Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Matino Doc

08.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "MATINO"


Approvato con DPR 19.05.1971 GU n. 187-24.07.1971
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 –20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza-Vini DOP e IGP
Modificato con DM 23.10.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza-Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza-Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Matino" è riservata ai vini rosato e rosso che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Tali vini sono i seguenti:
"Matino" rosso
"Matino" rosato


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata "Matino" è riservata ai rossi e rosati, ottenuti esclusivamente
da uve dal vitigno Negro Amaro.
Possono concorrere alla produzione di detti vitigni Malvasia Nera e Sangiovese, presenti nei vigneti
fino ad un massimo complessivo del 30%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a DOC "Matino" comprende l'intero
territorio amministrativo del comune di: Matino ed in parte i territori comunali di Parabita, Alezio,
Taviano, Casarano, Melissano, Tuglie e Gallipoli, tutti in provincia di Lecce.
Tale zona è così delimitata:
dal centro abitato di Tuglie la linea di delimitazione segue, verso ovest, la strada che conduce ad
Alezio, passando per le contrade Villa Filomena e Villa Ronci, costeggia, escludendolo, l'abitato di
Alezio per seguire verso sud la strada che conduce a Taviano, raggiunge questo centro abitato, lo
costeggia, per seguire verso est la strada che conduce a Cassarano fino ad intersecare la linea
ferroviaria che comgiumge i Comuni di Cassarano, Matino e Parabita; segue la strada ferrata in
direzione nord-ovest fino ad incontrare il confine comunale di Matino, in località Altari; piega verso est
e, percorrendo il confine orientale di Matino, raggionge nuovamente la strada ferrata tra il centro
abitato di tale Comune e quello di Parabita, prosegue verso nord, lungo la ferrata sino ad incrociare la
strada che congiunge Parabita a Tuglie e, quindi, lungo la medesima, raggionge l'abitato di Tuglie.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC "Matino"
debbono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati, le
specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli generalmente
usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche di qualità delle uve e dei vini derivati.
E' vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione di vini "Matino" non deve essere superiore ai t 12
di uve per in coltura specializzata.
A tali limiti anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso
un'accurata cernita delle uve, purchè la produzione non superi il 20% del limite medesimo.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65% per il "Matino" rosato e del 70%
per il "Matino" rosso.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini "Matino" un titolo alcolometrico naturale
minimo di 11,00% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento dei vini di cui all'art. 2 debbono essere effettuate
all'interno del territorio dei comuni interessati di cui all'art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che dette operazioni possano essere
effettuate nei territori dei comuni limitrofi in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire
ai vini le loro peculiari caratteristiche. Nella preparazione del vino di tipo rosso non è consentito
l'impiego dei prodotti delle uve usate per la preparazione del tipo rosato.


Articolo 6
Caratteristiche del vino al consumo
I vini a DOC "Matino" all'atto dell'immissione al consumo debbono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
"Matino" rosato
colore: colore rosa intenso con lievi riflessi giallo oro dopo il primo anno;
odore: leggermente vinoso;
sapore: secco, caratteristico , armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
"Matino" rosso
colore: rosso rubino con riflessi arancioni se invecchiato;
odore: vinoso;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20 g/l.
E' in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare, con proprio decreto
i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella presentazione e designazione dei vini a DOC "Matino" è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione aggiuntiva diverse da quelle espressamente previste dal presente disciplinare ivi
compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore, nel rispetto della normativa
vigente.
Sulle bottiglie ed altri recipienti, contenenti vini a DOC "Matino" deve figurare l'annata di produzione
delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
I vini a DOC "Matino" se immessi al consumo in bottiglie di vetro con capacità non superiore a litri
1,500, debbono essere chiuse con il tappo di sughero, raso bocca. Tuttavia per i contenitori uguali o
inferiori a litri 0,375 è ammessa anche la chiusura a vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata comprende tutto comprende l'intero territorio amministrativo del
comune di: Matino ed in parte i territori comunali di Parabita, Alezio, Taviano, Casarano, Melissano,
Tuglie e Gallipoli, tutti in provincia di Lecce
Dal punto di vista genetico i suoli della zona presentano un'elevata variabilità; il basamento del
territorio facente parte del Comprensorio della DOC "Matino" è costituito da una successione di strati e
banchi calcarei, calcarei dolomitici e dolomie, spessa oltre 6000 m e depositatasi sul fondo del mare
durante il Giurassico ed il Cretaceo
Successivamente, a più riprese, il mare ha invaso le zone depresse facendo assumere all'intera regione
salentina una configurazione ad arcipelago. Sul fondo della laguna creatasi tra le varie isole rimaste
emerse si sono deposte calcarenili ("tufi"), argille e sabbie che hanno colmato le depressioni tettoniche
(graben), facendo assumere alla Penisola Salentina, alla sua totale emersione del mare, la morfologia
tabulare attuale
I suoli presenti nell'area sono quelli tipici delle "terre rosse" (Alfisuoli) solitamente sottili, con contatto
lithico entro 50 cm dalla superficie (Lithic Rhodoxeralfs) o da moderatamente profondi a molto
profondi (Typic Rhodoxeralfs)
Sotto l'aspetto chimico, i terreni sono sostanzialmente simili. Il carbonato di calcio è spesso assente,
essendo le terre rosse prodotto di decalcificazione. La capacità di scambio cationica è medio-alta; la
fertilità è scarsa o quasi moderata, poiché la dotazione di macroelementi fertilizzanti è normalmente
insufficiente. Il contenuto di sostanza organica subisce una netta diminuzione passando dalla superficie
in profondità. La composizione granulometrica è franco-argillosa nell'orizzonte superiore con struttura
sub-angolare, fine e molto fine, pori abbondanti, molto piccoli. Colore rosso scuro. Attività biologica
intensa
Questi suoli privi di roccia affiorante e non troppo pietrosi, si prestano discretamente all'esercizio
dell'attività agricola. Le coltivazioni di cereale autunno- vernili, foraggiere, tabacco, patata,
leguminose, olivo e vite sono quelle da sempre più diffuse
La viticoltura è praticata con maggiore successo nelle zone in cui il suolo è sufficientemente profondo
per sopperire all'indisponibilità dell'acqua e l'aridità estiva
Il clima della zona rientra nell'area d'influenza in parte del clima temperato e freddo, e in parte di
quello mediterraneo; l'andamento delle temperature è caratterizzato da forti escursioni, con estati calde
e inverni miti
Le precipitazioni medie annue, che variano con l'altitudine, vanno dai 400 mm fino ai 1.200 La
distribuzione stagionale delle piogge ha caratteri tipicamente mediterranei concentrandosi per circa il
65% nel periodo autunno-inverno
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Matino"
La coltivazione della vite in zona di produzione che comprende l'intero territorio amministrativo del
comune di: Matino ed in parte i territori comunali di Parabita, Alezio, Taviano, Casarano, Melissano,
Tuglie e Gallipoli, tutti in provincia di Lecce ha origini antichissime
L'area si era affermata toponomasticamente già da centinaia di anni, nel periodo successivo al tracollo
della potenza bizantina e all'avvento dei Normanni, come circoscrizione del Regno di Sicilia. La
promulgazione delle province nel 1231 ad opera dell'imperatore svevo raccolte nel "Liber Augustalis"
sono durate sino alla costituzione del Regno D'Italia nel 1860. Dalle testimonianze umane che
risalgono al paleolitico, agli Iapigi o Messapi l'impianto urbano è caratterizzato da mura a protezione di
centri abitati. La dominazione greca sviluppò attività politica e culturale e l'espansione longobarda
sono state sicuramente i catalizzatori della attività agricola. La seconda metà del XIII secolo è
caratterizzata dalla dominazione Angioina con l'entrata a far parte del Regno di Napoli. Nei diversi
passaggi successivi di dominazione le terre, sempre coltivate sia per il sostentamento che per la
possibilità di pagamento delle tasse imposte, vedono il loro sfruttamento in maniera diversa con la
possibilità di animare il commercio e l'economia generale della provincia. Il settecento vede
concretizzarsi in maniera continuativa le esportazioni di Olio e Vino in partenza da Gallipoli. Tra il
1600 e 1700 dai porti di Otranto Gallipoli e Brindisi partivano per i mercati di Londra Berlino S.
Pietroburgo e Barcellona "2 milioni di salme di vino e 1 milione e mezzo di cantare di olio"
L'intero territorio provinciale è disseminato di testimonianze e reperti di quell'epoca che documentano
la presenza della vite e l'eccellente qualità dei vini ottenuti
Nella metà dell'ottocento sorsero moderni impianti per la pigiatura delle uve e la vinificazione in
prossimità della ferrovia per agevolare gli scambi commerciali.
Come riferito dal Falcone (2010), importanti fonti documentali si ritrovano nell'archivio storico della
Direzione Generale dell'Agricoltura riguardanti gli inizi del secolo, in particolare su documentazione
relativa alle cantine Sociali di Galatina, Gallipoli e Manduria, per una relazione tecnica della Regia
Prefettura di Terra D'Otranto, sulla condizione della viticoltura indirizzata all'On. Ministro. In questo
periodo e per le particolari condizioni si richiedeva un incremento della coltivazione della vite e ciò si
imponeva a causa della forte richiesta di vini da taglio da parte delle regioni settentrionali costrette a
rimediare alla crisi produttiva anche francese causata dalla fillossera.
Aglianico, Aleatico, Fiano, Verdeca, Greco, Primitivo, Negroamaro sono i vitigni più rinomati della
zona ma bisogna ricordare anche una notevole quantità di altri vitigni a bacca bianca e nera, coltivati da
sempre in tutta l'area molto spesso conosciuti solo con nomi locali, che hanno sostenuto per tanto
tempo un ruolo importante nella viticoltura locale.
Le prime notizie dettagliate e ordinate secondo un criterio scientifico sulla produzione dei vini prodotti
a Matino da queste varietà coltivate risalgono alla "Statistica del Regno di Napoli" disposta da
Gioacchino Murat nel 1811 . Possiamo affermare, quindi, che Matino è tra le antiche zone d'Italia a
vocazione viticola; ed insieme alle altre aree della Puglia nel 1930 diventava la seconda regione
produttrice di vino in Italia. Primato che tutt'ora conserva anche perché in quest'area geografica esiste
anche l'elevato livello di specializzazione raggiunto dai produttori locali nella conduzione della tecnica
della coltivazione del Carciofo brindisino, le cui caratteristiche organolettiche di pregio sono il risultato
di una tecnica culturale affinatasi negli anni in stretto rapporto con il territorio di produzione.
La base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'area di produzione. le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i
sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e tali da perseguire la
migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per agevolare l'esecuzione delle
operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione della chioma. le pratiche relative
all'elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono una
chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate in tutte le tipologie,
mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'orografia del territorio di produzione e l'esposizione prevalente dei vigneti, orientati da nord a sud, e
localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a determinare un
ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto
produttive della pianta
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad una
viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dalla Magna Grecia, al medioevo, fino ai giorni nostri,
attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed interazione
esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Matino", ovvero è la
testimonianza di come l'intervento dell'uomo nel particolare territorio abbia, nel corso dei secoli,
tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali nell'epoca moderna
e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all'indiscusso progresso scientifico e
tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Lecce
Viale Gallipoli, 39
73100 – Lecce
La C.C.I.A.A. di Lecce è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi
dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del
presente disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009,
per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco
dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2°capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli, approvato dal Ministero, conforme al
modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in G.U. n. 150 del 29.06.2012(Allegato2).

 


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