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Montello rosso o Montello Docg

20.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E
GARANTITA  "MONTELLO ROSSO" O "MONTELLO"


Approvato con DM 13.10.2011 G.U. 248 – 24.10.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" è riservata ai
vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione,
per le seguenti tipologie:
- "Montello rosso" o "Montello";
- "Montello rosso" o "Montello" superiore.


Articolo 2
Base ampelografica
1. La denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" anche nella
versione superiore è riservata al vino ottenuto dalle uve, dai mosti e dai vini delle seguenti varietà,
provenienti dai vigneti di un ambito aziendale, nella seguente composizione:
Cabernet Sauvignon dal 40 al 70%,
Merlot e/o Cabernet Franc e/o Carmenère dal 30 al 60%.
Possono concorrere fino ad un massimo del 15% le uve dei vitigni a bacca di colore analogo esclusi
gli aromatici, idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso.


Articolo 3
Zone di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini "Montello rosso" o "Montello" di cui
all'articolo 2, comma 1,2,3 comprende l'intero territorio dei comuni di Castelcucco, Cornuda e
Monfumo e parte del territorio dei comuni di: Asolo, Borso del Grappa, Caerano S. Marco, Cavaso
del Tomba, Crespano del Grappa, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser,
Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa Pederobba, Possagno, S. Zenone degli
Ezzelini e Volpago del Montello.
Tale zona è così delimitata: dalla località Ciano in comune di Crocetta del Montello il limite
prosegue verso Est lungo la provinciale della "Panoramica del Montello" fino al punto d'uscita sulla
stessa della trasversale del Montello contraddistinta con il n. 14; dall'incrocio segue una linea
verticale rispetto alla "Panoramica" fino a raggiungere l'orlo del colle che dà sul fiume Piave. Da
questo punto il limite segue in direzione Est la parte alta della scarpata del Montello che costeggia il
Piave fino alla località detta Case Saccardo in comune di Nervesa della Battaglia, prosegue quindi,
verso Sud-Est, lungo il confine tra i comuni di Nervesa e Susegana e lungo la litoranea del Piave
che passando per l'idrometro conduce all'abitato di Nervesa, da dove piega ad Ovest lungo la Strada
Statale n. 248 "Schiavonesca Marosticana" che percorre fino al confine della provincia di Treviso
con quella di Vicenza, in prossimità del km 42,500 circa, nel comune di S. Zenone degli Ezzelini.
In corrispondenza di tale punto segue verso nord il confine tra la provincia di Treviso e la provincia
di Vicenza fino ad incrociare all'interno del comune di Borso del Grappa la curva di livello
corrispondente alla quota di 400 m.s.l.m. Il confine successivamente, sempre in corrispondenza
della curva di livello sopra individuata, prosegue in direzione est passando sopra i borghi dei
comuni di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba e Pederobba.
Giunti nel comune di Pederobba segue dal punto di intersezione con la quota 400 m.s.l.m. la strada
Calpiana in direzione sud, che passando nei pressi della colonia Pedemontana porta a Sud-Est sulla
"Pedemontana del Grappa". Scende quindi per tale strada e ritornato sulla "Pedemontana del
Grappa", il limite costeggia quest'ultima fino al suo punto di intersezione con la statale n. 348
"Feltrina", una volta superato il centro abitato di Pederobba.
Segue quindi detta statale fino a Onigo di Pederobba, in corrispondenza del quale piega ad Est
seguendo la strada per Covolo, tocca Pieve, Rive, costeggia il canale Brentella fino a quota 160 e
poi verso Nord-Est raggiunge Covolo, lo supera e giunge a Barche, dove raggiunge la quota 146 m.
s.l.m. in prossimità della riva del Piave. Da quota 146 prosegue lungo la strada verso Sud fino ad
incrociare quella per Crocetta del Montello in prossimità del km 27,800 circa.
Lungo tale strada prosegue verso Sud ed all'altezza della località Fornace piega a Sud-Est per quella
che raggiunge Rivasecca, la supera e seguendo sempre verso Sud-Est la strada che costeggia il
canale di Castelviero, raggiunge la località Ciano da dove è iniziata la delimitazione.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" devono essere
quelle tradizionali della zona o comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le loro
specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei alla produzione dei vini di cui all'articolo 1 unicamente i
vigneti ben esposti, ubicati su terreni collinari e/o pedecollinari con esclusione dei vigneti di
fondovalle e di quelli esposti a tramontana.
2. Sono consentite esclusivamente le forme di allevamento a spalliera semplice.
Per gli impianti realizzati dopo l'approvazione del presente disciplinare il numero di ceppi ad ettaro,
calcolato sul sesto di impianto, non potrà essere inferiore a 3.500.
E' vietata ogni pratica di forzatura; è ammessa l'irrigazione di soccorso.
3. Per i vini a denominazione di origine controllata e garantita di cui all'articolo 1 la resa massima
di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a tonnellate 10 ed il titolo
alcolomentrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione deve essere di 11,50
% vol.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro di vigneto a coltura promiscua
deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie dichiarata nello schedario viticolo.
Le uve destinate alla produzione della versione "Superiore" devono presentare un titolo
alcolometrico volumico minimo superiore dell'1% vol. rispetto a quelli precedentemente indicati.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" devono essere
riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi,
fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La Regione Veneto, su richiesta motivata del Consorzio di tutela e sentite le Organizzazioni
professionali di categoria interessate può, con proprio provvedimento, stabilire di ridurre i
quantitativi di uva per ettaro rivendicabile rispetto a quelli sopra fissati, dandone immediata
comunicazione all'organismo di controllo.
I rimanenti quantitativi, fino al raggiungimento dei limiti massimi previsti dal presente comma,
saranno presi in carico per la produzione di vini con o senza indicazione geografica tipica o a
denominazione di origine controllata qualora rispondenti alle caratteristiche previste dai relativi
disciplinari.
4. I vigneti sono idonei alla produzione di vino a denominazione di origine controllata e garantita
"Montello rosso" o "Montello" solo a partire dal quarto anno dall'impianto.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione dei vini di cui all'articolo 2, devono essere effettuate nell'interno
della zona di produzione delimitata nell'art. 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di
produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nell'intero territorio dei comuni
compresi in parte nella zona di produzione di cui al citato art. 3, ed in quelli di: Altivole, Arcade,
Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Trevignano, Valdobbiadene e Vidor.
2. La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Qualora la resa
uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione
d'origine controllata e garantita. Oltre detto limite tutta la partita perde il diritto alla denominazione
d'origine controllata e garantita.
3. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali, o comunque atte a
conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
4. I vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" devono
essere sottoposti ad un affinamento che dovrà essere:
- di almeno 18 mesi di cui almeno 9 mesi in botti di rovere ed almeno 6 mesi in bottiglie;
- e di almeno 24 mesi per la tipologia superiore di cui almeno 12 mesi in botti di rovere ed almeno 6
mesi in bottiglia.
L'affinamento decorre dal primo novembre dell'anno di produzione delle uve.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" all'atto
dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: intenso, caratteristico, gradevole, tendente all'etereo se invecchiato;
- sapore: secco sapido, robusto, lievemente, speziato armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol e 13,00% vol. per la versione
superiore;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 24,0 g/l e 26,0 g/l per la versione superiore.
In relazione alla conservazione in recipienti di legno, il sapore e l'odore dei vini possono avere
sentore di legno.
E' facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto
i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Etichettatura e designazione
1 .Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o
"Montello" è vietata qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente
disciplinare, ivi compresi gli aggettivi "extra", "scelto", "selezionato", e similari.
2. E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati
non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
3. Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali "viticoltore",
"fattoria", "tenuta", "podere", "cascina", ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle
disposizioni CE in materia.
4.Per i vini della denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" è
obbligatorio portare in etichetta l'indicazione dell'annata di produzione delle uve


Articolo 8
Confezionamento
1. I vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montello rosso" o "Montello" devono
essere immessi al consumo, in bottiglie di vetro tradizionali per la zona, delle capacità consentite
dalla normativa, fino a 12 litri ai sensi del DLGS n. 61/2010 con abbigliamento consono al loro
carattere di pregio.
2. Su richiesta degli operatori interessati, con apposita autorizzazione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali è consentito, in occasione di particolari eventi espositivi o
promozionali, l'utilizzo di contenitori tradizionali della capacità superiore a litri 12.
Per la chiusura delle bottiglie è consentito solo l'uso di tappi raso bocca in sughero o derivati del
sughero.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
a) Specificità della zona geografica
Fattori naturali
L'area di produzione del vino DOCG "Montello Rosso" o "Montello" si trova nella regione Veneto
a nord di Venezia, in Provincia di Treviso, sui comprensori collinari costituiti dal Montello e dai
Colli Asolani posti ai piedi delle Dolomiti, tra Nervesa della Battaglia ad est, e l'abitato di Fonte ad
ovest. Sono questi due sistemi collinari quasi a se stanti, separati da una profonda incisione larga
circa un chilometro che costituiscono una unica entità geologica. Sono caratterizzati da
un'altitudine che va dai 100 ai 450 metri s.l.m., e da un paesaggio, elemento fortemente distintivo,
che presenta una forte integrità e una giacitura con pendenze e curve che gli conferiscono dolcezza
e armonia. Le colline sono composte da grosse formazioni di conglomerato tenace formato da rocce
cementate tra di loro e ricoperte da suolo marnoso-argilloso o marnoso-sabbioso facilmente
lavorabile e disgregabile dagli agenti atmosferici, dalla tipica colorazione rossa che sta a
testimoniare la loro origine antica. I suoli sono decarbonatati e a reazione acida, mediamente
profondi, con buona capacità di riserva idrica e una buona dotazione minerale, e, non avendo subito
violenti interventi di rimaneggiamento, presentano i loro caratteri originali con stratigrafie intatte e
tessiture non sconvolte, e un'elevata attività microbiologica sulla sostanza organica che assicura una
buona disponibilità di elementi nutritivi. Molto spesso la massa conglomeratica presenta numerose
fratture più o meno verticali che favoriscono la circolazione idrica sotterranea e la formazione di
fenomeni carsici testimoniati, soprattutto sul Montello, da oltre 2000 "doline", con cavità del suolo
di diversa dimensione formanti un perfetto sistema drenante sotterraneo.
La peculiarità climatica del territorio consiste nel susseguirsi di primavere miti, estati non troppo
calde e autunni nuovamente miti grazie alla favorevole esposizione a sud dei versanti vitati e alla
conformazione dei rilievi che si dispongono ortogonali ai venti freddi che provengono da nord-est;
le temperature estive hanno valori medi di 22.6 °C con i valori massimi a luglio; gli autunni si
presentano caldi e secchi grazie alla presenza di brezze e forti escursioni termiche notte-giorno.
Le precipitazioni sono di circa 700 mm da aprile a settembre, con una distribuzione discretamente
regolare; tale piovosità si deve sempre correlare alla giacitura collinare dei suoli e quindi al facile
smaltimento dell'acqua in eccesso e alla natura sciolta del terreno che permette una veloce
infiltrazione sottosuperficiale.
Fattori storici
La presenza e lo sviluppo della vite sui Colli Asolani e sul Montello si deve ai monaci benedettini
prima e alla presenza della Repubblica Veneta poi.
I monaci benedettini si insediarono intorno all'anno mille in particolare nel monastero di S. Bona a
Vidor e nella Certosa del Montello a Nervesa; con il loro operato essi hanno influenzato in modo
molto importante la storia agraria e vitivinicola del territorio, determinando la profonda cultura per
la vite e il vino che persiste tutt'ora, tanto che la specializzazione degli impianti è più volte
sottolineata nei testi storici. Nella seconda metà del 1300, quando quest'area passò ai veneziani, i
Colli Asolani e il Montello vennero subito riconosciuti come un'importante area enoica e i suoi
vini venivano esportati all'estero già nel 1400. Nel Cinquecento, che vede il trionfo della nobiltà
veneziana con la costruzione di ville, barchesse e case di caccia con relativi vigneti, si ha il
diffondersi nella zona di un pensiero aristocratico di ricerca del bello e del buono che si trasmette
nel sapere viticolo ed enologico popolare. I colli sono ammirati dalle più prestigiose personalità e il
vino è un prodotto ricercato che si confronta a Venezia con i vini portati dalla Grecia. Nel 1500
Giovanni Alvise Salamon afferma che i vini rossi del Montello e dei Colli Asolani venivano venduti
all'interno della Repubblica "pagandosi molto più degli altri vini di altre parti, per essere questi
molto buoni e delicati"
A partire dal 1977 questi vini sono stati oggetto di tutela con il riconoscimento della DOC
"Montello e Colli Asolani" e continuano a ottenere riconoscimenti a livello nazionale e
internazionale. Tra i vini prodotti nel comprensorio, a Ottobre 2011 il Ministero, riconoscendone il
valore, ha conferito la DOCG al vino "Montello Rosso" o "Montello"
Fattori umani
Nell'area di produzione del "Montello Rosso" o "Montello", l'antica conduzione familiare dove il
vino costituiva parte importante dell'alimentazione quotidiana e dell'economia locale, ha
caratterizzato un paesaggio rimasto con una forte integrità, che ha conservato i suoli originari e
pertanto molto favorevoli alla coltivazione, dove la presenza non invadente del vigneto divide
tutt'oggi lo spazio con altre colture.
Da una civiltà importante come quella veneziana si è sviluppata inoltre una imprenditorialità vivace
e dinamica che ha conservato nel tempo la passione per il bello e per l'eccellenza e, grazie anche
alla presenza a pochi chilometri della Scuola Enologica di Conegliano fondata nel 1876 e del
Centro di Ricerca per la Viticoltura che hanno contribuito all'evoluzione culturale e alla
specializzazione degli operatori, è cresciuta una vitivinicoltura in grado di valorizzare la splendida
vocazione naturale del territorio, che ha creato alcuni vini di altissimo pregio tra cui il "Montello
Rosso" o "Montello".
b) Specificità del prodotto
Il "Montello Rosso" o "Montello" si ottiene dalle uve, dai mosti e dai vini Cabernet Sauvignon,
Merlot, Cabernet franc, Carmenere a cui si possono aggiungere in piccola percentuale altri vitigni
locali rossi.
Dall'ottimale maturità fenolica e zuccherina delle uve derivano vini con un colore rosso rubino che
tende al granato con l'invecchiamento, tannini morbidi ed una alta concentrazione in antociani, un
profumo vinoso intenso, una elevata struttura con un grande equilibrio fra le diverse componenti ed
una alta morbidezza al palato. Il lungo invecchiamento in botti di rovere riservato al "Montello
Rosso" o "Montello", conferisce al prodotto eleganza e un profumo tendente all'etereo.
Analisi organolettiche ripetute su più annate, confermano una costanza qualitativa indice di una
stretta relazione tra prodotto e luogo di origine.
c) Legame causa effetto
L'interazione dei diversi fattori che caratterizzano i colli in esame (viticoltura, clima, suoli,
morfologia, esposizione), determina delle condizioni differenziate che risultano ideali per un vino
rosso da invecchiamento come il "Montello Rosso" o "Montello".
Vigneti con più di 3.500 ceppi ad ettaro, impostati su contenute spalliere, con cloni poco produttivi
e portinnesti idonei ai suoli tendenzialmente acidi, con interventi al verde di diradamento capaci di
creare un ottimo equilibrio vegeto-produttivo, fanno sinergia con le peculiarità climatiche quali i
versanti esposti al sole, protetti dai venti freddi che provengono da nord, che, favorendo condizioni
autunnali miti, permettono di avere maturazioni prolungate nel tempo che aggrediscono le note
erbacee e ruvide. I terreni, soprattutto ove costituiti da marne più magre, favoriscono nei vini rossi
la ricca composizione fenolica, una diversificata composizione aromatica e ad un rapporto
zuccheri/acidi ben calibrato. Questo determina vini dal colore rosso rubino tendente al granato con
l'invecchiamento, odore intenso, caratteristico, gradevole, tendente all'etereo se invecchiato e sapore
secco sapido, robusto, lievemente speziato armonico.
La piovosità, la giacitura collinare dei suoli favorevole allo smaltimento dell'acqua in eccesso e la
natura sciolta del terreno che permette una veloce infiltrazione sottosuperficiale, permettono al
vitigno una vigoria sempre su livelli equilibrati e contenuti che riesce comunque a proteggere i
grappoli e a salvaguardare le sostanze aromatiche.
La granulometria e la conformazione dei suoli permette all'apparato radicale un rifornimento idrico
regolare, indispensabile per un vitigno dal quale si vuole ottenere freschezza, acidità e intensità
aromatica.
La natura acida di tali suoli porta la pianta a privilegiare l'assorbimento di una maggior quota di
microelementi rispetto ai suoli neutri, permettendo alla vite di raggiungere un buon equilibrio tra
l'attività vegetativa e produttiva.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Valoritalia Srl
Sede Amministrativa: Via San Gaetano, 74
36016 - Thiene (Vicenza)
Tel. 0445 313088
Fax. 0445 313080
e-mail: assicurazione.qualita@valoritalia.it
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.201 2 (Allegato 2).

 


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