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Alto Livenza Igt

21.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE VINI INDICAZIONE GEOGRAFICA
TIPICA «ALTO LIVENZA»


Approvato con DM 21.11.1995 G.U. 297 - 21.12.1995
Modificato con DM 27.02.1996 G.U. 57 - 08.03.1996
Modificato con DM 13.08.1997 G.U. 210 - 09.09.1997
Modificato con DM 27.06.2008 G.U. 160 - 10.07.2008
Modificato con DM 21.07.2009 G.U. 173 - 28.07.2009
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
La indicazione geografica tipica «Alto Livenza», accompagnata o meno dalle specificazioni
previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
La indicazione geografica tipica «Alto Livenza», è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nella tipologia frizzante;
rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;
rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini ad indicazione geografica tipica «Alto Livenza» bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti
da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione rispettivamente per le province di Treviso e Pordenone di cui al Registro nazionale
delle varietà di viti approvato con DM 7 maggio 2004 (GU n. 242 del 14 ottobre 2004) e successivi
aggiornamenti di cui all'allegato 1 del presente disciplinare di produzione.
La indicazione geografica tipica «Alto Livenza» con la specificazione di uno dei seguenti vitigni, o
del relativo sinonimo il cui uso in etichetta è consentito dalla vigente normativa comunitaria e
nazionale: Chardonnay, Manzoni bianco, Malvasia (da Malvasia istriana), Muller Thurgau, Pinot
bianco, Pinot grigio, Glera, Riesling renano, Riesling italico, Sauvignon, Traminer, Verdiso,
Verduzzo (da Verduzzo Friulano e/o Verduzzo Trevigiano), Cabernet franc, Cabernet Sauvignon,
Franconia, I.M.2.15 Malbech, Marzemino, Merlot, Pino nero (anche vinificato in bianco), Raboso
(da Raboso Piave e/o Raboso Veronese), Refosco dal peduncolo rosso, Tai (da Tocai friuliano),
Carmenère, Syrah, Marzemina bianca, Rebo, Petit verdot, Glera lunga, Manzoni rosa e Manzoni
moscato è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale,
per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni idonei alla coltivazione per le rispettive province di Treviso e Pordenone fino ad un
massimo del 15%.
Nella preparazione del vino Cabernet possono concorrere, disgiuntamente o congiuntamente, le uve
dei vitigni Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Carmenére.
I vini ad indicazione geografica tipica «Alto Livenza» possono utilizzare la specificazione del nome
di due vitigni idonei alla coltivazione per le rispettive aree amministrative sopra indicate, alle
condizioni previste dalla normativa comunitaria.
I vini ad indicazione geografica tipica «Alto Livenza» con la specificazione di uno o due dei vitigni
di cui al presente articolo, possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante; i soli vini
derivanti da vitigni a bacca rossa possono essere prodotti anche nella tipologia novello.


Articolo 3
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini della indicazione geografica «Alto Livenza»
coincide con l'intero territorio amministrativo dei comuni di: Cordignano, Orsago, Gaiarine,
Portobuffolé, Gorgo al Monticano, Mansué, Motta di Livenza e Meduna di Livenza in provincia di
Treviso e dei comuni di: Brugnera, Caneva, Fontanafredda, Pasiano di Pordenone, Polcenigo, Prati
e Sacile, in provincia di Pordenone.


Articolo 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2
devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
per i vini ad indicazione geografica tipica «Alto Livenza» anche con la specificazione del vitigno,
non deve essere superiore a tonnellate 19, ad eccezione delle tipologie con la specificazione del
vitigno Syrah, Manzoni rosa e Tai per i quali la produzione massima è rispettivamente di 15, 12 e
25 tonnellate.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Alto Livenza", dopo le
eventuali operazioni di arricchimento, devono assicurare ai vini il titolo alcolometrico volumico
totale minimo indicato all'art. 6 per le diverse tipologie di prodotto.


Articolo 5
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La zona di vinificazione corrisponde con quella di produzione delle uve delimitata all'art. 3. E' fatta
salva la deroga prevista all'art.6, comma 4, secondo capoverso, del Regolamento CE n. 607/2009
per effettuare la vinificazione al di fuori della zona delimitata fino al 31 dicembre 2012.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%,
per tutti i tipi di vino.


Articolo 6
I vini ad indicazione tipica «Alto Livenza», con la specificazione del nome del vitigno, all'atto
dell'immissione al consumo avere le seguenti caratteristiche:
bianco, bianco frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;
- acidità totale minima: 3.5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 13.0 g/l.
rosso, rosso frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.50% vol.;
- acidità totale minima: 3.5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 17.0 g/l.
rosato, rosato frizzante, (anche con riferimento al nome di vitigno)
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9.00% vol.;
- acidità totale minima: 3,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,00 g/l.
novello (anche con riferimento al nome di vitigno)
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11.00% vol.;
- acidità totale minima: 3,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 17,00 g/l.


Articolo 7
Alla indicazione geografica tipica «Alto Livenza» è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione
diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra,
fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
L'indicazione geografica tipica «Alto Livenza» può essere utilizzata come ricaduta per i vini
ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art.
3, ed idonei alla produzione dei vini a denominazione di origine, a condizione che vini per i quali si
intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o
più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
a) Specificità della zona geografica
Fattori naturali
L'area di produzione dei vini IGT "Alto livenza" è un territorio compreso fra le regioni Veneto e
Friuli Venezia Giulia, che si estende nella parte più a nord (la zona alta) del fiume Livenza che
attraversa tutta l'area i produzione.
I suoli della zona originano dalla deposizione di materiali alluvionali derivanti principalmente dallo
scioglimento dei ghiacciai alpini e prealpini e successivamente dall'azione del fiume Livenza: sono
pertanto ghiaiosi e presentano un sottosuolo prevalentemente costituito da ghiaie. Nella zona più a
sud verso il mare, il ventaglio ghiaioso lascia lentamente posto a depositi con percentuali di sabbia
sempre maggiori.
Il clima della zona è di tipo "temperato, grazie sia alla protezione dei monti carsici e dolomitici a
nord e alla presenza del mare Adriatico e delle aree lagunari. alla giacitura pianeggiante ed alla
conseguente esposizione dei venti.
Fattori umani e storici
Il fiume Livenza ha esercitato una positiva influenza sull'economia di quest'area fin dal tempo dei
romani perchè, essendo navigabile, favoriva l'agricoltura, i commerci ed i trasporti. Durante il
Medioevo l'importanza del Livenza era tale che qualsiasi costruzione realizzata nel suo alveo veniva
immediatamente rimossa, perché di intralcio alla navigazione: mulini, segherie e magli potevano
essere eretti solo sui suoi affluenti minori. Il Livenza fu determinante anche per le strategie
commerciali della Repubblica Serenissima: le merci, i prodotti alimentari e specialmente i vini,
risalivano il fiume verso la Germania. Lungo il Livenza scendevano anche preziose zattere cariche
di legname e vino delle zone collinari e pre-collinari del'alto Livenza per i mercati di Venezia.
Oggi il territorio dell'Alto Livenza, compreso tra le province di Treviso e Pordenone, si afferma
come una realtà produttiva e sociale unita che prescinde dai confini amministrativi regionali tra
Veneto e Friuli. Primo distretto produttivo italiano per la produzione di mobili, è famoso per essere
una delle più importanti aree viticole del Nord Est d'Italia.
Proprio per la rinomanza dei vini provenienti da queste zone, i produttori vitivinicoli hanno
utilizzato l'indicazione geografica "Alto Livenza", con continuità a partire dal 1977, a seguito del
regolamento CEE 816/70 e delle normative nazionali di recepimento che hanno stabilito le modalità
per la dichiarazione, designazione e presentazione dei vini definiti allora "vini da tavola con
indicazione geografica".
Nel 1995, con il decreto del 21 novembre, è stato approvato l'attuale disciplinare di produzione,
successivamente modificato al fine di adeguarlo al mercato dei vini a indicazione geografica tipica e
alle normative comunitarie.
b) Specificità del prodotto
Le uve dei vini rossi dell'Alto livenza, hanno un elevato rapporto zuccheri/acidità, pur mantenendo
una buona acidità che permette di ottenere vini di buona struttura. I vini consumati giovani entro un
anno dalla vendemmia, presentano un colore rubino con riflessi violacei, i profumi sono molto
complessi, dove la caratterizzazione del vitigno si fonde con profumi di frutti rossi con sfumature di
vaniglia.
Essi inoltre presentano un'eccellente sapidità, con una struttura caratterizzata da morbidezza e
rotondità, sostenuta da una tannicità dolce ma non aggressiva.
I vini bianchi si caratterizzano per la complessità dei profumi e presentano un colore giallo da
chiaro con riflessi verdognoli, al giallo carico, una buona struttura accompagnata da un'eccellente
sapidità con un finale fresco e vivace.
I vini della presente IGT presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare i vini risultano nelle diverse tipologie equilibrati con riferimento al quadro chimicofisico, mentre al sapore e all'odore si riscontrano le caratteristiche prevalenti tipiche dei vitigni.
c) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
La fama dell'indicazione geografica "Alto Livenza" testimonia il legame di questi vini con il
territorio di produzione che ha permesso loro di essere rinomati sia nel mercato locale, sia in alcuni
Paesi Europei come la Germania e l'Inghilterra.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale:
Via Piave, 24
00187 – ROMA
06 45437975
info@valoritalia.it
Valoritalia srl. Sede Amministrativa:
Via San Gaetano, 74
36016 - Thiene (Vicenza)
Tel. 0445 313088, Fax. 0445 313080;
e-mail: assicurazione.qualita@valoritalia.it
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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