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Pinerolese Doc

13.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "PINEROLESE"


Approvato con DM 12.09.1996 GU 227 - 27.09.1996
Modificato con DM 17.02.1997 GU 61 - 14.03.1997
Modificato con DM 30.11.2011 GU 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 13.11.2014 GU 275 – 26.11.2014
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
La denominazione di origine controllata "Pinerolese" e' riservata ai seguenti vini che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione:
"Pinerolese" rosso
"Pinerolese" rosato
"Pinerolese" Barbera
"Pinerolese" Bonarda
"Pinerolese" Freisa
"Pinerolese" Dolcetto
"Pinerolese" Doux d'Henry
"Pinerolese" Ramie .


Articolo 2
Base ampelografia
La denominazione di origine controllata "Pinerolese", e' riservata ai vini rossi e rosati ottenuti
da uve provenienti da vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione
ampelografica:
Barbera, Bonarda, Nebbiolo, Chatus da soli o congiuntamente minimo 50%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca rossa non aromatici idonei alla
coltivazione per la regione Piemonte fino ad un massimo del 50% ed iscritti nel Registro Nazionale
delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
La denominazione di origine controllata "Pinerolese" seguita da una delle specificazioni di
cui appresso, e' riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti aventi, rispettivamente, la
seguente composizione:
Barbera: per almeno l'85% Barbera; per il complessivo rimanente possono concorrere i vitigni
a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la regione Piemonte;
Bonarda: per almeno l'85% Bonarda Piemontese, per il complessivo rimanente possono
concorrere i vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la regione Piemonte ;
Freisa: per almeno l'85% Freisa, per il complessivo rimanente possono concorrere i vitigni a
bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la regione Piemonte ;
Dolcetto: per almeno l'85% Dolcetto, per il complessivo rimanente possono concorrere i vitigni
a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la regione Piemonte;
Doux d'Henry: per almeno l'85% Doux d'Henry, per il complessivo rimanente possono
concorrere i vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione per la regione Piemonte.
La tipologia "Pinerolese" Ramie e' riservata al vino rosso ottenuto dalle uve provenienti dai
vigneti aventi nell'ambito aziendale limitatamente ai vigneti ricadenti nella tipologia "Pinerolese"
Ramie la seguente composizione:
Avanà Avarengo , Chatus, Becuet, congiuntamente minimo 60%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca di colore analogo non
aromatici da soli o congiuntamente per un massimo del 40% idonei alla coltivazione per la regione
Piemonte ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con
D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini di cui all'articolo 1 comprende
l'intero territorio dei comuni appresso indicati:
Provincia di Torino:
Angrogna, Bibiana , Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Campiglione Fenile,
Cantalupa, Cavour, Cumiana, Frossasco, Garzigliana, Inverso Pinasca, Luserna San
Giovanni, Lusernetta, Macello, Osasco, Pinasca, Pinerolo, Perosa Argentina, Pomaretto,
Porte, Perrero, Pramollo, Prarostino, Roletto, Rorà, San Germano Ghisone, San Pietro
Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Villar Pellice, Villar Perosa.,
Provincia di Cuneo:
Bagnolo, Barge.
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini atti ad essere designati con la
denominazione di origine "Pinerolese" accompagnata dalla menzione tradizionale Ramiè
comprende l'intero territorio dei comuni di: Pomaretto, Perosa Argentina.
Fanno parte dello schedario viticolo del vino a D.O.C. "Pinerolese" tipologie rosso e
rosato i vigneti iscritti allo schedario viticolo dei vini a D.O.C. "Pinerolese" Barbera,
"Pinerolese" Freisa, "Pinerolese" Dolcetto, "Pinerolese" Bonarda, "Pinerolese" Doux d'Henry,
"Pinerolese" Ramìe.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui
all'articolo 1 devono essere quelle tradizionali delle zone di produzione e, comunque, atte a
conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei i vigneti collinari di giacitura ed esposizione
adatti o pedemontani e su grave. Sono esclusi i terreni umidi o non sufficientemente soleggiati.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati e, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E' vietata ogni pratica di forzatura. Onde tener conto dell'autosterilità del vitigno
Doux d'Henry, ai fini del computo di superficie iscritta allo schedario viticolo, sarà considerata
la superficie corrispondente alla effettiva presenza del vitigno stesso, nell'ambito della
superficie vitata aziendale di riferimento.
Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione
dei vini di cui all'articolo 1 ed i titoli alcolometrici volumici minimi naturali delle relative
uve destinate alla vinificazione, devono essere rispettivamente le seguenti:
Titolo
Resa uva alcolometrico
Vini t/ha vol. min.
naturale%
"Pinerolese" rosso 9 9,50
"Pinerolese" rosato 9 9,50
"Pinerolese" Barbera 8 10,00
"Pinerolese" Bonarda 8 10,00
"Pinerolese" Freisa 8 10,00
"Pinerolese" Dolcetto 8 10,00
"Pinerolese" Doux d'Henry 7 9,50
"Pinerolese" Ramie 7,5 9,50
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei
vini a denominazione di origine controllata "Pinerolese" devono essere riportati nei limiti di
cui sopra purchè la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi
restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno delle province di
Asti, Alessandria, Cuneo e Torino.
La zona di imbottigliamento ricade nell'intero territorio del Piemonte.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento
deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o la
reputazione o garantire l'origine o assicurare l'efficacia dei controlli.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, a salvaguardia dei diritti precostituiti dei
soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione
delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e
4 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2).
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le
proprie peculiari caratteristiche.
La resa massima dell'uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non
avrà diritto alla denominazione di origine controllata; oltre detto limite percentuale decade il
diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.

Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all'articolo 1 all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle
seguenti caratteristiche:
"Pinerolese" rosso:
colore: rosso rubino piu' o meno intenso;
odore: intenso, caratteristico, vinoso;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 vol %;
acidità' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Pinerolese" rosato:
colore: rosato o rubino chiaro;
odore: delicato, gradevole, vinoso;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 vol %;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
"Pinerolese" Barbera:
colore: rosso rubino carico;
odore: vinoso, intenso;
sapore: secco, fresco, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 vol %;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
"Pinerolese" Bonarda:
colore: rosso rubino;
odore: vinoso caratteristico e intenso;
sapore: morbido e fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 vol%;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
"Pinerolese" Freisa:
colore: rosso rubino intenso;
odore: caratteristico vinoso e intenso;
sapore: fresco, talvolta vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 vol%;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
"Pinerolese" Dolcetto:
colore: rosso rubino con riflessi violacei;
odore: delicato e vinoso;
sapore: secco, morbido e fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50 vol %;
acidita' totale minima: 5,0 g/l ;
estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
"Pinerolese" Doux d'Henry:
colore: rosato piu' o meno intenso;
odore: fresco, fruttato e gradevole;
sapore: morbido, armonioso, talvolta abboccato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 vol %;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore : 17,0 g/l.
"Pinerolese" Ramìe:
colore: rosso piu' o meno intenso;
odore: caratteristico, fresco, delicato;
sapore: asciutto, armonioso;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00 vol %;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla denominazione di cui all'art. 1 e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi
compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore, riserva, vecchio e similari.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi
privati, purche' non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il compratore.
Per i vini di cui all'articolo 1 la designazione "Pinerolese", dovrà essere immediatamente
seguita la dicitura "denominazione di origine controllata" la quale dovra' precedere immediatamente
in etichetta la specificazione relativa al vitigno.
Per i vini di cui all'articolo1 la specificazione del vitigno o altra specificazione dovra' essere
riportata in etichetta con caratteri di uguale colore e dimensioni inferiori o uguali a quelli
utilizzati per indicare la D.O.C. "Pinerolese".
Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Pinerolese"
è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
I vini di cui all'articolo1 possono essere confezionati nei contenitori previsti dalla normativa
vigente, ivi compresi i contenitori alternativi al vetro nelle capacità consentite dalla norma.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
La zona del Pinerolese, dal nome del comune principale, Pinerolo in provincia di Torino, ai piedi
delle Alpi Cozie e allo sbocco in pianura della Val Chisone, è una terra che risente fortemente delle
condizioni climatiche dettate dalla vicinanza con le montagne. Già nel 1200, secondo le
testimonianze dell'epoca, la zona era ricca di vigneti quali il nebbiolo ed il pregiato doux d'Henry
così chiamato in onore di Enrico IV. Tra i vitigni più diffusi erano, ed in parte sono tuttora il Plassa,
l'Avarengo, il Doux d'Henry e l'Avanà. I vigneti se posizionati nelle zone di forte pendenza sono
spesso terrazzati. La forma di allevamento più utilizzata il gouyot. Già nel 1800 il "Doux
d'Henry"nero veniva considerato un ottimo vitigno per la vinificazione ma per questo scopo è stato
utilizzato poco in purezza, preferendosi la miscelazione con altre varietà della zona o, addirittura la
sua commercializzazione come uva da tavola in virtù dei grappoli piuttosto lassi che nelle buone
annate raggiungono dimensioni rilevanti con acini grandi caratterizzati da una buona serbevolezza.
Risulta difficile dare una spiegazione per un nome tanto originale; lo si vorrebbe far risalire al nome
del Re di Francia Enrico IV che, come riportano testi storici, durante una permanenza sul territorio
pedemontano all'inizio del 1600 per la firma di un trattato con Carlo Emanuele I di savoia, ebbe
occasione di degustare un vino amabile che lo entusiasmò: da questo episodio deriverebbe il nome
di "dolce d'Enrico".
In questi ultimi anni lo si vinifica in purezza ottenendo così un vino dal colore rosato intenso e dal
profumo fresco, fruttato e dal sapore piacevole, rotondo.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
Il Pinerolese è un territorio di antica tradizione vitivinicola; la sua ampia base ampelografica e le
condizioni ambientali caratteristiche di una viticoltura di montagna permettono l'ottenimento di una
gamma di vini con carattere spiccato, freschi ed eleganti.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera
B).
La viticoltura e l'enologia hanno profonde radici storiche nelle Valli della zona del Pinerolese dove
troviamo vigneti prevalentemente nelle zone collinari , ma anche ad altitudini significative. Dopo
un lungo periodo di abbandono la viticoltura è oggi tra le attività agricole più dinamiche pur
rimanendo un tipo di coltivazione "eroica" che però annovera sempre di più appassionati e
ricercatori, alla scoperta dei vigneti autoctoni e alle produzioni limitate e ricercate come quelle
ottenute dal Ramìe, nella zona di Pomaretto, il Doux d'Henry o l'Avanà, il Becuet o lo Chatus.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Camera di Commercio di Torino
Via Carlo Alberto 16 - 10123 Torino
Tel. +39 011 57161
Fax +39 011 5716516
Mail: protocollo.generale@to.legalmail.camcom.it
La C.C.I.A.A. di Torino è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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