Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Freisa di Chieri Doc

30.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA "FREISA DI CHIERI"


Approvato con DPR 20.09.1973 GU 27 - 29.01.1974
Modificato con DM 27.07.2010 GU 189 - 14.08.2010
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
1. La Denominazione di Origine Controllata "Freisa di Chieri" è riservata ai vini rossi che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le
seguenti tipologie, specificazioni aggiuntive o menzioni:
"Freisa di Chieri" Secco
"Freisa di Chieri" Superiore
"Freisa di Chieri" Dolce
"Freisa di Chieri" Frizzante
"Freisa di Chieri" Spumante.


Articolo 2
Base ampelografica
1. I vini a denominazione di origine controllata "Freisa di Chieri" devono essere ottenuti dalle
uve provenienti da vigneti composti , in ambito aziendale, dal vitigno Freisa:
dall'90 al 100%;
altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte:
da 0 a 10%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
1. Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione comprendente il territorio collinare
dei seguenti comuni in Provincia di Torino:
Chieri, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Pavarolo, Baldissero Torinese, Montaldo Torinese,
Mombello Torinese, Andezeno, Arignano, Moriondo Torinese, Marentino e Riva presso Chieri,
Comune di Torino limitatamente alla Regione San Luca, Regione Eremo, Regione Santa
Margherita, Parco di Villa Genero, Regione Villa della Regina.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui
all'art.1 devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al
vino derivanti le specifiche caratteristiche di qualità.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai
punti che seguono:
- terreni: terreni medio impasto calcareo-argillosi ;
- giacitura: esclusivamente collinare. Sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle,
umidi, e non sufficientemente soleggiati;
- altitudine: non inferiore a metri 180 s.l.m.
- esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve;
- densità d'impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle
uve e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti
da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto di impianto, non inferiore a 2.500;
- forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento: la
controspalliera con vegetazione assurgente; sistema di potatura: il Guyot tradizionale e/o altre
forme comunque atte a non modificare in negativo la qualità delle uve);
- è vietata ogni pratica di forzatura.
E' consentita l'irrigazione di soccorso.
3. Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini
a Denominazione di Origine Controllata di cui all'art.1 ed i titoli alcolometrici volumici minimi
naturali delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere rispettivamente le
seguenti:
Vini produzione uva Tit. Alcolom.
t/ha vol.min.natur. %Vol
"Freisa di Chieri" Secco 8,00 10,50
"Freisa di Chieri" Superiore 8,00 11,50
"Freisa di Chieri" Dolce 8,00 10,50
"Freisa di Chieri" Frizzante 8,00 10,50
"Freisa di Chieri" Spumante 8,00 10,50
La quantità massima di uva ammessa per la produzione del vino a Denominazione di Origine
Controllata "Freisa di Chieri", "Freisa di Chieri" Superiore, con menzione aggiuntiva "vigna"
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale deve essere di tonnellate 7,00 per ettaro di
coltura specializzata.
Per poter utilizzare la menzione aggiuntiva "vigna", occorre che il vigneto in questione abbia
un'età di impianto di almeno 7 anni.
In particolare per poter utilizzare la menzione "vigna" il vigneto di età inferiore ai 7 anni dovrà
avere una resa ulteriormente ridotta come di seguito indicato:
vini anno resa uva titolo alcolometrico
t/ha vol. min. naturale% Vol
Freisa di Chieri terzo 4,20 12,00
quarto 4,90 12,00
quinto 5,60 12,00
sesto 6,30 12,00
settimo 7,00 12,00
Freisa di Chieri terzo 4,20 12,50
Superiore quarto 4,90 12,50
quinto 5,60 12,50
sesto 6,30 12,50
settimo 7,00 12,50
Nelle annate con produzione abbondante i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla
produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata di cui all'art 1 devono essere
riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti
medesimi, fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata con produzione scarsa, se necessario, la Regione Piemonte fissa una resa
inferiore a quella prevista dal presente disciplinare anche differenziata nell'ambito della zona di
produzione di cui all'art.3.
5. I conduttori interessati che prevedono di ottenere una resa maggiore rispetto a quella fissata
dalla Regione Piemonte, ma non superiore a quella massima di cui al comma 3 del presente
articolo, dovranno tempestivamente, comunque almeno 5 giorni prima della data di inizio della
propria vendemmia, segnalare tale data e la stima della maggior resa, mediante lettera
raccomandata agli organi competenti per territorio preposti al controllo, per consentire gli
opportuni accertamenti da parte degli stessi.
6. Nell'ambito della resa massima fissata in questo articolo, la Regione Piemonte, su proposta
del Consorzio di Tutela, può fissare limiti massimi di uva rivendicabile per ettaro inferiori a
quello previsto dal presente disciplinare in rapporto alla necessità di conseguire un miglior
equilibrio di mercato.
In questo caso non si applicano le disposizioni di cui al comma 5.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione, affinamento e imbottigliamento devono essere effettuate
all'intero della zona delimitata dall'art. 3.
Tuttavia, tenendo conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali
operazioni siano effettuate nell'intero territorio delle Province di Torino,Asti e Cuneo.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il
condizionamento deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la
qualità ,garantire l'origine e assicurare l'efficacia dei controlli.
A salvaguardia dei diritti precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato
l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione delimitata, sono previste autorizzazioni
individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 1)
2. La resa massima dell'uva in vino finito non dovrà essere superiore per tutti i vini al 70% ,con
una produzione massima di vino di 5600 litri per ettaro:
La resa massima dell'uva in vino finito per la produzione del vino a Denominazione di Origine
Controllata "Freisa di Chieri"e "Freisa di Chieri" Superiore, con menzione aggiuntiva "vigna"
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale non dovrà essere superiore al 70%,
rispettivamente per ciascun anno di produzione corrispondente a:
2940 litri di vino al 3° anno
3430 litri di vino al 4° anno
3920 litri di vino al 5° anno
4410 litri di vino al 6° anno
4900 litri di vino dal 7°anno di produzione del vigneto.
Qualora tale resa superi le percentuali sopra indicate, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non avrà
diritto alla denominazione di origine controllata; oltre detto limite percentuale decade il diritto
alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione e invecchiamento sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali
leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche di qualità, ivi compreso
l'arricchimento della gradazione zuccherina, secondo i metodi riconosciuti dalla legge.
Per la presa di spuma della tipologia frizzante la stessa va ottenuta mediante rifermentazione
degli zuccheri naturali residuati nel vino amabile o dolce, conservato secondo le pratiche
enologiche di filtrazione ripetuta e/o refrigerazione;
4. I seguenti vini devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento :
"Freisa di Chieri"superiore –minimo 12 mesi a decorrere dal 1° novembre dell'anno di raccolta
delle uve.
E' ammesso l'invecchiamento in legno di minimo 6 mesi.
E' ammessa la colmatura con uguale vino conservato in altri recipienti, per non più del 10%del
totale del volume nel corso dell'intero invecchiamento obbligatorio.
5. Per i seguenti vini l'immissione al consumo è consentita soltanto a partire dalla data per
ciascuno di essi indicata:
"Freisa di Chieri"superiore –dal 1° novembre dell'anno successivo a quello di raccolta delle
uve.
6. Nell'ambito della stessa tipologia, specificazione aggiuntiva o menzione è consentita, a
scopo migliorativo, l'aggiunta nella misura massima del 15% di "Freisa di Chieri" più giovane
a "Freisa di Chieri" più vecchio o viceversa, anche se non ha ancora ultimato il periodo di
maturazione obbligatorio.
7. I vini di cui all'art.1 possono essere classificati con la denominazione di origine controllata
"Collina Torinese"rosso purché corrispondano alle condizioni ed ai requisiti previsti dai relativi
disciplinari, previa comunicazione del detentore agli organi competenti.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
1. I vini Freisa di Chieri all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
Freisa di Chieri Secco
Colore: rosso rubino con tendenza al granato;
odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola;
sapore: asciutto, talvolta vivace leggermente acidulo, che con l'invecchiamento diventa più
armonico e delicato;
eventuali sentori di legno qualora affinato in botte;
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.,
per il Freisa di Chieri con indicazione di "vigna" 12,00%vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
Freisa di Chieri Superiore
Colore: rosso granato o cerasuolo con riflessi aranciati con l'invecchiamento;
odore: caratteristico delicato eventualmente con note di lampone e viola;
sapore: secco, delicatamente morbido ed con eventuali sentori di legno;
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.,
per il Freisa di Chieri con indicazione di "vigna" 12,50%vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l;
Freisa di Chieri Dolce
Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro talvolta con lievi riflessi violacei;
odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola;
sapore: dolce, fresco, talora vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol. di cui almeno 7,00% vol. svolti;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
Freisa di Chieri Frizzante
Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro;
spuma: fine ed evanescente;
odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola;
sapore: armonico, elegante con retrogusto gradevole di lampone;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
Freisa di Chieri Spumante
Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro;
spuma: fine, persistente;
odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola;
sapore: brut, dry o dolce,armonico, elegante con sottofondo gradevole di lampone;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol. di cui svolto compreso tra 6,00%vol
e 8,00%vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
2. E' in facoltà del Ministero delle politiche agricole,alimentari e forestali, con proprio decreto,
di modificare i limiti minimi per l'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
Designazione e presentazione
1. Nella designazione e presentazione dei vini di cui all'art.1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi
gli aggettivi extra, fine, naturale, scelto, selezionato, vecchio e similari.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi
privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
2. Nella designazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata "Freisa di Chieri" la
denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione «vigna» seguita dal relativo
toponimo o nome tradizionale purché la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in
recipienti separati e che tale menzione, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei
registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai
sensi dell'art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010 (allegato 1).
La menzione "vigna" seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale deve essere riportata in
etichetta con caratteri di dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la DOC
Freisa di Chieri
3. Nella designazione e presentazione del vino a Denominazione di Origine Controllata "Freisa
di Chieri", con l'esclusione delle tipologie spumante e frizzante, è obbligatoria l'indicazione
dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
1. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini di cui all'art.1 per la commercializzazione
devono essere di forma tradizionale, di capacità consentita dalle vigenti normative, ma
comunque non inferiori a 18,7 cl e con l'esclusione del contenitore da 200 cl.
2. E' vietato il confezionamento e la presentazione nelle bottiglie, che possano trarre in inganno
il consumatore o che siano comunque tali da offendere il prestigio del vino.
3. Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini di cui all'art.1 con l'aggiunta della menzione
"vigna" seguita dal toponimo o nome tradizionale per la commercializzazione devono essere di
capacità inferiore ai 500cl.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
I terreni del comprensorio di coltivaziopne sono di medio impasto calcareo-argillosi, con giacitura
esclusivamente collinare e un altitudine non inferiore 180 metri s.l.m. L'esposizione deve essere
adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve sulla pianta.I vigneti, in ambito aziendale,
devono essere composti dal vitigno Freisa minimo 90% e massimo 10% da altri vitigni a bacca
nera, non aromatici con un numero di ceppi non inferiore a 2.500 per ettaro.
La forma di allevamento è quella della controspalliera con vegetazione assurgente e il sistema di
potatura: il Guyot La presa di spuma della tipologia frizzante va ottenuta mediante la
rifermentazione degli zuccheri naturali residuati nel vino amabile o dolce, conservato secondo le
pratiche enologiche di filtrazione ripetuta e/o refrigerazione.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
Le fonti storiche collocano la nascita del vitigno Freisa nella zona del Chierese e della Collina
Torinese, con successiva diffusione fino ai confini con il Basso Monferrato. Parla espressamente
del vitigno il conte Nuvolone: "Freisa produce vino acerbo, secco e robusto,..." dice nella celebre
"Istruzione" a tema viticolo-enologico. Si accenna già allora a due varietà di Freisa, una grossa ed
una piccola, e alla coltura del vitigno in tutte le province piemontesi. Per quanto riguarda il vino,
dice che sia "ricco di tartaro" e per questa ragione necessiti di numerosi travasi, adatto però
all'invecchiamento e al taglio con i vini più deboli. La zona storicamente vocata alla coltivazione di
questo vitigno è la Collina Torinese: una catena collinare a sud del Po che si estende da Moncalieri
a Verrua Savoia, con un'altimetria variabile tra i 300 e gli oltre 550 metri s.l.m.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Il secondo conflitto mondiale ed il successivo periodo di boom economico furono la causa
determinante per la riduzione della viticoltura in questa zona. La vicinanza con il capoluogo
regionale promosse l'abbandono delle campagne, e la crescente domanda di cereali portò alla
riconversione colturale dei versanti collinari.
L'avvento della fillossera, sebbene tardivo sulla Collina Torinese non risparmiò le viti di Freisa che
dovettero quindi essere reimpiantate. L'operazione fece perdere sicuramente quel patrimonio di
diversità clonale che nei secoli si era costituito nel Torinese, oltre che un consistente numero di
vigneti. Solo dopo il 1973, anno dell'istituzione della D.O.C. Freisa di Chieri ci fu un sostanziale
ritorno alla coltivazione del vitigno ed il passaggio da piccole aziende produttrici per autoconsumo
ad aziende vitivinicole.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Camera di Commercio di Torino
Via Carlo Alberto 16 - 10123 Torino
Tel. +39 011 57161
Fax +39 011 5716516
Mail: protocollo.generale@to.legalmail.camcom.it
La C.C.I.A.A. di Torino è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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