Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg

18.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA  "CASTELLI DI JESI VERDICCHIO RISERVA"


Approvata come tipologia della DOC "Verdicchio dei Castelli di Jesi"con
DM 12.09.1995 G.U. 231 - 03.10.1995
Approvato con DM 18.02.2010 G.U. 50 - 02.03.2010
Modificato con DM 26.07.2011 G.U. 195 - 23.08.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» è riservata ai
vini «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico che
rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
I vini a denominazione di origine controllata e garantita, di cui all'articolo 1, devono essere ottenuti
dalle uve del vitigno Verdicchio, presente in ambito aziendale, per un minimo dell'85%.
Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, presenti in ambito aziendale, idonei alla coltivazione
per la regione Marche, congiuntamente o disgiuntamente, per un massimo del 15%.


Articolo 3
Zona di produzione
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione di origine controllata e garantita
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico ricade nelle
province di Ancona e Macerata.
Tale zona è così delimitata: parte dal punto di incontro dei confini comunali di Filottrano - Jesi Cingoli
e segue, all'immissione del Fosso Umbricara sul Fiume Musone, il fiume stesso sino ad
incontrare la località di Castreccioni. Di qui prende la direttrice Castreccioni - Palazzo per poi
percorrere la strada provinciale, che passa per Palazzo, sino alla località Annunziata, percorre la zona di
San Lorenzo sino alla strada di Apiro - Poggio San Vicino in prossimità di Case Tosti a quota 280.
Segue poi questa sino a dove si interseca con il confine comunale di Poggio San Vicino - Apiro. Segue
quindi il confine comunale tra Apiro e Poggio San Vicino sino al confine comunale di Serra San
Quirico (anche confine provinciale) e Poggio San Vicino, sino al confine comunale di Fabriano, poi il
confine comunale tra Fabriano e Serra San Quirico sino al cimitero di Sant'Elia (nei pressi dell'imbocco
della strada per la frazione Grotte) e da questo punto si inserisce sulla strada Domo - Serra San Quirico
che percorre sino all'incrocio con la strada statale n. 76. Segue tale strada statale sino a Borgo Stazione
di Serra San Quirico, passa poi attraverso le località Trivio, Vado, Colle di Corte, Montefortino,
Palazzo e Montefiore, seguendo la strada che porta prima ad Arcevia ed indi a Castelleone di Suasa e
poi in prossimità della fattoria Ruspoli, incontra il confine provinciale Ancona - Pesaro. Percorre tale
confine sino al confine comunale tra Corinaldo e Monterado. Segue il confine comunale di Corinaldo
con i comuni di Monterado, Castelcolonna, Ripe ed Ostra per poi immettersi al suo incontro, sulla
strada che passa San Gregorio, Pianello e Santa Maria Apparve e raggiunge Ostra. Percorre la strada da
Ostra per Massa sino al Torrente Tripozio, che segue sino al confine comunale tra Senigallia e Morro
d'Alba. Prosegue quindi lungo i confini comunali tra Senigallia e Morro d'Alba e quindi Morro d'Alba e
Monte San Vito, Monte San Vito - San Marcello, San Marcello - Monsano e San Marcello e Jesi.
Prosegue ancora lungo il confine comunale tra Jesi ed i comuni di Maiolati Spontini, Castelbellino,
Monteroberto, San Paolo di Jesi, Stàffolo e Cingoli sino a ricongiungersi al fiume Musone.
L'uso della menzione "Classico" e' riservata al vino ottenuto dalle uve raccolte nella zona originaria
piu' antica.
Tale zona è costituita da quella delimitata dal presente articolo con l'esclusione dei territori posti alla
sinistra del Fiume Misa e dei territori appartenenti ai comuni di Ostra e di Senigallia in provincia di
Ancona.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a denominazione di
origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio
Riserva» Classico devono essere quelle tradizionali della zona o, comunque, atte a conferire alle uve ed
ai vini derivati le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente
usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
E' vietata la forma di allevamento a pergola detta tendone.
E' consentita l'irrigazione di soccorso.
I vigneti impiantati successivamente all'entrata in vigore del presente disciplinare (nuovi e reimpianti),
dovranno avere una densità di almeno 2.200 ceppi per ettaro.
La resa uva per ettaro del vino a denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi
Verdicchio Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico, è di 10 tonnellate per ettaro, a
tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso una
accurata cernita delle uve, purché la produzione globale del vigneto non superi del 20% il limite
massimo.
Qualora tale limite venga superato tutta la produzione perde il diritto alla denominazione di origine
controllata e garantita.
La Regione Marche, su proposta del Consorzio di tutela riconosciuto ai sensi della normativa vigente e
sentite le Organizzazioni di categoria, con proprio decreto, di anno in anno, prima della vendemmia,
tenuto conto delle condizioni ambientali e di coltivazione, può stabilire un limite massimo di
produzione per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare, dandone immediata
comunicazione al competente organismo di controllo.
Le uve destinate alla vinificazione, devono assicurare al vino a denominazione di origine controllata e
garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico i
seguenti titoli alcolometrici volumici naturali minimi:
Vino % Vol.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva 12,00
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico 12,00


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, invecchiamento ed imbottigliamento devono essere effettuate
nell'interno dei comuni il cui territorio rientra, in tutto o in parte, nella zona di produzione delimitata
nel precedente art. 3.
Tuttavia, tenuto conto di alcune situazioni tradizionali della zona, è facoltà del Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali, di consentire su motivata richiesta, l'effettuazione delle operazioni di cui
sopra, a quelle aziende che avendo stabilimenti siti nelle province di Ancona e Macerata dimostrino di
aver effettuato tradizionalmente dette operazioni.
E' altresì facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali consentire l'effettuazione
delle operazioni di cui sopra, su motivata richiesta, a quelle Aziende che avendo stabilimenti in linea
d'aria entro 2 km dal confine della zona di produzione di cui all'art. 3 ed avendo vigneti iscrivibili
all'Albo dei vigneti Castelli di Jesi Verdicchio Riserva anche con la specificazione Classico, dimostrino
di aver vinificato uve di pertinenza provenienti dalla zona di cui sopra, per produrre vini a
denominazione di origine controllata e garantita Castelli di Jesi Verdicchio Riserva anche con la
specificazione Classico, purché le predette operazioni siano state effettuate prima dell'entrata in vigore
del presente disciplinare di produzione.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento deve
aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità e la reputazione;
inoltre, a salvaguardia dei diritti precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato
l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione delimitata, sono previste autorizzazioni
individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire ai vini
le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine
controllata e garantita; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e
garantita per tutto il prodotto.
E' vietato l'arricchimento. E' ammessa la dolcificazione secondo le norme comunitarie e nazionali.
Il vino prima di essere immesso al consumo deve essere sottoposto ad un periodo d'invecchiamento di
almeno 18 mesi di cui almeno 6 in bottiglia.
Il periodo d'invecchiamento decorre dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» anche
con la specificazione classico, all'atto dell'immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva (anche con la specificazione classico)
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico con retrogusto gradevolmente amarognolo;
titolo alcolometrico totale minimo: 12.50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/lt;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
In relazione alla eventuale conservazione in recipienti di legno il sapore dei vini può rilevare lieve
sentore di legno.
E' facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto i
limiti dell'acidità totale e dell'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nell'etichettatura dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio
Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico, deve figurare l'annata di produzione delle
uve.
Alla denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e «Castelli
di Jesi Verdicchio Riserva» Classico è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente
prevista dal presente disciplinare di produzione.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a: nomi, ragioni sociali, marchi
privati che non abbiano significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
E' consentito altresì l'uso delle indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive, riferite a frazioni,
aree definite amministrativamente e toponimi compresi nella zona delimitata nel precedente art. 3 e
dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto. (Allegato
1).
E' altresì facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali modificare, su richiesta
della Regione, sentito il consorzio di tutela riconosciuto ai sensi della normativa vigente.


Articolo 8
Confezionamento
Per i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e
«Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» Classico sono ammessi soltanto recipienti di vetro della capacità
fino a litri 3,00.


Articolo 9
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata per la produzione del Verdicchio DOCG è individuata in parte del bacino
geografico del fiume Esino, nei territori di 22 Comuni della Provincia di Ancona e 2 di Macerata
storicamente Castelli perché gravitanti nella politica e nell'economia di Jesi che nel 1194 ha dato i
natali a Federico II di Svevia.
L'area dista circa Km 20 dal mare e si sviluppa nelle colline poste attorno alla valle Esina che ha in Jesi
una quota di mt 96 s.l.m. fino ai 630 mt di Cingoli.
Le caratteristiche pedoclimatiche di tale territorio sono il prodotto dell'influenza del mare, del sole,
delle brezze, della piovosità e del riparo offerto dalle montagne che superano anche i 2000 mt di quota.
Ciò produce un clima temperato adatto alla coltivazione della vite e delle altre colture mediterranee
Partendo dalle rocce sedimentarie orograficamente le Marche sono distinte in tre fasce longitudinali:
fascia pre-appenninica, fascia appenninica, fascia collinare sub-appenninica che dalla prima arriva al
mare.
L'insieme del mesoclima della fascia collinare marchigiana e la pedogenesi hanno creato nella regione
una differenziazione dei suoli nello spazio con predominanza di dorsali calcaree.
Le aree collinari, ove si sviluppa la denominazione, confluenti nel bacino del fiume Esino presentano
un alto contenuto in argille, alta percentuale di carbonato di calcio, scarsa permeabilità, erodibilità,
diversa frazione pelitica e calcarenitica.
Il clima, in sintesi, appartiene all'ambiente fitoclimatico "Alto collinare" caratterizzato da piovosità
medie superiori a 700/800 mm annui e temperature medie inferiori ai 14°C.
I suoli originati nell'area sono alquanto vari e profondi e sottolineano la diversa dinamica dei versanti e
l'uso del suolo, agricolo o naturale.
In detti suoli aumenta l'incidenza di una evidente ridistribuzione del calcare nel profilo.
La parte pianeggiante, di origine alluvionale, presenta suoli con materiali quasi sempre calcarei e
pietrosi. Il profilo manifesta un arricchimento di sostanza organica.
L'altitudine media dei vigneti che si riscontra nell'area delimitata del Verdicchio dei Castelli di Jesi è
per il 70% compresa tra mt 80 e 280 s.l.m.. Il più alto vigneto è a quota 750 mt. S.l.m..
La pendenza dei terreni nella stessa area varia da 0 al 70% con una % di presenza dell'85% dei vigneti
compresi tra le classi di pendenza 2 – 35%.
L'esposizione dei vigneti nell'area delimitata raccoglie tutti i quattro punti cardinali comprese le
posizioni intermedie. Tuttavia le esposizioni est –ovest superano in percentuale le esposizioni nord –
sud.
Le precipitazioni medie annue sono di 800 mm.
Nel territorio sono frequenti le gelate invernali e primaverili ma non intaccano l'attività vegetativa in
quanto non ancora iniziata.
La temperatura media massima nella valle, raggiunge nei mesi di luglio-agosto i 30°C che consente il
miglior andamento vegetativo della vite.
Fattori umani rilevanti per il legame
Il legame storico tra la vite e l'ambiente geografico nel territorio della Marca Anconetana inizia con
l'arrivo dei monaci benedettini ed a seguire con quelli camaldolesi che reintroducono e diffondono la
vite ormai da secoli tradizionale.
Ai monaci, quindi, nelle Marche si devono il tramandarsi delle tecniche viticolo-enologiche, il
miglioramento del prodotto e, soprattutto, la conservabilità.
Con il diffondersi del contratto di mezzadria che crea l'appoderamento diffuso e la disponibilità di
forza lavoro, il vino cessa di essere bevanda dei soli ceti agiati e diviene alimento delle classi rurali.
Già ai primi del 1500 lo spagnolo Herrera, professore a Salamanca, descrive le più comuni varietà di
viti e la tecnica di vinificazione in bianco.
Fra i nomi dei vitigni descritti figura il Verdicchio così spiegato "uva bianca che ha il granello picciolo
e traluce più che niuna altra. Queste viti sono migliori in luoghi alti e non umidi, che piani e in luoghi
grassi, e riposati, perciocché ha la scorsa molto sottile e tenera, di che avviene che si marcisce molto
presto, et ha il sarmento così tenero che da per sé per la maggior parte cade tutto e bisogna che al tempo
della vendemmia si raccoglia tutta per terra, e per questa cagione ricerca luogo asciutto e non ventoso,
molto alto nei colli. Il vino di questo vitame è migliore di niuno altro bianco.
Si conserva per lungo tempo, è molto chiaro, odorifero e soave. Ma l'uva di esso per mangiare non vale
molto".
E ancora, un significativo legame storico conseguente all'Unità d'Italia del 1861, è l'iniziativa relativa
alla istituzione della Commissione Ampelografica Provinciale, promossa dal Prefetto e presieduta
dall'enologo De Blasis, che nel 1871 pubblica i "Primi studi sulle viti della Provincia di Ancona".
Sono passate in rassegna le diverse realtà climatiche, geomorfologiche dei territori e si descrivono i
vitigni coltivati elencandone caratteri e sinonimie.
Per l'area mandamentale di Jesi viene descritto il Verdicchio (o Verdeccio)
Questo è anche il periodo dei parassiti: oidio(1851), peronospora (1879), fillossera (1890). Il tempo
trascorso per trovare le soluzioni spinse i viticoltori ad eliminare molte varietà clonali presenti nel
territorio, privilegiando vitigni sconosciuti nella storia enologica regionale meno il Verdicchio che
risultava il vino più commercializzato.
Ne è conferma storica ulteriore quanto scrive nel 1905-6 lo studioso Arzelio Felini in Studi
Marchigiani "è oltre un ventennio che i nostri viticoltori, nel tentare di risolvere il problema enologico
marchigiano, hanno abbandonato la moltiplicazione delle caratteristiche varietà dei vitigni nostrani per
introdurre del nord e del sud"
È negli anni '60 che l'aiuto CEE permette di rinnovare tutta la viticoltura regionale passando dalla
coltura promiscua (filari) alla coltura specializzata (vigneto) con impianti a controspalliera per meglio
svolgere le cure colturali e produrre uve di qualità.
Nella classifica effettuata dal Di Rovasenda (1881) il Verdicchio è dichiarato il vitigno italico più
pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche.
Il vino Verdicchio acquisisce notorietà commerciale all'inizio degli anni '50 quando due produttori
investirono nella costruzione in uno dei "castelli" di una cantina di trasformazione per lavorare le
proprie uve e caratterizzarono il prodotto con una bottiglia tipica: l'anfora etrusca (designer Maiocchi).
Allo sviluppo commerciale ha provveduto un altro industriale farmaceutico che ha acquisito la cantina
cui ha fatto seguito la valorizzazione con la denominazione d'origine che ha consentito l'attuale
sviluppo della DOC.
Il periodo mezzadrile prevedeva la ripartizione delle uve tra proprietario e mezzadro e, di conseguenza,
la vinificazione separata nelle rispettive abitazioni. Tecniche diverse e capacità differenti non
permettevano di ottenere un prodotto di qualità. Questo arriva con il sostegno comunitario agli
investimenti sui vigneti, sugli impianti di vinificazione e sulle strutture commerciali le quali, forti della
denominazione, riescono a raggiungere un notevole sviluppo nel mercato interno e in quello
internazionale.
Un cenno va fatto anche all'attività vivaistica.
Nel territorio operavano molti piccoli vivaisti con propri allevamenti di piante madri che hanno
consentito di soddisfare la domanda in barbatelle innestate così che il rinnovo della viticoltura degli
anni '60 non subisse scompensi ed inquinamenti varietali.
Poi il vivaismo ha assunto forme e valori di dimensione nazionale per cui la domanda è stata
soddisfatta in disponibilità e sicurezza varietale.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
Vino che dopo un invecchiamento di 18 mesi di cui sei in bottiglia acquisisce un colore giallo oro con
riflessi verdi, acquisisce un profumo intenso di frutta gialla matura si accompagnano eleganti sentori di
agrumi uniti a note di miele che insieme danno grande complessità e persistenza. Dal Sapore suadente,
morbido ma di grande carattere e potenza, con una sapidità molto prolungata, caldo ed elegante;
ripropone nel suo grande carattere le note fruttate in continua evoluzione.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera
B)
La formazione della valle del fiume Esino alquanto larga, pianeggiante fino alla zona pedemontana,
l'orografia collinare, le dolci pendenze ove sono posizionati i vigneti, l'ampia apertura verso il mare,
l'attenuata ventilazione, la pedologia che presenta una tessitura del terreno agrario alquanto ghiaiosa ed
il terreno fino determinano una struttura chimico-fisica dei terreni coltivati particolarmente adatti alla
coltura della vite.
Le migliori uve che riescono a sfruttare la mineralità del terreno agrario sono condizionati
dall'altitudine. Difatti, il vitigno posto tra i 300/500 mt s.l.m. presenta il miglior sviluppo e le migliori
performance qualitative segno che l'esposizione e la ventilazione influiscono sul prodotto uve alquanto
significativamente.
Sicuramente l'uomo-viticoltore ha saputo effettuare queste osservazioni traendone le informazioni
nell'effettuare gli investimenti e nel determinarne la zona di produzione nei Colli Jesini.
Altrettanto specifica osservazione dell'uomo riguarda la potatura che deve essere lunga per contenere
un alto numero di gemme sui tralci in quanto spesso le gemme prossimali ai tralci non germogliano.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo:
Valoritalia società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane S.r.l.
Via Piave, 24 – 00187 Roma
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli, approvato
dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in G.U. n. 150
del 29.06.2012 (Allegato 2).


Allegato 1
Menzione geografica Comune
Acquarelle Apiro
Acqualta Staffolo
Ammorto Serra San Quirico
Bachero Staffolo
Bacucco Montecarotto
Badia Colli Cupramontana
Balciana Poggio San Marcello
Brecciole Cupramontana
Busche Montecarotto
Cardinali Apiro
Carpaneto Cupramontana
Carrozze Castelplanio
Casa Bucci Barbara
Casalini Apiro
Castellaretta Staffolo
Castellaro Serra San Quirico
Cavalline Staffolo
Cerrete San Paolo di Jesi
Cerretine Apiro
Certine Serra San Quirico
Cese Cupramontana
Cesolano Staffolo
Chiesa del Puzzo Maiolati Spontini
Colle Apiro
Colle Leva Serra dè Conti
Colmubino Cupramontana-Maiolati Spontini
Colognola Cingoli
Corinaldese Corinaldo
Coroncino Staffolo
Coste del Molino Poggio San Marcello
Eremiti Cupramontana
Farneto Serra dè Conti
Favete Apiro
Fondiglie Rosora
Fonte Cisterna Montecarotto
Fonte della Carta Cupramontana
Fontegeloni Serra San Quirico
Fornace Apiro
Fosso del Lupo Maiolati Spontini
Frati Bianchi / Eremo dei Frati Bianchi Cupramontana
Le Moie Maiolati Spontini
Loretello Arcevia
Madonna della Neve Monteroberto
Maestro di Staffolo Staffolo
Magnadorsa Arcevia
Manciano Cupramontana
Massaccio Maiolati Spontini
Montalvello Apiro
Monte Fiore Serra dè Conti
Monte Follonica Cupramontana
Monte Schiavo Maiolati Spontini
Moricozzi Apiro
Novali Castelplanio
Paganello Malcupa Cupramontana
Palazzi Cupramontana
Palombare Serra San Quirico
Piagge Castelplanio
Pian del Colle Cupramontana
Piana Cupramontana
Piandole Montecarotto
Pietrone Cupramontana
Piticchio Arcevia
Poggio - Cupro Cupramontana
Posserra Cupramontana
Pratelli di Rosora Rosora
Ravalle Mergo
Ripa Cupramontana
Romita Cupramontana
S. Caterina Staffolo
S. Fortunato Serra dè Conti
S. Francesco Staffolo
S. Lorenzo Montecarotto
S. Maria d'Arco San Paolo di Jesi
S. Paterniano Serra dè Conti
Salerna Cupramontana
Salmagina Staffolo
San Bartolomeo Cupramontana
San Francesco Apiro
San Giovanni Cupramontana
San Marco di sopra Cupramontana
San Marco di sotto Cupramontana
San Michele Cupramontana
San Nicolò San Paolo di Jesi
San Sebastiano Serra dè Conti
San Sisto Maiolati Spontini
Sasso Serra San Quirico
Scappia San Paolo di Jesi
Scisciano Maiolati Spontini
Spescia Cupramontana
Stacciano Castelplanio
Taiano Maiolati Spontini
Torre Monte Roberto
Torre San Paolo di Jesi
Torrente Cesola San Paolo di Jesi
Torrente Esinante Serra San Quirico
Tralivio Poggio San Marcello
Valcinage Corinaldo
Vigna Vescovi Staffolo
Villa Bucci Montecarotto

 


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