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Quistello Igt

23.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"QUISTELLO"


Approvato con D.M. 18.11.1995 G.U. 285 – 6.12.1995
Modificato con D.M. 08.06.1998 G.U. 148 – 27.06.1998
Modificato con D.M. 13.04.2010 G.U. 96 – 26.04.2010
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 15.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
L'indicazione geografica tipica "Quistello", accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal
presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni e ai
requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
L'indicazione geografica tipica "Quistello" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nelle tipologie frizzante;
rossi, anche nelle tipologie frizzante, e novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello" bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da
uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni a bacca di colore
corrispondente, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia ed iscritti nel Registro Nazionale
delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
L'indicazione geografica tipica "Quistello", con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla
coltivazione nella Regione Lombardia è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti
composti, nell' ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione di mosti e dei vini sopra indicati,
le uve dei vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino a un
massimo del 15%.
Per i vini provenienti da vitigni del gruppo del Lambrusco è consentita la vinificazione in bianco.
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello" con la specificazione di uno dei vitigni di cui al
presente articolo possono essere prodotti anche nelle tipologie frizzante e, limitatamente ai rossi
novello.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con
l'indicazione geografica tipica "Quistello" comprende l'intero territorio amministrativo dei Comuni
di Quistello, Quingentole, San Giacomo delle Segnate e San Giovanni del Dosso, in Provincia di
Mantova.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
2 devono essere quelli tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
per i vini a indicazione geografica tipica "Quistello", seguita o meno dal riferimento al vitigno, non
deve essere superiore a tonnellate 26 (limite già comprensivo dell'aumento del 20% di cui al D.M. 2
agosto 1996) sia per le tipologie bianco, rosso e rosato che per le tipologie con indicazione del
vitigno .
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica "Quistello", seguita o meno
dal riferimento al vitigno, devono assicurare ai vini il titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di:
9,00% vol per i bianchi;
9,00% vol per i rossi;
9,00% vol per i rosati.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione delle uve e dei mosti destinate alla produzione dei vini ad
Indicazione Geografica Tipica "Quistello" devono essere effettuate all'interno della zona di
produzione delle uve di cui all'art. 3.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali è consentito che tali operazioni siano effettuate
nei comuni confinanti alla zona delimitata.
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica "Quistello" tipologia rosato
deve essere vinificate in bianco.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%,
per tutti i tipi di vino.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello" all'atto dell'immissione al consumo devono avere
le seguenti caratteristiche :
"Quistello" bianco
colore: giallo paglierino;
odore: gradevole armonico;
sapore: tipico, pieno talvolta abboccato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,00 g/l.
"Quistello" rosato
colore: rosato;
odore: delicato, gradevole;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 gr/l;
estratto non riduttore minimo: 16,00 g/l.
"Quistello" rosso
colore: rosso rubino più o meno intenso anche tendente al granato;
odore: vinoso, gradevole armonico;
sapore: tipico, sapido armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima : 6,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.
"Quistello" novello
colore: rosso;
odore: fruttato, giovane, gradevole;
sapore: asciutto, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l.
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello" con la specificazione del nome del vitigno, all'atto
dell'immissione al consumo , oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del corrispondente
colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello", anche con la specificazione del nome del vitigno,
prodotti nelle tipologie frizzante, all'atto dell'immissione al consumo, devono avere il seguente
titolo alcolometrico volumico totale minimo:
"Quistello" frizzante 10,00% vol.


Articolo 7
Designazione e presentazione
All'indicazione geografica tipica "Quistello" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa
da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine,
scelto, selezionato, superiore e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali o marchi
privati purchè non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
I vini a indicazione geografica tipica "Quistello" possono essere immessi al consumo nei contenitori
previsti dalla normativa vigente. Per i vini a indicazione geografica tipica "Quistello" tipologia
Lambrusco, qualora siano confezionati in bottiglie di vetro, è consentita la chiusura con tappo a
fungo, ancorato a gabbietta metallica o capsula, tradizionalmente usato nella zona di produzione.
L'indicazione geografica tipica "Quistello", ai sensi dell'art. 14 del DLgs 61/2010, può essere
utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del
territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative
denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione
geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al
presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica è situata nell'Oltre Po mantovano, area sita a destra del fiume Po
L'area dei vini ad IGP "Quistello", anche nelle tipologie frizzante e novello, è compresa nella zona
della bassa pianura, con quote tra i 7 e i 20 m s.l.m.. I terreni affioranti sono di origine alluvionale e
riferibili al Quaternario recente (Olocene), durante il quale il fiume Po e i suoi affluenti
depositarono i sedimenti, depositi alluvionali Olocenici.
La morfologia presenta delle irregolarità in particolare ondulazioni in direzione Est-Ovest,
corrispondenti agli antichi alvei del fiume Po.
In superficie la litologia è stata influenzata dai corsi dei fiumi Po e Secchia e ora tende a rimanere
costante per le opere di arginatura e regolazione delle acque.
Il drenaggio superficiale si riduce mano a mano che dalle aree più rilevate e permeabili si passa alle
zone più depresse. suoli posti in corrispondenza degli argini degli antichi percorsi fluviali sono a
granulometria sabbiosa o sabbiosa-limosa, profondi, ben drenati moderatamente calcarei in
superficie e molto calcarei in profondità a tessitura franca o franca -sabbiosa. Nelle aree tra i dossi e
le valli i suoli sono a granulometria tra medio-fine e fine, profondi, calcarei, con tessitura da franco
sabbiosa a franco-argillosa. Nelle zone vallive la tessitura è argillosa, sono suoli profondi e poco
evoluti.
Il fiume Po crea una unità idrogeologica e alimenta gli acquiferi per una vasta area.
La prima falda si trova a 5-20 metri.
Il clima è da subumido a subarido, è un clima caratterizzato da temperature medie estive che
superano i 22° C con afosità estiva causata anche dalla forte umidità, nebbie nel periodo autunno
inverno e inverni rigidi con ritorni di gelo primaverili.
Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 630 mm con picchi in autunno e in primavera.
Fattori umani rilevanti per il legame
Area dell'IGP Quistello
Fondamentali i fattori umani legati al territorio che hanno contribuito in modo determinante
all'ottenimento del vino IGP "Quistello".
La coltivazione della vite nell'Oltre Po mantovano ha origini antiche, il poeta Virgilio, nativo di
Mantova descrive l'esistenza della Vitis labrusca duemila anni fa, nella sua quinta Bucolica. La
coltivazione della vite assume consistenza alla fine del secoloXI con i monaci benedettini nei
territori dell'abbazia di Polirone a San Benedetto Po, definita per la sua importanza la Cassino del
nord. I monaci stabilivano agli affittuali un imponibile vinicolo. Questo grazie alla politica della
contessa Matilde di Canossa che con donazioni favorì l'insediamento di comunità religiose nelle
terre di sua pertinenza. Ad esse affidava il controllo del territorio favorendo con opere di bonifica e
di disboscamento la produttività del terreno e la coltivazione della vite. Quindi una coltivazione che
nasce da "terre nuove", strappate alle esondazioni del fiume e messe al sicuro con le arginature. In
tempi più recenti la coltivazione del Lambrusco è testimoniata da convegni in particolare il
Convegno viticolo di Quistello del 1946 e successivamente nel Convegno viticolo della Val Padana,
San Benedetto Po, 16 gennaio 1949, che descrive come la vite fosse coltivata maritata all'olmo
nelle classiche piantate mantovane.
Importante in questa area la coltivazione del vitigno Grappello Ruberti selezionato dall'agronomo
quistellese Ugo Ruberti.
Possiamo affermare che questa è un'area a vocazione viticola e l'uomo è stato determinante a
caratterizzare la produzione vitivinicola in particolare a determinare:
- base ampelografica dei vigneti ( i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli
tradizionalmente coltivati nelle aree di produzione).
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura sono tali da perseguire la
migliore e razionale disposizione delle viti e gestire in modo razionale le operazioni colturali e la
qualità della produzione, mantenendo la tradizione.
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate nelle due
zone per la vinificazione e l'ottenimento dei vini rosso e rosato come previsto dal disciplinare.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini a IGT "Quistello", anche nelle tipologie frizzante e novello, anche in virtù dei vitigni da cui
derivano, presentano al consumo, caratteristiche organolettiche specifiche descritte all'art. 6 del
disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente
geografico.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
La zona di produzione dei vini ad IGT "Quistello", anche nelle tipologie frizzante e novello, è
caratterizzato da suoli di natura alluvionale in genere a granulometria tra medio-fine e fine,
moderatamente profondi, calcarei, con tessitura da franco-sabbiosa a franco-argillosa,
moderatamente o poco evoluti abbinati ad un clima caratterizzato dalle alte temperature estive e
dall'elevata umidità, queste condizioni creano una situazione pedo-climatica favorevole allo
sviluppo dei vitigni che caratterizzano l'IGT, se a questo si aggiunge che il fiume Po crea un
microclima unico è evidente la "simbiosi" tra il territorio e i vitign.
L'uomo ha modificato il territorio strappando le terre alle esondazioni dei fiumi Po e Secchia e
creando i presupposti per la coltivazione della vite, ne è testimonianza la millenaria storia
vitivinicola e la stretta connessione tra i fattori umani e le peculiari caratteristiche del vino. La
coltura contadina si tramanda le tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, migliorate ed
affinate ma pur sempre legate alla tradizione.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale: Via Piave, 24 – 00187 – ROMA
+3906-45437975
info@valoritalia.it
Valoritalia S.r.l. è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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