Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Spoleto Doc

15.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA   "SPOLETO"


Approvato con DM 27.06.2011 G.U. 161 - 13.07.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 02.02.2015 G.U. 37 - 14.02.2015
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Spoleto" è riservata al vino bianco "Spoleto", nella
tipologia bianco, Trebbiano spoletino, Trebbiano spoletino passito, Trebbiano spoletino superiore e
Trebbiano spoletino spumante, che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente
disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata "Spoleto", è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti
dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
"Spoleto" bianco:
Trebbiano Spoletino: minimo 50%.
Altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 50%, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino
approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del
presente disciplinare.
"Spoleto" Trebbiano spoletino:
Trebbiano Spoletino: minimo 85%.
Altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 15%.
"Spoleto" Trebbiano spoletino superiore:
Trebbiano Spoletino: minimo 85%.
Altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 15%.
"Spoleto" Trebbiano spoletino spumante:
Trebbiano Spoletino: minimo 85%
Altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 15%.
"Spoleto" Trebbiano spoletino passito:
Trebbiano Spoletino: minimo 85%
Altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 15%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
Le uve destinate alla produzione del vino a DOC "Spoleto" devono essere prodotte all'interno della
zona appresso descritta che comprende l'intero territorio del comune di Montefalco e parte dei
territori comunali di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Spoleto e Trevi.
Tale zona è così delimitata: partendo dal punto di incontro tra la vecchia linea ferroviaria Spoleto
Norcia e la S.S. n. 3 "Flaminia" (q. 321) si percorre quest'ultima in direzione SUD-OVEST fino al
punto di incontro con il torrente Tessino. Si risale detto torrente fino al punto di incontro con la S.S.
n. 3 "Flaminia" (Km 124+160) e si percorre la Statale fino al Km 1 22+580. Si imbocca la
carrareccia che procede in direzione NORD-OVEST toccando le quote 507 e 461 fino al punto di
incontro con il Fosso della Troscia e si risale detto fosso fino al punto di incontro con la strada
vicinale da Cima del Colle a Valle San Paolo (q. 428). Si prende questa strada in direzione
NORDEST passando per Villa Clari (q. 437), si imbocca la strada comunale di Monte li Rossi in direzione
NORD-EST fino all'incrocio con la strada comunale di Rubbiano e si percorre quest'ultima in
direzione SUD-OVEST toccando la quota 448 fino al punto di incrocio con la strada vicinale di
Valcupa. Si imbocca questa strada in direzione SUD fino al punto di incrocio con l'omonimo fosso.
Si discende il Fosso di Valcupa fino al punto di incontro con la linea ferroviaria Roma-Ancona, la si
percorre in direzione OVEST fino al punto di incontro con la strada comunale di Baiano (q. 312), la
si percorre in direzione SUD passando per le quote 334, 378 e 368 fino al punto di incontro con la
strada vicinale di Valle Marina. Si percorre detta strada in direzione SUD fino al punto di incontro
con una carrareccia che, procedendo in direzione OVEST, la congiunge con la strada vicinale
Scaniata (q. 435). Si percorre quest'ultima in direzione SUD-OVEST fino al punto di incontro con
il Fosso di Colle Munnera, si risale detto fosso fino all'incrocio con la mulattiera che, procedendo in
direzione SUD-OVEST, lo congiunge con la strada vicinale di Meggiano (q. 504). La si percorre in
direzione NORD-OVEST fino al punto di incontro con il Fosso del Caprareccia e si risale
quest'ultimo fino al punto di incrocio con il Fosso delle Grotte Fungarie (q. 396). Si percorre il
fosso in direzione OVEST fino ad incontrare il Fosso Moceda e lo si risale fino al punto di incontro
con il Fosso di Costa Gagliarda. Si risale quest'ultimo fino al punto di incontro con la strada
vicinale di Builano e la si percorre in direzione OVEST fino ad incontrare la strada comunale di
Rapicciano (q. 458). La si percorre in direzione NORD fino ad incontrare la strada vicinale delle
Fontanelle, si percorre quest'ultima in direzione SUD-OVEST fino al punto di incontro con il Fosso
di Valle Cupera e lo si segue in direzione NORD-OVEST fino al punto di incontro con il Torrente
Marroggia. Lo si risale in direzione NORD toccando la quota 352 fino al punto di incontro con la
strada comunale di Arezzo, qui si imbocca la strada che, procedendo verso NORD-OVEST, si
incrocia con il Fosso dell'Acquasanta e proseguendo in direzione NORD arriva fino alla strada
comunale di Acquasparta. La si percorre in direzione EST fino ad imboccare la strada comunale di
San Gregorio che, procedendo verso NORD giunge all'incrocio con il Fosso di Ocenelli. Lo si
risale toccando le quote 350-357 e 381 e qui si imbocca in direzione EST la strada vicinale della
Macchia Piantata toccando quota 337 e la si prosegue in direzione NORD, toccando le quote 389 e
399, fino al punto di incrocio con la strada comunale di Roselli (q. 366) e si percorre quest'ultima in
direzione NORD-OVEST toccando le quote 377-414-429 e 458. Qui si imbocca la strada delle
Lame che procedendo in direzione EST incontra il Fosso di Ciliano, lo si risale fino all'incrocio con
la strada di Villa Mane e si percorre quest'ultima in direzione OVEST, toccando quota 473, fino al
punto di incrocio con il Fosso della Rena (q. 413). Lo si percorre in direzione NORD-EST fino a q.
372, dove si imbocca la strada che procedendo verso NORD-EST si incrocia con il Fosso di
Caciolfo. Lo si risale toccando quota 331 fino all'incrocio con la strada che, procedendo in
direzione NORD, porta alla strada comunale di MonteMartano (q. 420). La si percorre in direzione
OVEST fino al punto di incrocio con la strada che, procedendo prima in direzione NORD e poi in
direzione NORD-OVEST, attraversa il Colle San Paolo fino ad incrociare il Fosso del Boschetto.
Lo si risale fino alla confluenza con il Fosso di Rovicciano, per poi risalire quest'ultimo fino al
confine amministrativo tra il Comune di Spoleto ed il Comune di Giano dell'Umbria. Si prosegue
lungo tale confine in direzione NORD fino al punto di incontro con il confine amministrativo del
Comune di Castel Ritaldi. Si prosegue in direzione NORD lungo il confine amministrativo tra il
Comune di Castel Ritaldi ed il Comune di Giano dell'Umbria fino al punto di incrocio con la strada
comunale Castel Ritaldi-Colle del Marchese. La si percorre in direzione SUD-EST toccando quota
441 fino all'incrocio con la strada comunale di Casa Stendardo (q. 452) e si imbocca quest'ultima in
direzione NORD fino all'incrocio con la strada comunale San Martino (q. 429). La si percorre
prima in direzione EST e poi in direzione NORD, toccando le quote 402-403 e 378, fino all'abitato
di Colle San Lorenzo e si prosegue in direzione NORD fino al confine amministrativo tra il
Comune di Castel Ritaldi ed il Comune di Montefalco.
Si prosegue lungo tale confine in direzione OVEST fino al punto di incontro con il confine
amministrativo del Comune di Giano dell'Umbria. Si prosegue in direzione NORD-OVEST lungo
il confine amministrativo tra il Comune di Giano dell'Umbria ed il Comune di Montefalco fino al
punto di incontro con il confine amministrativo del Comune di Gualdo Cattaneo (q. 335). Si
prosegue in direzione NORD lungo il confine amministrativo tra il Comune di Gualdo Cattaneo ed
il Comune di Montefalco fino al punto di incontro con il confine amministrativo del Comune di
Bevagna (q. 279). Si prosegue in direzione NORD-EST lungo il confine amministrativo tra il
Comune di Bevagna ed il Comune di Montefalco fino al punto di incontro con il confine
amministrativo del Comune di Foligno. Si prosegue in direzione SUD-EST lungo il confine
amministrativo tra il Comune di Foligno ed il Comune di Montefalco fino al punto di incontro con
la strada comunale Montefalco-Foligno. Si percorre detta strada in direzione NORD-EST, fino
all'incrocio con la strada vicinale del Topino (q. 213); si percorre detta strada fino al suo
ricongiungimento con la S.P. n. 444 (q. 216) e da qui si giunge all'incrocio con la strada vicinale di
San Biagio. La si imbocca in direzione SUD-EST, passando per quota 215, fino a giungere
all'incrocio con la strada comunale di Sterpete (q. 216). Si percorre la suddetta strada in direzione
SUD fino all'incrocio con la strada vicinale del Casone, si prosegue per quest'ultima passando per
la quota 210 fino all'incrocio con la strada vicinale di Case Vecchie. La si percorre in direzione
EST fino ad arrivare al punto di intersezione con la linea ferroviaria Roma-Ancona (q. 210) e si
segue il tracciato ferroviario in direzione SUD fino al confine amministrativo tra il Comune di
Foligno ed il Comune di Trevi (q. 210). Si procede in direzione EST lungo tale confine, passando
per le quote 215-222 e 233 fino a giungere al punto di intersezione con la strada che, procedendo in
direzione SUD lo congiunge con la strada vicinale Forche. La si imbocca in direzione SUD fino
all'incrocio con la S.P. n. 425 (q. 262), si percorre la Provinciale in direzione SUD-EST, passando
per le quote 294 fino a quota 330. Qui si imbocca la strada che procede in direzione NORD-EST
fino al punto di incontro con la S.P. n. 425 (q. 392). Si prosegue sulla stessa in direzione SUD
passando per le quote 390-387-390-400 e 420 fino a giungere alla città di Trevi (q. 412). Si
prosegue costeggiando ad EST il centro storico di Trevi e ci si ricongiunge con la S.P. n. 425, la si
imbocca in direzione EST fino al punto di incrocio con la strada comunale Bovara-Trevi, si prende
quest'ultima in direzione SUD, passando per le quote 331 e 326 fino all'incrocio con l'altro ramo
della S.P. n. 425, nei pressi dell'abitato di Croce di Bovara. Si procede lungo la Provinciale fino
all'incrocio con la strada comunale Pigge-Chiesa Tonda, la si imbocca in direzione EST per poi
proseguirla in direzione SUD fino all'innesto al Km 139 con la S.S. n. 3 "Flaminia" (q. 221). Si
percorre la Statale in direzione SUD attraversando il confine amministrativo tra il Comune di Trevi
ed il Comune di Campello sul Clitunno e passando per le quote 233-236 e 228 fino a giungere
all'incrocio con la S.P. n. 458 (q. 228). Si percorre la Provinciale fino a quota 233, dove si imbocca
la strada comunale del Cerasolo, si segue quest'ultima in direzione SUD-EST e poi in direzione
NORD fino all'incrocio con il Fosso delle Cozze. Si risale detto fosso in direzione NORD-EST fino
alla sua intersezione con la strada comunale di Campello Alto (q 487). Si imbocca la strada in
direzione SUD fino ad arrivare alla strada comunale da Lenano a Campello Alto (q. 496) attraverso
la quale ci si ricongiunge con la S.P. n. 458. Si percorre la Provinciale attraversando l'abitato di
Lenano e lambendo a NORD quello di Carvello per poi proseguire in direzione EST fino a quota
461, qui si percorre la Provinciale in direzione SUD-OVEST passando per la quota 435 fino
all'incrocio con la strada comunale di Silvignano e Poreta (q. 386). Quest'ultimo tratto rappresenta
anche il confine amministrativo tra il Comune di Campello sul Clitunno ed il Comune di Spoleto.
Tale confine si attraversa imboccando la suddetta strada comunale in direzione SUD-OVEST per
poi giungere all'incrocio con la strada vicinale del Matuticcio. La si percorre in direzione SUD-EST
fino all'incrocio con la strada vicinale del Colle (q. 391), si prende quest'ultima in direzione
OVEST fino all'incrocio con la strada vicinale di Costa Amara, percorrendo la quale in direzione
SUD si arriva alla strada vicinale di Poreta. La si imbocca in direzione NORD-OVEST fino
all'incrocio con la strada comunale di Silvignano e Poreta, la si percorre in direzione SUD-OVEST
fino all'incrocio con la strada vicinale Poretana (q. 309). Si prende quest'ultima in direzione SUD
fino all'incrocio con al strada vicinale del Palazzaccio (q. 339), percorrendo la quale in direzione
EST si giunge all'intersezione con il Fosso della Spina (q. 378) per poi proseguire in direzione
SUD-EST fino all'incrocio con la S.P. n. 459 (q. 384). Si imbocca la strada vicinale di Poreta in
direzione SUD-EST passando per quota 426, fino all'incrocio con la strada vicinale del Rocolo, la
si percorre in direzione SUD-OVEST fino all'incrocio con la strada comunale di Bazzano Inferiore
e Superiore. (q. 521). Si percorre quest'ultima in direzione SUD fino a q. 447 e poi in direzione
EST, passando per le quote 409 e 399, fino all'incrocio con la strada vicinale Eggi-Bazzano di Sotto
(q. 367). Si percorre detta strada in direzione SUD-OVEST e poi in direzione SUD fino
all'intersezione con il Fosso dei Fringuelli (q. 322). Si risale il Fosso fino a quota 345 dove si
imbocca in direzione SUD-OVEST la strada che costeggia a SUD-EST l'abitato di Eggi fino alla
confluenza con il Fosso dei Renacci. Lo si risale in direzione SUD fino all'incrocio con la
mulattiera che, passando per la quota 370 si ricollega al tracciato della vecchia linea ferroviaria
Spoleto-Norcia a quota 468. Si prosegue lungo il tracciato della vecchia linea ferroviaria Spoleto
Norcia, toccando le quote 443-425-396 e 338, fino a ritornare al punto di incontro con la S.S. n. 3
"Flaminia" (q. 321).


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione di cui all'art. 1
devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini
derivanti le relative caratteristiche. Pertanto sono da considerare idonei al riconoscimento i vigneti
ubicati all'interno dei confini descritti nell'art. 3 esclusi quelli situati ad una quota media oltre i 400
m slm.
Le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionali e/o generalmente
usati e, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
I nuovi impianti ed i reimpianti specializzati dovranno avere una densità minima di 3000 ceppi per
ettaro.
Per l'entrata in produzione dei nuovi impianti la produzione massima ad ettaro è la seguente:
Anno di produzione Produzione uva
Tonn/Ha
I e II anno vegetativo 0%
III anno vegetativo 50% della produzione prevista
dal IV anno vegetativo 100% della produzione prevista
È vietata ogni pratica di forzatura.
È consentita l'irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine controllata
"Spoleto" non deve essere superiore a quella riportata nella tabella seguente.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata
"Spoleto" un titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari a quello riportato nella tabella
seguente.
Tipologia Produzione massima
tonn/ha
Titolo alcolometrico
volumico naturale
minimo % vol
Bianco 12 10,50
Trebbiano Spoletino 11 11,00
Trebbiano Spoletino Superiore 9 12,00
Trebbiano Spoletino Spumante 12 10,00
Trebbiano Spoletino Passito 11 14,00 dopo
l'appassimento
Le rese unitarie delle "piantate maritate" non possono superare in ogni caso Kg 50 per pianta.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uva ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a
denominazione d'origine controllata "Spoleto" devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché
la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti della resa di uva
in vino.
Fermi restando i limiti sopra indicati, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata in
rapporto all'effettiva superficie coperta dalla vite.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, appassimento, invecchiamento ed imbottigliamento dovranno essere
effettuate esclusivamente all'interno della zona di produzione delimitata nell'art. 3.
Tuttavia tali operazioni possono essere effettuate in stabilimenti situati al di fuori della zona di
produzione delimitata dall'art. 3 e comunque negli ambiti territoriali dei Comuni di Bevagna,
Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco,
Spoleto, Trevi, mediante autorizzazioni individuali rilasciate dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, previo parere della Regione Umbria, a condizione che ciascuna Ditta
interessata presenti apposita richiesta, corredata dalla documentazione atta a dimostrare che le
predette operazioni, per i vini a IGT Umbria da Trebbiano spoletino, siano state effettuate almeno
nei 3 anni precedenti all'entrata in vigore del presente disciplinare.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento
deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o la
reputazione o garantire l'origine o assicurare l'efficacia dei controlli; inoltre, a salvaguardia dei
diritti precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori
dell'area di produzione delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui
all'articolo 10, comma 3 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2).
La tipologia spumante appartenente alla categoria "vino spumante di qualità" può essere
spumantizzato con metodo Charmat e Classico.
Per l'appassimento delle uve è consentita la disidratazione iniziale con aria ventilata non riscaldata.
Nella fase di vinificazione sono ammesse le pratiche enologiche tradizionali della zona atte a
conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche. È consentito l'affinamento e la vinificazione in
legno.
Per la tipologia "Superiore" è obbligatorio l'affinamento di almeno 3 mesi in bottiglia.
La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70% per qualsiasi tipologia di vino
"Spoleto". Qualora tale resa superi detto limite percentuale, ma non il 75%, l'eccedenza non ha
diritto alla denominazione di origine controllata "Spoleto"; oltre il 75% decade il diritto alla
denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
La resa in vino rispetto all'uva fresca nella produzione della tipologia Trebbiano spoletino passito
non deve superare il 40%.
È consentito l'arricchimento dei mosti aventi diritto alla denominazione di origine controllata
"Spoleto" alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa comunitaria in vigore.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all'art. 2 all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
"Spoleto" bianco
colore: giallo paglierino;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, talvolta acidulo;
titolo alcolometrico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
"Spoleto" Trebbiano spoletino
colore: giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, fresco, talvolta acidulo;
titolo alcolometrico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Spoleto" Trebbiano spoletino superiore
colore: giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, fresco, talvolta acidulo;
titolo alcolometrico totale minimo: 12,50% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
"Spoleto" Trebbiano spoletino spumante
colore: giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, fresco, talvolta acidulo;
spuma: fine e persistente;
titolo alcolometrico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 6,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Spoleto" Trebbiano spoletino passito
colore: giallo dorato tendente all'ambrato;
odore: intenso, etereo, con sentori di frutta matura;
sapore: ampio e vellutato;
titolo alcolometrico totale minimo: 17,00% vol di cui svolti 14,00% vol;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata "Spoleto", le
specificazioni di tipologia bianco, Trebbiano spoletino, Trebbiano spoletino passito, Trebbiano
spoletino superiore e Trebbiano spoletino spumante devono figurare al di sotto della dicitura
"denominazione di origine controllata" ed essere scritti in caratteri di dimensioni non superiori a
quelli utilizzati per la denominazione di origine "Spoleto", della stessa evidenza e riportati sulla
medesima base colorimetrica.
È vietato usare, insieme alla denominazione di origine controllata "Spoleto", qualsiasi
qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi
compresi gli aggettivi "riserva", "extra", "fine" e similari.
È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino DOC "Spoleto" deve figurare l'indicazione
dell'annata di produzione delle uve ad eccezione della tipologia "Trebbiano spoletino spumante"
per la quale è facoltativa.


Articolo 8
Confezionamento
I vini a denominazione di origine controllata "Spoleto", per l'immissione al consumo, devono
essere confezionati in contenitori di vetro aventi un volume minimo di litri 0,187.
È consentito l'uso di contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre di materiale plastico
pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro materiale rigido,
nei volumi da 3 a 5 litri, alle condizioni previste dalla normativa vigente.
Sono consentiti i sistemi di chiusura previsti dalla normativa vigente, compresi i tappi tecnici e i
tappi capsula a vite.
Per le tipologie superiore è obbligatorio l'uso della sola bottiglia bordolese di colore scuro,con
tappo in sughero naturale raso bocca.
Per la tipologia spumante è consentito soltanto l'utilizzo di tappo in sughero naturale a fungo.
La bottiglia di colore bianco è ammessa esclusivamente per la tipologia passito, per la quale è
obbligatorio il tappo in sughero naturale raso bocca.
I contenitori in vetro, prima dell'immissione in commercio, devono essere provvisti della fascetta,
mentre sui contenitori alternativi al vetro, in sostituzione, deve essere riportato il lotto attribuito
dall'organismo delegato.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
1. Fattori naturali rilevanti per il legame
La Denominazione di Origine Controllata "SPOLETO" comprende parzialmente i territori
amministrativi dei comuni di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Montefalco, Spoleto e
Trevi.
La superficie coperta dalla denominazione è di circa 23.600 ettari, il territorio è per la maggior parte
pianeggiante, attraversato dal fiume "Clitunno" e da numerosi torrenti e affluenti. L'altitudine del
territorio interessato è compresa tra i 200 ed i 550 mt s.l.m. Nella parte centrale della valle si
rilevano paesaggi sulle alluvioni fluviali e sui depositi fluvio-lacustri, caratterizzati da suoli che
hanno una tessitura franco-sabbioso-argillosa o franco-limoso-argillosa con scarso scheletro, sono
profondi, ben drenati, a reazione subalcalina.
Nella zona ad Est della valle si riscontrano paesaggi su depositi fluvio-lacustri plio-pleistocenici
caratterizzati da suoli derivati da sedimenti argillosi o argillo-sabbiosi, profondi e calcarei; e
paesaggi sui depositi prevalentemente marnosi, caratterizzati da suoli che presentano una tessitura
piuttosto variabile che può essere franco-limoso-argillosa con moderati contenuti di scheletro sulle
marne, o franca con maggiori quantità di frammenti grossolani sulle arenarie.
Nella zona ad Ovest della valle si riscontrano paesaggi sui depositi detritico-colluviali, caratterizzati
da suoli ricchi di frammenti grossolani, calcarei a tessitura variabile, a seconda della natura della
roccia madre, da franco-sabbioso-argillosa ad argillosa, debolmente umiferi e dotati di elevata
profondità, scarsa ritenuta idrica ed eccessivo drenaggio; e paesaggi collinari sui substrati calcarei,
caratterizzati da suoli formatisi per dissoluzione di carbonati e liberazione di materiali rossastri
costituiti essenzialmente da argille ed ossidi di ferro, con spessore generalmente ridotto, con
tessitura limosa o limoso-argillosa, scheletro scarso e a reazione neutra o subacida.
Il clima della valle è fortemente influenzato dai rilievi che costeggiano la vallata. L'Appennino
Umbro-Marchigiano ad oriente infatti fa si che i venti dominanti siano quelli dei quadranti
occidentali.
Le precipitazioni raggiungono mediamente gli 800 mm annui, valore superiore alla media regionale
di circa il 9%.
In base ai caratteri di piovosità e temperatura ed alla loro distribuzione annuale, il clima della valle
viene definito temperato con estate secca, analogo quindi al clima Mediterraneo. Recentemente si
sono verificati cambiamenti climatici che portano ad una riduzione dei giorni di gelo e ad una
riduzione dell'escursione termica.
Tali caratteristiche avvantaggiano sicuramente la coltivazione della vite, infatti durante l'inverno
sono quasi scongiurati i rischi di gelate mentre la stagione estiva fornisce le condizioni ottimali per
una completa maturazione dell'uva.
2. Fattori umani rilevanti per il legame
La vocazione vitivinicola di Spoleto viene da lontano e la viticoltura, pur tra gli alti e bassi che
contraddistinguono l'uso agricolo dei suoli, ha accompagnato da sempre la presenza e le attività
degli uomini nella valle spoletana.
Se Plinio il Vecchio e Columella segnalano diversi ceppi di viti umbre (l'Hirtiola, la Babanica, la
Palmensis), è Marziale, nel primo secolo dopo Cristo, a citare per la prima volta il vino di Spoleto
e a paragonarlo al Falerno:
Nel II secolo dopo Cristo anche l'erudito greco Ateneo, informandoci che i vini dell'Italia
meridionale e centrale erano ben conosciuti e distinti, esalta l'annoso vino di Spoleto, soave, di
color simile all'oro.
Nelle epoche successive, la coltivazione e il commercio del vino nella valle di Spoleto, come nelle
altre realtà comunali che oggi sono interessate ad acquisire la denominazione di origine controllata
«Spoleto», ha sempre avuto una importanza notevole nell'economia locale.
Nel XIX secolo il vitigno viene così descritto; il Trebbiano chiamato nelle altre plaghe
dell'Umbria lo Spoletino, è il vitigno più coltivato nella pianura spoletana e il preferito dagli
agricoltori per le sue buone qualità.
Il fatto che venisse denominato Spoletino dimostra che già tra l'Ottocento e il Novecento era
presente una tradizione autoctona del vitigno e che questa fosse riconosciuta dall'esterno in quanto
vitigno robustissimo e resistentissimo alle malattie crittogamiche, in specie alla peronospora; ama
terreni di piano, profondi, fertili, freschi, ma produce bene anche in collina. I suoi tralci sono di
mediocre grossezza ad interno di lunghi, le foglie piuttosto piccole. I grappoli hanno una forma
caratteristica, cilindrica, con ingrossamento alle due estremità; sono piccoli, con acini discretamente
serrati a buccia durissima; se maturati bene assumono un bellissimo color d'oro; ma la maturazione
si compie molto tardivamente, alla fine di settembre. La pianta preferisce la potatura lunga e vuole
molto sfogo nei tralci; si adatta bene alla formazione delle tese che sono quei tralci lunghi che
collegano un albero con un altro.
La valorizzazione e la tutela del vitigno Trebbiano Spoletino ha lo scopo di interrompere , la
pericolosa diminuzione del patrimonio vitivinicolo dell'areale.
Il territorio legato alla denominazione presenta elevate potenzialità dal punto di vista economico
che, se sfruttate in maniera corretta, apporterebbero sicuramente un ulteriore sviluppo. Tutto ciò
dovuto anche alle caratteristiche proprie della "Valle Spoletana": il suo paesaggio, le tante località
ricche di arte, cultura e legate a gloriosi passati storici, unitamente alla genuinità della cucina tipica
umbra. Una prospettiva di crescita sia avvalorata dal gran numero di elementi legati al territorio
che ne assicurano il buon funzionamento, quali la grande potenzialità imprenditoriale delle singole
aziende, le grandi caratteristiche qualitative del prodotto il contesto ambientale e gli eventi artistici
di risonanza mondiale che collegati in maniera sempre maggiore al turismo, assicureranno la
creazione di canali commerciali privilegiati.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
Le origini del Trebbiano spoletino non sono note, tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi che
evidenzino la sua presenza in altri luoghi anche della stessa Umbria si può ritenere originario e
autoctono del territorio delimitato. Tale affermazione è convalidata anche dalle minuziose indagini
condotte con i progetti di selezione clonale e di salvaguardia delle risorse genetiche effettuate nel
periodo 1980 - '85 finalizzate al reperimento di viti piantate nella prima metà del '900.Il Trebbiano
spoletino è dotato di notevole vigoria per cui nei terreni dotati di buona fertilità naturale non
sopporta eccessive fittezze sulla fila. Si presta ad essere allevato a cordone speronato, in tal caso la
fertilità delle gemme basali aumenta sensibilmente raggiungendo valori di 1,1 -1,2 che può essere
considerato ottimale per contenere le rese unitarie considerando il peso medio del grappolo
piuttosto elevato. Dalle prime osservazioni è emerso che il Trebbiano spoletino rispetto agli altri
vitigni ed anche nei confronti del Trebbiano toscano aveva una prerogativa molto interessante
ovvero la capacità di mantenere un livello acidico più elevato che si conservava anche con
concentrazioni zuccherine elevate. Per quanto riguarda la fenologia germoglia tardivamente quindi
è meno suscettibile alle gelate primaverili, fiorisce in epoca intermedia, invaiatura e maturazione
sono piuttosto tardive. La buccia dell'acino è piuttosto spessa e consistente che, nonostante la
compattezza del grappolo, si riflette favorevolmente sulla resistenza nei confronti dell'oidio e della
botrite non solo in vigneto ma anche nell'appassimento in fruttaio.
Una ventina di anni addietro il prezzo delle uve era particolarmente penalizzante, ma da quando,
con il lavoro di selezione e i risultati delle prove di vinificazione, si è prestata più attenzione alle
sue potenzialità enologiche e si è verificata un'inversione di tendenza. Ha il vantaggio, a differenza
di molti altri vitigni bianchi (es. Grechetto, Trebbiano toscano) di garantire un'acidità totale, in
prevalenza tartarica (7.0-7.7 g/l) abbinata a quella malica (3.70-4.20 g/l), molto stabile che si
mantiene sino alla vendemmia su valori medi superiori dei 9 g/l. Sono quantitativi che risultano
nettamente superiori a quelli di altri vitigni che normalmente vengono utilizzati per la produzione di
vini mousseux, come Verdicchio o Chardonnay che arrivano a circa 7.0 g/l, o il più noto Pinot
bianco che si limita a soli 6.5 g/l (Antaras ed altri, l.c.). La quantità di sostanze polifenoliche è
piuttosto alta (1.20- 1.40 g/l) pertanto il vino tenderebbe ad ossidarsi facendo emergere quei sentori
di fieno secco e di amarognolo. Con il controllo delle temperatura di fermentazione, il mancato
contatto con l'aria, insieme ad altre tecniche di cantina, si è ottenuto un vino interessante per il
fruttato fine, prolungato di fiori freschi, per la freschezza che si amalgama con la struttura, per il
gusto di frutta matura, persistente, con retrogusto leggermente amarognolo che non disturba.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui
alla lettera B).
Tutto il territorio compreso entro i confini individuati per la Denominazione di Origine Controllata
"Spoleto" dimostrano:
Che la morfologia del territorio e le caratteristiche dei suoli consentono di ottenere prodotti di
buona qualità ed uniformità quali vini bianchi e vino passito.
Che i vitigni coltivati sono generalmente quelli tradizionali: Trebbiano e Grechetto; non mancano
comunque vitigni autorizzati per la provincia di Perugia.
Le tipologie sono quelle previste dal Disciplinare ed assumono particolare importanza per la
valorizzazione delle produzioni esistenti ed al medesimo tempo dare interesse a tutte le altre attività
del comprensorio della Valle ed ai territori limitrofi.
L'aumento delle cantine che si sono dedicate alla vinificazione dell'I.G.T. UMBRIA Trebbiano
Spoletino, denota forte interesse commerciale per il vino in questione.
Infine il terreno, il clima, la base ampelografica, le modalità tecniche di coltivazione ed enologiche,
del territorio attualmente interessato, risultano uniformi e costanti nel tempo.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e indirizzo: 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria S.c.a.r.l.
Fraz. Pantalla – 06059 Todi
Tel 07589571 – Fax 0758957257
Il 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria S.c.a.r.l. è l'Organismo di controllo
autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del
decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle
disposizioni del presente disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera
a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante
una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera
produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par.
1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 1 4 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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