Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Orcia Doc

12.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA DEI VINI  "ORCIA"


Approvato con DM 14.02.2000 GU 51 - 02.03.2000
Modificato con DM 22.11.2011 GU 294 - 19.12.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione e vini)
1.1 La denominazione di origine controllata «Orcia» è riservata ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
"Orcia" (anche con la menzione riserva);
"Orcia" rosato;
"Orcia" bianco
"Orcia" Sangiovese (anche con la menzione riserva);
"Orcia" Vinsanto o Vin Santo .


Articolo 2
(Base ampelografia)
2.1 La denominazione «Orcia» senza altra indicazione è riservata al vino rosso, anche con la
menzione «riserva», ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la
seguente composizione ampelografica:
Sangiovese: minimo 60%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 40%, le uve non
aromatiche provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della Regione Toscana, a
condizione che le uve a bacca bianca non superino il 10%.
2.2 La denominazione «Orcia» seguita dalle specificazioni rosato, bianco, Sangiovese, Sangiovese
riserva e Vinsanto è riservata ai vini ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito
aziendale, la seguente composizione ampelografica:
«Orcia» rosato:
Sangiovese: minimo 60%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 40%, le uve non
aromatiche provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della Regione Toscana, a
condizione che le uve a bacca bianca non superino il 10%;
«Orcia» bianco:
Trebbiano toscano: minimo 50%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 50%, le uve a bacca
bianca, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della
Regione Toscana;
«Orcia» Sangiovese e «Orcia» Sangiovese riserva:
Sangiovese: minimo 90%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del
10%, le uve provenienti dalle varietà Canaiolo nero, Colorino, Ciliegiolo, Foglia tonda, Pugnitello e
Malvasia nera;
«Orcia» Vinsanto o Vin Santo:
Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga: da soli o congiuntamente minimo 50%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 50%, le uve a bacca
bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della Regione Toscana.
Si riportano nell'allegato 1 i vitigni complementari che possono essere utilizzati per la produzione
dei vini a DOC Orcia iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato
con D.M. 7 maggio 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e
successivi aggiornamenti.


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata "Orcia" ricade nella provincia di Siena e comprende i terreni vocati alla qualita', dei
comuni di Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia,
Buonconvento, Trequanda; e parte del territorio dei comuni di Abbadia S. Salvatore, Chianciano,
Montalcino, Sarteano, San Casciano Bagni e Torrita di Siena. Tale zona è così delimitata: a partire
dal punto di incontro tra il "Torrente Ente" ed il fiume "Orcia" che delimitano rispettivamente il
confine tra Castiglione d'Orcia, con Castel del Piano (Grosseto), e Montalcino, prosegue la
delimitazione in senso orario costeggiando sulla sinistra idrologica il fiume "Orcia" sempre quale
confine tra Castiglione d'Orcia e Montalcino, fino alla confluenza del torrente "Asso"; si prosegue il
confine naturale di questo fiume fino ad incontrare l'incrocio con la s.s. n. 2 Cassia in prossimità
della frazione di Torrenieri; si continua poi verso sinistra seguendo la s.s. n. 3 Cassia (vecchio
tracciato) fino ad oltrepassare il podere Galluzzino incontrando il confine amministrativo di San
Giovanni d'Asso a quota "154". A questo punto si segue il fosso "Serlate" quale confine tra i
comuni di Montalcino e S. Giovanni d'Asso prima e Montalcino-Buonconvento poi, fino alla sua
immissione nel fiume "Ombrone"; segue detto fiume fino all'incontro con il torrente "Rigagliano",
quindi prosegue la delimitazione costituita dai confini amministrativi Buonconvento-Murlo
seguendo il suddetto torrente ad incontrare la strada provinciale Buonconvento-Vescovado di Murlo
a quota "209" in prossimità del podere Giulianello. Detto confine prosegue ancora lungo il confine
comunale di Buonconvento-Murlo, fino ad incontrare il torrente "Stile", si percorre questo, per
breve tratto verso nord ad incontrare il confine amministrativo di Monteroni d'Arbia. Da questo
punto la delimitazione segue i confini amministrativi tra Buonconvento e Monteroni d'Arbia fino al
torrente "Sorra", quindi il confine prosegue lungo il torrente "Arbia" a raggiungere il limite nord del
territorio comunale di Buonconvento dove incontra il confine territoriale del comune di Asciano.
Detto confine prosegue lungo il fiume "Ombrone" e lo segue fino alla strada statale di Monte
Oliveto M. n. 451 per scendere poi verso il torrente "Vespero" del quale segue il corso fino al fosso
di "Belvedere" ad incontrare il confine amministrativo di S. Giovanni d'Asso in prossimità del
podere S. Carlo. A questo punto il confine segue la delimitazione amministrativa tra S. Giovanni
d'Asso e Asciano fino ad oltrepassare il torrente "Asso" a quota "271"; da qui si segue il confine
Trequanda-Asciano costituito dal torrente "Asso" fino a raggiungere la stazione ferroviaria di
Trequanda. Si prosegue verso est lungo il torrente "Asso" fino ad incontrare il punto di incontro dei
territori amministrativi di Asciano, Rapolano e Sinalunga in prossimita' della località Fonte del
Fondone a quota "455". Seguendo il confine amministrativo tra Trequanda e Sinalunga, lungo la
strada di Collalto e poi il borro di Meleta, si giunge in prossimità della località Le Macchiaie a
quota "359"; da questo punto, continuando lungo suddetto confine, si tocca quota "299" e
successivamente quota "356" in prossimità della località Il Sodo per giungere al fosso Segavene
dove si incontra il confine amministrativo del comune di Torrita. Si segue il Fosso Segavene fino ad
incontrare la linea ferroviaria Chiusi-Siena a quota "271" proseguendo sulla destra della suddetta
linea ferroviaria fino a quota "267", da questo punto si segue la strada Torrita-Sinalunga fino a
raggiungere il centro abitato di Torrita, si segue la strada Torrita-Bettolle per un breve tratto fino ad
incontrare la strada che porta ad Abbadia di Montepulciano e successivamente il confine
amministrativo di Montepulciano in localita' Saragiolino a quota "284", quindi, seguendo il confine
tra Torrita e Montepulciano, si raggiunge il fosso dei Grilloni. Si prosegue sempre lungo il confine
Torrita-Montepulciano ad incontrare il territorio amministrativo di Pienza a quota "502" in località
La Torre. A questo punto si oltrepassa la strada provinciale n. 146, si segue la delimitazione
amministrativa Pienza-Montepulciano e successivamente Pienza-Chianciano fino ad incontrare la
località La Foce.
Da La Foce si scende lungo la strada per Chianciano, lungo il torrente Astroncello, quindi lungo il
torrente Astrone fino ad arrivare alla S.P. 478 di Sarteano. Da qui, lungo la S.P. 478 arriva nei
pressi del Paese di Sarteano e gira a destra lungo la strada provinciale n. 126 "Castiglioncello del
Trinoro". La delimitazione continua lungo la strada provinciale n. 126 fino a raggiungere il podere
Casananni; prosegue sulla sinistra per la strada campestre toccando i poderi Sanbuco e le quote
"650-652-689-710" fino al podere Aiola, a quota "667" e ad incontrare la s.s. n. 478 Sarteano
Radicofani a quota "647". Si percorre la strada suddetta in direzione Radicofani oltrepassando il
bivio, per Spineta, si giunge a quota "658" in loc. San Giuliano. Qui si lascia la s.s. 478 e si percorre
la strada comunale della Montagna per Fontevetriana. Si passa quest'ultima località, il bivio per loc.
Fastelli e Casa Fortenza, proseguendo al bivio che giunge a Casa Bebi e da lì fino al confine
amministrativo con il comune di Cetona. Si percorre detto confine fino ad incontrare la s.s. 321 del
Polacco, proveniente dalla località Piazze, fino ad arrivare al centro abitato di San Casciano Bagni.
Oltrepassato San Casciano B. si segue la strada provinciale n. 41, di Trevinano per raggiungere il
confine comunale di San Casciano B. ed anche della provincia di Siena. A questo punto si segue
detto confine delimitato dal lago di San Casciano B. e successivamente dal torrente Elvella fino
all'incontro con il fiume Paglia. Si sale verso nord sempre seguendo il fiume Paglia fino ad
incontrare il confine amministrativo di Abbadia S.S.; si prosegue il confine amministrativo Abbadia
S.S.-Piancastagnaio seguendo il corso del torrente "Minestrone" fino a quota "650", in località
Carboncella. Quindi, seguendo la linea di livello di quota "650", si prosegue all'interno del territorio
di Abbadia S.S. toccando approssimativamente le seguenti località: Cerreto, Rovignano, strada
provinciale dei Combattenti, fosso del Vivo, Pagliola (dove si attraversa il torrente omonimo), Le
Piagge, Le Cascinelle, fosso del Vascio, strada provinciale delle Conie, torrente "Formone", fino a
raggiungere il confine con il comune di Castiglione d'Orcia, sul fosso del Termine. Da questo punto
si segue la delimitazione del territorio amministrativo del comune di Castiglion d'Orcia, e,
costeggiando il confine di quest'ultimo, viene raggiunto il fosso Piscione prima, il fosso Braconi
poi, e proseguendo ancora il fosso Ansitonia fino ad incontrare nuovamente il torrente "Ente", punto
di partenza.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Condizioni naturali dell'ambiente.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
1, devono essere quelle normali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini le
specifiche caratteristiche di qualità.
Per la coltivazione dei vigneti sono esclusi i terreni di fondovalle eccessivamente umidi, i terreni
eccessivamente argillosi o insufficientemente soleggiati.
Sono pertanto da considerare idonei i vigneti situati a un'altitudine non superiore a m. 700.
4.2 Densità di impianto.
Per i nuovi impianti e reimpianti, relativi a tutte le diverse tipologie di vino, la densità dei ceppi per
ettaro non può essere inferiore a 3.300 in coltura specializzata.
4.3 Forme di allevamento.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura sono quelli generalmente usati
nella zona, comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La Regione Toscana può consentire diverse forme di allevamento qualora siano tali da migliorare la
gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
4.4 È vietata ogni pratica di forzatura. È consentita l'irrigazione di soccorso.
4.5 Resa ad ettaro e gradazione minima naturale.
La produzione massima di uva ad ettaro e la gradazione minima naturale sono le seguenti:
Tipologia «Orcia» Doc Produzione uva
(tonnellate/ettaro)
Titolo alcolometrico
volumico naturale
minimo (% vol)
Orcia (anche riserva) 8 11,50
Orcia Rosato 8 10,50
Orcia Bianco 8 10,50
Orcia Sangiovese e Sangiovese Riserva 8 11,50
Orcia Vinsanto o Vin Santo 8 10,50
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso
una accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo, fermi
restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La resa per ettaro di vigneto a coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto alla effettiva
superficie coperta dalle viti.
4.6 La regione Toscana, con proprio provvedimento, su richiesta motivata del Consorzio di tutela e
sentite le Organizzazioni professionali di categoria interessate prima della vendemmia, tenuto conto
delle condizioni ambientali, di coltivazione e di mercato, può stabilire un limite massimo di
produzione di uva rivendicabile per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di
produzione dandone immediata comunicazione alla Struttura di controllo.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
5.1 Zona di vinificazione.
Le operazioni di vinificazione e conservazione, ivi compresi l'invecchiamento obbligatorio e
l'appassimento delle uve, devono essere effettuate nei territori amministrativi dei comuni compresi
anche solo in parte nella zona di produzione delimitata al precedente articolo 3.
In deroga è consentito che le operazioni di cui sopra siano effettuate in cantine situate fuori dalla
zona di produzione delle uve, ma a non più di 6 km in linea d'aria dal confine della stessa, purché
nella provincia di Siena, se producevano vini con uve della zona di produzione di cui all'art. 3
prima dell'entrata in vigore del disciplinare di produzione approvato con il D.M. di riconoscimento
del 14.02.2000.
Le deroghe come sopra previste sono concesse dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali, sentita la Regione Toscana e comunicate all'Ispettorato per il controllo della qualità dei
prodotti agroalimentari e alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Siena.
5.2 Pratiche enologiche.
Nella vinificazione devono essere seguiti i criteri tecnici più razionali ed effettuate le pratiche
enologiche atte a conferire al prodotto finale le migliori caratteristiche di qualità.
È consentito l'arricchimento dei mosti e dei vini di cui all'art. 1, fatta eccezione per la tipologia
"Vinsanto", nei limiti e condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti
concentrati ottenuti da uve prodotte nella zona di produzione delimitata dal precedente art. 3 o, in
alternativa, con mosto concentrato rettificato o a mezzo di altre tecnologie consentite.
5.3 Imbottigliamento.
Le operazioni di imbottigliamento dei vini a denominazione di origine controllata «Orcia» devono
essere effettuate all'interno del territorio amministrativo della provincia di Siena. Conformemente
all'articolo 8 del Reg. CE 607/09, l'imbottigliamento e il confezionamento devono avere luogo
nella predetta zona geografica delimitata per maggiore tutela del prodotto, al fine di garantirne
meglio l'origine, ridurre i costi di controllo e per ragioni tradizionali.
5.4 Resa uva/vino e vino/ettaro.
La resa massima dell'uva in vino, all'atto dell'immissione al consumo, compreso l'eventuale
arricchimento, e la produzione massima di vino per ettaro sono le seguenti:
Tipologia «Orcia» Doc Resa uva/vino Produzione massima vino
(ettolitri/ettaro)
Rosso e Rosso Riserva 70 56
Rosato 70 56
Bianco 70 56
Sangiovese e Sangiovese Riserva 70 56
Vinsanto 35
(al 3° anno di invecchiamento)
28
Qualora la resa uva/vino superi il limite sopra indicato, ma non il 75% (38% per la tipologia
"Vinsanto"), anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del limite massimo consentito,
l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detti limiti decade il
diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
5.5 Menzione «riserva».
Il vino a denominazione di origine controllata «Orcia», sottoposto ad invecchiamento per un
periodo non inferiore a 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno, ha diritto alla menzione
«riserva».
Il vino a denominazione di origine controllata «Orcia» Sangiovese, sottoposto ad invecchiamento
per un periodo non inferiore a 30 mesi, di cui almeno 24 in botti di legno, ha diritto alla menzione
«riserva».
5.6 Metodo di vinificazione della tipologia «Vinsanto».
Il tradizionale metodo di vinificazione prevede quanto segue:
l'uva, dopo aver subito un'accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale;
l'appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei; è ammessa una parziale disidratazione con
aria ventilata e l'uva deve raggiungere, prima dell'ammostatura, un contenuto zuccherino non
inferiore al 26%;
la vinificazione e l'invecchiamento devono avvenire in recipienti di legno di capacità non superiore
a 300 litri per un periodo minimo di 18 mesi a decorrere dal 1° gennaio successivo all'anno di
raccolta; dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio può essere contenuto in altri recipienti;
l'immissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre del terzo anno successivo a
quello di produzione delle uve;
al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico
complessivo minimo del 16%.
5.7 Immissione al consumo.
Per i seguenti vini l'immissione al consumo è consentita soltanto a partire dalla data per ciascuno di
essi di seguito indicata:
Tipologia «Orcia» Doc Data
Orcia Bianco 1° marzo (anno successivo alla vendemmia)
Orcia Rosato 1° marzo (anno successivo alla vendemmia)
Orcia e Orcia Sangiovese 1° marzo (anno successivo alla vendemmia)
Orcia Riserva 1° dicembre (secondo anno successivo alla vendemmia)
Orcia Sangiovese Riserva 1° giugno (terzo anno successivo alla vendemmia)


Articolo 6
(Caratteristiche al consumo)
6.1 I vini a denominazione di origine controllata «Orcia» devono rispondere, all'atto
dell'immissione al consumo, alle seguenti caratteristiche:
«Orcia» e «Orcia» riserva:
colore: rosso rubino, tendente al granato se invecchiato;
odore: vinoso, fruttato;
sapore: secco, sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol e 12,50% vol nella versione riserva;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20,00 g/l e 22,0 g/l nella versione riserva.
«Orcia» bianco:
colore: bianco paglierino talvolta con riflessi verdognoli;
odore: fine, fruttato;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
«Orcia» rosato:
colore: dal rosa tenue al rosa cerasuolo;
odore: fine fruttato;
sapore: secco, armonioso, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
«Orcia» Sangiovese e «Orcia» Sangiovese riserva:
colore: rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: vinoso, talvolta con note fruttate di ciliegia e viola;
sapore: asciutto, corposo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol e 12,50% vol nella versione riserva;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l e 24,0 g/l nella versione riserva.
«Orcia» Vinsanto:
colore: dal giallo paglierino al dorato, all'ambrato intenso;
odore: intenso, etereo, aroma caratteristico;
sapore: dal secco al dolce, armonico, vellutato, morbido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol di cui almeno il 12,00% svolto;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.
6.2 In relazione all'eventuale conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini può rivelare
lieve sentore di legno.
6.3 È facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali modificare, con proprio
decreto, i limiti minimi sopra menzionati per l'acidità totale e per l'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
(Etichettatura, designazione e presentazione)
7.1 Etichettatura.
Alla denominazione di cui all'articolo 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi specificazione aggiuntiva
diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine",
"scelto", "selezionato" e "similari".
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi
privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
7.2 Vigna.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata «Orcia» può essere utilizzata la
menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome, che la relativa
superficie sia distintamente specificata nell'albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e
conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo o
nome, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di
accompagnamento. I relativi toponimi o nomi tradizionali devono figurare in un apposito elenco
regionale ai sensi dell'art. 6, comma 8, del Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n. 61, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26.04.2010
7.3 Annata.
Nell'etichettatura di tutte le tipologie dei vini l'indicazione dell'annata di produzione delle uve è
obbligatoria.

 

Articolo 8
(Confezionamento)
8.1 Volumi nominali e recipienti.
I vini di cui all'articolo 1 possono essere immessi al consumo in tutti i recipienti di volume
nominale autorizzati dalla normativa vigente, ivi compresi i contenitori alternativi al vetro costituiti
da un otre in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di
cartone o di altro materiale rigido.
Tuttavia, per le tipologie "Sangiovese" e "riserva", e per quelle recanti la menzione "vigna" sono
consentite soltanto bottiglie di vetro aventi forma ed abbigliamento consoni ai caratteri dei vini di
pregio, con volume nominale fino a 5 litri.
8.2 Tappatura.
Per la tappatura dei vini, allorquando siano confezionati in bottiglie di vetro, può essere utilizzata
qualsiasi tipo di chiusura, escluso il tappo a corona.
Tuttavia, per le tipologie "Sangiovese" e "riserva", e per quelle recanti la menzione "vigna" è
consentita esclusivamente la chiusura con tappo di sughero raso bocca.
8.3 Confezionamento Vinsanto.
La tipologia "Vinsanto" deve essere immessa al consumo esclusivamente in bottiglie in vetro di
capacità non superiore a 3 litri, con chiusura a tappo di sughero raso bocca.


Articolo 9
(Legame con l'ambiente geografico)
A)Informazione sulla zona geografica
1.Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata comprende la zona collinare a sud/ovest della provincia di Siena ad
est ed ovest del bacino del fiume Orcia e include l'intero territorio dei comuni di Buonconvento,
Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d'Asso, Trequanda e parte dei territori
compresi nei comuni di Abbadia San Salvatore, Chianciano, Montalcino, Sarteano, San Casciano
Bagnie Torrita di Siena. Il clima che si riscontra in questa area è quello tipico continentale
mediterraneo, con temperature medie oscillanti intorno intorno ai 14 gradi, e in inverno temperature
medie di + 5 °, e nel periodo estivo una temperatura media di 23 °. In merito alla piovosità si
riscontra una media annuale di circa 800 ml, con precipitazioni concentrate nei mesi
autunno/invernali (circa il 60% delle piogge) ed il restante in primavera/estate (circa il 30% in
primavera ed il 10% in estate). Morfologicamente la zona è caratterizzata da rilievi collinari dolci di
non elevata altitudine, con punte massime di altezza di 600/700 m s.l.m. con una media prevalente
dell'altitudine di 300 m s.l.m. . Dal punto di vista geologico la zona mostra caratteri molto
eterogenei, con prevalenza di formazioni calcaree ed argilloscistose. I suoli sono in prevalenza a
tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivati dalle formazioni calcaree e la reazione è
tendenzialmente alcalina, la loro profondità è generalmente modesta con un substrato roccioso che
spesso affiora in superficie.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Storicamente la zona geografica è da sempre stata considerata un'area di eccellenza per la
coltivazione della vite e la produzione di vino. Essa si incunea tra due altre aree fortemente
valorizzate dal punto di vista vitivinicolo (Montepulciano e Montalcino) e con esse condivide un
percorso storico che partendo dall'epoca romana ( testimoniata da numerosi ritrovamenti
archeologici riferiti alla produzione del vino) arriva al medio-evo, e qui la testimonianza è data da
numerosi affreschi e dipinti che raffigurano scene di vita rurale nelle quali non mancano mai
soggetti riferiti alla vite, alla vendemmia e alla produzione del vino. Interessanti poi sono anche i
reperti e le attrezzature agricole ed enologiche conservate al museo della mezzadria di
Buonconvento. Successivamente, sia in epoca rinascimentale che in epoca più recente, la viticoltura
ha sempre rivestito un ruolo cruciale nell'economia agricola della zona, e tutti i poderi mezzadrili
producevano vino ed erano dotati di cantine aziendali dove spesso si riusciva a conservare il vino
anche per lunghi periodi al fine di migliorarne le caratteristiche qualitative. Alcuni toponimi
dell'area, esmpio "vignoni" e " Bagno vignoni" testimoniano la presenza di zone particolarmente
adatte alla viticoltura e alla produzione di vino di qualità. La base ampelografica dei vigneti è quella
consolidatasi negli anni che vede principalmente la presenza del vitigno tradizionale che è il
sangiovese, inoltre si annoverano altri vitigni tipici quali il colorino, il foglia tonda, canaiolo nero,
ciliegiolo, pugnitello e malvasia nera. Le forme di allevamento, i sesti d'impianto ed i sistemi di
potatura, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e tali da ottenere la migliore e più
razionale disposizione sul terreno delle viti. Questa impostazione consente di ottenere una razionale
ed ottimale gestione della chioma anche mediante interventi di potatura verde e diradamento delle
uve, così da contenere le rese di produzione di uva entro i limiti previsti dal presente disciplinare.
Le pratiche enologiche relative alla elaborazione dei vini sono quelle tradizionali e tipiche della
zona differenziate in base alle singole tipologie di prodotto.
B)Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
La Denominazione di Origine Controllata "Orcia" è riferita alle tipologie previste dal disciplinare di
produzione, le quali sotto gli aspetti analitici ed organolettici evidenziano caratteristiche
riconoscibile e ben evidenti e peculiari Le stesse sono descritte all' art. 6 del disciplinare. Dette
caratteristiche esprimono una chiara appartenenza e tipicizzazione legata all'ambiente geografico. I
vini rossi, bianchi e rosati esprimono caratteri di grande equilibrio sia dal punto di vista olfattivo
che gustativo. I vini rossi per i quali è previsto l'invecchiamento, ed il Vin Santo, esprimono e si
arricchiscono con il tempo di profumi e sapori più intensi e consistenti.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A e quelli di cui alla
lettera B.
Il particolare ambiente pedo-climatico della zona, e l' ottimale esposizione dei vigneti concorrono a
determinare un ambiente nel quale i più importanti elementi naturali favoriscono positivamente tutte
le funzioni vegeto – produttive della pianta. Nella scelta dei terreni ove collocare i vigneti vengono
privilegiate le zone con buona esposizione adatti ad una viticoltura di pregio e di qualità. La
secolare storia vitivinicola della zona dove insiste la DOC "Orcia" , è la prova della stretta
connessione ed interazione esistente fra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche dei
vini "Orcia".
L'ntervento dell'uomo nel corso dei secolo ha tramandato sul territorio le tradzionali tecniche di
coltivazione della vite ed enologiche,le quali durante l'epoca moderna e contemporanea sono state
migliorate ed affinate con il progresso scientifico e tecnologico fino ad ad ottenere gli attuali vini
rinomati. La DOC "Orcia" è stata riconosciuta con DM del 14 Febbraio 2000.


Articolo 10
(Riferimenti alla struttura di controllo)
10.1 Nome e indirizzo dell'organismo di controllo:
Toscana Certificazione Agroalimentare
Viale Belfiore, 9
50144 Firenze
Tel.: +39 055 368850
Fax: +39 055 330368
e-Mail: info@tca-srl.org
10.2 Toscana Certificazione Agroalimentare è l'organismo di controllo autorizzato dal Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n.
61/2010, che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
10.3 In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato 1 - Elenco dei vitigni complementari idonei alla coltivazione per la produzione della DOC
ORCIA
1. Abrusco n
2. Albana b.
3. Albarola b
4. Alicante Bouschet n
5. Alicante n.
6. Ancellotta n.
7. Ansonica b
8. Barbera n.
9. Barsaglina n
10. Biancone b
11. Bonamico n
12. Bracciola nera n
13. Cabernet Franc n.
14. Cabernet Sauvignon n.
15. Calabrese n
16. Caloria n
17. Canaiolo bianco b
18. Canaiolo nero n.
19. Canina nera n
20. Carignano n.
21. Carmenere n.
22. Cesanese d'Affile n
23. Chardonnay
24. Ciliegiolo n.
25. Clairette b
26. Colombana nera n
27. Colorino n
28. Durella b
29. Fiano b.
30. Foglia Tonda n
31. Gamay n.
32. Grechetto b
33. Greco b
34. Groppello di S. Stefano n
35. Incrocio Bruni 54 b
36. Lambrusco Maestri n.
37. Livornese bianca b
38. Malbech n
39. Malvasia bianca di Candia
40. Malvasia Bianca Lunga b.
41. Malvasia Istriana b.Groppello gentile n.
42. Malvasia n
43. Malvasia nera di Brindisi n
44. Malvasia nera di Lecce n
45. Mammolo n
46. Manzoni bianco b.
47. Marsanne b
48. Mazzese n
49. Merlot n.
50. Montepulciano n.
51. Muller Thurgau b.
52. Orpicchio b.
53. Petit Manseng b.
54. Petit Verdot n.
55. Pinot bianco b.
56. Pinot grigio g.
57. Pinot nero n.
58. Pollera nera n
59. Prugnolo Gentile n
60. Pugnitello n
61. Rebo
62. Refosco dal peduncolo rosso n.
63. Riesling Italico b.
64. Riesling Renano b.
65. Roussane b
66. Sagrantino n.
67. Sanforte n.
68. Sauvignon b.
69. Schiava Gentile
70. Semillon b.
71. Syrah n.
72. Tempranillo n.
73. Teroldego
74. Trebbiano Toscano B.
75. Verdea b.
76. Verdello
77. Verdicchio bianco b.
78. Vermentino b.
79. Vermentino nero n
80. Vernaccia di S Gimignano b.
81. Viogner b

 


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