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Vigneti delle Dolomiti Igt

25.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
«VIGNETI DELLE DOLOMITI»


Approvato con DM 26.11.1997 G.U. 285 06.12.1997
Modificato con DM 28.10.1998 G.U. 258 04.11.1998
Modificato con DM 10.11.2003 G.U. 270 20.11.2003
Modificato con DM 01.08.2008 G.U. 192 18.08.2008
Modificato con DM 29.01.2009 G.U. 42 20.02.2009
Modificato con DM 21.07.2009 G.U. 173 28.07.2009
Modificato con DM 24.07.2009 G.U. 184 10.08.2009
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 10.10.2013 G.U. 252 – 26.10.2013
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
La indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten",
è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
La indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten",
e riservata ai seguenti vini:
- bianchi, anche nella tipologia frizzante e passito,
- rossi, anche nelle tipologie frizzante, passito e novello,
- rosati, anche nella tipologia frizzante e passito.
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", bianchi devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione rispettivamente per le province di Bolzano e
di Trento e per la provincia di Belluno, nella regione Veneto, iscritti nel Registro nazionale delle
varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti,
riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare, con esclusione del vitigno Moscato giallo.
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,
nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione rispettivamente per le province
di Bolzano e di Trento e per la provincia di Belluno, nella regione Veneto, iscritti nel Registro
nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare, con esclusione del vitigno Moscato
rosa.
La indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten",
con la specificazione di uno dei vitigni di cui ai precedenti commi nonché dei vitigni Moscato giallo
e Moscato rosa, con l'esclusione:
- per la provincia di Bolzano, dei vitigni Lagrein, Riesling italico, Riesling renano, Traminer
aromatico, Veltliner;
- per la provincia di Trento, dei vitigni Lagrein, Riesling italico, Riesling renano, Traminer
aromatico, Marzemino, Veltliner, Meunier, Negrara, Pavana, Trebbiano toscano;
- per la provincia di Belluno, dei vitigni Bianchetta trevigiana, Pavana,
è riservata ai mosti e ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale,
per almeno l'85% del corrispondente vitigno.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per le
corrispondenti province di Bolzano, Trento e Belluno fino ad un massimo del 15%.
Per i vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", recanti la menzione "vino passito" o "passito" non è consentito il riferimento al nome
del vitigno o dei vitigni dai quali il vino è stato ottenuto.
Per i vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", è consentito il riferimento ai nomi di due vitigni indicati nel presente articolo, con le
esclusioni sopra riportate, a condizione che il vino prodotto derivi al 100% dai vitigni indicati e che
il vitigno che concorra in quantità minore rispetto all'altro, sia presente in percentuale superiore al
15%.
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", con la specificazione di uno o due dei vitigni di cui al comma precedente possono
essere prodotti anche nella tipologia frizzante.
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", prodotti nella tipologia novello devono essere ottenuti da vitigni a bacca rossa idonei alla
coltivazione per le corrispondenti province, con prevalenza del vitigno Lagrein, per la provincia di
Bolzano e dei vitigni Lagrein e Teroldego da soli o congiuntamente per la provincia di Trento.


Articolo 3
Zona di produzione
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle
Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten", comprende l'intero territorio amministrativo
delle province di Bolzano, Trento e Belluno.


Articolo 4
Norme per la vinificazione
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei mosti e dei vini di cui
all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uve per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
non deve essere superiore per i vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in
lingua tedesca "Weinberg Dolomiten", bianchi, rossi e rosati a tonnellate 23 ed a tonnellate 19,5 per
le tipologie con la specificazione di vitigno, ad eccezione del vitigno Moscato rosa per il quale la
produzione massima consentita è di 12 tonnellate.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti",
in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten", seguita o meno dal riferimento ad uno o a due vitigni,
dopo le eventuali operazioni di arricchimento, devono assicurare ai vini il titolo alcolometrico
volumico totale minimo indicato all'art. 6 per le diverse tipologie di prodotto.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno del territorio amministrativo delle
province di Bolzano, Trento e Belluno.
Inoltre, ai sensi dell'art. 6, paragrafo 4, lett. b) del Regolamento CE n. 607/2009, le predette
operazioni di vinificazione possono essere effettuate nell'intera Regione Veneto e nella limitrofa
Regione Lombardia, purché le aziende interessate dimostrino l'uso tradizionale ed ininterrotto della
pratica di vinificazione e/o frizzantatura dei vini I.G.P. "Vigneti delle Dolomiti" o "Weinberg
Dolomiten" nelle ultime 5 campagne vitivinicole
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%,
per tutti i tipi di vino.
È consentito nella misura massima del volume del 15% il taglio dei mosti e dei vini di cui all'art. 2,
con mosti e vini di eguale colore ottenuti da uve di vigneti provenienti da altre zone di produzione,
in conformità alle norme comunitarie e nazionali.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", all'atto dell'immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:
"Vigneti delle Dolomiti" bianco:
colore: da giallo paglierino a giallo dorato, talvolta con riflessi verdolini o ramati;
odore: gradevole e fine, talvolta aromatico;
sapore: gradevole, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosato:
colore: rosato più o meno intenso;
odore: gradevole e delicato;
sapore: fresco e armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosso:
colore: rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi aranciati;
odore: vinoso, gradevole, talvolta etereo o fruttato;
sapore: armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.; 11,0% vol. per la tipologia "novello";
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" bianco frizzante:
spuma: vivace ed evanescente;
colore: da giallo paglierino a giallo dorato, talvolta con riflessi verdolini o ramati;
odore: gradevole e fine, talvolta aromatico;
sapore: gradevole, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.; 9,0% vol. se ottenuto da uve Moscato
giallo;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosato frizzante:
spuma: vivace ed evanescente;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: gradevole e delicato;
sapore: fresco e armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosso frizzante:
spuma: vivace ed evanescente;
colore: rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi aranciati;
odore: vinoso, gradevole, talvolta fruttato;
sapore: armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" bianco passito:
colore: giallo dorato fino ad ambrato;
odore: gradevole, con note da uva passita;
sapore: armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosato passito:
colore: rosato più o meno intenso, talvolta con tonalità aranciate;
odore: gradevole, con note di uva passita;
sapore: armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
"Vigneti delle Dolomiti" rosso passito:
colore: rosso granato, talvolta con riflessi aranciati;
odore: gradevole con note di uva passita;
sapore: armonico, da secco a dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,0% vol.;
acidità totale minima: 3,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l;
I vini ad indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten" con la specificazione del nome di uno o due vitigni, all'atto della immissione al
consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del corrispondente colore, devono
presentare le caratteristiche organolettiche proprie del/i vitigno/i.
Qualora vinificati o invecchiati in legno, i vini possono presentare il caratteristico sentore di legno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla indicazione geografica tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg
Dolomiten", è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente
disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi riserva, extra, fine, scelto, selezionato,
superiore, vendemmia tardiva e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
Ai sensi dell'art. 14, par. 3, del Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n. 61, l'indicazione geografica
tipica "Vigneti delle Dolomiti", in lingua tedesca "Weinberg Dolomiten", può essere utilizzata
come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio
delimitato nel precedente art. 3, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la
indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie
di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame:
La zona geografica delimitata comprende l'intero territorio viticolo ricadente nel territorio
amministrativo delle province di Trento, Bolzano e Belluno e rientra nella parte italiana della zona
viticola CI-b definita nell'appendice all'allegato XI ter del Reg. CE 1234/2007.
In tali province ricade l'unità geologica e paesaggistica delle "Dolomiti", alle quali la
denominazione si richiama, e che nel 2009 è stata riconosciuta dall'UNESCO patrimonio
universale dell'Umanità.
L'areale interregionale così delimitato è prevalentemente montuoso o collinare. Secondo la
classificazione delle zone altimetriche effettuata dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) il
territorio in questione è considerato interamente montano, in quanto presenta solo limitate
superfici pianeggianti nel fondovalle (circa il 10%). Le catene montuose si innalzano fino a quote
altimetriche di 2700-3900 m s.l.m.
Le valli sono generalmente piccole e strette con versanti ricoperti da foreste che interessano oltre il
70% della superficie. Alcune eccezioni sono rappresentate da vallate più ampie come la Valle
dell'Adige, la Valle di Isarco, la Valle del Sarca, la Valle di Cembra nelle quali è presente la
coltivazione della vite.
La geologia del territorio è varia in quanto l'area delimitata comprende rilievi montuosi, di
significative proporzioni, di origine geologica diversa quali il massiccio granitico dell'Adamello,
le rocce metamorfiche della cresta di confine alpina, il basamento porfirico atesino, i numerosi
rilievi di calcare alpino e non da ultimo la dolomia delle "Dolomiti".
Dal punto di vista genetico i suoli della regione presentano una elevata variabilità, per effetto della
variabilità degli ambienti e quindi dei fattori pedogenetici che ne hanno determinato la formazione.
Per quanto riguarda i versanti pedemontani interessati dall'attività agricola e dalla viticoltura in
particolare, i suoli sono prevalentemente costituiti da detriti calcarei generalmente ad elevata
pietrosità che determinano buone condizioni di drenaggio ed aerazione. Questi suoli si trovano
generalmente su detriti calcarei nelle parti medio-alte di conoidi di deiezione. Nelle parti più basse
dei versanti o nelle conche seguono spesso suoli a pietrosità più bassa; in alcune zone pianeggianti
si trovano intercalati terreni da accumulo colluviale e terreni su depositi morenici o su ghiaie
fluviali.
Non mancano inoltre terreni su diversa matrice geologica come nel caso della Valle di Cembra
(porfirici), della Val d'Isarco (metamorfico-cristallini) e della Vallagarina centrale (basaltici).
L'altitudine dei terreni coltivati a vite varia dai 70 agli 800 m s.l.m.
Il clima della regione può essere definito di transizione tra il clima semicontinentale e quello
alpino. A partire dalle fasce altimetriche più basse il clima può essere suddiviso in quattro grandi
aree:
- area submediterranea: è la parte relativamente più mite della regione (e quella principalmente
interessata dalla viticoltura), con inverni in ogni caso freddi, anche se non come nel resto dei
fondovalle, ed estati calde mitigate da moderate brezze;
- area subcontinentale: rappresenta la parte di territorio ubicata a quote intermedie (in parte
interessata dalla viticoltura) caratterizzata da un clima di transizione con inverni più rigidi ed estati
più fresche;
- area continentale: valli alpine con inverni rigidi, estati brevi e piuttosto piovose;
- area alpina: aree sopra i 1800/1900 m s.l.m. con nevi che permangono a lungo durante l'anno.
Le precipitazioni variano, anche sensibilmente, in relazione alla fascia altimetrica.
Nell'area sub mediterranea le precipitazioni sono in media di 1000 mm. Le distribuzione
stagionale delle piogge ha caratteri tipicamente mediterranei concentrandosi prevalentemente nel
periodo primaverile e autunnale.
Fattori umani rilevanti per il legame:
Coltivazione della vite e produzione di vino fanno da sempre parte del bagaglio culturale della
regione; lo testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici e documenti storici che coprono un
arco temporale che va dall'Età del Bronzo ai giorni nostri.
La coltivazione della vite rappresenta nelle province di Trento, Bolzano e Belluno un elemento
caratterizzante del paesaggio ed un importante elemento di tutela del territorio da fenomeni di
degrado ambientale e di abbandono. Ciò grazie anche a quei viticoltori che, per affezione e
tradizione più che per necessità economica, coltivano tenacemente appezzamenti di modesta
dimensioni e talvolta lavorabili solo manualmente. Oltre a tali aziende esistono ovviamente
aziende viticole di più considerevole estensione che coltivano la maggior parte della superficie
vitata.
Nell'arco di tempo in cui la coltivazione della vite e la storia dell'uomo si sono accompagnate ed
intrecciate si sono sviluppati - come è ovvio e naturale - dei legami inscindibili che si trasmettono
e rafforzano nella cultura locale. Legami che si ritrovano nelle tradizionali pratiche agronomiche
ed enologiche, ma anche in ambiti culturali più ampi (tradizioni, cultura popolare, arte,
gastronomia, ecc.).
Le più antiche testimonianze sulla coltivazione della vite nell'area interessata alla I.G.T. "Vigneti
delle Dolomiti" risalgono all'età del Bronzo antico (1800-1600 a.C.) e del ferro finale e sono
rappresentate dai vinaccioli rinvenuti nell'insediamento palafitticolo di Ledro (TN) e nei dintorni
di Bolzano e Merano attribuibili alla cultura Fritzens-Sanzeno. Una innumerevole serie di altri
ritrovamenti ci conduce fino alla situla reto-etrusca (IV secolo a.C.) rinvenuta a Cembra (TN) sulla
quale è incisa una fra le più estese iscrizioni di epoca etrusca inneggianti al consumo simposiale
del vino.
Una ulteriore significativa testimonianza sulla produzione ed il commercio di vini della regione è
rappresentata dalla stele funeraria risalente al II-III secolo d.C. dedicata al commerciante di vini
trentino P. Tenatius Essimnus e rinvenuta a Passau (Germania).
Risalgono invece al periodo medioevale le prime regole vendemmiali; nel XII secolo furono
emessi gli "Statuti di Trento", norme protezioniste della produzione locale mirate ad ostacolare
l'introduzione di vini prodotti nelle zone limitrofe.
Nelle "Cronache del Sacro Concilio di Trento" scritte dallo storico Michelangelo Mariani nel 1670
viene inoltre riportata una precisa descrizione della produzione vinicola e della sua importanza
sull'economia locale che l'autore così sintetizza:
<<..... tutto o quasi il territorio del Trentino (toltone alcune montagne e le valli che non hanno
vigne) produce vini stimabili, sì li bianchi come li rossi, con effetto però costante, vino che
venendo quasi tutto in pendici, fa credere veramente che: "Baccus amat Colles" e maturando per
lo più a riverbero di suolo non men che di Sole, ha qualità di non offendere, chi non l'abusa a
forza di quantità (... ) insomma, per quanto veggo, questo è il paese del vino naturalmente, tanto
che corre il detto: "grano per tre mesi e vino per tre anni">>.
Una svolta decisiva alla viticoltura ed all'enologia regionale è stata impressa, nel 1874, con la
costituzione dell'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige.
Per quanto concerne l'aspetto strettamente tecnico/produttivo si evidenziano inoltre i seguenti
fattori:
base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono
quelli tradizionalmente coltivati nell'area di produzione e dei quali è consentita la coltivazione
nelle diverse unità amministrative (Allegato 1);
forme di allevamento: sono quelle tradizionali della zona: pergola semplice, pergola doppia,
forme a spalliera verticale (Guyot, cordone speronato, ecc.); l'adozione della forma di allevamento
è effettuata sia in base alla giacitura del terreno ed all'esigenza di agevolare l'esecuzioni delle
operazioni colturali, sia all'obiettivo enologico che il produttore intende perseguire;
pratiche relative all'elaborazione dei vini: sono quelle tradizionalmente praticate in zona per
la produzione di vini bianchi, rosati e rossi anche delle tipologie frizzante e passito e della
tipologia novello rosso. Tali pratiche rientrano nelle correnti pratiche enologiche previste e
disciplinate dal Reg. Ce n. 606/2009.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'art. 6, che ne permettono una
chiara individuazione e tipicizzazione legata all'influenza dell'ambiente geografico sui vitigni
costituenti la base ampelografica dei vini. I vini presentano parametri chimico-fisici su valori
equilibrati, in particolare per quanto riguarda il rapporto acidità/alcol. Su tali caratteristiche
influisce positivamente la sensibile escursione termica, tra il giorno e la notte, cui sono sottoposte
le uve nell'ultima fase della maturazione e che conferisce ai vini quella finezza di profumi che li
caratterizza.
Le caratteristiche organolettiche, oltre ad essere chiaramente riconducibili ai vini dell'area, sono
quelle proprie dei vitigni da cui i vini sono stati ottenuti.
C) Descrizione dell'interazione casuale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Gli elementi di interazione casuale fra la zona geografica ed il prodotto sono già descritti alle
lettere a) e b).
Si ribadisce tuttavia che il legame casuale tra il luogo ed il prodotto è essenzialmente rappresentato
dall'influenza delle condizioni ambientali e naturali della zona di produzione, sulle caratteristiche
qualitative delle uve e dei vini derivati.
Tali condizioni rappresentano peraltro il presupposto su cui si basa la delimitazione della zona
viticola comunitaria (CI-b), definita nell'appendice all'Allegato XI ter del Reg Ce 1234/07,
all'interno della quale ricade la zona di produzione dei vini in questione.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Trento - Via
Calepina, 13 - 38122 Trento (di seguito CCIAA).
La C.C.I.A.A. di Trento è Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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