Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Esino Doc

29.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA "ESINO"


Approvato con DM 11.09.1995 G.U. 232 - 04.10.1995
Modificato con DM 28.05.2009 G.U. 135 - 13.06.2009
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 26.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Esino", è riservata ai vini bianco, anche nella tipologia
frizzante, e rosso, anche nella tipologia novello, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti,
stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Esino», devono
essere ottenute da vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
"Esino" bianco, anche nella tipologia frizzante: Verdicchio minimo 50%.
Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Marche
congiuntamente o disgiuntamente fino ad un massimo del 50% ed iscritti nel Registro Nazionale
delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
"Esino" rosso: vitigni Sangiovese e Montepulciano da soli o congiuntamente minimo del 60%.
Possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Marche
congiuntamente o disgiuntamente fino ad un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale
delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini atti ad essere designati con la
denominazione di origine controllata «Esino», comprende l'intero territorio amministrativo della
provincia di Ancona ed il seguente territorio amministrativo compreso nella provincia di Macerata
che delimita le zone di produzione del Verdicchio di Matelica e del Verdicchio dei Castelli di Jesi:
partendo dal centro urbano di Esanatoglia percorre la provinciale Esanatoglia-Fabriano, che segue
fino al bivio con la carreggiabile per Case Avenale e prosegue per detta carreggiabile fino a
ricongiungersi con la provinciale Esanatoglia-Fabriano fino all'incrocio con il fosso di Collamato in
località Fonticelle, prosegue poi il fosso stesso in direzione Nord-Nord Est fino alla confluenza con
il fosso di Pagliano e proseguendo in direzione Est fino alla località Case Incrocca. Da Case
Incrocca si prende la comunale fino al congiungimento con la strada statale n. 256 «Muccese».
Dalla statale si percorre la stessa in direzione Nord fino all'incrocio con la strada comunale di
Fogliano. Da lì girando a sinistra la si percorre in direzione di Frazione Piane fino all'incrocio con la
strada che porta in località Case Piagnifame.
Dall'incrocio girando a destra, si percorre la strada vicinale fino alla località Piagnifame e si
prosegue fino ad incrociare la strada vicinale delle Cese. Da questa, si prende la direzione
Colferraio fino ad arrivare al crinale e quindi si devia verso Nord e si prosegue in modo irregolare
in direzione Nord-Est fino all'incrocio del fosso Cerquete in prossimità della località Fontanelle
sulla strada comunale delle Cerquete passando per Case La Mucchia a quota 436. Da Fontanelle
segue la strada per Macere, Poggetto, Colle Tenuto, Colferraio, indi percorre la carrareccia che da
Colferraio porta a Rastia, ed a Casa Rossa (q. 460) per raggiungere, lungo un sentiero, (q. 554). Da
questa quota segue il sentiero per Case Croce di Vinano, poi la strada per Vinano e Sant'Anna poi la
direttrice per (q. 474) e a questa quota la direttrice per Case Valle Piana. Da Case Valle Piana segue
la carrareccia per Casa Laga Alta, di qui la carreggiabile per Casa Laga Bassa e la carrareccia per
Casa Frana. Da Casa Frana percorre la carrareccia per Colle Marte San Giovanni, Villa Baldoni
sino ad incontrarsi con la provinciale che dalla frazione Acquosi di Gagliole porta a Matelica.
Dall'incrocio predetto percorre tale strada passando per Gagliole e Collaiello giunge alla frazione
Salvalagli. Da questa frazione si immette sulla strada statale Castelraimondo San Severino Marche;
e che percorre fino al bivio con la carrareccia per la frazione Crispiero; segue la carrareccia
passando attraverso Case Piermarchi; fino all'incrocio con la strada Castelraimondo-Crispiero,
immettendosi poi sulla strada per Camerino, fino al bivio per la frazione Sabbieta. Da qui percorre
poi la strada che passa per Sabbieta, per Tuseggia, per il bivio della strada per Lancianello e per le
Case Gorgiano, fino al ponte sul fosso di Sperimento per congiungersi poi lungo detto Fosso alla
strada statale Camerino-Castelraimondo. Da qui prosegue lungo il fosso di Palente, fino al ponte
della Cesara. Segue poi la strada per Piampalente, tocca il bivio Parrocchia di Palente, passa per
Mistriano, per Canepuccio, per Valle San Martino, per Sellano, per Perito fino a raggiungere la
frazione Seppio. Dalla frazione Seppio si immette sulla nuova strada che sbocca al km 2 sulla strada
statale Pioraco Castelraimondo. Da qui segue poi il confine comunale Pioraco-Castelraimondo fino
alla confluenza con la carrareccia per Sant'Angelo che percorre sino alla frazione Sant'Angelo.
Raggiunge poi le propaggini di Monte-Castel S. Maria secondo la direttrice che da S. Angelo (q.
549) va a Case il Poggio (q. 507), attraverso le quote 684, 592, 529. Da Case il Poggio segue la
carrareccia per Case Foscoli. Da Case Foscoli sino alle propaggini del monte Gemmo, secondo la
direttrice che da Casa Foscoli (q. 488) va al confine comunale Matelica-Esanatoglia in prossimità di
Case Cantalupo attraverso le quote 539, 469, 622, 583. Da Casa Cantalupo, percorre il confine
comunale Matelica-Esanatoglia, fino alla provinciale Esanatoglia-Matelica e da qui si ricongiunge
al centro urbano di Esanatoglia.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino Esino, devono
essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed al vino derivato, le
specifiche caratteristiche. Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell'iscrizione nello schedario
viticolo, i terreni i cui vigneti siano atti a conferire alle uve ed al vino derivato, le specifiche
caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli
generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva e del vino.
È vietata ogni pratica di forzatura. È consentita l'irrigazione di soccorso.
I vigneti impiantati successivamente all'entrata in vigore del presente disciplinare, dovranno avere
almeno 2.200 ceppi per ettaro.
Le produzioni massime di uva per ettaro di coltura specializzata di cui all'art. 2 devono essere le
seguenti:
Vino Resa uva/ettaro
Esino bianco 15 t
Esino rosso 14 t
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione dovrà essere riportata
attraverso un'accurata cernita delle uve, purché non superi del 20% i limiti sopra indicati. Qualora si
superino tali limiti, l'intera produzione non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi questo limite, ma non il 75% l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di
origine controllata; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto
il prodotto.
La Regione Marche, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate di anno in
anno, prima della vendemmia può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro,
inferiore a quello fissato nel presente disciplinare, dandone immediata comunicazione al
competente organismo di controllo.
I vigneti iscritti allo schedario viticolo idonei alle denominazioni di origine controllata «Rosso
Piceno», «Verdicchio dei Castelli di Jesi», «Verdicchio di Matelica», «Rosso Conero» e «Lacrima
di Morro d'Alba», possono essere destinati alla produzione della denominazione di origine
controllata «Esino» bianco e rosso, qualora i produttori interessati optino per la rivendicazione in
tutto o in parte per superfici iscritte, in sede di denuncia annuale delle uve.
E' consentita altresì la scelta di cantina ai sensi e per gli effetti dell'art. 14, comma 3, del D.
legislativo n. 61/2010.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell'ambito del territorio dell'art. 3.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare rispettivamente ai tipi bianco e rosso un titolo
alcolometrico volumico naturale di 10% vol, mentre per la tipologia frizzante devono assicurare un
titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,50% vol. Nella vinificazione sono ammesse
soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari
caratteristiche.
È ammessa la dolcificazione secondo le norme comunitarie e nazionali.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a denominazione di origine controllata "Esino" all'atto dell'immissione al consumo, devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Esino" bianco:
colore: giallo paglierino tenue;
odore: caratteristico intenso;
sapore: asciutto;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
"Esino" rosso:
colore: rosso rubino;
odore: caratteristico intenso;
sapore: asciutto;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Esino" frizzante:
colore: paglierino;
odore: fruttato;
sapore: fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.
estratto non riduttore minimo:14,0 g/l.
"Esino" novello:
colore: rosso rubino;
odore: fragrante, fine caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, vellutato;
tenore zuccheri residui: massimo 10,0 g/l;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
In relazione alla eventuale conservazione in recipienti di legno il sapore dei vini può rilevare lieve
sentore di legno.
È facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto
i limiti dell'acidità totale e dell'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla denominazione di cui all'art. 1, è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi compresi gli
aggettivi extra, fine scelto, selezionato, superiore riserva, vecchio e similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi
privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente.


Articolo 8
Confezionamento
È vietato l'utilizzo della bottiglia a forma di anfora. Sono ammessi tutti i sistemi di chiusura vigenti.
Articolo 9
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica.
1. Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata
"Esino", nelle 4 tipologie descritte all'articolo 6 del presente disciplinare, ricade nell'intero
territorio amministrativo della provincia di Ancona e nei Comuni di Matelica, Esanatoglia,
Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata.
Il territorio, compreso tra il mare Adriatico ed i monti Sibillini, è solcato a nord dai fiumi Cesano,
Nevola e Misa, a sud dal fiume Aspio e al suo interno dal fiume Esino, da cui prende il nome la
DOC, corsi che modellano la bassa collina e le valli dell'area. Si tratta di un ampio bacino che
risente dell'influenza delle alture dell'Appennino nella sua parte occidentale e di quella del mare
Adriatico nell'area orientale.
L'orografia è essenzialmente collinare e la natura geologica dei terreni è abbastanza omogenea:
sono presenti rocce pelitico/calcaree o rocce pelitico/argillose, che denotano alti livelli di instabilità.
La litologia delle valli si caratterizza per i depositi alluvionali, talvolta ghiaiosi, che rispecchiano i
bacini di alimentazione calcarea.
L'altimetria dell'area è abbastanza contenuta e le pendenze non sono molto elevate: oltre il 70% del
territorio della denominazione di origine è posto a quote minori di 350 m s.l.m e le massime non
superano i 1400 m. Nell'area prevalgono gli ambienti di terrazzo fluviale di II e III ordine e i
fondovalle rappresentano solo una piccola quota del totale.
Le zone pianeggianti, non esclusivamente di fondovalle, costituiscono il 10% della superficie totale
del territorio della DOC "Esino", che per il 70% presenta pendenze comprese tra il 2% ed il 25%.
Non si evidenziano esposizioni dominanti, ma una loro uniforme distribuzione rispetto ai quattro
punti cardinali.
La temperatura media del mese di Gennaio è compresa tra 4 e 6°C, mentre quella del mese di
Luglio si aggira attorno a 21-24°C. La disponibilità termica del territorio, valutata attraverso
l'indice bioclimatico di Amerine e Winkler, si colloca generalmente al di sopra di 1600 gradi
giorno. Durante i mesi di Settembre ed Ottobre le temperature minime dell'aria si mantengono
generalmente sopra i 10°C. La temperatura media annua è di 13-15°C, mentre l'entità delle
precipitazioni medie annue si aggira tra 700 e 900 mm. Il clima dell'area è di tipo temperato (Classe
C di Koppen) con estati calde.
L'area di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Esino" presenta tratti
omogenei sotto il profilo pedo-climatico e un paesaggio agrario contrassegnato dalla presenza di
boschi, colture erbacee e vite, elementi tipici dell'agricoltura marchigiana.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Il territorio della zona di produzione del vino DOC "Esino", vide il diffondersi della coltivazione
della vite già in epoca romana (come testimoniato dai numerosi reperti e documenti archeologici) e
andò incontro, dopo la caduta dell'impero romano, ad un periodo di contrazione della viticoltura.
Durante l'alto Medio Evo le poche superfici vitate erano concentrate in piccoli appezzamenti posti
nelle immediate vicinanze dei Castelli (chiamate "Corti" o "Cortine"); la viticoltura riprese poi a
svilupparsi in seguito all'insediamento di potenti ordini monastici, che fondarono numerose
Abbazie, tuttora presenti, nel territorio dell'attuale DOC "Esino". Furono dapprima i monaci
benedettini, seguiti dai cistercensi, a diffondere nuovamente la coltivazione della vite e a dare
nuovo impulso all'attività agricola.
Nell'area di produzione della DOC "Esino", come nel resto della regione, a partire dal Medio Evo si
diffuse la mezzadria, speciale rapporto associativo tra capitale e lavoro, che contribuì allo sviluppo
rurale del tempo andando a delineare quel paesaggio agrario ordinato e diffusamente coltivato, che
tuttora costituisce un tratto tipico delle Marche. La coltivazione della vite interessò la gran parte dei
poderi che vennero a formarsi, la cui dimensione era limitata e commisurata alla forza lavoro della
famiglia colonica che vi si insediava.
Nel 1269, il giudice De Crescenzi in Senigallia descriveva le vigne della Marca di Ancona "fatte di
piante sorrette da canne e pali" e asseriva che la piantata bolognese su olmo ed acero richiedeva
minori cure rispetto alla vigna. Nel catasto di Corinaldo del 1532 si riscontra che la vigna
rappresentava allora, nell'area provinciale, "l'unico modo di coltivare la vite nel solco di un'antica
tradizione risalente alla prima età comunale".
Nel XVI secolo il territorio dell'attuale DOC "Esino" presentava una ragguardevole diffusione della
vite nel tessuto agricolo: i campi seminati venivano sovente delimitati da filari di vite e il vino
divenne un genere di largo consumo. Il modello colturale dell'alberata, già diffuso in epoca romana,
era tornato in auge ad opera di piccoli proprietari coltivatori e di vignaioli parzionari, braccianti
immigrati delle coste balcaniche, disposti a stipulare con il proprietario del terreno un contratto con
l'impegno ad impiantare una vigna, a dividere a metà il prodotto per divenire, infine, proprietari del
terreno vitato. Il vignaiolo si impegnava ad effettuare tutte le cure colturali e tutti i lavori di
trasformazione delle uve consegnando al proprietario la metà del vino prodotto.
Andrea Bacci, noto enografo e Archiatra pontificio, nella sua sistematica descrizione dei vini ("De
naturali vinorum historia") pubblicata nel 1596 inserisce per la Marca di Ancona i vini di Loreto,
Sirolo, Numana definendoli sani e conservabili per lungo tempo e prosegue con quelli delle "tante
vigne" dell'osimano. Del territorio di Senigallia afferma "che produce ottimi vini e in abbondanza",
mentre per l'area di Jesi richiama la presenza dell'Abbazia di Chiaravalle riportando che "i nobili
coloni si dedicano ad essi con non minore impegno importando i migliori vitigni ed i loro vini
gareggiano con i generosi Trebbiani". La rassegna dei vini della zona ad opera del Bacci termina
con il territorio di influenza del fabrianese e la citazione del "Cerretano, vino di tanta forza che si
conserva a lungo più come medicina che come bevanda".
Il "Dialogo sul necessario miglioramento dei Vini Anconitani e del Piceno per formarne un ramo di
interessante commercio" pubblicato nel 1809 a Jesi da Don Angelo Rastelli, parroco di Monsano, ci
fornisce una viva descrizione della viticoltura e dell'enologia del territorio attualmente interessato
alla DOC "Esino". L'abate Rastelli lamenta uno scadimento della qualità dei vini per "colpa
dell'Agricoltore, che non sa adattare la buona qualità delle viti alla buona qualità del terreno",
consiglia varietà come Verdicchio e Sangiovese, argomenta l'importanza di preferire le vigne alle
alberate e alle folignate e fornisce precise indicazioni sul miglior modo di gestire le viti e di
vinificare le uve.
In seguito all'unità d'Italia furono avviate diverse attività conoscitive sul territorio nazionale e, per
quel che concerne le Marche, i lavori della Commissione Ampelografica fecero emergere
l'importanza rivestita dalle varietà di pregio Verdicchio e Sangiovese e promossero la valutazione,
la conoscenza e l'impiego di altri vitigni che avevano riscosso successo in altre aree. La
ricostituzione viticola all'inizio del XX secolo interessò la zona di produzione della DOC "Esino" e
vide il rafforzarsi di vitigni italici di pregio quali Verdicchio, Sangiovese e Montepulciano.
L'intervento pubblico, nazionale e comunitario degli anni 60 e 70 favorì il compimento del
processo di rinnovamento della viticoltura della zona attraverso la ristrutturazione degli impianti e
una precisa scelta varietale con impiego di vitigni a bacca nera e bianca di qualità. La scomparsa
della mezzadria, riscontrata in quel periodo, comportò anche la modifica delle sistemazioni arboree
non più compatibili con la moderna agricoltura. Il processo di rinnovamento degli impianti,
l'applicazione delle moderne acquisizioni scientifiche e tecniche e i riscontri positivi ottenuti dalle
produzioni enologiche di pregio esistenti nella zona, hanno spinto i produttori dell'area della DOC
"Esino" verso la valorizzazione di altre produzioni di qualità del territorio.
In questo nuovo contesto, accanto ai pregiati e rinomati vini monovarietali della tradizione quali
Verdicchio, Montepulciano, Sangiovese e Lacrima, sono stati prodotti altri vini tradizionali ottenuti
da uvaggi di varietà bianche e nere, in cui alcune delle varietà sopra menzionate sono presenti in
parte preponderante accanto ad altri vitigni ben adattati al territorio per le loro versatilità. Si è così
avviato il processo che ha portato alla richiesta della DOC "Esino", il cui riconoscimento è
avvenuto con decreto del Ministero nel 1995.
In tal modo è stata recuperata e valorizzata l'ampia offerta di vini qualità provenienti da un
territorio ricco di tradizioni viticole ed enologiche ed è stato dato ulteriore impulso all'imprenditoria
locale e allo sviluppo delle strutture di trasformazione vinicola del territorio.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
La denominazione di origine «Esino» è riferita a 2 tipologie di vino bianco ("base" e "frizzante") e
2 tipologie di vino rosso ("base" e "novello"), ottenute prevalentemente da uve di antica e diffusa
coltivazione nella zona (Verdicchio, Sangiovese e Montepulciano), che dal punto di vista analitico
ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6 del
presente disciplinare e ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente
geografico.
Nello specifico le singole tipologie di vino si caratterizzano:
- «Esino» bianco: colore giallo paglierino tenue, odore delicato e gradevole, sapore armonico, di
buona struttura;
- «Esino» bianco frizzante: colore paglierino tendente all'ambrato più o meno carico, odore
caratteristico dell'appassimento, etereo e intenso, sapore dolce, armonico e vellutato, di buona
struttura;
- «Esino» rosso: colore rosso rubino, odore intenso, sapore secco e armonico, di buona struttura;
«Esino» rosso novello: colore rosso rubino, odore fragrante, fine, sapore morbido, armonico e
vellutato, di buona struttura.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui
alla lettera B).
L'interazione esistente tra i fattori ambientali (naturali ed umani) e le peculiari caratteristiche
qualitative dei vini DOC "Esino" è attestata dai documenti (richiamati alla lettera A) riferiti alla
millenaria storia vitivinicola del relativo territorio, che va dall'epoca romana, al medioevo, fino ai
giorni nostri.
In tali documenti è testimoniato come i saperi delle persone operanti in questo particolare territorio
vitivinicolo, nel corso dei secoli, siano stati tramandati alle generazioni successive che li hanno
elaborati e affinati: le tradizionali tecniche di coltivazione della vite e di vinificazione delle uve
sono state oggetto di continuo miglioramento, attingendo anche alle nuove conoscenze derivanti dal
progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere i rinomati vini DOC "Esino", le cui peculiari
caratteristiche sono descritte all'articolo 6 del presente disciplinare.
Le caratteristiche ambientali create dal corso di fiumi che scorrono nella zona di produzione della
DOC "Esino", l'ampia apertura verso il mare, la pedologia e la tessitura del terreno agrario che
consentono l'ampio e totale sgrondo delle acque superficiali, hanno favorito la vocazione viticola
del territorio e il suo orientamento alle produzioni enologiche di qualità.
La base ampelografica del vino DOC "Esino" bianco, anche nella tipologia frizzante, consiste
principalmente nel vitigno Verdicchio (50% minimo) con il concorso, fino ad un massimo del 50%,
di altri vitigni bianchi idonei alla coltivazione nella regione Marche. Il Verdicchio, uno dei più
pregiati vitigni italici, che ha avuto nelle Marche il suo areale privilegiato di diffusione, interagendo
con l'ambiente naturale e attraverso la sapiente gestione dell'uomo, conferisce al vino DOC "Esino"
bianco colore, odori, profumi e persistenza gusto-olfattiva, rendendolo caratteristico e distinguibile.
Inoltre, per la tipologia "Esino" bianco frizzante, occorre citare l'opera "De salubri potu dissertatio"
del medico fabrianese Francesco Scacchi, che riporta un'ampia diffusione del consumo di vini
frizzanti presso i ceti nobili già nel 1622. La tradizione spumantistica del territorio della DOC
"Esino", testimoniata anche da successi enologici ottenuti fin dall'ottocento, si afferma
compiutamente nel secondo dopoguerra con la produzione di vini frizzanti ottenuti con uve
Verdicchio.
La base varietale del vino DOC "Esino" rosso, anche nella tipologia novello, consiste
principalmente nei vitigni Sangiovese e/o Montepulciano (60% minimo da soli o congiuntamente)
con l'inserimento, fino a un massimo del 40%, di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione
nella regione Marche.
Sangiovese e Montepulciano, diffusi da tempo nel territorio della DOC "Esino", sono diventati i
vitigni a bacca nera più ampiamente coltivati a partire dal secondo dopoguerra e, interagendo con
l'ambiente naturale e sapientemente gestiti dall'uomo, conferiscono al vino DOC "Esino" rosso il
colore rosso rubino, l'odore intenso, il sapore secco e armonico e la buona struttura.
La tipologia del vino DOC "Esino" novello trae le sue basi dalla tecnica di vinificazione nota come
macerazione carbonica, sviluppata in Francia, e ripresa sperimentalmente nella cantina dell'Ente di
Sviluppo Agricolo delle Marche, organismo di sperimentazione agricola regionale, a partire
dall'inizio degli anni '80, sotto la guida scientifica dell'Università di Bologna. La tecnica della
macerazione carbonica risultò particolarmente efficace nell'esaltare il patrimonio aromatico di
vitigni tipici del territorio quali Lacrima e Sangiovese e fu rapidamente trasferita al mondo
produttivo, che la adottò per ottenere vini fragranti, ricchi di profumi, vellutati da immettere sul
mercato poco dopo la vendemmia. Il successo commerciale di questi vini ottenuti da vitigni
tradizionali portò all'inserimento della tipologia novello nel disciplinare di produzione della DOC
"Esino", a coronamento di un processo di innovazione tecnologica basato sulla presenza di
produzioni fortemente radicate nel territorio.
In sintesi le complesse interazioni tra caratteristiche del terreno, elementi del clima, scelte di tecnica
colturale e dei vitigni, unite ad opportune tecniche di vinificazione, portano all'ottenimento dei vini
con caratteristiche chimico-fisiche adeguate alle differenti tipologie di vini di cui all'art. 6 del
presente disciplinare.
Il riconoscimento della DOC "Esino" nel 1995 attesta la qualità dei vini prodotti nell'area e la
professionalità degli operatori che hanno tratto vantaggio dalla vocazionalità dell'ambiente e dalle
peculiarità dei vitigni impiegati ma che soprattutto hanno saputo valorizzare le molteplici
produzioni di qualità e le tradizioni di un territorio storicamente vocato alla viticoltura e addivenire
ad un'offerta produttiva completa da proporre ai mercati nazionali e internazionali.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo:
Valoritalia società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane S.r.l.
Via Piave, 24 – 00187 Roma
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).


Allegato 1
Elenco dei vitigni idonei alla coltivazione nell'intero territorio amministrativo della
Regione Marche
Codice varietà    Denominazione varietà    Sinonimi riconosciuti della varietà
004 ALBANA B.
009 ALEATICO N.
010 ALICANTE N.
(51) CANNONAU N., (236) TAI ROSSO N.,
CANNONAO, GARNACHA TINTA,
GRANACCIA, GRENACHE, GUARNACCIA
012 ANCELLOTTA N. LANCELLOTTA
019 BARBERA N.
025 BIANCAME B. BIANCHELLO, (244) TREBBIANO TOSCANO B.
032 BOMBINO BIANCO B. BOMBINO*, BONVINO*, OTTENESE
042 CABERNET FRANC N. CABERNET*
043 CABERNET SAUVIGNON N. CABERNET*
049 CANAIOLO NERO N.
054 CARIGNANO N.
298 CHARDONNAY B.
062 CILIEGIOLO N. MORETTONE
067 COLORINO N.
081 FIANO B.
082 FOGLIA TONDA N.
090 GAGLIOPPO N. MAGLIOPPO, MAGLIOCCO
095 GRECHETTO B.
108 INCROCIO BRUNI 54 B.
111 LACRIMA N.
124 MACERATINO B. RIBONA
126 MAIOLICA N.
333 MALBO GENTILE N.
131  MALVASIA BIANCA DI CANDIA B.
MALVASIA*, MALVOISIE**, MALVOISIER**
132 MALVASIA BIANCA LUNGA B.
MALVASIA*, MALVOISIE**, MALVOISIER**
299 MANZONI BIANCO B. INCROCIO MANZONI 6.0.13
146 MERLOT N.
150 MONTEPULCIANO N.
151 MONTONICO BIANCO B. MONTONICO*, MANTONICO*
153 MOSCATO BIANCO B.
MUSCAT BLANC A PETIT GRAIN, MUSCAT
DE CHAMBAVE, MOSCATO*,
MOSCATELLO*, MOSCATELLONE*,
MUSCAT**, MUSKATELLER**, GELBER
MUSKATELLER
157 MOSTOSA B.
181 PASSERINA B.
184 PECORINO B. VISSANELLO
335 PETIT VERDOT N.
193 PINOT BIANCO B.
PINOT BLANC**,
PINOT***
194 PINOT GRIGIO G.
GRAUER BURGUNDER, GRAUBURGUNDER,
PINOT GRIS**, PINOT***
195 PINOT NERO N.
BLAUER SPATBURGUNDER**, PINOT
NOIR**, PINOT***
301 REBO N.
205 REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO N.
REFOSCO*, MALVOISE**
209 RIESLING ITALICO B. RIESLING*
210 RIESLING RENANO B. RHEINRIESLING, RIESLING*
217 SAGRANTINO N.
218 SANGIOVESE N. SANGIOVETO
221 SAUVIGNON B.
231 SYRAH N. SHIRAZ
232 TEROLDEGO N.
233 TERRANO N.
CAGNINA, TERAN, LAMBRUSCO DAL
PEDUNCOLO ROSSO
235 TOCAI FRIULANO B.
244 TREBBIANO TOSCANO B.
(025) BIANCAME B., PROCANICO, UGNI
BLANC**
254 VERDICCHIO BIANCO B.
TREBBIANO DI LUGANA,
(239) TREBBIANO DI SOAVE B.
258 VERMENTINO B. (80) FAVORITA, (190) PIGATO
415 VERNACCIA NERA GROSSA N.
262 VERNACCIA NERA N. VERNACCIA*


Legenda:
* Ai soli fini della designazione dei vini
** Ai soli fini della designazione per l'esportazione o la spedizione verso altri Stati membri
*** Ai soli fini della designazione dei vini spumanti

 


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