Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Morellino di Scansano Docg

20.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA DEI VINI  "MORELLINO DI SCANSANO"


Approvato come DOC con DPR 06.01.1978 GU 92 - 04.04.1978
Modificato conDM 07.01.1997 GU 14 - 18.01.1997
Approvato come DOCG con DM 14.11.06 GU 278 - 29.11.2006
Modificato con DM 23.07.2010GU 179 - 03.08.2010
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con DM 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione e vini)
1.1 La denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano», anche nella
tipologia con la menzione "Riserva", è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai
requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
(Base ampelografica)
2.1 I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano» di cui
all'articolo 1 devono essere ottenuti dalle uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, dai seguenti vitigni: Sangiovese: minimo 85 %.
2.2 Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei
alla coltivazione nella regione Toscana, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da
vino approvato con D.M. 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 242 del 14 ottobre
2004, e successivi aggiornamenti , riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare, fino ad un
massimo del 15%.


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
«Morellino di Scansano» devono essere prodotte all'interno della zona comprendente la fascia
collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero
territorio amministrativo del comune di Scansano e parte dei territori comunali di Manciano,
Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna, nella provincia di
Grosseto. Tale zona è così delimitata: dall'incrocio dei confini comunali di Scansano,
Manciano e Roccalbegna, il limite segue verso nord il torrente Fiascone fino alla Fattoria degli
Usi, continua lungo la strada interna del Podere Marrucheta nei pressi del Podere Montecchio,
prosegue lungo la strada di Valle Zuccaia, raggiunge il Fiume Albegna lo attraversa e continua sulla
strada comunale Fibbianello in comune di Semproniano a quota 470. Da qui volge ad est,
incontra la Strada provinciale della Follonata, continua per detta strada fino al Santarello,
quindi scende a sud e si inoltra nel comune di Manciano seguendo la vecchia strada fino all'abitato
di Poggio Capanne. Da questa località la linea di delimitazione scende ancora a sud lungo la
strada per Bagni di Saturnia, fino ad incontrare nuovamente la strada provinciale della Follonata
che segue fino al fosso Stellata. Risale il corso di detto fosso fino a quota 151, continua a sud
per la strada Camporeccia fino all'abitato di Poderi di Montemerano, attraversa la Strada Statale
umero 323, continua, deviando a sud-ovest, lungo la vecchia Strada Dogana e raggiunge la
Fattoria Cavallini. Per la strada dei Laschi arriva nuovamente al fiume Albegna in
corrispondenza della confluenza del Fosso Vivaio. A questo punto detta linea di delimitazione
segue il corso del fiume Albegna fino al guado della Mariannaccia e, deviando ad ovest, entra nel
comune di Magliano in Toscana, percorre la strada di Colle di Lupo fino al Molino Vecchio,
risale a nord-ovest per la strada di S. Andrea al Civilesco, ridiscende verso sud per la strada
Magliano in Toscana-Barca del Grazi devia ad ovest per la strada dell'Osa e prosegue lungo il
limite comunale di Magliano in Toscana fino ad incrociare la Strada Statale numero 1 Aurelia.
Entrando nel comune di Grosseto, la linea di delimitazione si identifica con detta Strada Statale
Aurelia fino al bivio di Scansano in località Spadino, prosegue per la Strada Scansanese fino
ad incontrare il limite amministrativo del comune di Scansano in località Maiano seguendolo fino
ad incontrare la strada Cinigianese; continua lungo detta strada interessando il comune di
Campagnatico, fino alla Fattoria del Granaione; prosegue quindi ad est lungo la strada
poderale del Coppaio e Camposasso e si collega al limite comunale di Scansano in prossimità del
Podere Repenti in agro di Baccinello, seguendolo fino all'incrocio dei limiti comunali di Scansano,
Manciano e Roccalbegna ove la linea di delimitazione ha avuto inizio.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano» devono essere quelle
tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed al vino le specifiche
caratteristiche di qualita'. Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i terreni collinari di
buona esposizione con esclusione di quelli di fondo valle.
4.2 I sesti d'impianto, le forme di allevamento (a spalliera, ad alberello e similari) ed i sistemi di
potatura debbono essere quelli tradizionalmente usati e comunque atti a non modificare le
caratteristiche delle uve e del vino.
4.3 La densita' di impianto e reimpianto dei vigneti messi a dimora successivamente al 14
novembre 2006 (data di riconoscimento della DOCG Morellino di Scansano) non deve essere
inferiore ai 4000 ceppi ad Ettaro.
4.4 E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
4.5 La resa massima di uva ammessa dei vigneti per la produzione dei vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Morellino di Scansano» non deve essere superiore a t 9 per ettaro
di coltura specializzata e con una resa per ceppo non superiore a 3 kg. Fermo restando il limite
massimo sopra indicato, anche la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere
calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
4.6 In annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti e da destinare alla produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano» devono essere
riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi,
fermi restando i limiti uva/vinoper i quantitativi di cui trattasi. La resa massima delle uve in vino
finito non deve esser superiore al 70%. Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma
non oltre il 75%, l'eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata e
garantita; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata e
garantita per tutto il prodotto.


Articolo 5
(Norme per la vinificazione)
5.1 Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino «Morellino di Scansano» e
«Morellino di Scansano« Riserva un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,00%
vol. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali e costanti atte a
conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
5.2 Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere effettuate nell'ambito
della zona di produzione, delimitata al precedente art. 3. Conformemente all'articolo 8 del Reg.
CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento deve aver luogo nella predetta zona
geografica delimitata per salvaguardare la qualità e la reputazione e garantire l'origine.
5.3 E' tuttavia autorizzata la vinificazione fuori zona in strutture situate in prossimità del
confine della zona di produzione, purché entro 2000 metri in linea d'aria, ed appartenenti ad
aziende che abbiano vinificato il vino «Morellino di Scansano» da almeno cinque anni alla data di
entrata in vigore del presente disciplinare. Tale autorizzazione dovrà essere richiesta e rilasciata
dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
5.4 Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, a salvaguardia dei diritti precostituiti
dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori dell'area di
produzione delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all'articolo 10,
comma 3 e 4 del Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n. 61, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96
del 26.04.2010.
5.5 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano», se
destinato ad essere qualificato con la menzione Riserva, deve essere sottoposto ad un periodo di
invecchiamento non inferiore ad anni due, di cui almeno uno in botte di legno. Il periodo di
invecchiamento decorre dal 1° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve.
5.6 Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti i vini a denominazione di origine controllata
e garantita «Morellino di Scansano» e «Morellino di Scansano« Riserva deve figurare l'annata di
produzione delle uve.


Articolo 6
( Caratteristiche del vino al consumo)
6.1 I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano» e
Morellino di Scansano con la menzione Riserva, all'atto dell'immissione al consumo, devono
corrispondere alle seguenti caratteristiche:
colore : rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento;
limpidezza: brillante;
odore: profumato, etereo, intenso, gradevole, fine;
sapore: asciutto, caldo, leggermente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%vol, per la menzione Riserva 13,00%vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l, per la menzione Riserva 26,0 g/l.
Entrambi i vini possono, talvolta, presentare eventuale sentore di legno.
6.2 E' facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di modificare con
proprio decreto i minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
(Etichettatura designazione e presentazione)
7.1 Alla denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Morellino di Scansano» è
vietata qualsiasi qualificazione aggiuntiva non prevista dal presente disciplinare, ivi compresi
gli aggettivi «superiore», «extra», «fine», «scelto», «selezionato» o simili.
7.2 E' altresì vietato l'uso, in aggiunta alla denominazione di origine controllata e garantita dei
vini «Morellino di Scansano», di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano
riferimento a comuni, frazioni, aree e località comprese nella zona delimitata di cui al precedente
articolo 3. E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali,
marchi privati, non aventi significato laudativo e non tali da trarre in inganno l'acquirente.
7.3 Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Morellino di
Scansano" di cui all'articolo 1 può essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino
avvengano in recipienti separati e che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia
nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi
dell'art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010.
7.4 Per i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Morellino di Scansano»,
l'immissione al consumo e' consentita soltanto a partire dal 1° marzo dell'anno successivo alla
vendemmia.


Articolo 8
(Confezionamento)
8.1 I vini di cui all'articolo 1 devono essere immessi al consumo in recipienti di vetro del tipo
«bordolese». Le tipologie dei contenitori nelle varie pezzature, tappate secondo la normativa
vigente, devono essere le seguenti:
lt. 0,100;
lt. 0,1875;
lt. 0,250;
lt. 0,375;
lt. 0,500;
lt. 0,750;
lt. 1,000;
lt. 1,500;
lt. 3,000;
lt. 5,000,
ed altre pezzature di capienza superiore non destinate alla vendita. Per contenitori di vetro con
capacità pari o inferiori a lt. 0,250 è ammesso l'utilizzo del tappo a vite.


Articolo 9
(Marchio)
9.1 La denominazione di origine controllata e garantita Morellino di Scansano è contraddistinta in
via esclusiva ed obbligatoria dal marchio n. 736629 (Allegato n° 2) registrato dal Consorzio di
Tutela del Vino Morellino di Scansano in data 15/12/1997 nella forma grafica e letterale allegata al
presente disciplinare di produzione, in abbinamento inscindibile con la denominazione Morellino
di Scansano. Tale marchio è sempre inserito nella fascetta sostitutiva del Contrassegno di Stato
prevista nella normativa vigente.
L'utilizzo del marchio Morellino di Scansano è curato direttamente dal Consorzio Tutela del
vino Morellino di Scansano, che deve distribuirlo anche ai non associati alle medesime
condizioni economiche e di utilizzo riservate ai propri associati.


Articolo 10
(Legame con l'ambiente geografico)
A) Informazione sulla zona geografica
1. Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata comprende la zona collinare a sud–est della Provincia di Grosseto, tra
i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero territorio del Comune di Scansano, buona parte di
quello di Magliano in Toscana e parte minore dei territori comunali di Manciano, Grosseto,
Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. La zona interessata comprende una fascia collinare e
pedecollinare, che da nord e da est degrada a sud verso la pianura di Albinia e ad ovest verso il
litorale tirreno e la pianura Grossetana.
La temperatura media oscilla intorno ai +15.0°, con + 7.0° e + 24,0° rispettivamente per i mesi
invernali e i mesi estivi.
La piovosità media è di circa 620 mm. Le precipitazioni sono concentrate nei mesi autunno
invernali dove sono frequenti rovesci temporaleschi con primavere ed estati molto aride. Il clima
della zona è caldo-arido e la siccità ricorrente, rappresenta il principale fattore limitante delle
produzioni agricole. La piovosità si concentra nei mesi da novembre ad aprile, con tendenziale
concentrazione sulle zone orientali.
Morfologicamente la zona è caratterizzata da rilievi collinari che hanno prevalenza su altipiani di
limitata estensione. I rilievi maggiori sono nella parte nord del comprensorio e costituiscono il
crinale principale di spartiacque dei bacini Ombrone ed Osa-Albegna. La media prevalente
dell'altitudine è di 250 metri s.l.m., limitandosi in alcune zone marginali delle aree più basse ai 30
– 40 metri. L'altitudine massima è di 566 metri s.l.m.
Da Poggioferro a Scansano la giacitura del terreno, degradando verso il litorale Tirreno, a parte il
rilievo di Montebottigli, diventa sempre meno accidentata e tormentata fino a terminare con alture
di scarso rilievo o pianure mediamente ondulate.
La geologia della zona mostra caratteri di maggiore uniformità nel settore occidentale dove
prevalgono rilievi arenacei di tipo macigno o pietraforte, mentre nella parte orientale, in
corrispondenza delle formazioni calcaree e argilloscistose appare più articolato e tormentato.
I suoli sono a tessitura franco-limosa o franco-sabbiosa nella parte occidentale derivata dal
macigno, dove la reazione è generalmente sub-acida ad alcalina, mentre sono a tessitura
francoargillosa a franco-limosa nella parte orientale derivata dalle formazioni calcaree dove la
reazione è tendenzialmente alcalina.
I suoli sono in generale non molto profondi, con un substrato roccioso in vari casi affiorante.
2. Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Morellino di Scansano".
La coltivazione della vite in Scansano e zone limitrofe ha origini antichissime, testimonianza della
sua presenza ci porta agli Etruschi, dimostrata dai ritrovamenti di attrezzi agricoli per la potatura e
raccolta delle uve presso il sito archeologico di Ghiaccioforte.
Nel periodo medioevale interessanti citazioni di studiosi e ricercatori esaltano l'eccellenza delle
condizioni pedo-climatiche che l'area Scansanese offre per la preziosa coltura della vite. Governanti
e feudatari nel medio evo riconobbero la necessità di concedere, distinguendole, terre adatte per
questa coltura, che ebbe particolare protezione con apposite norme statutarie.
In occasione delle lottizzazioni di terreni feudali e comunali, erano infatti indicate esplicitamente le
concessioni di terre in zone a vocazione viticola: negli statuti della Comunità del Cotone, in quello
di Montorgiali ed in quello di Scansano le norme stabilite per la protezione delle viti e dell'uva
erano molto severe, tanto che stabilivano una multa per i possessori di animali che provocavano
danno alle vigne.
Le prime notizie dettagliate o scientificamente ordinate sulla produzione risalgono al 1813, quando
il "Maire della Comune di Scansano"in una lettera inviata al Vice Prefetto del Circondario di
Grosseto comunicava che nell'anno precedente nella zona di Scansano venivano prodotti 5 540
ettolitri di vino in gran parte di qualità superiore.
Luigi Villafranchi-Giorgini in una memoria letta nel 1847 alla Società Agraria Grossetana,
affermava che all'orto Botanico di Pisa esisteva un tronco di vite alto cinque braccia - metri 2,92 - e
della circonferenza di quattro - metri 2,36 - , proveniente da "Castagneta Valle", in Comune di
Scansano.
Nel 1884 in uno studio sullo sviluppo dell'agricoltura, dell'industria e del commercio nella
provincia di Grosseto, Giacomo Barabino riporta l'alta qualità dei vini di Magliano, di Pereta e di
Scansano.
Il 21 dicembre del 1884 il socio ordinario dell'Accademia dei Georgofili Luigi Vannuccini tiene in
Scansano una conferenza per sostenere la necessità di una cantina sociale
Inoltre in materia di notizie di carattere storico sulla viticoltura Scansanese, ancora Luigi
Vannuccini, che nel 1887 pubblicò una monografia sulla "Coltivazione della vite a basso ceppo con
sostegni ad un solo sperone o tralcio a frutto nel territorio scansanese in relazione alle viti ad
alberello o a cornetto senza sostegno".
A dimostrazione del radicamento della tradizione vitivinicola nel territorio, si tiene a Scansano dal
1969 la "Festa dell'Uva", festeggiamenti legati al periodo della vendemmia, nelle decine di cantine
medievali del paese, a loro volta testimonianza della diffusa consuetudine popolare della
produzione per consumo familiare e vendita.
Una pubblicazione dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura di Grosseto sulla "Viticoltura
Grossetana", edita nel 1972, riportando i risultati di una ricerca storica sulle origini e sulla
espansione della vite nelle zone collinari della Provincia, conferma la preminente importanza dei
vini dello Scansanese, noti da oltre un secolo per l'eccellente qualità e serbevolezza.
La coltivazione della vite e la produzione del vino a Scansano hanno quindi raggiunto il
riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata nel 1978, e nel 2006 la Denominazione
di Origine Controllata e Garantita.
L'incidenza dei fattori umani si esplica nella puntuale definizione dei seguenti aspetti tecnico
produttivi che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di produzione:
- base ampelografica dei vigneti: il vitigno principale idoneo alla produzione dei vini Morellino
di Scansano e Morellino di Scansano Riserva, e da sempre coltivato nell'area geografica
considerata, e il sangiovese.
- Le forme di allevamento, i sesti di impianto e i sistemi di potatura, anche per i nuovi impianti,
sono quelli tradizionali e tali da ottenere la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle
viti, sia per consentire la razionale gestione della chioma consentendo di ottenere un'adeguata
superficie fogliare ben esposta, anche mediante pratiche di potatura verde e diradamento delle uve,
e procedendo così al contenimento delle rese di produzione di uva entro i limiti fissati dal
disciplinare, 9000 kg. per ettaro, con resa massima per ceppo di 3 kg.
- Le pratiche relative all'elaborazione dei vini che sono quelle tradizionalmente consolidate
nella zona per la vinificazione in rosso dei vini tranquilli, adeguatamente differenziate per la
tipologia di base e per la tipologia Riserva, riferita quest'ultima a vini rossi maggiormente
strutturati, la cui elaborazione comporta un obbligatorio periodo minimo di invecchiamento in
legno.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
La Denominazione di Origine Controllata e Garantita Morellino di Scansano è riferita alle tipologie
base e Riserva, le quali, dal punto di vista analitico ed organolettico, presentano caratteristiche
molto evidenti e peculiari, descritte all'art. 6 del disciplinare di produzione, che ne consentono una
chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico. In particolare entrambe le
tipologie presentano un modesto tenore di acidità. Il colore è rosso rubino che, nella tipologia
riserva, evolve verso il granato. Il profumo è intenso, vinoso ed ampio, che ricorda la frutta rossa di
bosco; nella tipologia riserva si rafforzano i sentori di legno e si riscontrano anche note speziate e di
frutta più matura. Al sapore la tipologia base si presenta asciutta, calda e leggermente tannica;
componenti presenti anche nella tipologia Riserva, nella quale si registra una persistenza maggiore.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'orografia collinare e pedecollinare del territorio di produzione e l'esposizione prevalente dei
vigneti, orientati a ad est sud est, localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della
vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole
all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della pianta.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità, con esclusione dei terreni di fondovalle.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dal periodo Etrusco, al medioevo, fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed
interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Morellino
di Scansano"
Ovvero è la testimonianza di come l'intervento dell'uomo nel particolare territorio abbia, nel corso
dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali
nell'epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all'indiscusso
progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.
La DOCG «Morellino di Scansano» è stata riconosciuta con Decreto ministeriale del 14 novembre
2006.


Articolo 11
(Riferimenti alla struttura di controllo)
11.1 Nome e indirizzo dell'organismo di controllo:
Valoritalia s.r.l. - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane
Via Piave, 24
00187 - Roma
Tel.: +39 06 45437975
Fax: +39 06 45438908
e-Mail: info@valoritalia.it
11.2 La Società Valoritalia s.r.l - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni
vitivinicole italiane - è l'organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010, che effettua la
verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
11.3 In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato 1
Vitigni complementari idonei alla produzione del vino a DOCG MORELLINO DI
SCANSANO
1. Abrusco N.
2. Alicante Bouschet N.
3. Alicante N.
4. Ancellotta N.
5. Barbera N.
6. Barsaglina N.
7. Bonamico N.
8. Bracciola Nera N.
9. Cabernet Franc N.
10. Cabernet Sauvignon N.
11. Calabrese N.
12. Caloria N.
13. Canaiolo Nero N.
14. Canina Nera N.
15. Carignano N.
16. Carmenere N.
17. Cesanese D'Affile N.
18. Ciliegiolo N.
19. Colombana Nera
20. Colorino N.
21. Foglia Tonda N.
22. Gamay N.
23. Groppello di Santo Stefano N.
24. Groppello Gentile N.
25. Lambrusco Maestri N.
26. Malbech N.
27. Malvasia N.
28. Malvasia Nera di Brindisi N.
29. Malvasia Nera di Lecce N.
30. Mammolo N.
31. Mazzese N.
32. Merlot N.
33. Mondeuse N.
34. Montepulciano N.
35. Petit verdot N.
36. Pinot Nero N.
37. Pollera Nera N.
38. Prugnolo Gentile N.
39. Pugnitello N.
40. Rebo N.
41. Refosco dal Peduncolo rosso N.
42. Sagrantino N.
43. Sanforte N.
44. Schiava Gentile N.
45. Syrah N.
46. Tempranillo N.
47. Teroldego N.
48. Vermentino Nero N.


Allegato 2
Marchio della denominazione

morellino

 


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