivelate, fin dall'antichità,
particolarmente adatte alla coltivazione della vite.
Il clima infatti beneficia della vicinanza del mare, per essere d'estate sempre ventilato,
quindi meno umido, e d'inverno più mite con temperature che solo poche volte
scendono sotto lo zero.
La temperatura media annua è di 13.7°, pertanto il clima di questa zona può definirsi
temperato, a questo contribuisce l'effetto mitigante del mare che addolcisce
notevolmente le temperature che arrivano sotto lo zero solo in alcuni brevi periodi
dell'anno.
A rendere il clima mediamente asciutto contribuisce il vento di Bora (ENE) che spazza
dalla bassa pianura i ristagni umidi in vari periodi dell'anno. Le piogge sono concentrate
nel periodo primaverile/autunnale.
Nevica molto raramente, la nebbia è un fenomeno frequente a fine autunno- inverno,
inesistente in altri periodi dell'anno. Le estati sono calde ed in alcuni brevi periodi afose,
le temperature medie sono al di sopra dei 20° con escursioni notturne non troppo
elevate, spesso la mancanza di precipitazioni provoca siccità che in queste zone viene
solitamente ben tollerata dal vigneto data
la natura del terreno.
I terreni sono di natura prevalentemente argillosa con una componente sabbiosa che in
percentuale varia da zona a zona, si sono originati nel corso dei millenni, da fenomeni
alluvionali, strappando alle colline soprastanti argilla, sabbia e sono ricchi di detriti
minerali dalla varia composizione.
Si può comunque affermare che la caratteristica della DOC Aquileia è quella di una
incredibile variabilità di tipologia di terreni, persino nello stesso appezzamento.
La varietà dei terreni ci porta ad alternare a pochi metri di distanza venature ghiaiose
con marne giallastre e argille più scure miste a sabbia. Più ci si avvicina al torrente
Torre e maggiore è la probabilità di incontrare fasce ghiaiose e terreni ricchi di
scheletro. La fascia a nord di Cervignano fino ad Aquileia e Fiumicello presenta una
netta prevalenza di terreni marnosi, giallastri, di medio impasto argilloso/sabbioso privi
di scheletro.
Clima e terreno insieme favoriscono uno sviluppo ottimale della vite ed assicurano
ideali condizioni di equilibrio della pianta, fattore principale per ottenere uve di
elevatissima qualità.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Aquileia è stata, fin dal periodo di Roma Repubblicana, zona di produzione,
commercializzazione e consumo di vino, come ci testimoniano sia antichi scritti, sia il
ritrovamento di anfore e bicchieri. É con l'età Augustea che la città romana diventò un
emporio di primaria importanza per i commerci con le popolazioni delle aree alpine e
danubiane, che proprio qui venivano a rifornirsi della preziosa bevanda (Strabone: V, 1,
8).
Il vino dell'agro aquileiese era presente anche sulla mensa della Corte Imperiale
Romana, dove trovava illustri estimatori: Livia, seconda moglie di Augusto, ne faceva,
secondo quanto ci tramanda Plinio il Vecchio (Nat. Hist., XIV, 80), un uso esclusivo, al
punto di considerarlo un vero e proprio medicamento che le fece raggiungere la
veneranda età di 86 anni.
La coltivazione della vite continuò ancora per vari secoli; nel III sec. d.C., infatti,
Erodiano attesta che le campagne risultavano adorne di filari di viti, maritate agli alberi
da frutto a formare eleganti festoni vegetali, dai quali si otteneva un vino che veniva
conservato, allora come oggi, nelle botti di legno (Erodiano VIII, 4, 4-5).
base ampelografica dei vigneti:
La base ampelografica della DOC Friuli Aquileia è composta dai seguenti vitigni:
Merlot;
Cabernet;
Cabernet Franc;
Cabernet sauvignon;
Refosco dal peduncolo rosso;
Friulano;
Pinot bianco;
Pinot grigio;
Riesling da Riesling Renano;
Sauvignon;
Traminer aromatico;
Chardonnay;
Verduzzo friulano;
Malvasia Istriana;
Muller Thurgau;
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura: i vigneti, sono
allevati in maggioranza dei casi con la forma così detta a guyot, una parte delle forme di
allevamento è ancora organizzata nella modalità a Sylvoz e "cappuccina" (doppio
capovolto).
- le pratiche relative alla raccolta delle uve e all'elaborazione dei vini: la raccolta delle
uve dipende dalle tipologie prodotte le cultivar a bacca bianca sono generalmente le più
precoci partendo dai Pinot, dallo Chardonnay per finire con il Traminer, per quanto
riguarda i rossi la prima tipologia a venir raccolta è il merlot per terminare, in genere tra
le fine di settembre ed il mese di ottobre (a seconda delle annate) con il refosco dal
peduncolo rosso.
La vinificazione in bianco avviene generalmente senza contatto tra vinacce e mosto,
cioè senza (o con breve) macerazione. Questo tipo di vinificazione prevede cioè la
pigiatura, e quasi sempre la diraspatura delle uve (operazioni comuni alla vinificazione
in rosso). In seguito però si effettua la sgrondatura del pigiato, separando così il mosto
dalla frazione contenente le bucce. Questa frazione, in pratica, viene destinata
immediatamente alla pressatura per il recupero di tutte le frazioni liquide e non viene a
contatto con il mosto.
I vini bianchi (tranne alcuni, in genere da invecchiamento) sono fondamentalmente vini
freschi e profumati, da bere piuttosto giovani. Se si effettua la sgrondatura (cioè
l'eliminazione di bucce, che contengono la maggior parte delle sostanze pigmentanti e
vinaccioli) si possono produrre vini bianchi anche utilizzando uve rosse.
I mosti vengono normalmente decantati, filtrati e centrifugati per ottenere la migliore
limpidezza e finezza. La vinificazione in bianco è abbastanza critica perché non vi deve
essere il contatto con l'aria onde evitare che le polifenolossidasi producano fenomeni di
ossidazione (maderizzazione) determinando un peggioramento delle qualità
organolettiche del vino, che assume in tali casi un colore definito «brodo di castagna»
ed un sapore di cotto. È anche molto importante il trattamento di solfitazione con azione
antisettica, antiossidante, antiossidasica.
La temperatura di vinificazione va mantenuta in un adatto compreso tra 18 e 22 °C, in
genere con l'impiego di fermentatori coibentati a doppia parete.
A parte alcuni bianchi particolari e da lungo invecchiamento, la maggior parte andrebbe
consumata entro due, tre anni i dalla vendemmia.
La vinificazione in rosso o vinificazione con macerazione è caratterizzata dal contatto
tra vinacce e mosto in fermentazione. Sfruttando l'azione dissolvente dell'alcol e la
temperatura (compresa generalmente tra 26 e 30 °C), i pigmenti colorati (antociani) e le
sostanze tanniche presenti nella buccia dell'acino passano nel mosto, e si ritroveranno
quindi nel vino dopo la separazione tra parti solide e parte liquida (svinatura).
La fase di fermentazione e macerazione dura generalmente da 6 a 10 giorni, a seconda
del contenuto e dell'estraibilità delle sostanze presenti nelle uve trattate. Alcuni vini di
grande pregio prevedono una fase di macerazione molto lunga (anche 40 giorni), al fine
di estrarre maggiormente il contenuto delle bucce.
Dopo la svinatura le parti solide vengono pressate, al fine di recuperare la parte di vino
rimasta a contatto con le bucce, e tutta la massa liquida viene stoccata in botti, barrique,
contenitori in acciaio inossidabile o altri vasi vinari per la fase di affinamento.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
Bianco: Vino a denominazione di origine ottenuto tramite vinificazione di una o più
varietà a bacca bianca tra quelle precedentemente descritte.
Le sue caratteristiche dipendono dal territorio e dal tipo di uve utilizzate.
Al palato è sempre secco e sapido.
Chardonnay:Colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli, profumo floreale forte
quasi erbaceo, che continua verso la crosta del pane.
Vino bianco di grande struttura, con gradazione e acidità piuttosto elevate. Fine ed
elegante con profumi che ricordano la mela e i fiori di acacia. Dopo qualche mese di
stagionatura si evolve in bouquet piacevolissimo nel quale si riscontra l'artemisia.
Malvasia istriana:Colore giallo paglierino, profumo gradevole e fruttato; adatto ad
essere elaborato come vino frizzante.
Vino bianco fresco, dissetante, beverino, piacevolmente aromatico.
Müller Thürgau: Colore giallo paglierino, profumo intenso, gradevole e fruttato; gusto
asciutto rotondo e armonico; adatto ad essere elaborato come vino frizzante;
E' un vitigno ottenuto dall'incrocio tra Riesling renano e Sylvaner che fornisce un vino
bianco dal profumo leggermente aromatico e dal sapore piacevolmente acidulo.
Pinot bianco: Colore giallo paglierino chiaro e giallo dorato, profumo delicato di fiori.
Vino bianco delicato e vellutato con gradazioni ed acidità sostenute. Profumi di fiori si
sposano con quelli della mela verde e dell'albicocca. Se invecchiato il bouquet evolve in
note che ricordano la frutta matura, la frutta secca, le erbe aromatiche.
Pinot grigio: Colore leggermente giallo ramato e dal profumo intenso, spiccato, molto
persistente. Gusto secco, gentile, pieno, piacevolmente amarognolo.
Dopo il Friulano è forse il vino bianco che più caratterizza l'enologia friulana. Il
bouquet tipico ricorda i fiori di acacia.
Sauvignon: Colore giallo paglierino con profumo aromatico e delicato.
Vino bianco di aroma prorompente, tipico, che ricorda i fiori gialli, la salvia, la menta, il
peperone, la foglia di pomodoro, il basilico. Vino di grande struttura, ben strutturato e
nel contempo dotato di ottima acidità.
Riesling: Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, bouquet finissimo, nervoso,
asciutto con lievi sentori di albicocca, pesca, mirtillo.
Vino bianco dal profumo piacevolmente aromatico con sentore tipico di agrumi, erbe
aromatiche, fiori di campo. Con l'invecchiamento sorgono sentori di idrocarburo
(petrolio) molto ricercati dagli amanti dei vini dallo "stile tedesco". Al palato è elegante,
asciutto, fresco, dissetante, dotato sempre di una buona acidità.
Friulano: Colore giallo paglierino e profumo intenso.
Si tratta del vino bianco in assoluto più rappresentativo dell'enologia e della viticoltura
del Friuli Venezia Giulia. L'aroma è floreale e fruttato con una nota tipica che ricorda il
profumo della mandorla amara ma nella quale si perdono infiniti sentori vegetali
(geraneo, tarassacco, fieno ecc.) e fruttati (mela, melone, pesca, albicocca). Al gusto è
rigorosamente secco ma la moderata acidità che lo contraddistingue lo fa sempre
apparire rotondo, ampio, vellutato, piacevole da bere.
Traminer aromatico: Colore giallo paglierino intenso, presenta un profumo fragrante
che richiama la vaniglia ed il fiore del tiglio. Il gusto è fine ed aromatico con fondo di
mandorla amara.
Vino bianco che con il tempo tende alla tonalità giallo dorato. Intensamente aromatico
con note che possono evolvere in frutta matura. Vino piuttosto impegnativo che in Friuli
riesce discretamente alcolico pur mantenendo una buona acidità.
Verduzzo friulano: Colore giallo dorato, leggermente tannico con profumo di acacia e
sapore di miele.
Vino bianco dal profumo intenso e fruttato. Al palato per lo più amabile o dolce,
leggermente tannico, robusto, corposo con grado alcolico anche elevato.
Rosato: vino a denominazione di origine ottenuto tramite vinificazione in rosato di una
o più varietà a bacca rossa tra quelle precedentemente descritte. Colore rosa tenue o
cerasuolo. Profumo generalmente vinoso e fragrante. Gusto morbido e asciutto.
Rosso: Vino a denominazione di origine ottenuto tramite vinificazione di una o più
varietà a bacca rossa tra quelle precedentemente descritte.
Le sue caratteristiche dipendono dal territorio e dal tipo di uve utilizzate. Al palato è
generalmente secco e corposo.
Cabernet franc: Colore rosso rubino molto intenso, sapore erbaceo.
Vino dall'aroma intenso, spiccatamente erbaceo che prevale sulle note fruttate. Sapore
pieno, deciso, se giovane è leggermente astringente e con una buona acidità. In genere
poco alcolico.
Cabernet sauvignon: Colore rubino dal sapore vellutato con sentore di frutti di bosco,
lampone e mora selvatica.
Vino importante, aristocratico, adatto ad essere affinato in legno ed invecchiato in
bottiglia anche per parecchi anni. Aroma intenso, elegante, fruttato. Se invecchiato il
bouquet evolve acquistando note di vaniglia, liquirizia, spezie. Al palato è pieno,
avvolgente e vellutato specie se affinato in barrique
Merlot: Colore rosso rubino, profumo con sentore di lampone leggermente erbaceo.
Grande vino rosso della tradizione bordolese che ha trovato ampia diffusione e
apprezzamento in terra friulana. Il colore assume tonalità granate con l'invecchiamento.
L'aroma è pieno, fragrante, ricorda l'amarena, il lampone, la mora il mirtillo. Se
invecchiato il bouquet si arricchisce di note speziate e di sentori animali. Gusto secco,
strutturato, sapido, intenso
Refosco dal peduncolo rosso: Vino di colore rosso rubino con evidenti riflessi violacei
che si attenuano con l'invecchiamento. Profumo vinoso leggermente erbaceo con gusto
asciutto pieno ed amarognolo.
Le uve provengono da un vitigno molto vigoroso e produttivo che fornisce i migliori
risultati quando si effettua un convinto diradamento della produzione per limitare le rese.
In tal caso si ottiene un vino adatto anche all'affinamento in legno. Il profumo è sempre
intenso, erbaceo, vinoso, con note che ricordano la mora selvatica e frutti di bosco. Sapore
deciso, vivace, tipicamente tannico.
I vini della DOC Friuli Aquileia dal punto di vista analitico ed organolettico presentano
quindi caratteristiche peculiari attribuibili a seguenti fattori di cui: principalmente il
territorio, inteso come ambiente pedo-cliamtico ed il fattore umano.
All'articolo 6 del Disciplinare di produzione ciascuna tipologia di vino è descritta sotto
l'aspetto analitico ed organolettico, e comunque in modo tale da permettere una sua chiara
individuazione, frutto di un legame di tipicità con l'ambiente geografico. In detto articolo
non sono riportati i valori analitici degli zuccheri, acidità volatile ed anidride solforosa
richiesti dall'art. 26 del Reg. 606/2009. Detti valori non vengono indicati in quanto
devono essere inferiori o superiori a determinati limiti imposti alla normativa comunitaria
o nazionale.
Per quanto concerne l'acidità totale espressa in acido tartarico, in base alla normativa
comunitaria non può essere inferiore a 3,5 g/l.
L'acidità volatile non può superare i 18 milliequivalenti/litro per i vini bianchi e rosati e
20 milliequivalenti/litro per i vini rossi.
Per quanto riguarda il vino Verduzzo friulano prodotto nella tipologia "dolce" l'acidità
volatile non può superare i 25 milliequivalenti/litro.
Tutti i vini della DOC Friuli Aquileia classificati come "secchi" devono garantire che il
tenore di zucchero non superi i 4 g/l oppure i 9 g/l purchè il tenore di acidità totale
espresso in acido tartarico per litro, non sia inferiore di oltre 2 grammi al tenore di
zucchero residuo.
Lo zucchero residuo per il verduzzo friulano non può superare i 45 g/l nella tipologia
"amabile", mentre deve essere almeno di 45 g/l nella tipologia "dolce".
Il tenore totale di anidride solforosa dei vini diversi dai vini spumanti e dai vini liquorosi
non può superare, al momento dell'immissione al consumo umano diretto:
a)150 mg/l per i vini rossi;
b)200 mg/l per i vini bianchi e rosati.
Il tenore totale di anidride solforosa dei vini spumanti non può superare, al momento
dell'immissione al consumo umano diretto:
a)185 mg/l per tutte le categorie di vini spumanti di qualità e
b)235 mg/l per gli altri vini spumanti.
I vini della DOC Friuli Aquileia prodotti nella tipologia spumante devono garantire al
consumo una sovrappressione di almeno 3,5 bar.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui
alla lettera B).
Il legame con la zona geografica delimitata della DOC "Friuli Aquileia" è comprovato
dai seguenti elementi contenuti nel disciplinare.
La pianura aquileiese è caratterizzata da un paesaggio naturale di spiccata originalità
I terreni sono di natura prevalentemente argillosa con una componente sabbiosa che in
percentuale varia da zona a zona, si sono originati nel corso dei millenni, da fenomeni
alluvionali, strappando ai rilievi soprastanti argilla, sabbia e ricchi detriti minerali dalla
varia composizione.
Le montagne, oltre ad aver dato origine al terreno della zona Friuli Aquileia, lo riparano
dai venti freddi provenienti da nord. Questo fatto, insieme all'effetto benefico del mare
Adriatico, ha concorso alla creazione di un clima particolarmente adatto alla
coltivazione delle vite.
Clima e terreno insieme quindi, favoriscono uno sviluppo ottimale dei vigneti ed
assicurano ideali condizioni di equilibrio della pianta, fattore principale per ottenere uve
di elevatissima qualità.
Infatti l'escursione termica tra il giorno e la notte, tipica del territorio della pianura
friulana favorisce l'ottenimento di uve con una spiccata dotazione di aromi e vini
profumati ed eleganti.
Un'azione coordinata di clima e terreno per dei vini che nelle zone più calde brillano
per alcolicità e colore; in quelle più fresche per acidità e profumi; e nelle più asciutte per
struttura e corpo.
Fondamentale risulta la peculiare composizione varietale dei vigneti e dalle specifiche
forme di allevamento, sesti di impianto, sistemi di potatura e tecniche di coltivazione
dei vigneti. I vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli che
storicamente e per particolare vocazione hanno saputo affermarsi nel territorio; per i
nuovi impianti e reimpianti la densità non può essere inferiore a 3.500 ceppi per ettaro e
le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura sono quelli tradizionali
e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti e
l'esposizione della superficie fogliare. Le basse rese produttive (tonnellate 13 di uva per
i tipi: Friulano, Pinot Bianco, Pinot grigio, Riesling, Sauvignon, Chardonnay, Verduzzo
friulano, Malvasia Istriana, Muller Thurgau; a tonnellate 12 per i tipi: Merlot, Cabernet,
Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Refosco dal peduncolo rosso; a tonnellate 10 per
il tipo Traminer aromatico contribuiscono a conferire ai vini particolare vigore e
complessità.
L'interazione tra le peculiarità ambientali, la tradizione storica e le tecniche produttive
permettono di ottenere le specifiche qualità delle tipologie dei vini DOC in questione, la
cui rinomanza e reputazione sono consolidate.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
NOME E INDIRIZZO:
CEVIQ s.r.l. - CERTIFICAZIONE VINI QUALITA'
Via Morpurgo, 4 - 33100 UDINE
Tel. 0432- 510619
Fax 0432 288595
E-Mail: info@ceviq.it
CEVIQ s.r.l. è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente
disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed
all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante
una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco
dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei
controlli, approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno
2012, pubblicato in G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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