Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

Ti trovi in:   Home > Blog – Vino Nobile di Montepulciano Docg

Loading

Blog

 

Vino Nobile di Montepulciano Docg

20.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA DEI VINI  "VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO"


Approvato come DOC DPR 12.07.1966 GU 19.09.1966
Approvato come DOCG DPR 01.07.1980 GU 47 - 17.02.1981
Modificato con DPR 14.06.1989 GU 258 - 04.11.1989
Modificato con DM 01.07.1996 GU 163 - 13.07.1996
Modificato con DM 27.07.1999 GU 185 - 09.08.1999
Modificato con DM 09.11.2010 GU 280-30.11.2010
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione e vini)
1.1 La denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" è riservata
ai vini rosso e rosso riserva che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente
disciplinare di produzione.


Articolo 2
(Base ampelografica)
2.1 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" deve
essere ottenuto dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
- Sangiovese (denominato a Montepulciano prugnolo gentile): minimo 70%.
Possono inoltre concorrere fino ad un massimo del 30%, i vitigni complementari idonei alla
coltivazione nella Regione Toscana, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da
vino approvato con D.M. 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 242 del 14 ottobre
2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare, purché la
percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 5%.
2.2 La base ampelografica dei vigneti, già iscritti allo schedario viticolo della denominazione di
origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano", deve essere adeguata, entro la
quinta vendemmia successiva alla data di pubblicazione del disciplinare di produzione nella
Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 2010.
2.3 Sino alla scadenza, indicata nel precedente comma, i vigneti di cui sopra, iscritti a titolo
transitorio allo schedario viticolo della denominazione di origine controllata e garantita dei vini
«Vino Nobile di Montepulciano», potranno usufruire della denominazione medesima.
2.4 Sono esclusi i vitigni aromatici ad eccezione della Malvasia Bianca Lunga.
2.5 E' consentito che i vigneti, con la composizione ampelografica sopra indicata, iscritti allo
schedario viticolo della denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di
Montepulciano" siano anche iscritti allo schedario dei vigneti del vino a denominazione di origine
controllata "Rosso di Montepulciano".


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 La zona di produzione delle uve ricade nel territorio amministrativo del comune di
Montepulciano, in provincia di Siena, limitatamente alla zona idonea a fornire produzioni che
rispondono ai requisiti di cui al presente disciplinare. Tale zona comprende:
parte del territorio del comune di Montepulciano delimitata da una linea che partendo dall'incrocio
della linea ferroviaria Siena-Chiusi con il confine comunale di Montepulciano nei pressi del podere
"Confine", segue ininterrottamente il confine di Montepulciano fino a raggiungere la suddetta
ferrovia a nord della stazione ferroviaria di Montallese. Detto confine segue quindi la suddetta linea
ferroviaria fino al punto di partenza: parte del territorio del comune di Montepulciano - frazione
Valiano, delimitata da una linea che, partendo dal punto in cui il confine comunale interseca la
strada delle Chianacce a quota 251, percorre, procedendo in senso orario, il suddetto confine
comunale fino ad incontrare la strada Padule a quota 253; segue quindi la predetta strada fino al
bivio con la strada vicinale delle Fornaci con la quale si identifica fino all'innesto con la strada
Lauretana per Valiano; la percorre verso ovest, per breve tratto, raggiunge la strada delle Chianacce,
che segue fino a ricongiungersi con il punto di partenza.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a
denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" devono essere
quelle normali della zona e comunque atte a dare alle uve ed al vino derivato le specifiche
caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti ben esposti
situati ad un'altitudine compresa tra i 250 e i 600 metri s.l.m.
4.2 I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva e del vino.
4.3 E' vietata ogni pratica di forzatura.
4.4 E' consentita l'irrigazione di soccorso.
4.5 Per i nuovi impianti ed i reimpianti dei vigneti idonei alla produzione del vino a denominazione
di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano", la densità minima ad ettaro deve
essere di 3330 ceppi.
4.6 La resa di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata e
garantita "Vino Nobile di Montepulciano" non deve essere superiore a t. 8 per ettaro di coltura
specializzata.
4.7 Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva a ettaro deve essere rapportata
alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata nel limite
sopra indicato, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo.
4.8 Le uve destinate alla vinificazione, devono assicurare al vino a denominazione di origine
controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di 12,00% vol.
4.9 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a
conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.


Articolo 5
(Norme per la vinificazione)
5.1 Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate
nell'ambito del territorio del comune di Montepulciano.
5.2 Sono tuttavia consentite su autorizzazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali, previa istruttoria della Regione Toscana e parere favorevole del Consorzio di tutela del
Vino Nobile di Montepulciano la vinificazione e l'invecchiamento fuori zona di produzione per le
aziende che abbiano, almeno a far data dalla entrata in vigore del decreto del Presidente della
Repubblica 1° luglio 1980, le strutture di vinificazione in prossimità del confine comunale di
Montepulciano e comunque a distanza non superiore a m. 3.800 in linea d'aria e che abbiano i
vigneti dai quali proviene l'uva iscritti da almeno cinque anni, a far data dalla pubblicazione del
decreto 1° luglio 1996 (modifica del disciplinare di produzione del Vino Nobile di Montepulciano)
allo schedario del vino DOCG "Vino Nobile di Montepulciano".
Restano valide le autorizzazioni già rilasciate ai sensi del precedente disciplinare di produzione.
5.3 La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa superi questo limite, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione
di origine controllata e garantita. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine
controllata e garantita per tutto il prodotto.
5.4 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" deve
essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni, a partire dal 1° gennaio
successivo alla vendemmia.
Entro questo periodo sono lasciate alla discrezione dei produttori le seguenti possibili opzioni:
1) 24 mesi di maturazione in legno;
2) 18 mesi minimo di maturazione in legno più i restanti mesi in altro recipiente;
3) 12 mesi minimo in legno più 6 mesi minimo in bottiglia più i restanti mesi in altro recipiente.
Nei casi 2 e 3, l'inizio del periodo di maturazione in legno non potrà essere protratto oltre il 30
aprile dell'anno successivo alla vendemmia.
Le date dell'inizio e della fine del periodo di maturazione in contenitori di legno devono essere
documentate con relative annotazioni sui registri di cantina.
Il prodotto in maturazione in contenitori di legno potrà essere temporaneamente trasferito in altri
recipienti previa annotazione nei registri di cantina e con l'obbligo di rispettare comunque il periodo
minimo di stazionamento in legno.
5.5 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" non
può essere immesso in consumo prima del compimento dei due anni di maturazione obbligatoria
calcolati a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di produzione delle uve.
5.6 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano"
derivante da uve aventi un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,50% vol e
sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno 3 anni di cui 6 mesi di affinamento in bottiglia,
può portare in etichetta la menzione "riserva", fermi restando i periodi minimi di utilizzo del legno
previsti dal presente articolo.
5.7 Le date dell'inizio e della fine del periodo di maturazione in contenitori di legno, come previsto
nel presente articolo, ed affinamento in bottiglia devo essere documentate con relative annotazioni
sui registri di cantina. Il periodo di maturazione anche per la tipologia con menzione "riserva"
viene calcolato a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di produzione delle uve.
Fermo restando l'invecchiamento in contenitori di legno si potrà tenere il 4% del medesimo vino in
contenitori diversi da usarsi per colmature.
5.8 E' consentito a scopo migliorativo, l'aggiunta di annate diverse di vino a denominazione di
origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" o di vino atto alla denominazione di
origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" alle condizioni stabilite dalle norme
comunitarie e nazionali.
5.9 E' consentito, previa comunicazione alle strutture di controllo autorizzate, da presentarsi, a cura
del vinificatore, entro il 16° mese a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia, che il vino
atto a poter essere designato con la denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di
Montepulciano" sia riclassificato alla denominazione di origine controllata "Rosso di
Montepulciano" purché corrisponda alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal relativo disciplinare
di produzione. Tuttavia qualora partite della denominazione di origine controllata e garantita "Vino
Nobile di Montepulciano" vengano cedute dal produttore dopo il termine suddetto la
denominazione stabilita deve essere mantenuta in modo irreversibile, salvo perdita delle
caratteristiche.
5.10 Le operazioni di imbottigliamento devono essere effettuate all'interno della zona di
vinificazione.
Conformemente all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 607/2009, l'imbottigliamento deve aver
luogo nella predetta zona geografica affinché le caratteristiche particolati del vino possano essere
preservate così come la garanzia dell'origine. Le caratteristiche particolari conferiscono una elevata
qualità e reputazione al vino presso i consumatori internazionali ed hanno prodotto una immagine di
primo piano in Italia e nel Mondo. Tale qualità e caratteristiche particolari risultano dalla
combinazione di fattori naturali ed umani e sono connesse alla zona geografica d'origine e per
essere conservate richiedono vigilanza e sforzi. Risulta pertanto che il rischio per la qualità del vino
offerto al consumo è maggiore quando il vino è trasportato ed imbottigliato al di fuori della zona di
produzione che non nel caso in cui esso sia stato trasportato ed imbottigliato all'interno della zona
di produzione.
Il disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano prevede dal 26 luglio 1999 l'obbligo
dell'imbottigliamento in zona in modo che le operazioni d'imbottigliamento vengano effettuate nel
rispetto delle condizioni ottimali di produzione dalle imprese cha hanno una esperienza specifica ed
una conoscenza approfondita delle caratteristiche specifiche del vino. Anche i controlli sono di
conseguenza particolarmente efficaci a garanzia e salvaguardia della natura, identità, qualità,
composizione e dell'origine del vino.
Conformemente al medesimo articolo 8 del regolamento (CE) n. 607/2009, a salvaguardia dei diritti
precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori
dell'area di vinificazione, è tuttavia consentito, per la denominazione di origine controllata e
garantita "Vino Nobile di Montepulciano" non avente diritto alla menzione "riserva", su richiesta da
effettuarsi al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali , l'imbottigliamento del vino a
denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" nell'intero
territorio della regione Toscana alle cantine che imbottigliano il vino a denominazione di origine
controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" da almeno tre anni precedenti all'entrata in
vigore del disciplinare di produzione di cui al D.M. 26 luglio 1999.
5.111 Il soggetto che intende commercializzare una partita di vino sfuso destinato alla DOCG Vino
Nobile di Montepulciano all'interno della zona di produzione, nonché i soggetti che trasferiscono il
vino DOCG Vino Nobile di Montepulciano al di fuori della zona di produzione, conformemente
alla deroga di cui al comma precedente, devono darne comunicazione all'Organismo di controllo
incaricato almeno 2 giorni lavorativi prima del trasferimento stesso. Tali partite di vino, oggetto di
commercializzazione o imbottigliamento fuori zona, devono rispondere alle caratteristiche chimico
fisiche previste al successivo articolo 6.


Articolo 6
(Caratteristiche dei vini al consumo)
6.1 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano"
all'atto
dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: profumo intenso, etereo, caratteristico;
sapore: asciutto, equilibrato e persistente, con possibile sentore di legno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol, per la tipologia con menzione "riserva"
13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.
6.2 E' in facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali modificare i limiti
dell'acidità totale e dell'estratto non riduttore minimo con proprio decreto.


Articolo 7
(Etichettatura, designazione e presentazione)
7.1 Nella etichettatura e designazione della denominazione di origine controllata e garantita "Vino
Nobile di Montepulciano" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste
dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi "fine", "scelto", "selezionato" e similari.
7.2 E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali,
marchi privati, non aventi significato laudativo e tali da non trarre in inganno il consumatore nonché
delle altre menzioni facoltative nel rispetto delle vigenti norme. Le medesime, esclusi i marchi e i
nomi aziendali, sono riportate nell'etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi e
evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme generali più
restrittive.
7.3 Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di
Montepulciano" di cui all'articolo 1 può essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino
avvengano in recipienti separati e che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia
nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi
dell'art. 6 comma 8, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 96 del 26.04.2010.
7.4 Sulle bottiglie contenenti il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino
Nobile di Montepulciano" deve sempre figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
(Recipienti)
8.1 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Vino Nobile di Montepulciano" deve
essere messo in consumo esclusivamente in bottiglie di vetro di capacità non superiore a litri 5.
Le bottiglie devono essere di tipo bordolese, di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero raso
bocca.
8.2 Sono vietati il confezionamento e l'abbigliamento delle bottiglie comunque non consone al
prestigio del vino.


Articolo 9
(Legame con l'ambiente geografico)
A) Informazioni sulla zona geografica
A1) Fattori naturali rilevanti per il legame
Il comprensorio del Vino Nobile ricade interamente nel Comune di Montepulciano, in provincia di
Siena. Ad eccezione della zona di fondovalle nella Valdichiana, esclusa dalla zona di produzione,
tutto il territorio è compreso nell'area collinare di produzione che passa da 250 a 600 metri di
altitudine.
Il substrato geologico è piuttosto uniforme e nettamente caratterizzato rispetto ad altri comprensori
viticoli vicini. E' costituito in larga misura da sedimenti marini pliocenici, dove predominano le
sabbie soprattutto nelle zone a maggiore altitudine. Altri suoli, in particolare nei versanti che
scendono verso la Valdichiana, si sviluppano su sedimenti continentali del Pleistocene antico.
La litologia del territorio è quindi caratterizzata da sabbie e argille marine, con presenza di
conglomerati nella parte ad est del territorio. Le sabbie sono caratteristiche di Montepulciano e in
Toscana si ritrovano così diffuse solo a San Gimignano, mentre sono pressoché assenti sia a
Montalcino che nel Chianti Classico.
In sintesi, complessivamente si distinguono 4 tipologie di suolo: quelli evoluti sul pliocene marino
sabbioso (serie pedologica cosiddetta Cusona, Strada e San Gimignano) o limo-argilloso (serie
Quercia e Monte, quest'ultima poco produttiva ed a maturazione precoce) con disponibilità idriche
crescenti, e quelli su pleistocene da paleosuoli o suoli recenti (serie Poggio Golo, Nottola e Valiano,
che favorisce una maggiore produttività delle piante).
Per caratteristiche chimiche i suoli del Pliocene sabbioso presentano bassa capacità di scambio
cationico e conducibilità, con valori medi di calcare; sul pliocene limo-argilloso e argilloso si
rilevano valori più elevati di calcare e di conducibilità; i suoli evoluti su sedimenti del pleistocene
sono simili tra loro per capacità di scambio cationico, in genere elevata, e si differenziano per il
contenuto in calcare totale ed attivo, maggiore nei suoli recenti.
Dal punto di vista meteorologico la zona è caratterizzata da un clima mediterraneo. Le temperature
più elevate si rilevano in luglio e agosto, mentre nel periodo seguente si registrano valori più bassi,
che favoriscono l'evoluzione qualitativa aromatica e fenolica delle uve. L'indice Winkler è
mediamente pari a 1900°, con livelli inferiori alla maggiore altitudine dove si attesta a 1750°.
Le piogge medie, su base pluriennale, sono pari a 690 mm in gran parte del territorio, e solo nella
zona sud arrivano a circa 740 mm. La massima intensità piovosa si registra in ottobre e novembre,
mentre l'estate è tendenzialmente asciutta.
A2) Fattori umani rilevanti per il legame
Le radici della viticoltura e dell'enologia sono parte integrante del territorio, della cultura, della
storia, dell'economia e delle tradizioni locali di Montepulciano.
Il vino prodotto in questo comprensorio riveste storicamente una connotazione nobiliare ed
aristocratica, con le produzioni destinate non all'autoconsumo ma al commercio, come testimoniano
tanti atti di vendita registrati dal 789 in poi.
Con un documento del 1350 furono stabilite le prime clausole per il commercio e l'esportazione del
vino di Montepulciano. Il vino ha assunto fama internazionale fino dal XVII secolo, quando fu
celebrato da Francesco Redi come "Re di ogni vino", e nel corso dei secoli la viticoltura ha poi
mantenuto il ruolo di coltura principale del territorio.
La prima citazione conosciuta di "Vino Nobile" è datata 1787 "per rimborso al cuoco di casa
Marsichi per spesa per il vitto, non compreso il vino portato da Monte Pulciano per nostro servizio
L. 50,15. Vino Nobile portato per regalare al Conservatorio detto il Conventino per le obbligazioni
contratte..." . Quanto sopra si legge in una lunga "Nota di Viaggio per suor Luisa Sisti e signore
Maestre" redatta da Giovan Filippo Neri, Governatore del Regio Ritiro di S.Girolamo in
Montepulciano.
Cosimo Villifranchi, medico fiorentino, nell'anno 1773 riporta nella sua celebre Oenologia Toscana
la maniera di fare il vino a Montepulciano descrivendo le varietà delle uve, ma anche il territorio (il
territorio di Montepulciano che produce il vino migliore si stende dalla Città per la parte di levante
da due in tre miglia dall'una all'altra banda di tal direzione, territorio tutto situato in costa...).
Segue la descrizione delle aziende produttrici, dei sistemi di coltivazione e vinificazione nonché
ulteriori informazioni sulla natura del suolo: "il suolo o terreno della costa di Monte Pulciano è per
la maggior parte tufo, e terra sciolta arenosa, e sassola".
Nella "Statistica Agraria della Val Di Chiana" di Giuseppe Giulj (1830), nel capitolo relativo a
"Delle specie di vino scelto e dei modi di fabbricarlo", è riportato che: "a cinque specie si possono
ridurre i vini scelti, che si fabbricano in una certa quantità nella valle, e sono quelli neri, il Vino
Nobile di Monte Pulciano, e l'aleatico; fra quelli bianchi vi si contano il Moscadello, il vermut ed il
Vin Santo; parlerò del modo tenuto per fabbricarli, e comincerò a dare la descrizione di questi
dettagli da quelli relativi al vino di Monte Pulciano, per essere quello che è conosciuto in tutta
l'Europa ......Le vigne destinate per la coltivazione di questa specie di vino sono poste in collina in
terreno tufaceo, ed in conseguenza sterile, ed esposte al mezzogiorno, onde le viti siano dominate
dal sole. Poco è il prodotto di dette piante, ma l'uva vi giunge a perfetta maturità, ed ha un odore
ed un sapore non comune all'uva delle stesse specie prodotta da viti non coltivate in tali località".
L'Autore prosegue elencando i vitigni, le caratteristiche delle uve e del sistema di fermentazione e
condizionamento.
A qualche anno prima (1828) risale la prima spedizione del Vino Nobile in America via nave, come
riportato dal Giornale Agrario della Toscana, edito dall'Accademia dei Georgofili.
A giustificazione dell'importanza assegnata alla produzione enologica locale, è da citare la storica
presenza delle cantine nel sottosuolo dei palazzi signorili della città di Montepulciano, cantine in
parte tuttora utilizzate per l'invecchiamento del vino
Dumas, nel celebre romanzo "Il Conte di Montecristo" scritto fra il 1844 ed il 1846 afferma che con
la cacciagione "... un fiasco di vino di Montepulciano dovevano completare il pranzo."
Il Vino Nobile di Montepulciano ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata con D.P.R.
12 luglio 1966 e grazie alla sua reputazione internazionale è stato successivamente uno dei primi
vini a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.), con il D.P.R. 1
luglio 1980, ed il primo vino in assoluto in Italia ad avere apposto il contrassegno sostitutivo della
fascetta di Stato da apporre sui sistemi di chiusura della bottiglia come sistema anti sofisticazione
che certifica l'autenticità del prodotto a garanzia della sua origine.
Complessivamente l'incidenza dei fattori umani è da riferirsi all'individuazione ed affinamento nel
tempo dei seguenti aspetti tecnico-produttivi, che costituiscono oggi parte integrante del
Disciplinare di produzione.
- base ampelografica dei vigneti: il Sangiovese, in particolare il biotipo locale chiamato Prugnolo
gentile, costituisce la base ampelografica del vino Nobile. Il vitigno è coltivato da lungo tempo a
Montepulciano e molti sono in proposito i riferimenti storico-bibliografici, tra questi risultano
fondamentali quelli di Villifranchi (1773) e Cinelli (1873).
Tra i vitigni complementari si sono nel tempo individuate diverse varietà ad uva nera, sia del
germoplasma autoctono (Canaiolo nero, Mammolo) che internazionale, in grado di esaltare le
potenzialità del territorio e del vitigno base.
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura: le forme di allevamento
tipiche, affermatesi nel tempo, sono tali da permettere una razionale disposizione delle piante sulla
superficie, in modo da agevolare le operazioni colturali e contenere le rese entro i limiti produttivi
previsti dal Disciplinare. Sono rappresentate da controspalliere con sistemi di potatura corta
(cordone speronato), lunga (capovolto) o mista (Guyot).
I sesti d'impianto sono evoluti verso densità medio-alte, con un minimo di 3.330 piante/ha.
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini: sono quelle consolidate in zona per la vinificazione
di uve nere destinate alla produzione di vini dalla lunga tenuta nel tempo. Il vino deve essere
sottoposto ad un periodo minimo di maturazione di 2 anni, di cui almeno 1 in contenitori di legno.
Per la tipologia Riserva, riferita a vini maggiormente strutturati e di corpo, la maturazione minima
deve essere pari a 3 anni.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
La DOCG Vino Nobile di Montepulciano è riferita a 2 tipologie di vino rosso (base e Riserva) che
si differenziano per struttura e alcolicità, oltre che per la durata della maturazione dei vini. Dal
punto di vista analitico e soprattutto organolettico il vino presenta caratteristiche peculiari della
zona di produzione, come riportato all'art. 6 del Disciplinare, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione.
In particolare i vini si presentano di colore rosso rubino intenso, tendente al granato con
l'invecchiamento. Evidenziano un profumo intenso, etereo, con caratteristiche note fruttate
(amarena), floreali (viola) e speziate; al gusto sono molto strutturati, equilibrati ed eleganti, con
tannicità evidente che conferisce buona serbevolezza nel tempo.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B)
L'interazione tra i diversi fattori naturali ed umani ha permesso in primo luogo di conservare la
connotazione viticola al territorio di Montepulciano, che nel tempo non ha subito l'urbanizzazione
che ha caratterizzato diverse altre aree della Toscana.
Il ruolo esercitato dall'ambiente di coltivazione sulle caratteristiche qualitative del vino è dimostrato
dagli studi sul territorio e dalle indagini di zonazione svolte fino dal 1989 (Campostrini e
Costantini, 1996), le quali hanno evidenziato come i suoli presenti nel territorio di produzione del
Vino Nobile conferiscono in particolare al Sangiovese note sensoriali caratteristiche di amarena,
viola e speziato.
Pur in presenza di diverse tipologie di suolo, la produttività e la qualità dell'uva nelle diverse
situazioni viene modulata attraverso opportuni interventi antropici di tecnica colturale e di gestione
del suolo, che vanno dalle lavorazioni meccaniche nei suoli meno fertili fino all'inerbimento in
quelli che imprimono maggiore produttività. Tali interventi, sulla base di esperienze pluriennali,
vengono eseguiti in modo da ricondurre la qualità delle uve vendemmiate a parametri uniformi ed
idonei di maturazione.
L'orografia collinare e l'esposizione dei vigneti contribuiscono a determinare un mesoclima
particolarmente favorevole alla coltivazione della vite.
Le piogge invernali e primaverili favoriscono il formarsi di una buona riserva idrica nei campi,
mentre successivamente le scarse piogge estive (media di luglio inferiore a 30 mm) determinano in
genere una moderata carenza di acqua, la quale favorisce la fase di maturazione a discapito
dell'accrescimento vegetativo delle piante.
L'elevata insolazione ed il livello termico raggiunto in luglio ed agosto favoriscono una regolare
invaiatura dell'uva ed una predisposizione ottimale alla maturazione, mentre in settembre ed inizio
ottobre l'elevata escursione termica tra giorno e notte, in particolare alle quote maggiori, favorisce
la complessità aromatica e fenolica delle uve.
La secolare storia del vino di Montepulciano dall'epoca etrusca ai giorni nostri, attestata da
numerosi documenti bibliografici e reperti archeologici, è alla base del fattore umano di esperienze
e coltura che nel tempo, in interazione con l'ambiente, hanno individuato, sviluppato e selezionato
le pratiche più consone per la produzione enologica di qualità.
Fino dalle sue origini remotissime Montepulciano fonde con il vino la sua storia come testimonia
una kylix (tazza da vino) rinvenuta nel 1868 in una tomba etrusca nei pressi della città.
Il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla
chiesa di San Silvestro sull'Amiata un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano.
In seguito il Ripetti nel suo "Dizionario storico e geografico della Toscana" cita un documento che
risale al 1350, nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l'esportazione del vino di
Montepulciano.
E' comunque documentato fin dall'alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini
eccellenti, e alla metà del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il
Montepulciano "perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né
carico di colore, sicchè è vino da Signori" per le tavole dei nobili, appunto, anche se le etichette più
remote indicavano semplicemente Rosso Scelto di Montepulciano.
Passando al XVII secolo, ricordiamo come Francesco Redi, insigne come medico, naturalista e
poeta, esaltasse nel suo ditirambo "Bacco in Toscana" del 1685, con tanta efficacia il vino. Il Redi
immagina che Bacco e Arianna elogino i migliori vini della Toscana: "Bella Arianna con bianca
mano versa la manna di Montepulciano...", e conclude "Montepulciano d'ogni vino è Re!". Il
poemetto ebbe un grande successo ed arrivò, di corte in corte, nelle mani di Guglielmo III re
d'Inghilterra. Forse è proprio al Redi e alla celebrità che procurò ai vini toscani con il suo scritto che
si deve la predilezione del re Guglielmo per questi vini. Ne è testimonianza il viaggio compiuto nel
1669 da una delegazione inglese nel Granducato di Toscana per procurare alla corte inglese il
Moscadello di Montalcino ed il Vino Nobile di Montepulciano.
Alla fine del XIX secolo è sentita l'esigenza dei istruire le maestranze per la gestione dei vigneti e
delle cantine: nel 1882 viene istituita una Scuola pratica di Agricoltura e tuttora al confine con il
vicino comune di Cortona è attivo un Istituto Tecnico Agrario.
Più recentemente, nel 1933, nella pubblicazione "Vini tipici senesi" a cura di Montanari e Musiani,
si trova una dettagliata descrizione delle tecniche di produzione del Vino Nobile Di Montepulciano,
molto simile agli odierni disciplinari delle denominazioni.
Nel 1937 viene fondata una cantina sociale con l'intento di creare una struttura per la
commercializzazione del vino prodotto anche dai piccoli coltivatori e nel 1965 nasce il Consorzio
dei produttori del Vino Nobile.
La storia più recente del Vino Nobile di Montepulciano è contraddistinta da un'evoluzione, in linea
con i più moderni orientamenti produttivi, delle tecniche di gestione dei vigneti e della
vinificazione. Le densità d'impianto sono quindi andate ad aumentare, in modo da ridurre la
produzione unitaria di uva per pianta, e le forme di allevamento e potatura sono state orientate verso
sistemi che favoriscono l'ottimale sviluppo vegeto-produttivo e un idoneo stato sanitario dell'uva.
Allo stesso tempo, in cantina si sono ottimizzate le fermentazioni, il periodo di maturazione in
legno e l'impiego dei diversi contenitori, allo scopo di ottenere un vino di grande struttura, dotato di
longevità e stabilità nel tempo


Articolo 10
(Riferimenti alla struttura di controllo)
10.1 Nome e indirizzo dell'organismo di controllo:
Valoritalia s.r.l. - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane
Via Piave, 24
00187 - Roma
Tel.: +39 06 45437975
Fax: +39 06 45438908
e-Mail: info@valoritalia.it
10.2 La Società Valoritalia s.r.l - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni
vitivinicole italiane - è l'organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010, che effettua la
verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
10.3 In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato 1 – Elenco vitigni complementari idonei alla produzione del vino a DOCG VINO
NOBILE DI MONTEPULCIANO
1. Abrusco N.
2. Albana B.
3. Albarola B.
4. Aleatico N.
5. Alicante Bouschet N.
6. Alicante N.
7. Ancellotta N.
8. Ansonica B.
9. Barbera N.
10. Barsaglina N.
11. Biancone B.
12. Bonamico N.
13. Bracciola Nera N.
14. Cabernet Franc N.
15. Cabernet Sauvignon N.
16. Calabrese N.
17. Caloria N.
18. Canaiolo Bianco B.
19. Canaiolo Nero N.
20. Canina Nera N.
21. Carignano N.
22. Carmenere N.
23. Cesanese D'Affile N.
24. Chardonnay B.
25. Ciliegiolo N.
26. Clairette B.
27. Colombana Nera
28. Colorino N.
29. Durella B.
30. Fiano B.
31. Foglia Tonda N.
32. Gamay N.
33. Grechetto B.
34. Greco B.
35. Groppello di Santo Stefano N.
36. Groppello Gentile N.
37. Incrocio Bruni 54 B.
38. Lambrusco Maestri N.
39. Livornese Bianca B.
40. Malbech N.
41. Malvasia Bianca di Candia B.
42. Malvasia Bianca lunga B.
43. Malvasia Istriana B.
44. Malvasia N.
45. Malvasia Nera di Brindisi N.
46. Malvasia Nera di Lecce N.
47. Mammolo N.
48. Manzoni Bianco B.
49. Marsanne B.
50. Mazzese N.
51. Merlot N.
52. Mondeuse N.
53. Montepulciano N.
54. Muller Thurgau B.
55. Orpicchio B.
56. Petit manseng B.
57. Petit verdot N.
58. Pinot Bianco B.
59. Pinot Grigio G.
60. Pinot Nero N.
61. Pollera Nera N.
62. Prugnolo Gentile N.
63. Pugnitello N.
64. Rebo N.
65. Refosco dal Peduncolo rosso N.
66. Riesling Italico B.
67. Riesling Renano B.
68. Roussane B.
69. Sagrantino N.
70. Sanforte N.
71. Sauvignon B.
72. Schiava Gentile N.
73. Semillon B.
74. Syrah N.
75. Tempranillo N.
76. Teroldego N.
77. Traminer Aromatico Rs
78. Trebbiano Toscano B.
79. Verdea B.
80. Verdello B.
81. Verdicchio Bianco B.
82. Vermentino B.
83. Vermentino Nero N.
84. Vernaccia di San Gimignano B.
85. Viogner B.

 


PROPONI LA NOTIZIA

OkNotizie     

 

Immagini e/o testi possono essere tratti dal web. In nessun caso i testi riportati sostituiscono i documenti ufficiali


 

 


NOVITA

NOVITA

NOVITA

Inizio pagina |Tv15 è un sito amatoriale creato da appassionati dei vini italiani. Pertanto i riferimenti riguardanti le informazioni riportatesono tratte principalmente dal web. Per errori o informazioni incomplete Vi preghiamo di darcene comunicazione per modificarle non appena possibile | Note legali | Powered by CMSimple_XH |