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Valli Ossolane Doc

16.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "VALLI OSSOLANE"


Approvato con DM 23.10.2009 GU 263 - 11.11.2009
Modificato con DM 30.11.2011 GU 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 21.11.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" è riservata ai seguenti vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie,
specificazioni aggiuntive o menzioni:
"Valli Ossolane" Rosso;
"Valli Ossolane" Nebbiolo;
"Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore;
"Valli Ossolane" Bianco.


Articolo 2
Base ampelografia
1 -La denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" seguita dalla qualifica «Bianco» e' riservata
ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica: Chardonnay per almeno il 60 %; altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla
coltivazione nella Regione Piemonte per un massimo del 40% ed iscritti nel Registro Nazionale delle
varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati
nell'allegato 1 del presente disciplinare.
2- La denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" seguita dalla qualifica "Rosso" è riservata ai
vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica: Nebbiolo, Croatina, Merlot per almeno il 60% da soli o congiuntamente; altri vitigni a
bacca rossa, non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte, per un massimo del 40% ed
iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e
successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
3 - La denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" seguita da una delle specificazioni di cui
appresso, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente
composizione ampelografica:
Nebbiolo e Nebbiolo Superiore:
Nebbiolo 85%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella
Regione Piemonte, fino ad un massimo del 15%;


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" comprende
l'intero territorio amministrativo dei seguenti comuni della provincia del Verbano-Cusio–Ossola: Beura
Cardezza, Bognanco, Crevoladossola, Crodo, Domodossola, Masera, Montecrestese, Montescheno,
Pallanzeno, Piedimulera, Pieve Vergonte, Premosello, Ornavasso, Trontano, Viganella,
Villadossola,Vogogna.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di
origine controllata "Valli Ossolane" devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e,
comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati, le specifiche caratteristiche di qualità.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che
seguono:
Giacitura: esclusivamente collinare e montana con quota altimetrica compresa tra i 160 ed i 1000 metri
s.l.m. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati;
Esposizione: versanti collinari e montani adatti ad assicurare una idonea maturazione delle uve.
Densita' d'impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del
vino.
I vigneti oggetto di reimpianto o nuovo impianto, dovranno essere composti da un numero di ceppi ad
ettaro, calcolati sul sesto d'impianto, non inferiore a 3.300 nel caso di allevamenti a Guyot o Cordone
speronato ed in numero non inferiore a 1.000 nel caso di allevamento a pergola.
Le forme di allevamento devono essere quelle tradizionali a pergola o a vegetazione assurgente a
controspalliera quali il Guyot e il cordone speronato basso.
E' vietata ogni pratica di forzatura.
3. La resa massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini di cui
all'art. 1 ed i titoli alcolometrici volumici naturali minimi delle relative uve destinate alla vinificazione
devono essere rispettivamente le seguenti:
resa uva Titolo alcolometrico
t/ha vol. min. naturale
"Valli Ossolane" Rosso 8,00 10,50 % Vol
"Valli Ossolane" Nebbiolo 8,00 10,50 % Vol
"Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore 7,00 11,00% Vol
"Valli Ossolane" Bianco 8,00 10,00% Vol
La denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" puo' essere accompagnata dalla menzione
aggiuntiva «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale alle condizioni espresse all'art. 7
del presente disciplinare di produzione e per le specificazioni di seguito riportate.
Le produzioni massime di uva per ettaro ed il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve
destinate ai vini che intendono utilizzare la menzione «vigna», sono le seguenti:

(nell'ordine)
al terzo anno di impianto   - al quarto anno di impianto  - al quinto anno di impianto
al sesto anno di impianto   - dal settimo anno di impianto
t/ha - Titolo alc.vol naturale min. % vol

"Valli Ossolane" Rosso 4,40 11,00 5,10 11,00 5,80 11,00 6,50 11,00 7,20 11,00
"Valli Ossolane" Nebbiolo 4,40 11,00 5,10 11,00 5,80 11,00 6,50 11,00 7,20 11,00
"Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore 3,60 11,50 4,30 11,50 4,90 11,50 5,60 11,50 6,30 11,50
"Valli Ossolane" Bianco 4,40 10,50 5,10 10,50 5,80 10,50 6,50 10,50 7,20 10,50
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve da destinare alla produzione dei vini a denominazione di
origine controllata "Valli Ossolane" devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione
globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino di cui trattasi.
4. ln caso di annata sfavorevole, la Regione Piemonte può fissare una resa inferiore a quella prevista dal
presente disciplinare anche differenziata nell'ambito della zona di produzione di cui all'art. 3.
5. Nell'ambito della resa massima fissata in questo articolo, la Regione Piemonte, su proposta del
Consorzio di Tutela può fissare i limiti massimi di uva rivendicabile per ettaro inferiori a quello previsto
dal presente disciplinare in rapporto alla necessità di conseguire un miglior equilibrio di mercato.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione, affinamento ed invecchiamento per i vini a denominazione di origine
controllata "Valli Ossolane", devono essere effettuate nell'intero territorio amministrativo della Provincia
del Verbano Cusio Ossola.
2. La resa massima dell'uva in vino finito non dovrà essere superiore a:
vini resa produzione max
"Valli Ossolane "Rosso 70% 56 hl/ha
"Valli Ossolane "Nebbiolo 70% 56 hl/ha
"Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore 70% 49 hl/ha
"Valli Ossolane" Bianco 70% 56 hl/ha
Per l'impiego della menzione "vigna", fermo restando la resa percentuale massima uva /vino di cui sopra
, la produzione massima di vino hl/ha ottenibile è determinata in base alle rese di tonnellate di uva per
ettaro, di cui all'articolo 4 comma 3.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75% l'eccedenza non ha diritto alla
denominazione di origine controllata; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di
origine controllata per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione devono essere seguiti i criteri più razionali ed effettuate le pratiche enologiche atte
a conferire al vino le migliori caratteristiche di qualità.
4. Il Vino "Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento
di 13 mesi di cui 6 mesi in contenitori di legno a decorrere dal 1° novembre dell'anno di raccolta delle uve
5. E' ammessa la colmatura con uguale vino conservato in altri recipienti per non più dei 10% del totale
del volume nel corso dell'invecchiamento obbligatorio.
6. E' ammesso il taglio migliorativo dei vini atti a produrre i vini di cui all'articolo 1 con vini aventi
diritto alla stessa denominazione di origine, di uguale colore, per non oltre il 15%, nel rispetto delle
norme comunitarie di etichettatura relative alla indicazione del nome del vitigno e dell'annata.


Articolo. 6
Caratteristiche al consumo
I vini a denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" all'atto dell'immissione al consumo devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Valli Ossolane" Rosso:
colore: rosso rubino, intenso, tendente al rosso granato
odore: vinoso intenso,
sapore: asciutto,armonico
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Valli Ossolane" Nebbiolo:
Colore rosso più o meno intenso;
odore: fruttato, fragrante, delicato;
sapore: secco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Valli Ossolane" Nebbiolo Superiore:
Colore:rosso rubino intenso;
odore: fruttato, fragrante, delicato;
sapore: secco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
"Valli Ossolane" Bianco:
Colore:paglierino più o meno intenso;
odore: fruttato, fragrante, delicato;
sapore: secco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo 19,0 g/l


Articolo 7
Designazione e presentazione
1. Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" e'
vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di
produzione ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «naturale», «scelto», «selezionato», «vecchio» e
similari.
2. Nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata "Valli Ossolane" e'
consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, o ragioni sociali o marchi privati, purché
non abbiano significato laudativo, non traggano in inganno il consumatore, fatto salvo il rispetto dei diritti
acquisiti.
3. Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Valli Ossolane ." di cui all'art.1
può essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale
menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di
accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del decreto
legislativo n. 61/2010. La menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo sia riportata in caratteri di
dimensione uguale o inferiore al 50% dei caratteri usati per la denominazione di origine.
4. Nella designazione e presentazione del vino "Valli Ossolane" e' obbligatoria l'indicazione dell'annata di
produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
1. Le bottiglie in cui viene confezionato il vino "Valli Ossolane" per la commercializzazione devono
essere di capacità consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiori a 18,7 cl e con l'esclusione
del contenitore da 200 cl.
2. Le bottiglie in cui viene confezionato il vino "Valli Ossolane" con l'aggiunta della menzione «vigna»
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale , per la commercializzazione devono essere di capacità
fino a 500 cl.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
1. Fattori naturali rilevanti per il legame.
La Denominazione d'Origine Controllata "Valli Ossolane" nasce con lo scopo di caratterizzare un'area
viticola particolare nel territorio dell'Ossola.
Il territorio di produzione è compreso. in queste valli, con terreni distribuiti geograficamente nella parte
più a nord del Piemonte nelle zone dell'Alto Vercellese e dell'Alto Novarese. Geomorfologicamente sono
terreni generati da antichi depositi fluviali terrazzati ed ondulati, ed in taluni casi piuttosto declivi.
Nell'area geografica interessata vi è una sensibile variabilità delle caratteristiche dei terreni in base alla
loro localizzazione e alla morfologia del territorio stesso.
Si tratta di suoli con alcune limitazioni per scarsa profondità dello strato attivo e recanti talvolta un
sottosuolo roccioso.
Nelle zone di bassa collina ovvero nella parte terminale delle vallate sono caratteristici i terreni limosi
che sovrastano orizzonti argillosi con limiti dovuti talvolta ad un più lento drenaggio interno e sgrondo
delle acque meteoriche che possono determinare più vigoria nelle viti ma anche maggiore produzione.
Nelle zone invece di più alta valle abbiamo terreni formati anche da trasporti di materiali dovuti alle
profonde variazioni climatiche sopravvenute a più riprese durante il quaternario. Le precipitazioni più
elevate hanno infatti provocato un'erosione accelerata dei rilievi e la demolizione torrentizia degli
imponenti ammassi morenici abbandonati dai ghiacciai agli sbocchi vallivi. I terreni risultano quindi più
ricchi in scheletro, sabbie e limo. Sono terreni tendenzialmente più poveri di quelli precedentemente citati
ma adatti alla viticoltura in quanto ben drenati e senza ristagni idrici, normalmente posti su declivi ben
esposti e quindi adatti ad una viticoltura di qualità e basse produzioni, dettate anche da potature corte al
fine di sfruttare al meglio il connubio del tipo di terreno e dell'andamento climatico medio della zona
geografica oggetto di questa denominazione di origine, caratterizzata in base alla sua morfologia da
escursioni termiche elevate, temperature massime ed irraggiamento solari riconducibili ad un clima di
montagna.
Le uve prodotte riconducibile a questa denominazione di origine sono Nebbiolo, Croatina, Merlot e
Chardonnay e sono solo ed esclusivamente prodotte nei vigneti ubicati nei comuni indicati all'art. 3 del
disciplinare di produzione e le operazioni di vinificazione sono normate dall'art. 5 dello stesso
disciplinare e prevedono solo la provincia del Verbano Cusio Ossola.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Secondo lo Statuto di Villadossola del 1345 la vendemmia poteva iniziare solo a s. Michele, il 29
settembre. Questo perché la morfologia del territorio poteva e può garantire una giusta maturazione delle
uve solo alla fine di settembre.
In seguito ad un periodo di netto miglioramento del clima verificatosi a partire dal I millennio a. C. e che
raggiunse l'optimum verso il 300 circa a.C., si presentarono le condizioni ideali perché alcuni vitigni, già
acclimatati sulle rive del lago Maggiore, cominciassero ad essere piantati anche nelle valli più a Nord
grazie alle vie d'acqua rappresentate dai fiumi Ticino e Toce.Una importante testimonianza della antica
coltivazione della vite in Ossola si trova nell'area megalitica di Varchignol all'imboccatura della Valle
Antrona nel comune di Montescheno, nella quale un ripido pendio esposto a mezzogiorno è stato
trasformato in una serie di gradonature terrazzate. Le terrazze sono sostenute da alti muri di pietra a secco
e sono corredate da serie di scale sempre in pietra e da un sistema di drenaggio molto efficiente a cui si
aggiunge un sistema superficiale di irrigazione necessario solo in periodi di eventuale siccità.
Nel XIV sec. viene menzionato per la prima volta il nome Prunent, il vitigno autoctono ossolano per
eccellenza; in un testamento datato 18 Maggio 1309 è registrato il generoso lascito annuale perpetuo in
suffragio della propria anima da parte di Dumino di Pello (Trontano) al Convento dei frati minori di
Domodossola di nove staia di vino; questo vino doveva essere tutto Prunent della sua vigna e doveva
servire solo per la celebrazione della Santa Messa. L'importanza della produzione vitivinicola in Ossola è
dimostrata dalla protezione accordata ai vigneti da tutti gli statuti comunali; per esempio il tempo della
vendemmia era tassativamente stabilito dai consoli delle comunità; secondo gli Statuti di Villadossola
del 1345 la vendemmia poteva iniziare solo a S. Michele.
Il vitigno autoctono è un ecotipo di Nebbiolo, detto localmente "Prunent".
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
La DOC Valli Ossolane è riferita alle tre tipologie Bianco, Rosso, Nebbiolo ( con indicazione consentita
Prunent).
Tutti i vini dal punto di vista analitico ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e
peculiari descritte all'articolo 6 del disciplinare che ne permettono una chiara e specifica individuazione
che deriva dalla composizione ed esposizione dei terreni .
Valli Ossolane Nebbiolo - L'utilizzo di cloni di Nebbiolo come base ampelografia per questa tipologia fa
sì che i vini siano ricchi di tannini e che presentino caratteristiche di longevità apprezzate sin dai tempi
antichi.
Si presenta di colore rosso rubino con riflessi granata. Profumo complesso con note di vaniglia e floreali.
In bocca asciutto, sapido, buona struttura e persistenza con tannini leggermente marcati.
Valli Ossolane Bianco – costituito da minimo 60% di Chardonnay - vino ottenuto con fermentazione in
piccole botti di rovere. Il vino si presenta di colore giallo più o meno intenso, con carica aromatica di
vaniglia, mandorle e frutti esotici. Pieno e pulito nel sapore, equilibrato nell'acidità, di buona persistenza.
Valli Ossolane Rosso- costituito da un uvaggio di Nebbiolo, Croatina e Merlot per un minimo del 60%, Il
colore è rosso rubino più o meno intenso. Profumo fruttato, frutta a bacca rossa. In bocca asciutto, sapido,
pieno, caldo e strutturato con leggeri tannini.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B).
La composizione, in certi casi con caratteristiche molto disomogenee, dei terreni coltivati a vite nelle
Valli Ossolane, e l'esposizione degli stessi nonchè il clima molto variabile nel corso delle varie annate, le
escursioni termiche, le particolari forme di allevamento a pergola (topie) che garantiscono luce ed
aerazione all'uva, le varietà di vitigno selezionate nel tempo dall'uomo e dalla natura quali i cloni di
Nebbiolo (Prunent), esprimono in questo territorio una produzione unica ed irripetibile tipica dei vini
delle Valli Ossolane.
La forma di allevamento a pergola, chiamata " Topia", con pali di sostegno costituiti dalla pietra ollare,
pietra che viene estratta e lavorata dalle montagne ossolane, è parte integrante e caratterizzante del
panorama di questo territorio.
Proprio questo territorio, con la sua biodiversità, le sue tradizioni, i suoi frutti e i suoi metodi, talvolta
dimenticati, di una viticoltura di montagna, insieme alla passione dei produttori ha fatto sì che la tipicità
dei vini a DOP Valli Ossolane venga apprezzata dal mercato .


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Agroqualità S.p.A.
Viale Cesare Pavese, 305 - 00144 ROMA
Telefono +39 06 54228675
Fax +39 06 54228692
Website: www.agroqualita.it
e-mail: agroqualita@agroqualita.it
La Società Agroqualità è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che effettua
la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente all'articolo
25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti
beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione)
nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al
citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli, approvato dal
Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in G.U. n. 150 del
29.06.2012 (Allegato 3).

 


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