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Rotae Igt

24.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"ROTAE".


Approvato con D.M. 04.11.1995 G.U. n. 281 – 1.12.1995
Modificato con D.M. 24.11.2011 G.U. n. 281 – 2.12.2011
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. n. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La indicazione geografica tipica "Rotae" accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal
presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni ed
ai requisiti in appresso indicati..
La indicazione geografica tipica "Rotae" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito;
rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini ad indicazione geografica tipica "Rotae" con la specificazione di uno dei vitigni di cui al
successivo articolo 2 possono essere prodotti anche nelle tipologie novello e frizzante limitatamente
ai vitigni a bacca rossa.


Articolo 2
Base ampelografica
I vini ad indicazione geografica tipica " Rotae" bianchi, rossi, e rosati devono essere ottenuti da
uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione per la Regione Molise.
La indicazione geografica tipica "Rotae" con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla
coltivazione per la Regione Molise è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti
composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione
Molise fino ad un massimo del 15% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve
da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1
del presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con
la indicazione geografica tipica "Rotae" comprende l'intero territorio amministrativo della
provincia di Isernia.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art.2
devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito
aziendale, non deve essere superiore per i vini ad indicazione geografica tipica "Rotae" bianco,
rosso e rosato a tonnellate 23; per i vini ad indicazione geografica tipica "Rotae" con la
specificazione del vitigno, a tonnellate 22.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Rotae, seguita o meno
dal riferimento al vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di:
9% per i bianchi;
10% per i rossi;
10% per i rosati.
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti 0,5% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle
uve di cui all'art. 3. Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito
che tali operazioni siano effettuate nell'ambito di tutto il territorio della regione Molise.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore
all'80% per tutti i tipi di vino e al 50% per il passito.
Per le uve aromatiche destinate alla produzione della indicazione geografica tipica "Rotae"
passito è consentito un leggero appassimento sulla pianta o su graticci.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini ad indicazione geografica tipica "Rotae" anche con la specificazione del nome del vitigno,
all'atto dell'immissione al consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali
minimi:
"Rotae" bianco10%;
"Rotae" rosso10,5%;
"Rotae" rosato 10,5%;
"Rotae" novello 11%;
"Rotae" frizzante 10%;
"Rotae" passito: secondo la normativa vigente.
I vini a indicazione geografica tipica "Rotae" con la specificazione del nome del vitigno, all'atto
dell'immissione al consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del corrispondente
colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla indicazione geografica tipica "Rotae" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa
da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine,
scelto, selezionato, superiore e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazione che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e
marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno e
similari.
L'indicazione geografica tipica "Rotae", ai sensi dell'art. 14 del DLgs 61/2010, può essere utilizzata
come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del territorio
delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di
origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione geografica tipica di cui
trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica di produzione dei vini, anche nelle tipologie frizzante, novello e passito, ad
Indicazione Geografica Tipica "Rotae", descritte all'articolo 6 del disciplinare di produzione, è
stata individuata nell'intera provincia di Isernia, facente parte del medio e alto Molise,
confinante con le province di Caserta, L'Aquila, Frosinone, Chieti e Campobasso.
I terreni coltivati a vigneti, nella zona geografica delimitata, devono avere un altitudine non
inferiore 200 metri s.l.m..
L'area è caratterizzata da un susseguirsi di rilievi di forma convessa con zone subpianeggiante,
con valli dai versanti complessi.
Essendo l'orografia del Molise non particolarmente tormentata, la temperatura media annua
varia tra 13,5 e 14,8° C, mentre le precipitazioni medie annue sono comprese tra mm 696,8 e
1067 mm.
La distribuzione stagionale delle piogge ha caratteristiche tipicamente mediterranee
concentrandosi per circa il 60% nel periodo autunno-inverno con una distribuzione abbastanza
uniforme sul territorio.
La litologia della zona geografica interessata è caratterizzata da:
- formazioni calcareo-marnose-selciose di età cretacico-oligocenica e complessi flyscioidi
miocenici a costituzione prevalente arenaceo-marnosa e argillo-marnosa, nelle aree di
Frosolone, Chiauci i rilievi sono di natura calcareo-marnoso-selciose affiancati a
formazioni marnoso-calcaree o marnoso-argilloso-arenacee come le aree di Forlì del
Sannio, Roccasicura, Agnone;
- depositi alluvionali recenti ed attuali e terrazzi alluvionali antichi si rinvengono nei
fondovalle dei principali fiumi Trigno, Verrino, Vandra, Volturno, e dei vari torrenti;
- depositi di origine fluvio-lacustre e palustre, intercalati a depositi alluvionali e conoidi sono
presenti nelle depressioni di origine tettonica sottese ai rilievi calcareo-dolomitici e calcarei
marnoso-selciosi (piana di Venafro-Roccaravindola, conca di Isernia).
L'area geografica individuata, sulla base della conformazione orografica, della densità di
drenaggio ed il substrato geolitologico, va inserita nel:
- sistema di paesaggio di colline, con suoli ben drenati, profondi, tessitura fine, calcarei e
pietrosità con classi di pendenza tra il 2 ed il 25%;
- sistema di paesaggio pedemontano, morfologicamente caratterizzato da una serie di
conoidi coalescenti originate dai corsi d'acqua provenienti dai rilievi circostanti e da
depositi alluvionali dei fiumi.
Il colore chiaro e/o scuro presente negli orizzonti superficiali dei suoli, indice di proprietà
favorevoli, quali un buon livello di fertilità agraria e di attività biologica, regolamenta lo
sviluppo e la vigoria delle piante e dei germogli.
Fattori umani rilevanti per il legame
La storia e la civiltà agricola del Molise ha tra le proprie singolarità, la riconosciuta e rinsaldata
tradizione della coltivazione della vite per la produzione di uve da trasformare in vino, con
specifiche caratteristiche, come testimoniato da numerosi scritti di Plinio che parla di due vini,
già presenti al tempo dei Greci, molto rilevanti all'epoca dei romani, uno denominato
Paetrutianu e l'altro, più famoso, prodotto da una vite chiamata pumula nella zona di Isernia.
Le invasioni barbariche, la presenza dei Longobardi e l'avvento di Federico II, il quale, già da
tempo cercava di contenere il potere Feudale a favore di quello regio, costituì il Contado di
Molise, spinsero la popolazione del territorio interessato alla produzione degli attuali vini DOP
" Pentro" e IGP "Rotae" a realizzare centri fortificati, destinati a divenire successivamente, ad
opera di Giuseppe Bonaparte, distretti e circondari. In questa strutturazione territoriale, nel XIX
Sec., anche le vigne subirono una trasformazione e le alberate, diffuse in epoca romana e
feudale, vennero sostituite da piccoli appezzamenti custoditi da recinti dove la vite veniva
spesso consociata con alberi da frutto.
Nei Consigli Provinciali, parlando dei vini d'Isernia che erano sempre tra i principali prodotti
che venivano esportati, ci si richiamava a Plinio e alle sue dissertazioni. L'importanza dei vini
del distretto d'Isernia viene narrata anche nella pubblicazione dell'Intendenza del Molise dove
si legge, "è abbondantissima di vini, commendati fin dà più remoti tempi di Plinio per la loro
eccellenza".
Conosciamo con precisione i nomi delle cultivar, presenti sull'area di elezione, riportati nel
Bollettino Ampelografico pubblicato nel 1884 dal Ministero dell'Agricoltura e dagli scritti del
Cav. Luigi De Blasiis, che aveva curato l'indagine del Ministero, nel territorio Molisano, dopo
l'Unità. Da tale fonte si apprende che, nell'area geografica di riferimento, molti erano i vitigni
presenti, allevati in gran promiscuità, ma producevano uve di tali peculiarità che davano
importanza e pregio ai vini ottenuti.
Anche Giuseppe del Re, nel 1836, indica nei suoi scritti, che "i vigneti, quasi tutti piantati sopra
colli e poggi, formano un totale di 56.948 moggi (circa 4.000 ha), e contengono varie specie di
uve, che maturano quali presto quali tardi, ma vanno tutte al posto nei giorni di vendemmia".
L'incidenza dei fattori umani, nel corso del tempo, è particolarmente imputata alla regolare
determinazione del binomio qualità-territorio, tanto sostenuto, già dal 1834, dall'agronomo
Raffaele Pepe nei suoi scritti e alle sollecitazioni rivolte ai proprietari della "Società Economica
Molisana" operante in tutto il Molise.
Il rinnovato interesse verso alcune varietà di vitigni ed alle peculiari caratteristiche dei vini
ottenuti ha portato ad ottenere il riconoscimento della Indicazione Geografica Tipica "Rotae"
nel 1995, che a sua volta ha dato ulteriore impulso allo sviluppo del territorio e al
perfezionamento delle tecniche di gestione dei vigneti e di vinificazione delle uve.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
La IGT "Rotae" è riferita ai vini rossi, anche nelle tipologie, "frizzante" e "novello", ai vini
bianchi, anche nelle tipologie "frizzante" e "passito", nonché ai vini rosati, anche nella tipologia
"frizzante", che sono tutti ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi nella loro composizione
ampelografica i vitigni ammessi alla coltivazione nella Regione Molise, per almeno 85%. I vini,
di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista particolareggiato ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti, proprietà certe e specifiche proprie, descritte
all'articolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione
legate all'ambiente geografico.
In particolare, i vini a IGT "Rotae" presentano proprietà chimico-fisiche, bilanciate in tutte le
tipologie, con buona alcolicità, elevata concentrazione fenolica, invidiabile freschezza e note
gradevoli evidenti percepibili sia all'olfatto che al retrolfatto.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'interazione esistente tra i fattori ambientali (naturali ed umani) e le peculiari caratteristiche
qualitative dei vini IGP "Rotae" è attestata da numerosi documenti (già richiamati nella lettera
A) riferiti alla storia vitivinicola del territorio, che va dall'epoca dei Greci, al medioevo, fino ai
giorni nostri.
In tali documenti è testimoniato come le conoscenze delle persone operanti nel territorio
vitivinicolo indicato, nel corso dei secoli, siano stati tramandati alle generazioni successive che
li hanno elaborati e affinati, in particolare per quanto concerne: le tecniche di coltivazione della
vite e delle pratiche enologiche, che nel tempo sono state oggetto di continuo perfezionamento,
grazie alle nuove conoscenze e dall'evidente progresso scientifico e tecnologico, fino ad
ottenere i rinomati vini odierni denominati "Rotae", le cui peculiari caratteristiche sono
descritte all'articolo 6 del presente disciplinare.
Nell'ambito della storia più recente, a partire dagli anni 60/70, numerosi sono stati i campi
sperimentali realizzati per analizzare nuove tecniche di coltivazione in uno alla
specializzazione dei viticoltori, per i vitigni iscritti alla IGT "Rotae" controllati dall'ERSAM e
dalla Facoltà di Agraria dell'Università del Molise, hanno permesso l'espansione d'impianti di
trasformazione sul territorio di produzione, anche mediante strutture esterne, che hanno
contribuito allo sviluppo di un nuovo modello di vitivinicoltura.
Si tratta di realtà imprenditoriali basate sulla piccola e media proprietà, che, sebbene legate ai
valori della tradizione rurale e al mantenimento della diversificazione produttiva, sono riuscite
ad affacciarsi e ad entrare con determinazione sui mercati nazionali ed europei.
L'area della produzione è rimasta pertanto ristretta alla provincia di Isernia, a dimostrazione del
profondo legame dei vitigni, produttori di uve che una volta trasformate danno vita all'IGT
"Rotae", con la popolazione agricola che ha saputo trovare i siti e le tecniche adatte alla loro
coltivazione.
Le caratteristiche orografiche e climatiche dell'area di produzione dei vini IGT "Rotae",
contribuiscono a creare un ambiente arioso e luminoso, particolarmente adatto alla viticoltura.
Anche i suoli ben drenati, profondi, con tessitura fine, calcarei e pietrosità con classi di
pendenza tra il 2 ed il 25%, consentono di immagazzinare nel suolo una discreta riserva idrica
che, pur in presenza di modeste precipitazioni estive, permettono alle viti di conservare in
buona capacità fisiologica e di sostenere un buon processo di maturazione delle uve.
Di conseguenza, l'interazione tra le caratteristiche del terreno e quelle del clima portano i
vitigni ad esprimere appieno le proprie potenzialità non solo in termini di accumulo zuccherino,
ma anche per quanto riguarda la maturazione fenolica e la concentrazione di aromi primari.
In sintesi, le complesse interazioni tra caratteristiche del terreno, elementi del clima ed i fattori
umani, quali le tradizionali tecniche colturali ed enologiche, portano a modulare il decorso
della maturazione delle uve, per la produzione dell'IGT "ROTAE", che vengono raccolte a
differenti momenti di maturazione e con caratteristiche chimico – fisiche adeguate alle
differenti tipologie di vini, consentono poi di ottenere vini le cui peculiari caratteristiche sono
riportate agli articoli 4 e 6 del presente disciplinare.
In particolare:
- il mantenimento delle rese in uva per ha di superficie è di 23 t/ha, nelle tipologie " Rotae"
bianco, rosso e rosato, mentre, nelle stesse tipologie, ma con la specificazione del vitigno è di
22 t/ha, è stato ottenuto adottando le opportune tecniche di gestione del vigneto messe a punto
durante il lungo periodo di coltivazione dei vari vitigni nell'area di produzione;
- la resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore
all'80% per tutti i tipi di vini ad eccezione del passito che deve essere del 50%;
La storia più recente è caratterizzata da un'evoluzione positiva della denominazione stessa,
segnata dalla ristrutturazione di vecchi impianti e da piantagioni di nuovi vigneti, che con una
densità maggiore di piante sul filare facilitano la riduzione del peso degli acini, tutto a
vantaggio dell'incremento buccia/polpa che è molto utile al conseguimento dei componenti
qualitativi, nonché dall'affermazione di aziende di piccola e media dimensione, che vedono
spesso seconde e terze generazioni proseguire nel solco della tradizione, ma in una prospettiva
di mercato internazionale.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Campobasso,
piazza della Vittoria, 1, 86100 Campobasso
Telefono 0874471245/ 0874471272 mail: controllo.vini@cb.camcom.it
La Camera di Commercio di Campobasso è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2) che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del
Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli
combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura,
elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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