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Romangia Igt

23.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"ROMANGIA"


Approvato con DM 12.10.1995 G.U. n. 259 del 6.11.1995
Modificato con DM 24.06.2011 G.U. n. 161 del 13.07.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. n. 295 del 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
L'indicazione geografica tipica "Romangia", accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal
presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni e ai
requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
bianchi, anche nelle tipologie frizzante, da uve stramature, passito;
rossi, anche nelle tipologie frizzante, novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante.


Articolo 2
Base ampelografia
I vini ad indicazione geografica tipica "Romangia" bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da
uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni, a bacca di colore
corrispondente, idonei alla coltivazione nella Regione Sardegna (allegato 1) iscritti nel registro
nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti.
I vini ad indicazione geografica tipica "Romangia" con la specificazione di uno dei vitigni idonei
alla coltivazione nella Regione Sardegna, ad esclusione dei vitigni Cannonau, Carignano, Girò,
Malvasia, Monica, Moscato, Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino, Vernaccia, è riservata ai vini
ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai
corrispondenti vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione
Sardegna, fino a un massimo del 15%, come sopra identificati.
Detti vini ad indicazione geografica tipica "Romangia", con la specificazione di vitigno a bacca
bianca, possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante, da uve stramature e passito; se
ottenuti da vitigno a bacca rossa possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante e novello.
Nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione geografica tipica "Romangia" è
consentito, ad esclusione dei vitigni Cannonau, Carignano, Girò, Malvasia, Monica, Moscato,
Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino, Vernaccia, utilizzare il riferimento al nome di due vitigni,
a condizione che:
- il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai due vitigni ai quali si vuole far riferimento;
- l'apporto derivante dall'uva della varietà minoritaria deve essere comunque superiore al 15% del
totale.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con
l'indicazione geografica tipica "Romangia" comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni
di: Castelsardo, Osilo, Sennori, Sorso, Valledoria in provincia di Sassari


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale, per i vini a
indicazione geografica tipica "Romangia", accompagnati o meno dal riferimento al nome del
vitigno, non deve essere superiore a tonnellate 19,2 per le tipologie bianchi, rossi e rosati, a
tonnellate 16 per le tipologie passiti e da uve stramature.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Romangia", seguita o
meno dal riferimento al vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di:
9,5% per i bianchi;
10% per i rosati;
10% per i rossi;
15% per i vini da uve stramature;
16% per i vini passiti (dopo l'appassimento).
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, la Regione può consentire un titolo alcolometrico
volumico naturale minimo inferiore dello 0,5% vol ad esclusione dei vini passiti e da uve
stramature.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle
uve di cui all'art.3.
E' fatta salva la deroga prevista all'art.6, comma 4, secondo capoverso, del Regolamento CE n.
607/2009 per effettuare la vinificazione al di fuori della predetta zona delimitata fino al 31 dicembre
2012.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all' 80%
per tutti i tipi di vino, al 75% per i vini rosati, al 65% per i vini da uve stramature e al 50% per i vini
passiti, con riferimento al peso dell'uva fresca. L'indicazione geografica tipica "Romangia" può
essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del
territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti negli schedari viticoli per l'indicazione
geografica tipica di cui trattasi a condizione che i vini abbiano i requisiti previsti per una o più delle
tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini ad indicazione geografica tipica "Romangia", anche con la specificazione del nome del
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
"Romangia " bianco:
colore: dal bianco carta al giallo ambrato
odore:caratteristico
sapore:dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13 g/l
"Romangia " rosso:
colore: da rosso rubino tenue a rosso granato
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 16 g/l
"Romangia " rosato:
colore: dal rosa pallido al rosa carico
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Romangia" novello:
colore: da rosso con riflessi violacei a rosso rubino
odore: caratteristico
sapore: dal secco all'abboccato
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 16 g/l
"Romangia" bianco frizzante:
colore: dal bianco carta al giallo
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13 g/l
"Romangia" rosso frizzante:
colore: dal rosso rubino tenue al rosso rubino
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Romangia " rosato frizzante:
colore: dal rosa pallido al rosa carico
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce, frizzante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5 % vol
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Romangia" di uve stramature:
colore: dal giallo all'ambrato
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,5 % vol di cui almeno 12 svolti
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
"Romangia" passito:
colore: dal giallo all'ambrato
odore: caratteristico
sapore: dal secco al dolce
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16 % vol di cui almeno 9 svolto
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14 g/l
I vini a indicazione geografica tipica "Romangia" con la specificazione del nome del vitigno,
all'atto dell'immissione al consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del
corrispondente colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
All'indicazione geografica tipica "Romangia", è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa
da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine,
scelto, selezionato, superiore e similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.


Articolo 8
Legame con l'ambiente
A) Informazione sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame.
La Romangia è una regione storica della Sardegna che si trova nella parte settentrionale dell'Isola, è
bagnata dal mare a nord, confinata dal Fiume Coghinas a est e dall'Anglona e dal Sassarese
rispettivamente a sud e a ovest. Il paesaggio è formato da basse colline e altopiani degradanti con
basse pendenze verso la pianura fittamente coltivata e le dune costiere. Lungo il litorale si protende
verso il mare la rupe di Castelsardo interrompendo i campi dunari spesso rimboschiti. È una zona
particolarmente esposta ai venti di maestrale
Il substrato locale è costituito da una potente successione stratigrafica di rocce di origine
sedimentaria e vulcanica formatasi nell'Oligomiocene. Nella zona s'incontrano rocce estremamente
diverse spesso ricche di fossili: Arenarie e sabbie, argille siltose, tufiti, conglomerati, tufi talora
alterati, con intercalazioni di marne più o meno siltose, fossilifere per abbondanti malacofaune
(pettinidi, echinidi, gasteropodi, pteropodi). Calcari grigi.Depositi di flusso piroclastico in facies
ignimbritica, di vari tipi. Marne, marne arenacee bioturbate e calcari marnosi, Andesiti in cupole di
ristagno e colate. Calcareniti, calcari bioclastici fossiliferi e calcari nodulari a gasteropodi, ostreidi
ed echinidi. Un reticolo di ruscelli tra loro subparalleli scende dall'altopiano di Osilo verso il mare
erodendo e rideponendo detriti, ghiaie e limi nelle conche e nelle piane alluvionali fino aincontrare
le sabbie eoliche costiere.
Sui rilievi più rocciosi e nei versanti più acclivi si trovano entisuoli sottili. Sulle rocce più tenere e
in dolce declivio evolvono suoli più profondi, sub alcalini, spesso ricchi di carbonati, abbastanza
drenati (incptisuoli). Nelle piane alluvionali si sono evoluti alfisuoli profondi talora con problemi di
drenaggio.
Il clima tipicamente mediterraneo è mite e condizionato dalla prossimità del mare.
Fattori umani rilevanti per il legame.
La coltivazione della vite nel territorio, testimoniato anche dalla letteratura, ha origini antichissime.
In molte zone sono stati ritrovati i resti di vasi e brocche da vino, provenienti dall'area Micenea
(Grecia), databili al XIV secolo a.C. Ulteriori conferme arrivano da diversi studi archeologici, fra i
quali quelli effettuati in località "Geridu", in Comune di Sorso, con reperti e ritrovamenti di
vinaccioli carbonizzati, roncole per la potatura e per la vendemmia, boccali di ceramiche usati per
bere il vino e vasi vinari.
Nella zona, nel XII e XIII secolo, è esistita una florida economia legata al vino: tante norme
giuridiche, differenti da zona a zona, dimostrano quanto fosse importante la coltivazione della vite.
Nel corso dei secoli la tradizione viticola si è tramandata e rafforzata; nella zona della "Pedraia",
nel territorio comunale di Sorso, gli archeologi hanno trovato un impianto di vinificazione scavato
nella roccia calcarea, che reca incisa su un pilastro la data del 1602. In provincia di Sassari, ad
esempio, gli statuti del libero comune vietavano l'impianto di nuove vigne e l'importazione di vino.
Era il segno di un'economia più che florida che non tollerava un aumento di produzione.
Un testo fondamentale dell'autonomia sarda, come la "Carta de Logu" ci dà una misura significativa
del carattere quasi sacrale attribuito ai vigneti. Erano protetti da norme severissime, con pene
pecuniarie gravose, ma anche corporali, che potevano arrivare sino al taglio della mano per chi
sradicava il vigneto altrui.
La storia viticola del territorio della Romangia è ancora strettamente intrecciata con la cultura
popolare, ricca di valori umani semplici, nella quale l'ospite gode sempre dell'accoglienza propria
di una gente laboriosa, gelosa di un'identità storica, culturale e linguistica orgogliosamente
preservata e tramandata, nota ed apprezzata anche oltre i confini della Sardegna.
La vite nella Romangia è considerata tuttora coltura principe del territorio, testimoniata dal
riconoscimento della IGT "Romangia" avvenuto con D.M. 12 ottobre 1995, pubblicato nella G.U.
n. 259 del 6 novembre 1995.
L'incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
I vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell'area
di produzione.
I sesti d'impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e
tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per agevolare
l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione della chioma,
permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le rese di
produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare.
Le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione, attualmente adeguatamente differenziate per le varie tipologie.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono
una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini rossi presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate in tutte le
tipologie, mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
La particolare orografia collinare del territorio di produzione e la felice esposizione dei vigneti,
localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a determinare un
ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all'espletamente di tutte le funzioni
vegeto-produttive della pianta.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità.
Anche il clima dell'areale di produzione, caratterizzato da precipitazioni medio-basse, (500-800
mm/anno), con scarse piogge estive ed aridità nei mesi di luglio e agosto, da una buona temperatura
media annuale, unita ad una temperatura relativamente elevata nei mesi estivi e ottima insolazione
nei mesi di settembre ed ottobre, con interessanti escursioni termiche fra il giorno e la notte,
consente alle uve una maturazione ottimale, contribuendo in maniera significativa alle particolari
caratteristiche organolettiche delle varie tipologie del vino "Romangia"
La complessa storia vitivinicola della zona, conferma la stretta connessione ed interazione esistente
tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Romangia." La notorietà di
questi vini è documentata da numerose citazioni in letteratura (Spano, Manca dell' Arca, Moris) e
riportate anche negli annali dei quaderni della Facoltà di Agraria di Sassari.
Di fatto questa notorietà rappresenta la testimonianza di come l'intervento dell'uomo nel particolare
territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed
enologiche, le quali nell'epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie
all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8
08100 - Nuoro
Tel. 0784.242552
Fax 0784.242545
Mail: agricoltura-ambiente@nu.legalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA)
09170 - Oristano
Tel. 0783.21431
Fax 0783.73764
e-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it
Le C.C.I.A.A. di Nuoro e Oristano sono le Autorità pubbliche designate dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2) che effettuano la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente
disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26,
par. 1, del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia
dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva
(viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2°
capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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