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Valle del Tirso Igt

25.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI IGT
"VALLE DEL TIRSO"


Approvato con DM 12.10.1995 G.U. 259 del 6.11.1995
Modificato con DM 03.10.1997 G.U. 242 del 16.10.1997
Modificato con DM 24.07.2009 G.U. n. 184 del 10.08.2009
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. n. 295 del 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
L'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", accompagnata o meno dalle specificazioni
previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle
condizioni e ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
L'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nella tipologia frizzante;
rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti
da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione nella regione Sardegna (allegato 1) iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite
per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, a bacca di colore
corrispondente.
L'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla
coltivazione nella regione Sardegna con l' esclusione dei vitigni Cannonau, Carignano, Girò,
Malvasia, Monica, Moscato, Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino è riservata ai vini ottenuti da
uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti
vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione
Sardegna, fino a un massimo del 15%.
I vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" con la specificazione di uno dei vitigni di cui
al presente articolo, possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante nonché novello per i vini
ottenuti da vitigni a bacca rossa.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con
l'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" comprende l'intero territorio amministrativo dei
seguenti comuni: Baratili S. Pietro, Cabras, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas
Arborea, Riola Sardo, S. Vero Milis, S. Giusta, Siamaggiore, Solarussa, Tramatza, Zeddiani, e
Zerfaliu, in provincia di Oristano.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata nell'ambito aziendale,
per i vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", accompagnati o meno dal riferimento al
nome del vitigno, non deve essere superiore rispettivamente a tonnellate 18 per le tipologie rosso e
rosato e a tonnellate 19 per la tipologia bianco.
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", seguita o
meno dal riferimento al vitigno devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di:
9,5% per i bianchi;
10% per i rosati;
10% per i rossi.
Nei casi di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti dello 0,5% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
La operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle
uve delimitata all'art. 3.
E' fatta salva la deroga prevista all'art.6, comma 4, secondo capoverso, del Regolamento CE n.
607/2009 per effettuare la vinificazione al di fuori della predetta zona delimitata fino al 31 dicembre
2012.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%
per tutti i tipi di vino ad esclusione della tipologia rosato, per la quale detto limite non deve essere
superiore al 75%.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", seguiti o meno dal riferimento al nome del
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:
"Valle del Tirso" bianco:
colore: dal bianco carta al giallo ambrato
odore:caratteristico
sapore:dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13 g/l
"Valle del Tirso" rosso:
colore: da rosso rubino tenue a rosso granato
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 1 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17 g/l
"Valle del Tirso" rosato:
colore: dal rosa pallido al rosa carico
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Valle del Tirso" novello:
colore: da rosso con riflessi violacei a rosso rubino
odore: caratteristico
sapore: dal secco all'abboccato
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 16 g/l
"Valle del Tirso" bianco frizzante:
spuma: fine, evanescente
colore: dal bianco carta al giallo
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13 g/l
"Valle del Tirso" rosso frizzante:
spuma: fine, evanescente
colore: dal rosso rubino tenue al rosso rubino
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Valle del Tirso" rosato frizzante:
spuma: fine, evanescente
colore: dal rosa pallido al rosa carico
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
I vini a indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" con la specificazione del nome del vitigno,
all'atto dell'immissione al consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del
corrispondente colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
All'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione
diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra,
fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
L'indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" può essere utilizzata come ricaduta per i vini
ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente
articolo 3 e iscritti nello schedario viticolo dei vini a denominazione di origine, a condizione che i
vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti
previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica.
Fattori naturali rilevanti per il legame.
L'ambito geografico di produzione della IGT Valle del Tirso ricade nella parte Centro Occidentale
della regione Sardegna, in Provincia di Oristano, e comprende i territori dei comuni di Cabras,
Baratili S.Pietro, Milis, Narbolia, Ollastra, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, S.Vero
Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Simaxis, Solarussa, Tramatza, Zeddiani e Zerfaliu.
Questa è un'area sub pianeggiante che si estende ai lati del fiume Tirso fino alla sua immissione nel
golfo di Oristano. A nord e a est si trovano lembi collinari di rocce appartenenti al complesso
vulcanico sedimentario oligomiocenico sardo e plateau di basaltici pliopleistocenici. Lo
smantellamento dei rilievi ad opera degli agenti erosivi e dei corsi d'acqua, primo fra tutti il Tirso,
ha colmato la fossa tettonica del campidano settentrionale con potenti coltri detritico alluvionali,
spesso terrazzate, che oggi formano la piana dell'oristanese. In prossimità della costa le dinamiche
marine ed eoliche hanno creato estesi campi dunari, stagni e lagune in costante mutamento, con
sedimenti tipici di questi ambienti
I terreni su cui viene coltivata la vite sono di diversa natura ma solitamente si tratta di inceptisuoli e
alfisuoli (palexeralfs e haploxeralfs), talvolta anche ultici o di entisuoli profondi (xerofluvents).
Quelli alluvionali più vicini al letto del Tirso vengono denominati "Bennaxi" ed individuano terreni
profondi, freschi, a matrice limo-sabbiosa. Quelli di origine più antica, vengono chiamati "Gregori"
a matrice ciottolosa mista ad argilla tenace con importanti problemi di drenaggio. Sono presenti
anche terreni sabbiosi, psamments, di derivazione alluvionale o dunale. Infine, nella zona del Sinis
si trovano terreni ricchi in carbonati e nelle zone depresse, idromorfe e prossime al mare aquents e
salorthids.
Fattori umani rilevanti per il legame.
La presenza della viticoltura nel territorio viene fatta risalire sino all'epoca nuragica (1200 a.C.
circa): a Cabras in località Sa Osa furono infatti ritrovati vinaccioli di vitis vinifera e resti di vasi
vinari.
Nel corso dei secoli la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principale del territorio, come
testimoniano la "Carta de Logu" del XIV secolo, il "Rifiorimento della Sardegna" del 1776, con cui
F.Gemelli traccia un quadro lusinghiero della viticoltura sarda, e numerose altre testimonianze
successive.
Le grandi tradizioni e la cultura popolare legate al mondo rurale ed in particolare alla coltivazione
della vite nel tempo si sono intrecciati sempre più saldamente e come tali sono stati tramandati sino
al giorni nostri per diventare emblema della storia e dell'identità della Sardegna.
I fattori umani sono stati particolarmente incisivi anche per quanto concerne gli aspetti tecnico
produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di produzione.
I vitigni idonei alla produzione del vino oggetto del presente disciplinare sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'areale di produzione.
I sesti d'impianto e i sistemi di potatura consentono di migliorare e razionalizzare la disposizione
sulla superficie delle viti, agevolano l'esecuzione delle operazioni colturali e la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione entro i limiti fissati dal disciplinare;
Le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle rispettose della tradizione per la
vinificazione ed attualmente differenziate per le differenti tipologie
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione dal punto di vista analitico ed organolettico
presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una chiara individuazione e
tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutte le tipologie di vino presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate con
aromi e sentori tipici dei vitigni utilizzati.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Gli aspetti geo-pedologici dell'areale individuato dal presente disciplinare determinano un ambiente
particolarmente vocato per la coltivazione della vite. Nella scelta delle aree di produzione vengono
preferiti i terreni con una buona esposizione e che consentono di raggiungere un buon livello
qualitativo.
Il clima di questo territorio è quello tipico del mediterraneo con estati calde ed asciutte ed inverni
freddi e piovosi. I valori medi della temperatura sono compresi tra 15 e 17°C, con valori piuttosto
elevati nei mesi di Luglio ed Agosto, massimi anche oltre i 35°C e minimi mai troppo bassi nei mesi
di Gennaio e Febbraio (3-4°C).
I totali annuali e stagionali delle precipitazioni presentano notevole variabilità, con surplus idrico
invernale e prolungati periodi di siccità estiva; le medie annuali si attestano intorno ai 650 mm, con
minimi riscontrabili nei mesi di Luglio ed Agosto, mentre la piovosità è invece massima nei mesi di
Dicembre e Febbraio.
I venti prevalenti sono quelli provenienti da Nord Ovest e da Ovest, sostanzialmente minori sono le
frequenze delle altre direzioni; nel periodo estivo e limitatamente a poche giornate, si rilevano venti
caldi da Sud Est.
La vicinanza al mare fa sì che l'umidità relativa sia mediamente elevata e con variazioni modeste
nel corso dell'anno.
L'ambiente di coltivazione sopra descritto consente alle uve di maturare lentamente e
completamente contribuendo in maniera significativa a conferire le particolari caratteristiche
organolettiche alle varie tipologie del vino "Valle del Tirso".
La millenaria storia vitivinicola del territorio, comprovata da numerosi documenti, rappresenta la
testimonianza della stretta connessione ed interazione tra i fattori umani e la qualità e le peculiarità del
vino "Valle del Tirso".
I vini di questo territorio erano noti sin dall'antichità e solo grazie all'intervento antropico sono state
tramandate attraverso i secoli sia le tecniche di coltivazione che le pratiche enologiche, facendole
giungere sino ai giorni nostri ove sono state migliorate ed affinate grazie all'indiscusso progresso
scientifico e tecnologico.
La storia più recente è infatti caratterizzata da un'evoluzione positiva della denominazione e
dall'accresciuta professionalità degli operatori che hanno contribuito ad elevarne il livello qualitativo e
la notorietà.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8
08100 - Nuoro
Tel. 0784.242552
Fax 0784.242545
Mail: agricoltura-ambiente@nu.legalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA)
09170 - Oristano
Tel. 0783.21431
Fax 0783.73764
e-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it
Le C.C.I.A.A. di Nuoro e Oristano sono le Autorità pubbliche designate dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2) che effettuano la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente
disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26,
par. 1, del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia
dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva
(viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2°
capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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