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Colli Cimini Igt

22.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
«COLLI CIMINI»


Approvato con DM 22.11.1995 G.U. 302 - 29.12.1995
Modificato con DM 13.09.1996 G.U. 229 - 30.09.1996
Modificato con DM 13.08.1997 G.U. 214 - 13.09.1997
Modificato con DM 18.04.2011 G.U. 109 - 12.05.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 28.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
La indicazione geografica tipica «Colli Cimini», accompagnata o meno dalle specificazioni previste
dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle condizioni
ed ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Tipologie vini e relativa base ampelografica
La indicazione geografica tipica «Colli Cimini» è riservata ai seguenti vini:
bianco;
bianco frizzante;
bianco novello;
bianco passito;
bianco vendemmia tardiva;
rosso;
rosso frizzante;
rosso novello;
rosato;
rosato frizzante;
con la specificazione del nome di uno, due o tre vitigni, anche nelle tipologie frizzante per i bianchi,
rossi e rosati, passito e vendemmia tardiva limitatamente ai bianchi, novello limitatamente ai rossi e
ai bianchi.
I vini ad indicazione geografica tipica «Colli Cimini» devono essere ottenuti da uve provenienti da
vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più dei vitigni idonei alla coltivazione per la
Regione Lazio ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con
D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
L'indicazione geografica tipica «Colli Cimini» con la specificazione di uno dei vitigni idonei alla
coltivazione per la Regione Lazio è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,
nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve di altri vitigni idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino ad un massimo del 15%.
Nella designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica «Colli Comini» è
consentito utilizzare il riferimento in etichetta al nome di 2 o 3 vitigni idonei alla coltivazione per la
Regione Lazio, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con
D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare
a condizione che:
- il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai due o tre vitigni ai quali si vuole fare riferimento;
- la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
di ciascuno dei due o tre vitigni interessati non superi il corrispondente limite fissato dall'Art. 4 del
presente disciplinare di produzione;
- il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve ottenute da ciascuno dei due vitigni
non sia inferiore al corrispondente limite fissato dall'Art. 4 del presente disciplinare di produzione;
- l'indicazione dei vitigni deve essere riportata in etichetta in ordine decrescente rispetto all'effettivo
apporto delle uve da essi ottenute e in caratteri delle stesse dimensioni.


Articolo 3
Zona di produzione uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la
indicazione geografica tipica «Colli Cimini» comprende il territorio amministrativo dei comuni di
Bassano in Teverina, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Corchiano, Fabrica di Roma,
Gallese, Ronciglione, Seriano nel Cimino, Sutri, Vallerano, Vasanello, Vignanello in provincia di
Viterbo.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2
devono essere quelle tradizionali della zona.
E' consentita l'irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
non deve essere superiore, anche con la specificazione del o dei vitigni, per i vini ad indicazione
geografica tipica:
- «Colli Cimini» bianco, a tonnellate 21;
- «Colli Cimini» rosso e rosato a tonnellate 20;
- «Colli Cimini» passito e vendemmia tardiva a tonnellate 8.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Colli Cimini», seguita o
meno dal riferimento al vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico
naturale minimo di:
- 9% per i bianchi;
- 9% per i rossi;
- 9% per i rosati;
- 16% per i passiti;
- 15% per vendemmia tardiva.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
Le operazioni di vinificazione, devono essere effettuate all'interno della zona di produzione come
definita dall' art. 3.
E' fatta salva la deroga prevista all'art.6, comma 4, secondo capoverso, del Regolamento CE n.
607/2009 per effettuare la vinificazione al di fuori della zona delimitata fino al 31 dicembre 2012
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 80%
per tutti i tipi di vino ad eccezione del passito e vendemmia tardiva che non deve essere superiore al
65%.


Articolo 6
Caratteristiche dei vini al consumo
I vini a indicazione geografica tipica «Colli Cimini», anche con la specificazione del o dei nomi del
vitigni,all'atto dell'immissione al consumo, devono avere le seguenti caratteristiche:
«Colli Cimini» bianco
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
E' prevista la tipologia frizzante.
«Colli Cimini» bianco novello
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: da secco ad abboccato, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11.00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Colli Cimini» bianco passito:
colore: giallo tendente all'ambra a seconda dell'invecchiamento;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dolce, caratteristico, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol e con un titolo alcolometrico volumico
effettivo non inferiore a 9,00% vol;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
«Colli Cimini» bianco vendemmia tardiva:
colore: giallo dorato;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, caratteristico, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol e con un titolo alcolometrico volumico
effettivo non inferiore a 12,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
«Colli Cimini» rosso
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
E' prevista la tipologia frizzante.
«Colli Cimini» rosso novello
colore: rosso rubino;
odore: complesso, fruttato;
sapore: da secco ad abboccato, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
«Colli Cimini» rosato
colore: rosato cerasuolo più o meno intenso;
odore: fine, gradevole;
sapore: dal secco al dolce, armonico, delicato, vellutato, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
E' prevista la tipologia frizzante.
I vini a indicazione geografica tipica «Colli Cimini» con la specificazione del/i nome/i del/i
vitigno/i, all'atto dell'immissione al consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del
corrispondente colore, devono presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla indicazione geografica tipica «Colli Cimini» è consentito l'uso del termine amabile, abboccato
e dolce (solo per la tipologia «Colli Cimini» bianco passito) nel rispetto della normativa vigente.
E' vietata, tuttavia, l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente
disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e
similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
L'indicazione geografica tipica «Colli Cimini» può essere utilizzata come ricaduta per i vini
ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3
ed iscritti nello schedario viticolo dei vini a denominazione di origine, a condizione che i vini per i
quali si intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti
per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di Bassano in
Teverina, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Corchiano, Fabrica di Roma, Gallese, Ronciglione,
Soriano nel Cimino, Sutri, Vallerano, Vasanello, Vignanello in provincia di Viterbo ed è composta dai
versanti meno acclivi e dalle parti pianeggianti poste alle pendici dei monti Cimini dalla parte
pianeggiante dell'alta valle del fiume Tevere.
I terreni dell'area sono riconducibili a due principali unità geologiche: le formazioni sedimentarie e
le formazioni vulcaniche. Nella prima, prima presente nelle aree pianeggianti della valle del Tevere,
si hanno i sedimenti marini del Pliocene e Pleistocene inferiore oltre ai depositi continentali e alle
alluvioni recenti. Nella seconda, le manifestazioni vulcaniche del complesso Cimino della fine del
Pliocene caratterizzate da fenomeni esplosivi, hanno generato terreni formati da vari tipi di tufo.
L'attività esplosiva ha diffuso anche a grande distanza ceneri e lapilli che, hanno dato origine alle
cosi dette rocce piroclastiche che si sovrapposero alle argille ed alle sabbie marine della valle del
Tevere
L'altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 33 e i 500 m s.l.m. con pendenza variabile:
l'esposizione generale è orientata verso ovest e sud-ovest.
Il clima dell'area è di tipo temperato di transizione ed è caratterizzato da precipitazioni medie annue
di comprese tra i 954 ed i 1166 mm, con aridità estiva non molto pronunciata (pioggia 103-163 mm)
nei mesi di luglio e agosto. La temperatura media è di 14,2°C: freddo intenso che si prolunga da
ottobre a maggio, con temperatura media inferiore ai 10°C per 4 mesi l'anno e temperatura media
minima del mese più freddo inferiore alle 0°C (0,3° C).
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Colli Cimini".
La coltivazione della vite in Lazio ha origini antichissime, iniziata sicuramente dagli Etruschi,
raggiunse un notevole progresso, favorito anche da evolute conoscenze tecniche e da materiale
ampelografico di varia origine, raccolto attraverso gli ampi rapporti commerciali di questo popolo.
Ad opera dei Romani la coltivazione della vite ebbe maggiore espansione e continuò e si amplio
sotto lo Stato della Chiesa. Il Moroni, nel Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica del 1860,
riporta numerose notizie circa la produzione di vino nell'area delimitata. Per Canepina scrive
"produce copiosa quantità di castagne, vino", per Capranica "..produce in abbondanza ottimo
vino..", per Carbognano "..produce ottimo vino, che si conserva in fresche grotte fuori e dentro il
paese..", per Corchiano "..esistono molte fresche grotte, incavate nel tufo, che servono da cantine.."
per Gallese scrive "..produce di tutto e in abbondanza, grano, granturco, vino.." ed infine per
Vignanello "..il territorio precipuamente produce vino squisito, che gareggia coll'orvietano, ed è la
più grande risorsa sua, massima in quest'ultimi anni, per essere stato quasi esente dalla deplorevole
infezione delle viti, ne commercia con Roma e altrove."
La zona con spiccata attitudine viticola (media collina e terre vulcaniche), e la base ampelografica
composta in prevalenza da vitigni laziali, e comunque ampia, permette di produrre vini tipici ed
inconfondibili
Negli Atti dell'inchiesta sulla condizione della classe agricola (1883) sono indicati come
maggiormente coltivati i vitigni a bacca bianca Bello, Greco, Moscatello, Petino, Procanico,
Romanesco e Rossetto ed a bacca rossa Aleatico, Cannaiola, Porcina e Prugnolo.
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'area di produzione.
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura, anche per i nuovi impianti, sono
quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti,
sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma.
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la
vinificazione vini bianchi complessi ed equilibrati ed in rosso di vini tranquilli e strutturati.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono
una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini, sia bianchi che rossi, presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate
in tutte le tipologie, mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B).
L'orografia prevalentemente collinare del territorio di produzione, l'esposizione generalmente ad
ovest sud-ovest dei vigneti orientati e l'ubicazione degli stessi in zone particolarmente vocate alla
coltivazione della vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato e luminoso,
favorevole ad una ottimale svolgimento delle funzioni vegeto-produttive della pianta.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dall'epoca degli Etruschi, al medioevo, fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed
interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Colli
Cimini"
Ovvero è la testimonianza di come l'intervento dell'uomo abbia, nel corso dei secoli, plasmato e
valorizzato il particolare territorio tramandando le tecniche di coltivazione della vite e le pratiche
enologiche tradizionali, le quali, nell'epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed
affinate, grazie anche all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali
rinomati vini.
La IGT «Colli Cimini» è stata riconosciuta con Decreto ministeriale del 22 novembre 1995.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Agroqualità S.p.A.
Viale Cesare Pavese, 305 - 00144 ROMA
Telefono +39 06 54228675
Fax +39 06 54228692
Website: www.agroqualita.it
e-mail: agroqualita@agroqualita.it
La Società Agroqualità è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato
2) che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del
Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli
combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura,
elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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