Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Mamertino di Milazzo o Mamertino Doc

05.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA DEI VINI  «MAMERTINO DI MILAZZO» O «MAMERTINO»


Approvato con D.M. 03.09.2004 G.U. 214 – 11.09.2004
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione dei vini
La denominazione di origine controllata <<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> è riservata
ai vini che corrispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di
produzione per le seguenti tipologie: bianco, bianco riserva, rosso, rosso riserva,Calabrese o Nero
d'Avola, Calabrese o Nero d'Avola riserva, Grillo-Ansonica o Grillo-Inzolia o viceversa.


Articolo 2
Base ampelografica
I vini di cui all'art. 1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito
aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Bianco e bianco riserva:
Grillo e Ansonica o Inzolia congiuntamente con una percentuale minima del 35% e con un minimo
del 10% di ogni vitigno; Catarratti con una percentuale minima del 45% . Possono concorrere per la
restante quota, fino a un massimo del 20% i vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella
regione Sicilia, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato, con
D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
Rosso e rosso riserva:
Calabrese o Nero d'Avola con una percentuale minima del 60%; Nocera con una percentuale
minima del 10%. Possono concorrere per la restante quota, fino a un massimo del 30% i vitigni a
bacca rossa idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
Calabrese o Nero d'Avola e Calabrese o Nero d'Avola riserva:
Calabrese o Nero d'Avola, minimo l'85%. Possono concorrere per la restante quota, fino a un
massimo del 15% dei vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra
specificato.
Grillo-Ansonica o Grillo-Inzolia:
Grillo e Ansonica o Inzolia, o viceversa, 100%, con un minimo di ciascuno del 20%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve atte all'ottenimento dei vini a denominazione di origine controllata
<<Mamertino do Milazzo>> o <<Mamertino>> ricade nella provincia di Messina e comprende i
terreni dei territori amministrativi dei comuni di Alì, Alì Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò,
Castroreale, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Furnari, Gualtieri Sicaminò, Itala, Librizzi, Mazzarrà
Sant'Andrea, Meri, Milazzo, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Nizza di Sicilia, Oliveri,
Pace del Mela, Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Rodi Milici, San Filippo del Mela, Santa Lucia
del Mela, San Pier Niceto, Scaletta Zanclea, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Condizioni naturali dell'ambiente.
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata <<Mamertino di Milazzo>>o <<Mamertino>> devono essere quelle normali della zona
ed atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità. I vigneti devono essere impiantati
su terreni idonei per la produzione dei vini di cui trattasi. Sono comunque esclusi quelli di fondo
valle, eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati.
2. Densità d' impianto.
Per i nuovi impianti ed i reimpianti dei vigneti atti alla produzione dei vini di cui trattasi la densità
dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 4000 in coltura specializzata. I nuovi impianti sono
ammessi solo se specializzati .
3. Forme di allevamento e sesti di impianto.
Le forme di allevamento consentiti sono quelle ad alberello e controspalliera.
4. Sistemi di potatura.
La potatura, in relazione ai suddetti sistemi di allevamento della vite, deve essere corta o mista, e
esclusa la potatura lunga.
5. Forzatura e irrigazione.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
6. Resa ad ettaro e gradazione minima naturale.
La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata, la produzione massima per ceppo
ed il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere quelle riportate di seguito:
Tipologia Produzione uva
ton./ha
Titolo alcol. volum. min. nat. %
vol.
Bianco 11 11
Bianco riserva 9 12,5
Rosso 10 12
Rosso riserva 10 12,5
Calabrese o Nero d'Avola 10 12
Calabrese o Nero d'Avola riserva 10 12,5
Grillo-Ansonica o Grillo-Inzolia o
viceversa 11 10,5
Per i vigneti in coltura promiscua o mista, la produzione massima di uva ad ettaro per l'ottenimento
dei vini di cui trattasi, deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite col
sistema di calcolo pro-rata.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Zone di vinificazione.
Le operazioni di vinificazione, devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle
uve di cui all'art. 3.
In deroga al precedente comma, è consentito che le predette operazioni di vinificazione, siano
effettuate in cantine situate al di fuori della zona di produzione delle uve, purchè in provincia di
Messina, se in tali stabilimenti venivano prodotti vini con uve della zona di produzione di cui all'art.
3 prima dell'entrata in vigore del presente disciplinare.
La deroga di cui sopra è concessa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sentita
la Regione interessata, comunicate all'organismo di controllo competente per territorio, su
presentazione di apposita richiesta da parte delle ditte interessate, corredata da idonea
documentazione.
2. Correzioni e colmature.
Non è consentita alcuna pratica volta all'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale.
E' ammessa la colmatura dei tipi riserva, in corso dell'invecchiamento obbligatorio, con i vini aventi
diritto alla stessa denominazione di origine, di uguale colore e varietà, anche non soggetti ad
invecchiamento, in misura complessiva non superiore al 10 per cento.
3. Resa uva/vino e vino/ettaro.
La resa massima dell'uva in vino pronto per il consumo e la produzione massima di vini per ettaro
devono essere quelle riportate di seguito:
Tipologia Resa uva/vino
%
Produzione massima vino finito/ettaro litri
Bianco 70 7.700
Bianco riserva 65 5.850
Rosso 70 7.700
Rosso riserva 70 7.700
Calabrese o Nero d'Avola 70 7.700
Calabrese o Nero d'Avola riserva 70 7.700
Grillo-Ansonica o Grillo-Inzolia o
viceversa 70 7.700
Qualora la resa uva/vino superi i rispettivi limiti di cui sopra di non oltre il 5%, anche se la
produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l'eccedenza non ha diritto alla
denominazione di origine controllata. Oltre detto ultimo limite, il diritto alla denominazione di
origine, decade per tuta la partita.
4. Invecchiamento.
I seguenti vini, prima dell'immissione al consumo, devono essere sottoposti ad un periodo di
invecchiamento obbligatorio minimo come appresso indicato:
Tipologia Durata in
mesi
Di cui in legno
mesi
Decorrenza giorno e mese succ. alla
vendemmia di ciascun anno
Bianco riserva 24 6 01/11
Rossso riserva 24 6 01/11
Calabrese o
Nero d'Avola riserva 24 6 01/11


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all'art. 1 devono rispondere, all'atto dell'immissione al consumo, alle seguenti rispettive
caratteristiche:
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> bianco:
- colore: paglierino più o meno intenso, talvolta con riflessi verdolini;
- odore: gradevole, fine, caratteristico; più o meno fruttato;
- sapore: secco, equilibrato;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 11,5 ì0% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> bianco riserva:
- colore: giallo dorato più o meno intenso, talvolta con riflessi ambrati;
- odore: etereo, pieno, caratteristico, talvolta più o meno passito;
- sapore: dal secco, all'amabile, al dolce, gradevole, tipico;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 13,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> rosso:
- colore: rubino più o meno tenue, tendente al rosso mattone con l'invecchiamento;
- odore: tipico, lievemente fruttato, delicato;
- sapore: secco, corposo, sapido;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 12,50% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> rosso riserva:
- colore: rubino intenso, tendente al rosso mattone;
- odore: caratteristico, vinoso, armonico;
- sapore: secco, corposo, pieno;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 13,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> Calabrese o Nero d'Avola:
- colore: rubino intenso;
- odore: caratteristico, gradevole, fruttato;
- sapore: asciutto, pieno, armonico;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 12,50% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> Calabrese o Nero d'Avola riserva:
- colore: rubino intenso tendente al rosso granato;
- odore: caratteristico, gradevole, fruttato;
- sapore: asciutto, corposo, armonico;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 13,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l;
<<Mamertino di Milazzo>> o <<Mamertino>> Grillo-Ansonica o Grillo-Inzolia o viceversa :
- colore: paglierino più o meno intenso, talvolta con riflessi verdolini;
- odore: caratteristico, più o meno fruttato, delicato;
- sapore: secco, armonico, fresco;
- titolo alcol. volumico totale minimo: 11,0% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
Per le tipologie per le quali è obbligatorio un periodo di invecchiamento in legno e per tutte le altre
nel cui ciclo produttivo ne è possibile l'utilizzazione, al sapore può notarsi il sentore di legno più o
meno intenso.
E' in facoltà del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di modificare con proprio
decreto, i limiti minimi sopra indicati per ciascun vino relativi all'acidità totale e all'estratto non
riduttore.


Articolo 7
Etichettatura, designazione e presentazione
1. Qualificazioni.
Nell'etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all'art. 1 è vietata l'aggiunta di
qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli
aggettivi <<fine>>, <<scelto>>, <<selezionato>>, e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi
privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
2. Tipi merceologici.
L'indicazione in etichetta relativa al contenuto zuccherino, per il tipo bianco riserva, è obbligatoria
per l'amabile ed il dolce.
3. Annata.
Nell'etichettatura dei vini di cui all'art. 1 l'indicazione dell'annata di produzione delle uve è
obbligatoria.


Articolo 8
Confezionamento
1. Volumi nominali.
Per l'immissione al consumo dei vini di cui all'art. 1 sono ammessi soltanto recipienti di vetro di
volume nominale fino a litri 3.
2. Tappatura e recipienti.
Per i vini di cui all'art. 1 è obbligatoria la tappatura raso bocca con sughero o altra sostanza inerte
per tutti i recipienti di volume nominale superiore a litri 0,250.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona di produzione di questa DOC si trova allocata a ridosso del curvilineo litorale marino
compreso tra il promontorio di Tindari ed i Colli S.Rizzo del Comune di Messina e comprende il
Capo Milazzo. Procedendo verso l'interno, dopo una fascia di terreni pressochè pianeggianti, la
zona presenta una armoniosa e verdeggiante cornice collinare dove è più diffusa la viticoltura,
anche adeguando i terreni con sistemazioni a terrazza o a ciglioni.
Il clima pur assumendo i caratteri tipici di quello mediterraneo, con temperature miti e piovosità
concentrate nel periodo autunno-inverno, presenta alcuni connotati peculiari che lo rendono
particolarmente idoneo alla coltivazione della vite. Tali peculiarità riguardano non tanto i valori
medi delle temperature ma, soprattutto, il decorso delle stesse, decorso caratterizzato, per la
prossimità del mare e l'azione mitigatrice dei venti da escursioni mensili e giornaliere più modeste
rispetto a quelle tipiche di altre zone del bacino Mediterraneo.
Nella zona della DOC in questione la viticoltura viene praticata prevalentemente nei terreni
dislocati lungo le pendici degradanti collinari intervallate da falsipiani più o meno estesi.
I terreni generalmente di origine alloctona di tipo alluvionale presentano una tessitura di medio
impasto tendenzialmente argilloso.
In talune microaree l'argilla risulta il costituente fisico prevalente che contribuisce in maniera
marcata a rendere i vini con peculiari caratteristiche organolettiche apprezzate e rinomate.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Il contesto territoriale ed ambientale del comprensorio interessato dalla DOC " Mamertino" è
caratterizzato da un patrimonio culturale di elementi di unicità e rarità.
La viticoltura da tempo remota vanta nel suddetto teritorio una gloriosa e collaudata tradizione.
Il nome storico "Mamertino" identifica geograficamente la zona di produzione alla luce di un uso
leale e costante perpetuatosi nel tempo.
La denominazione "Mamertino" risulta, infatti utilizzata sin dal XIX secolo fino ai giorni nostri da
varie aziende vitivinicole. Il vino "Mamertino, nel periodo pre-bellico, fu classificato fra i vini tipici
della Provincia di Messina (vedi DM del 23/09/1942).
Nonostante la viticoltura della costa tirrenica del Messinese abbia subito negli ultimi decenni un
ridimensionamento delle superfici a vantaggio di altre colture, tuttavia le denominazione di vino
"Mamertino" ha trovato utilizzazione crescente.
L'incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione, sono
quelli tradizionalmente coltivati nell'area geografica considerata;
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi
impianti, sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla
superficie delle viti, sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la
razionale gestione della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben
esposta e di contenere le rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare;
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in
zona per la vinificazione in bianco ed in rosso dei vini tranquilli, quest'ultima adeguatamente
differenziate per la tipologia di base e la tipologia riserva, riferita quest'ultima sia a vini bianchi che
a vini rossi, la cui uva di partenza presenta un titolo alcolometrico minimo naturale maggiore e la
cui elaborazione comporta un periodo di invecchiamento non inferiore ai due anni.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto esclusivamente attribuibili
all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico,
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate che contribuiscono al
loro equilibrio gustativo; in tutte le tipologie si riscontrano aromi gradevoli, armonici, caratteristici
ed eleganti, con eventuali note fruttate, floreali e vegetali tipici dei vitigni di partenza.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'orografia per la maggior parte collinare dell'areale di produzione e l'esposizione favorevole dei
vigneti, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso e con un suolo
naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato alla coltivazione della vite.
La tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con la
coltura della vite, contribuendo all'ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche dei vini della DOC "Mamertino".
Il clima pur assumendo i caratteri tipici di quello mediterraneo, con temperature miti e piovosità
concentrate nel periodo autunno-inverno, presenta alcuni connotati peculiari che lo rendono
particolarmente idoneo alla coltivazione della vite. Tali peculiarità riguardano non tanto i valori
medi delle temperature ma, soprattutto, il decorso delle stesse, decorso caratterizzato, per la
prossimità del mare e l'azione mitigatrice dei venti da escursioni mensili e giornaliere più modeste
rispetto a quelle tipiche di altre zone del bacino Mediterraneo.
Quelle sopradescritte sono tutte caratteristiche che si confanno ad una viticoltura di qualità.
La secolare storia vitivinicola di questo territorio, attestata da numerosi documenti, è la generale e
fondamentale prova della stretta connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e
le peculiari caratteristiche dei vini della DOC "Mamertino". Ovvero è la testimonianza che la cultura
del vino è legata intimamente alla vita della popolazione, di come l'intervento dell'uomo nel
particolare territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione
della vite ed enologiche, ed anche determinate terminologie si tramandano nei secoli.
La combinazione tra tradizione storica, ambiente pedo-climatico, le tecniche produttive, migliorate
ed affinate grazie all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico,e la capacità imprenditoriale
permettono di ottenere le specifiche qualità delle tipologie dei vini DOC in questione, la cui
rinomanza e reputazione sono consolidate.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Istituto Regionale Vini e Oli
Viale della Libertà n° 66
90143 - Palermo
Telefono 091 6278111
Fax 091 347870;
e-mail irvv@vitevino.it
L'Istituto Regionale della Vite e del Vino è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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