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Daunia Igt

22.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"DAUNIA"


Approvato con DM 12.09.1995 GU n. 237 - 10.10.1995
Modificato con DM 20.07.1996 GU n. 190 - 14.08.1996
Modificato con DM 13.08.1997 GU n. 210 - 09.09.1997
Modificato con DM 27.10.1998 GU n. 258 - 04.11.1998
Modificato con DM 25.10.2010 GU n. 262 - 09.11.2010 (S.O. n. 245)
Modificato con DM 13.01.2011 GU n. 26 - 02.02.2011
Modificato con DM 30.11.2011 GU n. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 28.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 11.06.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
L'indicazione geografica tipica "Daunia", accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal
presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni ed
ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Tipologie vini e relativa base ampelografia
L'indicazione geografica tipica "Daunia" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nelle tipologie frizzante, spumante, uve stramature e passito;
rossi, anche nelle tipologie frizzante, uve stramature, passito e novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante, spumante, novello.
I vini ad indicazione geografica tipica "Daunia", bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da
uve provenienti da vigneti, composti nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione per la provincia di Foggia, a bacca di colore corrispondente iscritti nel registro
nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004, e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
L'indicazione geografica tipica "Daunia" con la specificazione di uno dei seguenti vitigni o relativi
sinonimi:
Aglianico n.;
Aleatico n.;
Barbera n.,
Bianco di Alessano b.;
Biancolella b.;
Bombino bianco b.;
Bombino nero n.;
Cabernet Franc n.
Cabernet Sauvignon n.;
Chardonnay b.;
Coda di volpe b.;
Falanghina b.;
Fiano b.;
Greco b.;
Greco bianco b.;
Incrocio Manzoni 6.0.13 b.;
Lambrusco Maestri n.;
Lambrusco n.;
Malbech n.;
Malvasia bianca b.;
Malvasia nera di Brindisi n.
Malvasia nera di Lecce n.;
Merlot n.;
Montonico b.;
Moscatello selvatico b.;
Moscato bianco b.;
Negroamaro n.;
Pampanuto b.;
Petit Verdot n.;
Piedirosso n.;
Pinot bianco b.;
Pinot grigio g.;
Pinot nero n.;
Primitivo n.;
Refosco dal Peduncolo rosso n. ;
Riesling italico b.;
Riesling renano b.;
Sangiovese n.;
Sauvignon b.;
Semillon b.;
Sylvaner verde b.;
Syrah n.;
Trebbiano
Trebbiano giallo b.;
Uva di Troia n.;
Verdeca b.;
Verdicchio b.;
Vermentino b.
è riservata ai mosti e vini ottenuti dalla vinificazione delle uve provenienti dai rispettivi vitigni per
almeno l'85%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione diversi da quello oggetto di
specificazione, per la provincia di Foggia fino ad un massimo del 15%.
I vini ad indicazione geografica tipica "Daunia" con la specificazione di vitigno, possono essere
prodotti anche nelle tipologie frizzante, spumante limitatamente alla specificazione di vitigno a
bacca bianca, passito, e novello limitatamente alle uve a bacca rossa. Detti vini possono essere
prodotti anche nella tipologia "vino da uve stramature" rivenienti da vendemmia tardiva.
L'indicazione geografica tipica "Daunia" con la specificazione della dicitura "Lambrusco vinificato
in bianco" è riservata al vino ottenuto da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, per almeno l'85% dal vitigno Lambrusco Maestri.
I vini qualificati con la specificazione di uno dei vitigni a bacca nera di cui al comma 3 possono
essere prodotti anche nella tipologia rosato.


Articolo 3
Zona di produzione uve
La zona di produzione geografica tipica delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere
designati con l'indicazione geografica "Daunia" comprende l'intero territorio amministrativo della
provincia di Foggia, il territorio della provincia BAT (Barletta-Andria-Trani), limitatamente ai
territori amministrativi dei comuni di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vitigni destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2
devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
non deve essere superiore per i vini ad indicazione geografica tipica "Daunia" bianco rosso e rosato
a tonnellate 26, per i vini ad indicazione geografica tipica "Daunia" con la specificazione del
vitigno, a tonnellate 22;
Per quanto concerne la resa per ettaro in coltura promiscua, questa deve essere rapportata a quella
della coltura specializzata tenendo conto della effettiva consistenza numerica delle viti.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Daunia", seguita o meno
dal riferimento al nome del vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico
naturale minimo di:
10,00% vol per i bianchi;
10,00% vol per i rosati;
10,50% vol per i rossi.
Le uve destinate alla produzione della tipologia frizzante e spumante possono, in deroga, assicurare
un titolo alcolometrico volumico naturale minimo inferiore dello 0,50% vol.
Le uve destinate alla produzione di "vino di uve stramature" devono assicurare un titolo
alcolometrico volumico minimo naturale di 15,00% vol.
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti dello 0,5% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 80%,
per tutti i tipi di vino, ad eccezione del passito e uve stramature per il quale non deve essere
superiore al 50%.
Per le uve destinate alla produzione dell'indicazione geografica tipica "Daunia" passito e uve
stramature è consentito un appassimento, anche sulla pianta.
Le operazioni vinificazione delle uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica
tipica "Daunia" devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle uve come
delimitata dall'art. 3.
Tuttavia è consentito che tali operazioni vengano effettuate anche nel territorio della Regione
Puglia.
E' fatta salva la deroga prevista dalla vigente normativa per effettuare le operazioni di vinificazione
al di fuori della zona di produzione fino al 31 dicembre 2012.


Articolo 6
Caratteristiche del vino al consumo
I vini ad indicazione geografica tipica "Daunia", anche con la specificazione del nome del vitigno,
all'atto dell'immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:
"Daunia" Bianco
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: gradevole, delicato;
sapore: fresco, da secco ad abboccato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Daunia" Bianco da uve stramature
colore: dal giallo paglierino al dorato;
odore: caratteristico, delicato, persistente;
sapore: dal secco al dolce, tipico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui almeno 11,00% vol svolto;
acidità totale minima: 4,0 g/1;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/1.
"Daunia" Bianco Frizzante
spuma: fine ed evanescente;
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: delicato, fruttato;
sapore: da secco ad amabile, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Daunia" Bianco Passito
colore: dal giallo paglierino al dorato;
odore: caratteristico, delicato, persistente;
sapore: dal secco al dolce, tipico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui almeno 11,00% vol svolto;
acidità totale minima: 4,0 g/1;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
"Daunia" Bianco Spumante
spuma: fine e persistente;
colore: giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi dorati;
odore: fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione;
sapore: fresco, sapido, fine, armonico, fino all'amabile;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
"Daunia" Rosso
colore: dal rosso rubino al granato;
odore: gradevole,caratteristico;
sapore: da secco ad abboccato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l;
"Daunia" Rosso da uve stramature
colore: rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: caratteristico, delicato, persistente;
sapore: dal dolce al secco, tipico, armonico;
titolo alcolometrico voltimico totale minimo: 15,00% vol di cui almeno 11,00 % vol svolto;
acidità totale minima: 4,0 g/1;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/1.
"Daunia" Rosso Frizzante:
spuma: fine ed evanescente;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: delicato, fruttato;
sapore: da secco ad amabile, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol di cui almeno 9,50% vol svolto;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Daunia" Rosso Novello
colore: rubino più o meno intenso;
odore: intenso, gradevole, caratteristico;
sapore: da secco ad abboccato, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
"Daunia" Rosso Passito
colore: rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: caratteristico, delicato, persistente;
sapore: dal dolce al secco, tipico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui almeno 11,00 % vol svolto;
acidità totale minima: 4,0 g/1;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/1.
"Daunia" Rosato
colore: rosato più o meno intenso;
odore: caratteristico, fruttato;
sapore: da secco ad abboccato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
"Daunia" Rosato Frizzante
spuma: fine ed evanescente;
colore: rosato più o meno tenue;
odore: delicato, fruttato;
sapore: da secco ad amabile, armonico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Daunia" Novello Rosato
colore: rosato più o meno intenso;
odore: caratteristico, fruttato;
sapore: da secco ad abboccato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l;
"Daunia" Rosato Spumante
spuma: fine e persistente;
colore: rosato più o meno intenso;
odore: fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione;
sapore: fresco, sapido, fine, armonico fino all'amabile;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14 g/l;
I vini a indicazione geografica tipica "Daunia" con la specificazione del nome del vitigno, all'atto
dell'immissione al consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del corrispondente
colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Per i vini ad indicazione geografica tipica "Daunia" è consentito il riferimento ai nomi di due vitigni
indicati all'articolo 2, a condizione che il vino prodotto derivi al 100% dai vitigni indicati e che il
vitigno che concorra in quantità minore rispetto all'altro, sia presente in percentuale superiore al
15%.
All'indicazione geografica tipica "Daunia" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da
quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto,
selezionato, superiore o similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
L'indicazione geografica tipica "Daunia" può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da
uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3, ed iscritti
nello schedario viticolo dei vini a denominazione di origine, a condizione che i vini per i quali si
intende utilizzare l'indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o
più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori rilevanti per il legame
L'area individuata nel disciplinare, corrispondente all'area occupata dagli antichi dauni,
ossia la zona nord della Puglia sino al limite nord della provincia di Bari, è caratterizzata da un
suolo argilloso o argilloso/limoso di colore grigio scuro o nerastro profondi almeno 1 metro e
poggianti direttamente su banchi di argilla marnosa o argilla azzurra. Sono pertanto ricchi di limo o
argilla in parte rigonfiabili. Possiedono una discreta dotazione dei principali elementi nutritivi ed
una elevata capacità idrica a cui fa riscontro una bassa velocità di infiltrazione; trattasi pertanto di
terreni con media capacità produttiva. Si alternano anche abbastanza diffusamente terreni
sabbiolimosi, sabbio-argillosi e sabbio-silicei. Ma la tipologia più diffusa è quella derivata da calcari
mesozoici e poggianti su di essi compatti e che costituiscono la quasi totalità del promontorio
garganico e della provincia della BAT.
Da un punto di vista orografico, l'areale in oggetto, è ripartito tra una parvenza di montagna
nel nord/ovest della Daunia al confine col Molise e nella presenza di una notevole estensione di
pianura inasprita da una zona collinare formata dal compatto altopiano delle Murge.
L'area di nostra competenza è una regione a clima spiccatamente mediterraneo e cioè caldo
asciutto con inverni dolci, primavere corte, estati calde e lunghe, autunni miti e piovosi.
L'areale si estende tra la cornice montuosa Dauna, la Murgia nord barese, il tavoliere e le
pendici del Gargano, il mese più caldo è prevalentemente agosto rispetto a luglio, il più freddo è
prevalentemente gennaio. Le zone più fredde sono quelle condizionate dal fattore altitudine ossia
l'Appennino Dauno ed il Gargano; la "Puglia Piana" che si estende dal tavoliere sino alla piana di
Barletta e Trinitapoli, registra forti estremi termici indotti dal contrasto dei diversi fattori sia
climatici sia orografici.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione contribuiscono ad ottenere il vino IGT DAUNIA.
La storia del territorio del nero di Troia segue pedissequamente l'evoluzione dei dauni. I primissimi
abitanti stabili provengono dalle zone sub-costiere, ricacciati verso l'interno dalle continue invasioni
dei popoli balcanici. Gli insediamenti in questo periodo sono prevalentemente in grotta; l'economia
è di tipo agro-pastorale. Questo sistema senza interruzioni intorno all'VIII secolo A.C. in cui
stanziano nel territorio i Dauni e i Peuceti, popolazione di provenienza illirica. Benché la tradizione
considerasse l'Ofanto come il naturale confine tra la Daunia e la Peucetia, i centri antichi situati a
sud del fiume, tra Canosa e Barletta, rivendicano l'appartenenza alla Daunia.
Durante il MEDIOEVO la coltura della vite scomparve dalla daunia agricola. Nell'Era Moderna
invece, in Capitanata nel 1850 due gloriose famiglie cerignolane i Pavoncelli e La Rochefocauld
impiantarono circa 60 ettari a Nero di Troia allevandolo ad alberello basso; nel giro di pochi anni
gli Ha coltivati a Nero di Troia, diventarono 2500.
Quello dell'uva di Troia è uno dei vitigni più antichi e caratteristici della Puglia centrosettentrionale,
ma le sue origini sono incerte: sono tante le leggende che militano intorno. Riguardo
al suo nome si sono fatte avanti tre ipotesi: la prima ha uno scenario "epico", in quanto si considera
l'Uva di Troia originaria proprio della storica città del'Asia minore di Troia descritta da Omero nei
suoi racconti epici. Leggenda vuole che il vitigno sia arrivato in Italia meridionale, e precisamente
lungo le coste pugliesi, tramite i colonizzatori greci più di duemila anni fa. Altra ipotesi, meno
suggestiva, indica la cittadina albanese Cruja come origine dell'Uva di Troia; mentre più veritiera
rimane la tesi che indica il vitigno, originario proprio del territorio limitrofo alla città pugliese di
Troia.
Tra tutte, la teoria più affascinante rimane sicuramente quella legata alla leggenda dell'eroe greco
Diomede: questi, terminata la guerra di Troia, navigò fino a risalire il fiume Ofanto portando con se
tralci di vite della sua terra che piantati, dettero appunto origine all'Uva di Troia.
Del grande valore storico di queste piantagioni fanno fede le diverse citazioni che rimandano a
Federico II di Svevia, il quale amava degustare il "corposo vino di Troia", ed ai marchesi D'Avalos
che, acquistata la città nel 1533, e notata l'assoluta qualità ed attitudine dei terreni circostanti,
incrementarono notevolmente le coltivazioni di quest'uva.
In realtà, in epoca federiciana, l'esteso territorio di produzione del vitigno era ricompreso sotto un
unico regno: da ciò deriva il grande legame che unisce le varie aree, i loro innumerevoli scambi
economici e culturali che giustificano appunto la diffusione della produzione su terreni che
comprendono un'area molto più ampia della sola provincia di Foggia.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
L'IGT "DAUNIA", come regolamentato dal presente disciplinare di produzione, presenta, dal punto
di vista analitico ed organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una
chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In generale tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate in tutte le tipologie,
mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni. Si tratta di
caratteristiche organolettiche ed analitiche diretta conseguenza della tipologia di terreno
calcareo/argilloso su cui insistono i vigneti e delle condizioni pedoclimatiche particolarmente
favorevoli.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Da un punto di vista orografico, l'areale in oggetto, è ripartito tra una parvenza di montagna nel
nord/ovest della Daunia al confine col Molise e nella presenza di una notevole estensione di pianura
inasprita da una zona collinare formata dal compatto altopiano delle Murge.
L'area di nostra competenza è una regione a clima spiccatamente mediterraneo e cioè caldo-asciutto
con inverni dolci, primavere corte, estati calde e lunghe, autunni miti e piovosi.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dalla Magna Grecia, al medioevo, fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed
interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino IGT
"Daunia"
Ovvero è la testimonianza di come l'intervento dell'uomo nel particolare territorio abbia, nel corso
dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali
nell'epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all'indiscusso
progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Taranto
V.le Virgilio, 152
74121 - Taranto
La C.C.I.A.A. di Taranto è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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