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Vernaccia di Serrapetrona Docg

20.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA "VERNACCIA DI SERRAPETRONA"


Approvato DOC con DPR 22.07.1971 G.U. 222 - 03.09.1971
Approvato DOCG con DM 18.08.2004 G.U. 205 - 01.09.2004
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione del vino
La denominazione di origine controllata e garantita Vernaccia di Serrapetrona, è riservata al vino
spumante nelle tipologie secco e dolce che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal
presente disciplinare.


Articolo 2
Base ampelografica
Il vino spumante a denominazione di origine controllata e garantita «Vernaccia di Serrapetrona»
deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi in ambito aziendale la seguente
composizione ampelografica:
Vernaccia nera per almeno l'85%;
possono concorrere alla produzione di detto vino anche uve provenienti da vitigni a bacca rossa,
idonei alla coltivazione nella Regione Marche, da soli o congiuntamente, in misura non superiore al
15% del totale.


Articolo 3
Zona di produzione
La zona di produzione del vino «Serrapetrona» comprende in tutto il territorio del comune di
Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche. Tale
zona è così delimitata:
a est, partendo dal punto di incrocio dei confini dei comuni di Serrapetrona, Tolentino e S. Severino
Marche, la linea di delimitazione segue verso nord, il confine tra i comuni di S. Severino Marche e
Tolentino fino a intersecare la strada che conduce alla frazione Cusiano di S. Severino Marche.
Lungo detta strada, verso nord-ovest, raggiunge e segue quella che attraverso la località Terrante
passando per casa Bordoni (q. 302), casa Falcitelli (q. 373) e all'altezza della q. 391, piega verso
nord-ovest per raggiungere Cusiano. Da Cusiano, in direzione nord segue la strada per la Casette
fino al bivio per la Maestà (q. 249); da dove verso nord-ovest e attraverso C. Giacchetti (q. 307),
raggiunge q. 315 sulla strada che da Casette conduce alla località Uvaiolo. Da q. 315 prosegue
verso sud-ovest sino a incontrare la q. 314 sulla strada statale che congiunge S. Severino Marche
con Serrapetrona prosegue quindi sulla medesima verso S. Severino Marche sino alla q. 303. Dalla
q. 303 in linea retta verso sud-ovest, attraversando la località Uvaiolo, raggiunge q. 369 e per la
strada che porta a S. Severino raggiunge quota 379, quindi segue la strada per casa Caglini in
direzione sud-ovest fino a raggiungerla, passando per le qq. 448, 432, 442 e 434; da casa Caglini (q.
464) segue in direzione sud il sentiero per casa Luzi (q. 474,) prosegue quindi per la strada prima e
per il sentiero poi che passano per le quote 446, 613 e 583 fino a incrociare il confine del comune di
Serrapetrona nei pressi della Posta Bruschetti. La linea di delimitazione inizialmente verso ovest
segue il confine occidentale e poi parte di quello meridionale del comune di Serrapetrona sino alla
confluenza del medesimo con quello di Belforte del Chienti in prossimità di C. Pizzini e,
continuando su detto confine, in direzione ovest, raggiunge (in prossimità del km 62,5) la strada
statale 77. Prosegue su detta statale, verso nord-est, fino a incontrare nuovamente il confine
comunale di Belforte del Chienti in prossimità di C. Serani; da questo punto segue verso nord-ovest
il confine comunale di Belforte fino a incrociare quello di Serrapetrona, e lungo quest'ultimo, in
direzione nord, raggiunge il punto d'incontro delle delimitazioni territoriali tra i comuni di
Serrapetrona, Tolentino e San Severino Marche.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino spumante
«Vernaccia di Serrapetrona» devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a
conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
Sono, pertanto, da considerare idonei ai fini dell'iscrizione nello schedario viticolo, i vigneti di
giacitura ed orientamento adatti con una altitudine non superiore ai 700 metri; sono esclusi i terreni
di fondovalle e non sufficientemente soleggiati.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
È esclusa ogni pratica di forzatura.
È consentita l'irrigazione di soccorso.
Per i nuovi impianti e reimpianti dei vigneti idonei alla produzione del vino a denominazione
controllata e garantita «Vernaccia di Serrapetrona», dalla data di entrata in vigore del presente
disciplinare, la densità minima ad ettaro deve essere di 2.200 ceppi.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata
e garantita «Vernaccia di Serrapetrona» non deve superare le 10 tonnellate per ettaro.
A tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso
un'accurata cernita delle uve, purché la produzione globale del vigneto non superi del 20% il limite
medesimo. Le eccedenze delle uve, nel limite massimo del 20%, non hanno diritto alla
denominazione di origine controllata e garantita «Vernaccia di Serrapetrona». Oltre detto limite
percentuale decade la denominazione di origine di tutto il prodotto.
Fermo restando il limite sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata,
rispetto a quella specializzata. in rapporto alla effettiva superficie coperta dalle viti.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve che concorrono alla produzione del vino
a denominazione di origine controllata e garantita «Vernaccia di Serrapetrona» non deve essere
inferiore a 9,5% vol, prima dell'appassimento.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, spumantizzazione ed imbottigliamento devono essere effettuate
nell'interno della zona di produzione delimitata dal precedente art. 3.
Conformemente all'Art. 8 del Reg CE 607/2009, le operazioni di cui sopra debbono aver luogo
nell'area delimitata per riaffermare l'unicità del vitigno autoctono, dei processi fermentativi e della
spumantizzazione con il territorio che ne ha dato il nome in un quadro sinergico d'immagine e di
comunicazione.
Tuttavia tali operazioni sono consentite, su autorizzazione del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali sentita la regione Marche, in cantine situate al di fuori del territorio suddetto,
ma non oltre 5 km in linea d'aria dal confine, sempre che tali cantine siano di pertinenza di aziende
che vinifichino uve idonee alla produzione dei vini di cui all'art. 1, ottenute da propri vigneti
ricadenti nella zona di produzione della denominazione di origine controllata e garantita del vino
«Vernaccia di Serrapetrona».
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, tra le quali
quella che prevede che non più del 60% delle uve con l'inclusione totale di quelle provenienti dai
vitigni complementari, deve essere vinificato all'atto della vendemmia; il rimanente, non meno del
40% delle uve, costituito per la totalità da quelle provenienti dal vitigno Vernaccia nera derivante
dalla zona delimitata dal precedente art. 3 deve essere sottoposto ad appassimento, fino ad
assicurare al mosto così ottenuto un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 13% vol.
L'appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei ed è consentito l'uso di impianti di
ventilazione.
Il mosto ottenuto dalle uve sottoposte a leggero appassimento può essere unito al prodotto derivante
dalle uve fresche o fermentare prima di essere assemblato.
Il vino così ottenuto verrà sottoposto a spumantizzazione mediante fermentazione naturale e non
potrà essere immesso al consumo prima del 30 giugno dell'anno successivo alla raccolta delle uve.
La resa totale dell'uva in vino, base spumante, considerate le operazioni di cui sopra, non deve
essere superiore al 58%.
Qualora superi detto limite ma non il 63%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine
controllata e garantita. Oltre il 63% decade il diritto alla denominazione di origine per tutto il
prodotto.
«Vernaccia di Serrapetrona» possono essere destinate alla produzione dei vini a denominazione di
origine controllata «Serrapetrona», qualora i produttori interessati optino in tutto o in parte per tali
rivendicazioni in sede di denuncia annuale delle uve e del vino.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
Il vino di cui all'art. 1, deve rispondere all'atto dell'immissione al consumo alle seguenti
caratteristiche:
spuma: persistente a grana fine;
colore: dal granato al rubino;
odore: caratteristico vinoso;
sapore: caratteristico, da secco a dolce, con fondo gradevolmente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
È in facoltà del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, modificare con proprio
decreto il limite dell'estratto non riduttore minimo dell'acidità totale.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nell'etichettatura, designazione e presentazione del vino spumante di cui all'art. 1 è vietata
l'aggiunta di qualsiasi qualifica diversa da quelle previste e disciplinate dal presente disciplinare, ivi
compresi gli aggettivi fine, scelto, selezionato, e similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali e marchi
privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Vernaccia di Serrapetrona" può
essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che
tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di
accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del
decreto legislativo n. 61/2010.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali viticoltore, fattoria,
tenuta, podere, sono consentite in osservanza alle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
Sulle bottiglie contenenti il vino «Vernaccia di Serrapetrona» può figurare l'annata di produzione
delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Vernaccia di Serrapetrona» deve essere
immesso al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità non superiore a 3 litri.


Articolo 9
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
L'area geografica delimitata per la DOCG "Vernaccia di Serrapetrona", vino spumante, interessa
l'intero territorio del Comune di Serrapetrona e parte dei comuni di San Severino Marche e Belforte
del Chienti nella provincia di Macerata.
È un'area interna e dista circa 60 km dal mare Adriatico.
È un'area ristretta, per metà classificabile come Ambiente Omogeneo di Montagna e per l'altra
metà come Ambiente Omogeneo di Alta Collina.
Nel primo caso il territorio è quello di parte del Comune di Serrapetrona fino al confine col Comune
di Camerino ad ovest. L'altimetria è compresa tra 500 e 1000 mt s.l.m. e la viticoltura ha come
limite i 700 mt s.l.m..
L'altra metà del territorio comprendente la media e alta collina prende la parte restante del Comune
di Serrapetrona e parte del territorio dei Comuni di San Severino Marche e Belforte del Chienti.
L'altimetria di quest'ultima area è compresa tra 250 e 500 mt s.l.m. e la viticoltura ne usufruisce in
toto.
I terreni della zona montana sono geologicamente derivati dalle dorsali calcaree che hanno prodotto
calcari rupestri affioranti nella valle del torrente Cesolone che attraversa tutto il territorio comunale,
calcari selciferi e marne calcaree a scaglia rossa e cinerea.
I suoli coltivati sono sottili e pietrosi, direttamente sviluppati sulla roccia calcareo-marnosa.
I terreni della parte collinare sono vari in relazione all'uso del suolo, agricolo o naturale, ma sono
quasi sempre calcarei, pietrosi e raramente fluvici. Sono di formazione arenaceo-argillosa e sono
presenti le sabbie quale ultimo episodio della sedimentazione marina.
Il clima appartiene al Piano fitoclimatico "Alto Collinare" ed è caratterizzato da piovosità medie
superiori a 7/800 mm annui e temperature medie inferiori a 14 °C circa.
Nel mese di luglio si rilevano precipitazioni medie di mm 800 e temperature medie di 21 °C.
Le classi di pendenza della parte montana (40% dell'area) sono comprese in gran parte tra il 35 e
70% mentre nella restante parte collinare, (60%) sono comprese tra lo 0 ed il 35%.
L'esposizione del territorio in questione è maggiormente ricorrente verso est e sud, ovvero nelle
direzioni maggiormente gradite dalla coltura della vite.
Fattori umani rilevanti per il legame
Il territorio delimitato con al centro il paese di Serrapetrona subisce nel periodo medioevale tutte le
vicende del Comune di Camerino e della Signoria dei "Da Varano", che nomina il Podestà di Serra,
e regola i rapporti tra questa e la Chiesa romana.
Già nel 1132 c'è il primo riferimento al nome del paese dettato dalla dominazione longobarda e lo
stemma comunale riporta tra l'altro una vite con grappoli.
Dopo l'unità d'Italia si avviano iniziative per lo sviluppo dell'attività agricola e per il sostentamento
delle popolazioni. Già nel 1872 Serrapetrona si distingue alla prima esposizione e fiera enologica
del circondario di Camerino. Pur esistendo citazioni sulla viticoltura e sulla sua trasformazione in
vino fin dal secolo XV, non compare ancora la parola "Vernaccia". Questa può spiegarsi con il
lungo stagionamento dei grappoli prima della pigiatura e della successiva fermentazione che rende
degustabile il vino non prima della primavera (dal latino "ver").
Nel 1562 la coltivazione della vite nella provincia di Camerino si distingueva per qualità e
quantità;cosi riferiscono le cronache del tempo.
Ne da riscontro la lettura della fonte di natura fiscale – Libri dei focolari – che riportano dati sulla
produzione di vino nel territorio camerte che per Serrapetrona sono le località di Borgiano e Castel
San Venanzo. Date le specifiche condizioni ambientali il territorio, sotto l'influenza camerte,
,produce più vino che grano e ciò è dovuto al riflusso di tradizioni colturali, di mentalità, di
prestigio e di organizzazione ed evoluzione sociale.
Con la fine della seconda guerra mondiale il Comune di Serrapetrona subisce il fenomeno
dell'emigrazione e dell'abbandono delle zone rurali. Tuttavia la "Vernaccia nera" dona vita
industriale al territorio.
Nomi come Claudi, Quacquarini, Francioni, Tallei, Fabrini sono i produttori, trasformatori che
riprendono le esperienze vitivinicole del passato e creano attività industriali e lavoro fermando la
fuga dai campi e riportando in essi l'economia viticola aziendale.
Questi stessi personaggi, forti di un prodotto di particolare pregio e, soprattutto, di un particolare
legame tipologico e storico con il territorio di produzione, nel 1967 hanno dato vita al
riconoscimento della DOC (1971) pur non senza difficoltà giunte lungo l'iter di approvazione e poi
della DOCG nel 2004.
Il poter disporre di un vitigno autoctono di pregio, la Vernaccia nera e la secolare procedura di
vinificazione, certamente il suo punto di eccezionalità, consistente nella frammentazione del
processo produttivo che elenca ben tre fermentazioni del prodotto, danno allo stesso la sua
singolarità come lo è il territorio ove si produce.
Il vitigno si coltivava maritato all'acero poi sostituito dal vigneto a controspalliera negli anni '50.
Si è detto che la spumantizzazione del prodotto avviene attraverso tre differenti fermentazioni che
sono:
1) le uve raccolte vengono pigiate ed il mosto ottenuto è soggetto alla lisciviazione delle
sostanze coloranti e di altri componenti prima della svinatura. Inizia quindi la 1°
fermentazione del vino base;
2) parte delle uve , sane e raccolte a coppie, vengono messe ad appassire fino a gennaio, in
modo naturale per essere poi pigiate, diraspate ed il mosto ottenuto aggiunto al vino base di
cui sopra. Parte la seconda fermentazione alcolica, più lenta, e dopo due mesi essa termina
lasciando spazio al processo di maturazione che riduce la presenza di acidi e tannini
attraverso la precipitazione tartarica e la fermentazione malolattica;
3) il vino così ottenuto è portato in autoclavi che, con l'aggiunta di zuccheri e lieviti avvia la
terza fermentazione con trattenimento della CO2 disciolta nel vino, la cosiddetta "presa di
spuma" di cui al metodo "charmat". Il prodotto vino avrà 5 atmosfere di pressione ed è così
divenuto dopo altri 2 mesi lo spumante "Vernaccia di Serrapetrona".
6
Il lavoro in autoclave consente l'ottenimento del "dolce" o " secca" in base al contenuto residuo
degli zuccheri.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
La Vernaccia di Serrapetrona è di colore rosso rubino non troppo intenso , che tende a volgere a
toni di granato, spuma rossa, viva, con perlage sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso
, ricorda la frutta rossa matura, le marmellate, i fiori appassiti. Il gusto è morbido ed equilibrato ,
con tannini poco pronunciati . Nel finale quello si nota un piacevole retrogusto amarognolo , tipico
dell'uva utilizzata.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B)
Dall'appassimento delle uve e dai processi fermentativi descritti si ottiene un vino rosso spumante
naturale di alta qualità e gradimento.
Il tutto crea una realtà unica risultante dalle interazioni tra terreno, vitigno, clima, storia ed uomo.
Un sistema integrato, perfezionato nel tempo e nello spazio che ha creato un equilibrio ottimale nel
territorio delimitato.
L'originalità del vino spumante unita al paesaggio montano ha dato uno sviluppo di immagine
basato su genuinità, acqua pura, montagna vissuta, storia, arte, vino e cibi tipici antichi ed unici.
Una produzione contadina a finalità familiare è divenuta un filone produttivo con potenzialità
economiche sapientemente sfruttate nel territorio delimitato.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo:
Valoritalia società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane S.r.l.
Via Piave, 24 – 00187 Roma
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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