Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

Ti trovi in:   Home > Blog – Reggiano Doc

Loading

Blog

 

Reggiano Doc

13.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "REGGIANO"


Approvato con DPR 22.07.1971 G.U. 223 - 04.09.1971
Modificato con DPR 14.09.1978 G:U. 32 - 01.02.1979
Modificato con DPR 17.04.1990 G.U. 243 - 17.10.1990
Modificato con DM 26.11.1996 G.U. 287 - 07.12.1996
Modificato con DM 05.05.1997 G.U. 112 - 16.05.1997
Modificato con DM 26.05.1997 G.U. 129 - 05.06.1997
Modificato con DM 29.07.2000 G.U. 193 - 19.08.2000
Modificato con DM 23.09.2002 G.U. 229 - 2002
Modificato con DM 13.06.2005 G.U. 143 - 22.06.2005
Modificato con DM 25.05.2009 G.U. 136 - 15.06.2009 (S.O. n. 91)
Modificato con DM 21.12.2010 G.U. 04 - 07.01.2011 (S.O. n. 6)
Modificato con DM 21.02.2011 G.U. 55 - 08.03.2011
Modificato con DM 30.05.2011 G.U. 131- 08.06.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295- 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e Tipologie
La denominazione di origine controllata "Reggiano" è riservata ai vini e ai mosti parzialmente
fermentati che rispondono alle condizioni ed ai requisiti del presente disciplinare di produzione per
le seguenti tipologie:
"Reggiano" Lambrusco (anche frizzante e spumante);
"Reggiano" Lambrusco Salamino (anche frizzante);
"Reggiano" Rosso (anche frizzante);
"Reggiano" Bianco spumante;
"Reggiano" Lambrusco novello (anche frizzante);
"Reggiano" Rosso novello.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata "Reggiano", seguita da una delle specificazioni di cui
appresso, è riservata ai vini e ai mosti parzialmente fermentati ottenuti da uve provenienti dai
vigneti aventi in ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
"Reggiano" Lambrusco (anche nelle tipologie frizzante, spumante e novello):
Lambrusco Marani, Lambrusco salamino, Lambrusco Montericco, Lambrusco Maestri, Lambrusco
di Sorbara, Lambrusco grasparossa, Lambrusco Viadanese, Lambrusco oliva, Lambrusco Barghi,
congiuntamente o disgiuntamente, in misura non inferiore all'85%; per il complessivo rimanente
possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni Ancellotta, Malbo
gentile, Lambrusco a foglia frastagliata, Fogarina.
"Reggiano" Lambrusco Salamino (anche nella tipologia frizzante):
Lambrusco salamino in misura non inferiore all'85%; per il complessivo rimanente possono
concorrere, da sole o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni Ancellotta, Lambrusco Marani,
Lambrusco di Sorbara e Malbo gentile.
"Reggiano" Rosso (anche nella tipologia frizzante e novello):
Ancellotta dal 30% al 60%; per il complessivo rimanente possono concorrere, da sole o
congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni Lambrusco salamino, Lambrusco Marani,
Lambrusco di Sorbara, Malbo gentile, Lambrusco Maestri, Lambrusco grasparossa, Sangiovese,
Merlot, Cabernet sauvignon, Marzemino, Lambrusco oliva, Lambrusco Viadanese, Lambrusco a
foglia frastagliata, Fogarina.
"Reggiano" Bianco spumante:
Lambrusco Marani, Lambrusco Maestri, Lambrusco salamino, Lambrusco Montericco, Lambrusco
di Sorbara e Malbo gentile congiuntamente o disgiuntamente per il 100%. Le uve a bacca rossa
devono essere vinificate in bianco.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
Le uve destinate alla produzione di vino a denominazione di origine controllata "Reggiano"
Lambrusco devono essere prodotte nel territorio della provincia di Reggio-Emilia con l'esclusione
di quelle zone non idonee alla produzione di un vino che risponda ai requisiti di cui al presente
disciplinare. In particolare la zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni di: Rolo,
Fabbrico, Campagnola, Rio Saliceto, Correggio, San Martino in Rio, Bagnolo in Piano, Novellara,
Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto, Gualtieri, Guastalla, Reggiolo, Sant'Ilario d'Enza, Reggio
Emilia, Cavriago, Bibbiano, Montecchio, San Polo d'Enza, Canossa, Quattro Castella, Vezzano sul
Crostolo, Albinea, Scandiano, Casalgrande, Rubiera, Viano, Castellarano, Campegine, Poviglio,
Boretto, Gattatico, Brescello, Carpineti e Baiso.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Reggiano" Rosso
devono essere prodotte nel territorio della provincia di Reggio Emilia con esclusione di quelle zone
non idonee alla produzione di un vino che risponda ai requisiti di cui al presente disciplinare. In
particolare la zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni di: Reggio Emilia,
Cadelbosco Sopra, Bagnolo in Piano, Novellara, Campagnola, Rolo, Rio Saliceto, Fabbrico,
Correggio, San Martino in Rio, Rubiera, Montecchio, Campegine, S. Ilario d'Enza, Gualtieri,
Guastalla, Reggiolo, Cavriago, Bibbiano, Casalgrande Albinea, Quattro Castella e Scandiano.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Reggiano"
Lambrusco Salamino devono essere prodotte nel territorio della provincia di Reggio Emilia con
esclusione di quelle zone non idonee alla produzione di un vino che risponda ai requisiti di cui al
presente disciplinare. In particolare la zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni
di: Reggio Emilia, Rubiera, S. Martino in Rio, Correggio, Rio Saliceto, Campagnola, Rolo,
Fabbrico, Bagnolo in Piano, Guastalla e Novellara.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Reggiano"
Bianco spumante devono essere prodotte nel territorio della provincia di Reggio Emilia con
esclusione di quelle zone non idonee alla produzione di un vino che risponda ai requisiti di cui al
presente disciplinare. In particolare la zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni
di: Reggio Emilia, Rubiera, S. Ilario d'Enza, S. Martino in Rio, Correggio, Rio Saliceto,
Campagnola, Rolo, Fabbrico, Bagnolo in Piano, Guastalla, Novellara, Gualtieri, Montecchio,
Campegine.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini "Reggiano"
devono essere atte a conferire alle uve, al mosto ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di
qualità.
Negli impianti che verranno realizzati dopo l'entrata in vigore del presente disciplinare, le forme di
allevamento ammesse sono quelle a filare con parete produttiva singola e a filare con parete
produttiva sdoppiata. Per i sistemi a filare con parete produttiva singola la densità di piantagione,
per i nuovi impianti, non potrà essere inferiore a 1.600 viti per ettaro. Per i sistemi a filare con
parete produttiva sdoppiata la densità di piantagione, per i nuovi impianti, non potrà essere inferiore
a 2.000 viti per ettaro.
È vietata ogni pratica di forzatura. È ammessa l'irrigazione di soccorso.
Ferme restando le caratteristiche delle uve, la resa massima di uva per ettaro dei vigneti in coltura
specializzata ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata
"Reggiano" non deve essere superiore ai limiti di seguito specificati:
"Reggiano" Lambrusco 18 t per ha
"Reggiano" Lambrusco novello 18 t per ha
"Reggiano" Lambrusco spumante 18 t per ha
"Reggiano" Rosso 18 t per ha
"Reggiano" Rosso novello 18 t per ha
"Reggiano" Lambrusco Salamino 18 t per ha
"Reggiano" Bianco spumante 18 t per ha
Nei vigneti in coltura promiscua, le produzioni massime di uva per ettaro devono essere rapportate
alle superfici effettivamente coperte dalla vite.
La resa, anche in annate eccezionalmente favorevoli, dovrà essere riportata a detti limiti, purché la
produzione globale del vigneto non superi di oltre il 20% i limiti medesimi. Qualora la resa di uva
per ettaro superi il limite stabilito del 20% in più l'intera produzione non potrà rivendicare la
denominazione di origine controllata. La resa massima di vino per la produzione dei vini di cui
all'art. 2 del presente disciplinare di produzione non deve essere superiore al 70% per tutti i vini.
Qualora la resa uva - vino superi detto limite, ma non il 75%, la parte eccedente non ha diritto alla
denominazione di origine controllata, oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine
controllata di tutto il prodotto.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini di cui all'art. 2 del presente disciplinare
i seguenti titoli alcolometrici volumici naturali minimi:
"Reggiano" Lambrusco 9,50% vol;
"Reggiano" Lambrusco novello 9,50% vol;
"Reggiano" Lambrusco spumante 9,50% vol;
"Reggiano" Rosso 9,50% vol;
"Reggiano" Rosso novello 9,50% vol;
"Reggiano" Lambrusco Salamino 9,50% vol;
"Reggiano" Bianco spumante 9,50% vol.
Nelle annate con condizioni climatiche sfavorevoli la Regione Emilia Romagna, su proposta del
Consorzio di tutela, sentite le Organizzazioni di categoria interessate, con proprio provvedimento
potrà stabilire, di anno in anno, prima della vendemmia, un titolo alcolometrico volumico minimo
naturale delle uve inferiore di mezzo grado a quello stabilito nel precedente comma.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, le operazioni di elaborazione dei mosti e
dei vini, di vinificazione, ivi compresa la presa di spuma, di imbottigliamento, di affinamento in
bottiglia, dell'eventuale invecchiamento in botti di legno, per le tipologie previste, e della
spumantizzazione devono essere effettuate nell'ambito del territorio della provincia di Reggio
Emilia per salvaguardare la qualità e la reputazione, nonché garantire l'origine e assicurare
l'efficacia dei controlli.
È facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali consentire che le suddette
operazioni siano effettuate in stabilimenti situati nel territorio delle province di Parma, Mantova e
Modena a condizione che le ditte interessate ne facciano richiesta e dimostrino di aver effettuato le
dette operazioni da almeno 10 anni dalla data di entrata in vigore del presente disciplinare e
producano tradizionalmente i vini in questione utilizzando mosti o vini provenienti dalla zona di
produzione di cui all'art. 3 del presente disciplinare vinificate secondo le pratiche enologiche
tradizionali leali e costanti in uso nel territorio stesso. Restano valide le autorizzazioni in deroga a
vinificare, elaborare e imbottigliare Reggiano DOC nelle immediate vicinanze dell'area di
produzione fino ad oggi rilasciate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali,
conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009 e alle condizioni di cui all'articolo 10,
comma 3 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010.
La dolcificazione deve effettuarsi con mosti d'uva, mosti d'uva concentrati, mosti d'uva
parzialmente fermentati, tutti provenienti da uve di vigneti iscritti allo schedario viticolo atte alla
produzione di vini a DOC "Reggiano" prodotti nelle zone delimitate dal precedente art. 3 o con
mosto concentrato rettificato.
L'arricchimento, quando consentito, può essere effettuato con l'impiego di mosto concentrato
rettificato o, in alternativa, con mosto di uve concentrato ottenuto dalle uve di vigneti delle varietà
previste dal presente disciplinare e iscritte allo schedario viticolo, o a mezzo concentrazione a
freddo o altre tecnologie consentite.
Il mosto concentrato rettificato proveniente da uve non destinate alla produzione dei vini a DOC
"Reggiano" aggiunti nell'arricchimento e nella dolcificazione dovranno sostituire un'eguale
quantità di vino DOC "Reggiano". La presa di spuma, nell'arco dell'intera annata, deve effettuarsi
con mosti di uve, mosti d'uva concentrati, mosti d'uva parzialmente fermentati, tutti provenienti da
uve atte alla produzione dei vini a DOC "Reggiano" o con mosto concentrato rettificato, anche su
prodotti arricchiti.
La denominazione di origine controllata "Reggiano" Lambrusco e "Reggiano" Bianco spumante
può essere utilizzata per produrre vino spumante ottenuto con mosti e vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare e a condizione che la spumantizzazione
avvenga a mezzo di fermentazione in autoclave o in bottiglia in ottemperanza alle vigenti norme
sulla preparazione degli spumanti.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire ai
vini le loro peculiari caratteristiche.
Le tipologie "novello" devono essere ottenute con almeno il 50% di vino proveniente dalla
macerazione carbonica delle uve.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all'art. 1, all'atto dell'immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
"Reggiano" Lambrusco:
colore: rosato più o meno intenso; rosso dal rubino al rosso intenso;
odore: gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, fresco, gradevole, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 5,50% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco frizzante:
spuma: vivace, evanescente;
colore: rosato più o meno intenso; rosso dal rubino al rosso intenso;
odore: gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, fresco, gradevole, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 7,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco novello:
colore: rosso;
odore: vinoso, intenso, fruttato;
sapore: sapido, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco novello frizzante:
spuma: vivace, evanescente;
colore: rosso;
odore: vinoso, intenso, fruttato;
sapore: sapido, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco spumante:
spuma: fine e persistente;
colore: rosato più o meno intenso; rosso dal rubino al rosso intenso;
odore: gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile e dolce,armonico, fresco, morbido, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 5,50% vol.
acidità totale minima: 6,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco Salamino:
colore: rosato o rosso;
odore: gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, fresco, gradevole, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 5,50% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Reggiano" Lambrusco Salamino frizzante:
spuma: vivace, evanescente;
colore: rosato o rosso;
odore: gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, fresco, gradevole, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 7,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Reggiano" Rosso:
colore: rosso;
odore: caratteristico, fruttato, floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, gradevole, pieno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 5,50% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Reggiano" Rosso frizzante:
spuma: vivace, evanescente;
colore: rosso;
odore: caratteristico, fruttato, floreale;
sapore: secco, abboccato, amabile, dolce, gradevole, pieno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 7,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Reggiano" Rosso novello:
colore: rosso;
odore: vinoso, intenso, fruttato;
sapore: sapido, tranquillo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Reggiano" Bianco spumante:
spuma: fine e persistente;
colore: bianco con leggera tendenza al paglierino;
odore: caratteristico, fruttato, floreale;
sapore: sapido, fresco, armonico, vellutato, morbido, secco, abboccato, amabile e dolce;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 5,50% vol;
acidità totale minima: 6,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
Per le tipologie in cui è ammesso l'affinamento in botti di legno, può rilevarsi sentore di legno. È in
facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di modificare, con proprio
decreto, i valori dei limiti minimi riferiti all'estratto non riduttore minimo e all'acidità totale
minima.
Le caratteristiche al consumo sopra descritte per le tipologie Lambrusco frizzante, Lambrusco
Salamino frizzante e Rosso frizzante, sono riferite anche alla categoria di prodotto "mosto di uva
parzialmente fermentato", fatto salvo che per tale categoria il sapore è limitato al "dolce" e il titolo
alcolometrico effettivo deve essere superiore a 1% vol e inferiore ai 3/5 del titolo alcolometrico
volumico totale.


Articolo 7
Etichettatura e presentazione
Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Reggiano" è
vietato l'uso di qualificazioni diverse da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi
compresi gli aggettivi superiore, extra, fine, scelto, selezionato e similari.
È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente. Le indicazioni tendenti a
specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali: viticoltore, fattoria, tenuta, podere, cascina
ed altri termini similari, sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in
materia.
Nella presentazione e designazione dei vini di cui all'art.1, con l'esclusione delle tipologie
spumante, frizzante è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
I vini a denominazione di origine controllata "Reggiano", previsti dal presente disciplinare, se
confezionati in recipienti di capacità fino a 5 litri possono essere immessi al consumo solo in
bottiglie di vetro chiuse con qualsiasi chiusura compreso il tappo a fungo tradizionalmente usato
nella zona, eccetto il tappo a corona. Le bottiglie di capacità inferiore a 0,500 litri potranno
utilizzare anche il tappo a corona.
Per le tipologie "Spumante" sono ritenuti idonei tutti i contenitori e i sistemi di chiusura previsti
dalla vigente normativa nazionale e comunitaria.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) informazioni sulla zona geografica
1) fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica corrispondente alla denominazione d'origine controllata "Reggiano" ricade
nella parte centro occidentale della regione Emilia-Romagna, nella provincia di Reggio Emilia, e si
estende su un ampio territorio di pianura ed un più limitato territorio collinare, che si interrompe
con l'inizio della zona montana. Procedendo verso sud si sale di quota, incontrando diversi
paesaggi:
- un'aperta pianura tipica della Pianura padana, di origine alluvionale, formata da sedimenti naturali
risalenti all'Olocene, a tessitura variabile, in prevalenza media e fine, con elevate frazioni di
minerali alterabili e carbonati, provenienti dai fiumi e dai torrenti appenninici, tranne quelli riferibili
all'ambiente di pianura a meandri del Po, in una ristretta fascia a nord, per lo più esclusa dalla zona
delimitata;
- una pianura di transizione ai rilievi collinari, morfologicamente mossa, formata da antichi sedimenti
alluvionali a varia tessitura, risalenti al Pleistocene. Su queste superfici sub pianeggianti si
rinvengono suoli molto profondi, evoluti e decarbonatati, a tessitura moderatamente fine o fine con
locali affioramenti ghiaiosi, a buona o moderata disponibilità di ossigeno;
- i rilievi collinari, dolci o moderatamente ripidi, orientati prevalentemente in direzione nord-sud, i
cui suoli derivano in prevalenza da rocce pelitiche o da rocce stratificate ad importante componente
pelitica, a tessitura fine o moderatamente fine, calcarei, con profondità variabile, localmente
soggetti a fenomeni di dissesto idrogeologico.
Le quote, limitatamente al vigneto, sono generalmente comprese tra i 20 ed i 450 m s.l.m., ma non
mancano vigneti anche a maggiore altitudine.
Il clima è di tipo subcontinentale, più accentuato nell'area di pianura, con inverni particolarmente
rigidi (freddo-umidi) ed estati molto calde, umide e afose. La zona è soggetta ad elevate escursioni
termiche giornaliere, maggiori in pianura, minori in collina. Il regime pluviometrico è di tipo
sublitoraneo con piovosità massime in autunno, sia per regime che distribuzione e piovosità minime
in estate, soprattutto nella prima decade di luglio. Le precipitazioni e i giorni di pioggia aumentano
salendo di altitudine, dai 650 mm della bassa pianura agli 850 mm della zona collinare, con un
valore medio di 719 mm e di 78 giorni piovosi.
La zona geografica per la tipologia Lambrusco corrisponde all'intero territorio della
denominazione, mentre le zone relative alle altre tre tipologie: Rosso, Bianco spumante e
Lambrusco salamino, sono più ristrette, e interessano in prevalenza l'area di pianura, soprattutto la
parte orientale, caratterizzata da suoli a buona fertilità fisica e chimica e clima più caldo d'estate e
in primavera.
2) fattori umani rilevanti per il legame
Il vigneto reggiano risale all'epoca romana (mosaici del I secolo a.c. conservati presso i Musei
Civici di Reggio Emilia). Notizie della diffusione della coltura della vite nell'area delimitata
giungono dai numerosi contratti d'enfiteusi del medioevo, IX-X sec. d.c., ribadite dagli Statuti del
1265. Il legame con vitigni autoctoni denominati "uve lambrusche" è sancito già nel 1303 dal Pier
De Crescenzi.
La migliore conferma dell'importanza del vino nel reggiano resta in ogni caso l'enorme diffusione
della vite sul territorio provinciale, testimoniata nel 1597 da Andrea Bacci, nel 1661 da Vincenzo
Tanara e nel XIX secolo da Filippo Re, Claudio della Fossa e Claudio Roncaglia, che evidenziano i
tratti tipici del vino prodotto: brusco e frizzante, più o meno corposo.
Nel 1847 si producono in provincia di Reggio Emilia un milione di quintali di uva (Bellocchi), che
salgono a 1,7 milioni di quintali nel decennio 1908-1918, realizzati su di 107.000 Ha di vigna a
coltura promiscua, con filari di viti maritate a tutori vivi, che si estende ininterrotta dalla dolce
collina alle rive del fiume Po. La produzione principale è di mosti e vini rossi, in particolare
lambruschi, prevalentemente frizzanti, in buona parte esportati in Veneto o all'estero, come
indicano documenti ferroviari dei primi del '900.
In questo periodo che nascono le prime strutture cooperative per la lavorazione e la
commercializzazione di mosti e vini, che si diffonderanno rapidamente su tutta l'area delimitata e si
sviluppa l'enologia della zona. Del 1906 è la prima cantina sociale, sorta a San Martino in Rio.
La legge del 10 luglio 1930 riconosce il lambrusco tra i vini tipici italiani.
Con l'evoluzione del'enologia reggiana, cambia anche il paesaggio vitato: dagli anni '60 del XX
sec., la superficie vitata a cultura promiscua si riduce sensibilmente, lasciando il posto a vigneti
specializzati, presupposto per una maggiore qualificazione della viticoltura della zona.
Il 18-12-1962 nasce il "Consorzio volontario per la difesa del vino tipico lambrusco reggiano", che
successivamente avrà l'incarico di tutelare e promuovere i vini reggiani in Italia e nel mondo.
Nel 1972, con decreto del presidente della repubblica del 22 luglio, viene riconosciuta la
denominazione d'origine controllata "Lambrusco Reggiano", che interessa un'ampia zona di
pianura, soprattutto a nord-est di Reggio Emilia, e verso sud, compresa una prima zona di collina, e
i seguenti vitigni: Lambrusco Marani, Lambrusco Salamino, Lambrusco di Montericco, Lambrusco
Maestri e Ancellotta. Le condizioni ambientali e di coltura del vigneto devono essere quelle
tradizionali, e comunque atte a conferire al vino derivato le specifiche caratteristiche, mentre è
vietata ogni pratica di forzatura.
Il 26-11 -96, la denominazione d'origine cambia nome in "Reggiano", differenziando le tipologie
ottenibili.
Il fattore umano si rivela essenziale per la denominazione, in riferimento:
- ai vitigni tradizionalmente coltivati, prevalentemente autoctoni del territorio specifico o dell'area
emiliana;
- alle tecniche agronomiche adottate, tradizionali della zona, volte a contenere le rese e ottenere le
qualità previste dal disciplinare;
- ai metodi di vinificazione, tradizionalmente consolidate in zona per la produzione di vini frizzanti e
spumanti, nonché per la produzione di vini fermi rossi e novelli della zona.
B) informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
La denominazione di origine "Reggiano" è riferita a diverse tipologie, che devono le loro
caratteristiche analitiche ed organolettiche descritte all'articolo 6 del disciplinare, alla base
ampelografica, alle pratiche enologiche adottate e alle zone di produzione.
I vini Lambrusco, tradizionalmente dotati di bollicine (nelle versioni frizzante e spumante), importanti
per l'equilibrio gustativo, sono ottenuti da tagli di vitigni lambrusco e da ambienti che ne esaltano
l'acidità e la freschezza, da bersi giovani, con profumi fruttati e floreali tipici delle cultivar di base,
rossi o rosati.
Il vino Lambrusco Salamino, rosso o rosato, tipicamente frizzante, di buona acidità, anche malica e
notevole freschezza derivata dalla zona di produzione, ha profumi e sapori tipici della varietà
prevalente.
Il vino Rosso, frizzante o fermo, risente fortemente del vitigno Ancellotta, dotato di maggiore colore e
morbidezza, e minore acidità rispetto ai lambruschi.
Il vino Bianco spumante, è un vino bianco ottenuto da Lambrusco Marani, a bacca rossa ma dal minor
contenuto antocianico rispetto altri lambruschi, ha importanti caratteristiche di sapidità e freschezza
legate alle condizioni più estreme del territorio di produzione e al vitigno.
I vini rossi sono generalmente più corposi e più dotati in aromi fruttati di bacche e drupe rispetto ai
vini rosati e al Bianco spumante dove sono più evidenti le acidità ed i profumi floreali. I vini nelle
versioni "novello" risentono della macerazione carbonica, con aromi vinosi, fruttati e sapidità elevata.
Tipici e importanti sono i mosti di uve parzialmente fermentati ottenuti dalle tipologie Lambrusco,
Lambrusco salamino e Rosso per il loro ricco contenuto antocianico, in profumi e zuccheri.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi della lettera A) e quelli della lettera B)
La zona geografica delimitata è caratterizzata da condizioni d'illuminazione e sommatorie termiche
elevate, mediamente di 2.032 gradi giorno (indice di Winkler), che permettono il raggiungimento di
un'adeguata maturazione delle uve. Nelle zone interne di collina, più limitanti, dove vi sono minori
sommatorie termiche, ma raramente sotto i 1.700 gradi giorno, i migliori risultati si ottengono
scegliendo le varietà tradizionali più idonee a tali ambienti, le esposizioni migliori e privilegiando
prodotti meno colorati.
La zona a denominazione si interrompe a sud in corrispondenza di colli più elevati e con versanti
più ripidi, generalmente con quote superiori ai 600 metri, dove il clima si modifica e perde il
carattere continentale, e prevalgono suoli provenienti da rocce stratificate, tendenzialmente acidi:
condizioni che non permettono l'ottenimento dei caratteri enologici richiesti dalla denominazione.
La buona disponibilità idrica dei suoli della zona d'origine, legata all'entità delle precipitazioni, alla
natura dei suoli, in prevalenza alluvionali e profondi, e a locali disponibilità di acqua di falda,
permette l'ottenimento di prodotti con un buon contenuto di acidità, anche in acido malico,
necessari per la produzione dei tipici vini frizzanti e spumanti della zona, nonché degli altri vini
freschi prodotti tradizionalmente.
Dove la fertilità è minore, specialmente in aree depresse, con suoli a tessitura fine, caratterizzati da
fenomeni di crepacciamento estivo, che inducono uno stress vegetativo a cui consegue una minor
resa produttiva, i vitigni realizzano gradazioni più consistenti e minore acidità, ma maggiori
polifenoli; zone queste più idonee alla produzione di vini "novello".
Le elevate escursioni termiche tra notte e giorno nel periodo di maturazione delle uve su tutta l'area
delimitata, abbinate a terreni da moderatamente a molto calcarei, sub alcalini o alcalini, a tessitura
fine o moderatamente fine, determinano l'ottenimento di vini profumati e dall'elevato contenuto in
antociani e polifenoli, legati strettamente alle caratteristiche organolettiche descritte nell'art. 6.
La diffusione della viticoltura in quest'area, documentata dall'epoca romana al medioevo ai giorni
nostri, inscindibile dai particolari vitigni autoctoni presenti è prova di una stretta connessione tra i
fattori ambientali, umani e i vini ottenuti in queste terre.
L'evoluzione dell'enologia del territorio segue e si accompagna a quella dei vitigni tradizionali
della zona, in particolare ai lambruschi, presenti fin dall'antichità, come attestano i natali selvatici
di tali uve.
Su tutto il territorio delimitato è da sempre presente la vite, dalla pianura alla collina. Nel 1597
Andrea Bacci descrive l'importanza della viticoltura di queste zone, i cui vigneti si stendono a
perdita d'occhio, con viti maritate ad tutori vivi, i cui grappoli si allontanano dal suolo per salire
verso l'aria e il sole, la produzione di pregevoli vini, in prevalenza rossi, leggeri o più tipicamente
corposi, spesso aspri e acerbi, ma salutari, e di vini "frizzanti con bollicine". Vincenzo Tanara nel
XVII sec., elogia i vini frizzanti e di buona acidità ottenuti dall'uva Lambrusca che "fà vino brusco,
maturo, piccante, raro".
Dal 1800, Filippo Re, Claudio della Fossa e Claudio Roncaglia, elencano le numerose zone di
coltivazione della vite all'interno dell'area delimitata, dal comune di Reggiolo, poco più di 20 m
s.l.m., fino a comuni di alta montagna, ed i numerosi vitigni ivi diffusi.
Il Galloni, nel 1847, getta le basi della vitivinicoltura reggiana e del commercio dei vini della zona,
indicando la necessità di ridurre i vitigni coltivati al fine di ottenere vini più costanti nelle annate e
più identificabili, e di utilizzare le uve lambrusche per i vini rossi, soprattutto se destinati
all'esportazione, in quanto:" i vini tirati dalle lambrusche nostre e che perciò avevano da queste
sole il loro sapore caratteristico erano tra i vini rossi i più piaciuti" e hanno ottimi risultati
qualitativi su tutto il territorio reggiano: "ne' piani bassi, medj e ne' colli com'è provato". Già nel
1487, l'esportazione di vini ed altri prodotti enologici della zona è importante, con una produzione
sul territorio reggiano circa un milione di quintali di uva.
Nel 1859 viene emesso il primo certificato d'origine controllata, per permettere il commercio di
vino nostrano prodotto a Olmo di Gattatico, sotto il Dominj estensi, verso i territori austriaci
(Bellocchi).
Nel 1876, Antonio Zanelli consiglia di puntare su "vini serbevoli da pasto con le uve migliori di
questo contado", ottenendo vini graditi a tipo costante.
Dall'inizio del XX sec. la produzione di uva e vino tende a salire. Lo sviluppo dell'enologia va di
pari passo con lo sviluppo di cantine sociali, caratterizzati da impianti moderni di trasformazione,
che danno impulso e professionalità alla tecnica enologica e alla qualità del prodotto, che si
incaricano di controllare che i vini genuini prodotti, trasferiti nelle mani dei commercianti, non
siano oggetto di "tagli e intrugli" tali da rendere il vino irriconoscibile, e che puntano ad ottimizzare
la qualità della produzione in campo con una adeguata assistenza tecnica.
Nel 1922, Adelio Franceschini e Vittorio Premuda descrivono le tecniche di vinificazione, puntando
l'attenzione anche sull'importante produzione di mosti parzialmente fermentati o filtrati dolci, ed
evidenziando il pericolo di una sleale concorrenza tra i vini artificialmente gazati e gli spumanti
naturali come il lambrusco; enumerano poi le caratteristiche dei numerosi vitigni locali coltivati, più
di sessanta. Il lambrusco è infatti un vino tradizionalmente ottenuto da l'unione di diversi vitigni,
come rileva la denominazione "Lambrusco Reggiano" ufficializzata il 22-7-1971; un vino dal
sapore caratteristico, dalla alta acidità, frizzante e profumato, e con un buon contenuto di alcool ed
estratti.
Nel 1976 il Lambrusco prodotto nel reggiano, grazie alle Cantine Cooperative Riunite, è il vino
italiano varietale più esportato negli Stati Uniti, e tra i primi nel mondo.
Nel corso degli anni, successive modifiche portano alla denominazione in "Reggiano", approvata
nel 1996, nella quale vengono specificate le zone di produzione insieme alle tipologie realizzabili,
in modo da legare i prodotti ottenibili alle zone più vocate, non solo per le caratteristiche naturali
ma anche per storia e tradizione.
In particolare, la zona geografica di produzione del "Reggiano" Rosso è un'area prevalentemente di
pianura, sita ad oriente del torrente Crostolo, particolarmente vocata per la produzione di prodotti
colorati, soprattutto per l'elevato contenuto di calcare delle terre delle aree rilevate e per
l'escursione termica del mese che precede la vendemmia, in cui trova la massima espressione il
vitigno Ancellotta. Tale vitigno, rinomato fin dal 1800 (Claudio della Fossa), il cui sinonimo
"Ancellotta di Massenzatico" si deve al nome dell'omonima località in comune di Reggio Emilia, si
diffonde e delinea storicamente l'area interessata dalla denominazione dove raggiunge contenuti
antocianici, polifenolici e aromi particolarmente elevati.
L'area delimitata delle tipologie Lambrusco Salamino e Bianco spumante, privilegiano terreni
alluvionali, pianeggianti, con altitudini inferiori ai 129 metri s.l.m., tali da garantire al contempo
sommatorie termiche mediamente superiori a 2100 gradi giorno, con temperature estive elevate e
deficit idrici importanti in primavera ed estate, solo parzialmente mitigati dalla presenza di acqua di
falda. Dalle aree morfologicamente rilevate più calcaree, soggette a minore stress idrico, si
ottengono prodotti più acidi, leggeri, profumati e colorati. Più strutturati e meno colorati i prodotti
ottenuti dalle aree depresse. Storicamente la zona del vitigno Lambrusco salamino si localizza più a
est, verso il confine modenese, dove è più diffuso (A. Greco, 1968), mentre il Lambrusco Marani
privilegia i comuni più a Nord, e ad ovest, nella pianura pedecollinare.
Da allora, si assiste ad un'evoluzione positiva della denominazione che punta alla produzione di
vini di sempre maggior pregio e qualità, come attesta la rinomanza acquisita dai vini DOC
"Reggiano".


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: VALORITALIA società per la certificazione delle qualità e delle produzioni
vitivinicole italiane S.r.l.
Via Piave n. 24 – 00187 ROMA
Telefono 0039 0445 313088 Fax 0039 0445 313080
Mail info@valoritalia.it website www.valoritalia.it
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


PROPONI LA NOTIZIA

OkNotizie     

 

Immagini e/o testi possono essere tratti dal web. In nessun caso i testi riportati sostituiscono i documenti ufficiali


 

 


NOVITA

NOVITA

NOVITA

Inizio pagina |Tv15 è un sito amatoriale creato da appassionati dei vini italiani. Pertanto i riferimenti riguardanti le informazioni riportatesono tratte principalmente dal web. Per errori o informazioni incomplete Vi preghiamo di darcene comunicazione per modificarle non appena possibile | Note legali | Powered by CMSimple_XH |