Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Falerio Doc

29.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA «FALERIO»


Approvato con DPR 28.04.1975 G.U. 226 - 26.08.1975
Modificato con DM 10.10.1994 G.U. 250 - 25.10.1994
Modificato con DM 05.09.1997 G.U. 223 - 24.09.1997
Modificato con DM 17.10.1997 G.U. 255 - 31.10.1997
Modificato con DM 28.03.2003 G.U. 104 - 07.05.2003
Modificato con DM 17.05.2011 G.U. 139 - 17.06.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata «Falerio» è riservata ai vini che rispondono alle condizioni
ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
"Falerio"
"Falerio" Pecorino.


Articolo 2
Base ampelografica
Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio» deve essere ottenuto dalle uve provenienti
da vigneti, aventi nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Trebbiano toscano dal 20 al 50%;
Passerina dal 10 al 30%;
Pecorino dal 10 al 30%.
Possono concorrere da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 20% tutti gli altri vitigni non
aromatici, a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Marche.
Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio» Pecorino deve essere ottenuto dalle uve
provenienti da vigneti, aventi nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Pecorino: minimo 85%.
Possono concorrere da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15% tutti gli altri vitigni non
aromatici, a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Marche.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
Le uve destinate all'ottenimento del vino a denominazione di origine controllata "Falerio" devono
essere prodotte nel territorio amministrativo della provincia di Ascoli Piceno e di Fermo idoneo alla
coltura, con l'esclusione cioè dei terreni di fondovalle ed eccessivamente umidi e quelli ubicati ad
una altitudine superiore ai 700 metri s.l.m.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a denominazione
di origine controllata «Falerio» devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e,
comunque, atte a conferire alle uve e al vino le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli
generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari delle uve e del vino.
Per la tipologia "Falerio" la densità dei ceppi per ettaro deve essere almeno di 2200.
Per la tipologia "Falerio" Pecorino i vigneti impiantati successivamente all'entrata in vigore della
presente modifica del disciplinare di produzione dovranno avere almeno una densità di 3000 ceppi
per ettaro.
E' vietata ogni pratica di forzatura. È consentita l'irrigazione di soccorso da effettuarsi prima
dell'invaiatura per non più di due interventi all'anno.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata
«Falerio» non deve essere superiore a tonnellate 13 per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata
«Falerio» nella tipologia "Falerio" Pecorino non deve essere superiore a tonnellate 11 per ettaro di
vigneto in coltura specializzata.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione del vino a
denominazione di origine controllata «Falerio» devono essere riportati nel limite di cui sopra, fermo
restando il limite resa uva-vino per i quantitativi di cui trattasi, purché la produzione globale non
superi del 20 % il limite medesimo.
Qualora si superi questo ulteriore limite, decade per l'intero quantitativo prodotto il diritto alla
denominazione di origine controllata.
Fermi restando i limiti sopra indicati, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata in
rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell'ambito dell'intero attuale territorio
amministrativo della provincia di Ascoli Piceno e della provincia di Fermo.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a denominazione di origine controllata
«Falerio» nelle diverse tipologie un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell'11% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, tradizionali della
zona, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70 %. Qualora superi detto limite,
ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre il 75%
decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
E' ammessa la dolcificazione secondo le norme comunitarie e nazionali


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio», all'atto dell'immissione al consumo, deve
rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: paglierino più o meno tenue;
- odore: lievemente profumato;
- sapore: secco, sapido, armonico, leggermente acidulo;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 16 g/l.
Il vino a denominazione di origine controllata «Falerio Pecorino», all'atto dell'immissione al
consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
- odore: caratteristico, gradevole;
- sapore: tipico, caratteristico secco, leggermente acidulo;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
E' in facoltà del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio
decreto i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione, presentazione e confezionamento
Alla denominazione di origine controllata «Falerio» è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione
non prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra", «fine», «scelto»,
«selezionato» e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali e marchi
privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente.
Sui recipienti contenenti il vino «Falerio» deve figurare l'annata di produzione delle uve.
È consentito inoltre, per la sola tipologia "Falerio", l'uso dei contenitori alternativi al vetro costituiti
da un otre in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di
cartone o di altro materiale rigido, nei volumi da 2 a 5 litri.
Sono ammessi tutti i sistemi di chiusura consentiti dalle normative comunitarie e nazionali.


Articolo 8
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica
1. Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica di produzione del vino Falerio DOC, ricade nella parte sud della regione Marche
e comprende l'intero territorio delle province di Ascoli Piceno e Fermo, territorio che va dalla zona
litoranea sino ad arrivare ad una media alta collina. L'altitudine dei terreni coltivati é compresa tra
50 e 700 msl.
La zona di produzione del Falerio Doc, dal punto di vista geologico, rientra nella fascia
periadriatica marchigiano abruzzese
I suoli più diffusi nei vigneti dell'area del Falerio appartengono ai cambissols dove la pedogenesi ha
portato alla formazione dell'orizzonte cambico, dotato di una buona profondità e porosità.
L'area di produzione del Falerio é fortemente condizionata dal clima litoraneo e da una certa
mediterraneità, la temperatura annuale media é di 14ºC e le precipitazioni medie annue sono
comprese tra 700 e 800 mm. Il massimo della piovosità é localizzato nei mesi di Ottobre,
Novembre, e Dicembre, mentre il mese meno piovoso é Luglio. Le estati sono piuttosto calde, la
temperatura media dei mesi di luglio e agosto é di 23ºC, mentre gli inverni sono abbastanza rigidi,
le temperatura media nei mesi di Dicembre Gennaio e Febbraio é di 5.5-6.5°C.
2. fattori umani rilevanti per il legame
La millenaria storia del Falerio dei Colli Ascolani è già scritta nel nome, tipicamente romano, del
vino che deriva dall'antica città di Faleria, diventata poi Falerio Picenus e, oggi, Falerone. Il Falerio
dei Colli Ascolani, come i resti del teatro, dell'anfiteatro e del tempio romano che ancora si possono
ammirare nella città di Falerone, costituisce la testimonianza vivente della fama che, fin dai tempi
della Roma Imperiale, avevano i vini del Picenum. La zona di produzione definita dalla Doc del
Falerio si estende su quasi tutta l'area viticola della provincia di Ascoli Piceno e Fermo, che dalla
fascia collinare sub-appenninica arriva sino al litorale adriatico,
Le colline tra Falerone e Fermo, dove oggi si distendono i vigneti del Falerio, hanno visto il
battesimo delle armi del famoso filosofo e oratore romano Cicerone che, a soli 18 anni, partecipò
nelle armate di Pompeo Stradone, alla battaglia persa dai Romani contro l'esercito Piceno. Negli
archivi del comune di Fermo si sono trovati cenni al vino di Faleria risalenti al XIII secolo, dove si
rintracciano le prime testimonianze dell'adozione anche in loco, dell'antica tecnica del "vin cotto"
che è sopravvissuta fino ad oggi, anche se limitata a piccole produzioni. Passerina e Pecorino, che
entrano nell'uvaggio del Falerio insieme al Trebbiano, vantano una storia secolare. Sono due vitigni
di antichissima tradizione e con decisa origine marchigiana.
Per la Passerina, qualche ampelografo ha ipotizzato addirittura discendenze dallo Psithia di cui
parlò il poeta latino Virgilio.
Il Pecorino presenta ancora oggi una forte personalità gustativa, che ne fa ingrediente indispensabile
per la caratterizzazione dei vini Piceni.
Il Falerio é stato riconosciuto DOC nel 1975 (Dpr.28 aprile 1975 successivamente modificato dal
Dm 10 ottobre 1994, modificato dal Dm 17 ottobre 1997, modificato dal Dm 28 marzo 2003 e dal
Dm 17 giugno 2011)
L'incidenza dei fattori umani si riscontra nella definizione dei seguenti aspetti tecnico produttivi
che costituiscono il vigente disciplinare di produzione:
La base ampelografica dei vigneti, i vitigni idonei alla produzione del Falerio, sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'area geografica di produzione, Trebbiano, Passerina, Pecorino.
Le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura, sono quelli tradizionali della
zona, Guyot e Cordone speronato, che assicurano un buon equilibrio vegeto produttivo delle viti,
inoltre garantiscono un'ottimizzazione delle operazioni colturali e sono idonee alla
meccanizzazione. I sesti d'impianto prevedono per la tipologia Falerio, almeno 2500 piante per
ettaro, mentre per la tipologia Pecorino 3000 piante per ettaro, tali da assicurare il rispetto delle rese
di produzione fissate dal disciplinare.
Pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionali della zona per la vinificazione dei
vini bianchi, differenziate per le due tipologie .
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
La DOC Falerio comprende due tipologie "Falerio" e "Falerio Pecorino", l'ambiente di coltivazione
e il microclima fanno si che le suddette tipologie presentino caratteristiche analitiche ed
organolettiche peculiari descritte nell'articolo 6 del disciplinare.
I vini Falerio presentano un buon tenore di acidità, colore giallo paglierino, all'olfatto si riscontrano
aromi floreali e di frutta a polpa gialla, al gusto sono armonici, freschi con un retrogusto abbastanza
persistente, nella tipologia Falerio Pecorino i vini hanno colore giallo paglierino con riflessi
verdognoli, all'olfatto si riscontrano aromi di fiori bianchi, note di ananas, anice e salvia, il gusto è
armonico, fresco, sapido, minerale con un retrogusto molto persistente.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera a) e quelli di cui alla
lettera b)
L'interazione tra l'orografia prettamente collinare della zona di coltivazione dei vitigni del Falerio ,
le esposizioni prevalentemente est- sud est, il clima e le caratteristiche delle terre, concorrono a
determinare un ambiente particolarmente vocato alla coltivazione dei vitigni della DOC Falerio.
I terreni della DOC Falerio hanno una tessitura prevalentemente argillosa e ricadono nella classe
granulometrica "fine" secondo la classificazione della Soli taxonomy. sono suoli prevalentemente
calcarei, la tendenza argillosa dei suoli fa si che essi abbiano buona capacità di scambio cationico
quindi disponibilità di cationi che conferiscono alle uve e di conseguenza ai vini quelle
caratteristiche di sapidità e mineralità che rendono il Falerio DOC un vino unico nel suo genere
Dal punto di vista evolutivo i suoli dell'areale di produzione del Falerio sono moderatamente
evoluti, perché soggetti a fenomeni erosivi spinti, essendo ubicati in zone con pendenze molto
elevate; la loro profondità non è molto elevata, ma sempre tale da assicurare una certo contenuto di
umidità al suolo.
In questi suoli il drenaggio è buono, l'acqua in eccesso è rapidamente allontanata dal suolo, sia per
effetto della sua buona permeabilità sia per le caratteristiche morfologiche delle superfici,
favorevoli al rapido sgrondo delle acque prevalentemente per effetto delle pendenze
Il clima dell'areale di produzione é caratterizzato da estati calde, da inverni freddi e da una
piovosità media di 750 mm annui.
L'interazione di tutti questi fattori consente ai vitigni del Falerio di avere una cinetica di
maturazione adeguata, con un adeguato accumulo di zuccheri e un buon tenore di aciditá, che vanno
a caratterizzare il bouquet del Falerio fornendogli delle caratteristiche organolettiche peculiari ed
uniche.
La millenaria storia vitivinicola del Falerio dall'epoca romana fino ai giorni nostri è attestata da
numerosi scritti e documenti e questa è la prova fondamentale dell'interazione tra l'uomo e il
territorio nella DOC Falerio, è data dalla constatazione che nel corso dei secoli sia le tecnic he di
coltivazione sia le pratiche enologiche sono migliorate al punto da ottenere come risultato il Falerio
DOC, vino di indiscusse e uniche caratteristiche organolettiche.
Tutto questo è sfociato nel riconoscimento della DOC Falerio nel 1975 che, oltre ad essere un
indiscusso riconoscimento alle peculiarità del territorio e del vino è anche stato un premio alla
laboriosità dell'uomo ed al suo amoroso attaccamento a questo territorio e al suo prodotto principe.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo:
Valoritalia società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane S.r.l.
Via Piave, 24 – 00187 Roma
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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