Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Lison Pramaggiore Doc

04.11.2015


DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA "LISON-PRAMAGGIORE"


Approvato con DPR 04.06.1971 G.U. 244 - 27.09.1971
Modificato con DPR 04.08.1971 G.U. 220 - 01.09.1971
Modificato con DPR 02.09.1985 G.U. 105 - 08.05.1986
Modificato con DM 29.05.2000 G.U. 138 - 15.06.2000
Modificato con DM 18.10.2007 G.U. 251- 27.10.2007
Modificato con DM 22.09.2009 G.U. 227 - 30.09.2009
Modificato con DM 22.12.2010 G.U. 4 - 07.01.2011 (S.O. n. 6)
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
1. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore" è riservata ai vini che rispondono
alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti
tipologie:
Bianco;
Rosso;
Rosso riserva;
Chardonnay;
Sauvignon;
Verduzzo;
Verduzzo passito;
Merlot;
Merlot riserva;
Malbech;
Cabernet;
Carmenère;
Refosco dal peduncolo rosso;
Refosco dal peduncolo rosso riserva;
Refosco dal peduncolo rosso passito;
Spumante.
2. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore" è altresì riservata alle seguenti
tipologie, limitatamente alle produzioni ottenute da vigneti ubicati nell'area di produzione di cui
all'articolo 3 ricadenti in provincia di Pordenone:
Cabernet franc;
Cabernet Sauvignon;
Pinot grigio.


Articolo 2
Base ampelografia
1. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore" è riservata ai vini derivanti dalle
seguenti varietà:
Chardonnay,
Pinot grigio,
Sauvignon,
Verduzzo (da Verduzzo friulano e/o Verduzzo trevigiano),
Merlot,
Malbech,
Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Carmenère),
Cabernet franc,
Cabernet Sauvignon,
Carmenère,
Refosco dal peduncolo rosso,
provenienti da vigneti costituiti per almeno l'85% delle corrispondenti varietà.
Possono inoltre concorrere, da sole o congiuntamente, le uve di altri vitigni a frutto di colore
analogo, non aromatici, purché idonei alla coltivazione nelle rispettive provincie di Venezia,
Treviso e Pordenone.
2. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore", con le specificazione "bianco" è
riservata ai vini provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica:
Tai: dal 50 al 70 %;
possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino da sole o congiuntamente e fino ad un
massimo del 50%, le uve a bacca bianca elencate al comma 1.
3. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore", con la specificazione "rosso" è
riservata ai vini provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica:
Merlot: dal 50 al 70%,
possono, inoltre, concorrere alla produzione di detto vino, da sole o congiuntamente e fino ad un
massimo del 50% le uve a bacca nera elencate al comma 1.
4. Il vino a denominazione di origine controllata "Lison-Pramaggiore" spumante è riservata ai vini
provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero.


Articolo 3
Zona di produzione
1. Le uve destinate alla produzione dei vini "Lison-Pramaggiore"devono essere prodotte nella zona
comprendente, nelle rispettive province, i seguenti territori amministrativi comunali:
Provincia di Venezia: Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Fossalta di Portogruaro,
Pramaggiore, Teglio Veneto, e parte del territorio dei comuni di Caorle, Concordia Sagittaria,
Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza;
Provincia di Treviso: Meduna di Livenza e parte del territorio di Motta di Livenza;
Provincia di Pordenone: Chions, Cordovado, Pravisdomini e parte dei territori di Azzano Decimo,
Morsano al Tagliamento, Sesto al Reghena.
Tale zona di produzione delle uve, corrispondente a quella già descritta all'articolo 3 del disciplinare
di produzione dei "Tocai di Lison" annesso al D.P.R. del 4 agosto 1971, è così delimitata: partendo
dal fiume Tagliamento, all'altezza di Villanova Malafesta, la linea di delimitazione segue in
direzione sud il confine della provincia di Venezia, che in gran parte coincide col Tagliamento
stesso, fino alla confluenza con la litoranea Veneta in prossimità del Pilone Bevazzana e del ponte
girevole; segue ad ovest la litoranea Veneta fino alla confluenza con il canale Lugugnana all'altezza
di punta Miniscalchi; quindi la strada comunale che passa per c. Cava, Foppe di Mondo e c. Lovi
dove piega verso nord fino all'idrovora del Terzo Bacino, segue sempre verso nord, per breve tratto,
l'argine sinistro del canale dei Lovi quindi la strada che costeggia il terzo Bacino e Canton fino a Cà
la Bernarda. La linea di delimitazione piega quindi verso ovest, segue per breve tratto il canale
Lugugnana, il limite sud della località Cavrato e si congiunge con la strada che costeggia la bonifica
Prati nuovi seguendola verso sud fino ad incontrare il canale Loregolo. Prosegue sempre verso sud
lungo il suddetto canale fino alla confluenza con il canale dei Lovi in prossimità della idrovora del
settimo Bacino (bonifica Prati nuovi); segue il canale dei Lovi fino alla sua confluenza con il canale
Cavanella; prosegue quindi in direzione ovest lungo il canale Cavanella, poi lungo il canale
Baseleghe, risalendo verso nord-ovest continua lungo il canale del Morto ed il canale degli Alberoni
fino all'altezza di o. Combattenti; quindi lungo l'argine delle Valli Perera e Zignago passando in
prossimità di casa Vignati, aggira, escludendole, le bonifiche Gramelada e Battaglion, segue ora
verso ovest la strada che passa in prossimità di case Lieche fino al ponte sul canale Viola in località
Sindacale; di qui risale verso nord e poi verso est il canale Viola sino all'imbocco del canale S.
Giacomo, prosegue lungo il canale S. Giacomo fino all'angolo di contatto col canale Fossalon dopo
aver attraversato la strada Fausta (Km. 0,950) a nord di casa Borro.
La delimitazione piega verso sud lungo il canale Fossalon e Degan fino all'incontro con la strada
consorziale che divide la località Acquador da Palù Crosere, passando per l'incrocio con viale
Roma; prosegue lungo detta strada consorziale fino all'incrocio con viale Zignago in prossimità di c.
Macchinetta; volge quindi a sud-ovest lungo la strada che va ad incontrarsi, nei pressi di c.
Alessandra, con la strada provinciale Portogruaro-Caorle; continua verso sud lungo la strada
provinciale suddetta fino all'incrocio con la strada Fausta fino al ponte Maranghetto, e dal predetto
ponte, verso sud-est lungo l'argine destro del canale Maranghetto, e del canale Nicessolo fino
all'altezza del canale del Miglio. Segue detto canale e successivamente l'argine della Valle Grande,
della palude del Pedocchio e della Piscina toccando le quote 2 per immettersi sulla carrareccia che
passa per case Falconera; attraversa la "Bocca Volta" e proseguendo verso sud sull'argine del canale
Nicessolo giunge alla località Falconera in prossimità del porto. Devia verso sud-ovest seguendo la
strada che passa a nord dell'abitato di Caorle, fino al ponte girevole sul canale della Saetta; continua
verso sud lungo il canale della Saetta fino alla confluenza con il canale dell'Orologio ed alla
confluenza di questo con il fiume Livenza, e per detto fiume verso nord, fino ad incontrare e seguire
il canale Cammessera; continua lungo il canale Cammessera fino alla confluenza con il canale
Livenza Morta in località Brian; segue quindi verso nord il canale Livenza Morta fino alla strada
Fausta e poi la strada Fausta fino all'argine sinistro del fiume Livenza in località La Salute di
Livenza; continua verso nord-ovest seguendo l'argine sinistro del fiume Livenza fino ad incrociare
il confine amministrativo del Comune di Motta di Livenza, ricomprendendo nell'area DOC tutta la
superficie ricadente nel medesimo Comune. A nord, il limite dell'area, segue l'asse del fiume
Livenza fino all'altezza di c. Casali (Meduna di Livenza); segue quindi il limite di provincia tra
Treviso e Pordenone fino alla località Paludei; continua quindi lungo il limite di comune fra Pasiano
di Pordenone e Pravisdomini fino ad incontrare il fiume Sile. Da questo punto la linea di
delimitazione prosegue lungo il fiume Sile fino ad incontrare il limite di territorio tra i comuni di
Chions e Fiume Veneto in prossimità di c. Marcuz; procede verso est seguendo il confine che
delimita a nord il territorio dei comuni di Chions, Sesto al Reghena, Morsano al Tagliamento fino
ad incontrare il fiume Tagliamento, che percorre verso sud seguendo il limite di confine del comune
di Morsano al Tagliamento fino ad incontrare il limite della provincia di Venezia punto di partenza.
All'interno della zona così delimitata giace la bonifica del Loncon e delle Sette Sorelle che viene
esclusa e i sui confini sono i seguenti:
partendo dalla confluenza del canale Fosson con il fiume Loncon la delimitazione procede verso
sud lungo il fiume Loncon fino al ponte Bragato; continua a nord-est per la strada della Torba (fra la
fossa della Torba e la fossa Possidenza) fino all'incontro con l'argine destro del fiume Lemene; di
qui prosegue verso sud seguendo il fiume Lemene fino alla confluenza con il canale Maranghetto in
prossimità del ponte Maranghetto; segue ad ovest il canale Maranghetto fino alla confluenza con il
fiume Loncon, e successivamente fino alla sua confluenza con il canale fossa Bigai; continua lungo
il canale fossa Bigai, passando dall'idrovora della bonifica Piva, fino all'altezza della strada
provinciale S. Stino di Livenza-Caorle; da questo punto prosegue a nord lungo la strada provinciale
S. Stino di Livenza-Caorle fino alla strada privata Palamin parallela al canale fossa Contarina di
ponente; quindi procede a ovest lungo la strada privata Palamin fino all'incrocio con la strada
consorziale perimetrale della bonifica delle Sette Sorelle; continua lungo la strada suddetta,
passando in prossimità della scuola Corner, fino ad incontrare in canale Cernetta, e quindi,
seguendo la strada parallela di destra al canale Cernetta, fino alla strada provinciale S. Stino di
Livenza-Caorle che attraversa, per raggiungere e quindi seguire l'argine destro del canale Fosson
fino alla sua confluenza con il fiume Loncon.
La zona di Lemene; di qui prosegue verso sud seguendo il fiume Lemene fino alla confluenza del
canale Maranghetto in prossimità del ponte Maranghetto. ;segue ad ovest il canale Maranghetto fino
alla confluenza con il fiume Loncon e successivamente fino alla confluenza con il canale Fossa
Bigai; continua lungo il canale Fossa Bigai passando dall'idrovora della bonifica Piva, fino
all'altezza della strada provinciale S.Stino di Livenza – Caorle ; da questo punto prosegue a nord
lungo la strada provinciale S.Stino di Livenza Carole fino alla strada privata Palamin parallela al
canale Fossa contarina di Ponente; quindi procede ad ovest lungo la strada privata Plamin fino
all'incrocio con la strada consorziale perimetrale della bonifica delle Sette Sorelle; continua lungo
la strada suddetta,passando in prossimità della scuola corner, fino ad incontrare in canale Cernetta e
quindi seguendo la strada parallela di destra al canale Cernetta, fino alla strada provinciale S.Stino
di Livenza –Caorle che attraversa , per raggiungere e quindi seguire l'argine destro del canale
Fosson fino alla sua confluenza con il fiume Loncon.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui
all'articolo 1, devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire
alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
2. Sono pertanto da considerarsi idonei alla produzione dei vini di cui all'articolo1, unicamente i
vigneti ubicati in terreni di origine sedimentaria-alluvionale e di medio impasto, tendenti
all'argilloso ed allo sciolto, anche con presenza di concrezioni calcaree e/o di scheletro.
Limitatamente alla zona a sud della strada provinciale che da Eraclea porta a Latisana, passando per
la Salute di Livenza e per Lugugnana sono ammessi anche i terreni sabbioso-argillosi.
3. Sono invece da escludere i vigneti ubicati in terreni sabbioso-torbosi, ricchi di sostanza organica
ed in quelli umidi o freschi, di risorgiva o soggetti ad allagamenti. (I dettagli fotointerpretativi, sono
depositati presso Regione Veneto-Direzione produzioni agroalimentari).
4. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
5. Sono ammesse esclusivamente le forme a controspalliera semplice o doppia.
6. Fatti salvi i vigneti già idonei alla produzione della DOC, i vigneti piantati dopo l'approvazione
del presente disciplinare, dovranno avere un numero minimo di ceppi per ettaro non inferiore a
3000.
7. È esclusa ogni pratica di forzatura. Tuttavia, è ammessa l'irrigazione di soccorso.
8. La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata delle varietà di viti destinate alla
produzione dei vini di cui all'art. 1 e il rispettivo titolo alcolometrico volumico naturale minimo
sono i seguenti:
Vitigni
prod/max
uva
ton/ha
titolo alc
vol. nat.
minimo
*Tai 12 11,00 %
**Pinot bianco 12 9,50 %
Chardonnay**** 12 11,00 %
Pinot grigio 13 10,50
Sauvignon 13 11,00 %
Verduzzo 13 10,50 %
Merlot 12 11,00 %
Malbech 12 11,00 %
***Cabernet franc 12 11,00 %
***Cabernet Sauvignon 12 11,00 %
Carmenère 12 11,00 %
Refosco dal peduncolo rosso 13***** 11,00 %
**Pinot nero 12 9,50 %
* varietà atta a produrre la tipologia bianco
** varietà atte a produrre la tipologia spumante
*** varietà atta a produrre la tipologia Cabernet
**** le uve destinate alla produzione del vino "Lison Pramaggiore" spumante potranno avere un
titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 9.5% vol., purché la destinazione delle
uve atte ad essere elaborate, venga espressamente indicata nei registri ufficiali di cantina.
***** nella versione riserva la resa ad ettaro è di 12 t/ha.
9. Le uve destinate alla produzione dei vini "Lison Pramaggiore" rosso, Merlot e Refosco dal
peduncolo rosso e nella versione "riserva" devono assicurare un titolo alcolometrico volumico
minimo naturale di almeno 11,50% vol.
10. Per la produzione massima ad ettaro ed il titolo alcolometrico volumico minimo delle uve
destinate alla produzione dei vini delle tipologie rosso, cabernet, bianco e spumante si fa riferimento
ai limiti stabiliti per ciascuna varietà che la compongono.
11. Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione del vino a
denominazione di origine controllata "Lison-Pramaggiore", devono essere riportati nei limiti di cui
sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti
resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
12. Le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, su richiesta motivata del Consorzio di tutela e sentite
le Organizzazioni professionali di categoria interessate, con propri provvedimenti, da adottare di
concerto con univoci criteri tecnico-amministrativi, di anno in anno, prima della vendemmia
possono stabilire limiti massimi di produzione o di utilizzazione di uve per ettaro per la produzione
dei vini a denominazione di origine controllata "Lison-Pramaggiore" inferiori a quelli fissati dal
presente disciplinare, dandone comunicazione immediata al Ministero delle politiche agricole
alimentari.


Articolo 5
Norme per la vinificazione e per le elaborazioni particolari
1. Nella vinificazione sono concesse tutte le pratiche enologiche ammesse dalla legislazione
nazionale e comunitaria.
2. Le operazioni di vinificazione, ivi compreso l'invecchiamento obbligatorio, devono essere
effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata all'articolo 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni vengano
effettuate nell'intero territorio dei comuni, anche se soltanto in parte compresi nella zona di
produzione delle uve, nonché dei seguenti Comuni:
Provincia di Venezia: Torre di Mosto, Ceggia, Eraclea, Jesolo, S. Donà di Piave, Noventa di Piave e
Meolo.
Provincia di Treviso: Cessalto, Chiarano, Gorgo al Monticano, Salgareda, Gaiarine, Mansuè,
Portobuffolè , Oderzo e Ormelle.
Provincia di Pordenone: Fiume Veneto, Pasiano, Porcia, Pordenone, Prata di Pordenone, Casarsa
della Delizia e San Vito al Tagliamento.
Provincia di Udine: Latisana, Bertiolo e Codroipo.
3. È tuttavia facoltà del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, sentito il parere
delle Regioni competenti per territorio, autorizzare le suddette operazioni per la produzione dei vini
a denominazione d'origine controllata "Lison Pramaggiore", anche al di fuori delle aree previste dai
commi precedenti e comunque entro i confini delle provincie di Venezia, Treviso e Pordenone,
sempreché le Ditte richiedenti singole o associate, dimostrino la conduzione dei vigneti idonei alla
produzione dei vini della presente denominazione, alla data di pubblicazione del decreto 29 maggio
2000.
4. La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Qualora la resa
uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione
d'origine. Oltre detto limite invece decade il diritto alla denominazione d'origine controllata per
tutta la partita.
5. La denominazione di origine controllata "Lison Pramaggiore", può essere utilizzata per produrre
il vino spumante, ottenuto con mosti e vini che rispondano alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel
presente disciplinare ed a condizione che la spumantizzazione avvenga a mezzo fermentazione
naturale, in ottemperanza alle vigenti norme sulla preparazione degli spumanti.
Tali vini devono essere commercializzate nei tipi: extra brut, brut, extradry e dry.
6. L'elaborazione dei vini spumanti e dei vini frizzanti può avvenire solo all'interno delle provincie
di Venezia, Treviso, Pordenone e Udine.
7. La vinificazione delle uve destinate alla produzione dei vini Refosco dal peduncolo rosso passito
e Verduzzo passito può avvenire solo dopo che le stesse sono state sottoposte ad appassimento
naturale, fino ad assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 15% vol.
8. L'appassimento può essere condotto anche con l'ausilio di impianti di condizionamento
ambientale purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi
tradizionali di appassimento.
9. Le uve appassite, destinate alla produzione dei vini Refosco dal peduncolo rosso passito e
Verduzzo passito non possono essere pigiate in data anteriore all' 8 dicembre di ogni anno. La
Regione Veneto con proprio provvedimento, a seguito di motivata richiesta del Consorzio di tutela,
può anticipare detta data.
10. La resa massima dell'uva fresca in vino, non deve superare il 50%.
11. È ammessa la colmatura con un massimo del 5% di altri vini dello stesso colore e stessa annata
aventi diritto alla denominazione d'origine controllata "Lison Pramaggiore", nel rispetto comunque
dei limiti di cui all'articolo 2.
12. I seguenti vini designati con al denominazione di origine controllata "Lison-Pramaggiore" non
possono essere immessi al consumo, a partire dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve,
prima del:
Tipologia Periodo
Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon, Verduzzo e
bianco 3 mesi
Cabernet, compresi Cabernet farnc e Cabernet
Sauvignon Merlot, Malbech, Refosco dal
peduncolo rosso, Carmenère, rosso
4 mesi
Merlot, Refosco dal peduncolo rosso e rosso nelle
versioni riserva 24 mesi
Refosco dal peduncolo rosso passito 18 mesi
Verduzzo passito 12 mesi


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
1. I vini di cui all'articolo 1 all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
Bianco:
- colore: giallo paglierino, con riflessi verdognoli e talvolta dorati;
- odore: intenso e gradevole;
- sapore: asciutto, talvolta morbido ;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
Chardonnay
- colore: giallo paglierino più o meno carico;
- odore: fine, caratteristico ed elegante;
- sapore: asciutto, talvolta morbido con eventuale percezione gradevole di legno;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
Sauvignon
- colore: dal giallo paglierino al dorato;
- odore: gradevole, caratteristico;
- sapore: asciutto armonico con eventuale percezione gradevole di legno;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
Verduzzo
- colore: da giallo paglierino a giallo dorato;
- odore: delicato talvolta con sentore floreale;
- sapore: asciutto caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
Verduzzo passito
- colore: dal giallo dorato all'ambrato;
- odore: delicato, intenso, gradevole;
- sapore: dolce, caldo, aromonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00 % vol di cui 12,00% vol di alcol
effettivo,
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
Rosso e Rosso riserva
- colore: rosso rubino anche intenso se giovane, tendente al granato se invecchiato;
- odore: vinoso, intenso e gradevole;
- sapore: asciutto, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol e 12,50% vol nella versione
riserva;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l e 24,0 g/l nella versione riserva.
Merlot e Merlot riserva
- colore: rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: vinoso, intenso, caratteristico;
- sapore: asciutto, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol e 12,50% vol nella versione
riserva;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l e 25,0 g/l nella versione riserva.
Malbech
- colore: rosso rubino vivo, tendente al granato se invecchiato;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto, equilibrato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.
Cabernet
- colore: rosso rubino con riflessi granati se invecchiato;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto, erbaceo e armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l.
Carmenère
- colore: rosso rubino intenso, tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: vinoso, caratteristicamente erbaceo e persistente;
- sapore: asciutto, erbaceo, elegante se invecchiato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
Refosco dal peduncolo rosso e riserva
- colore: rosso intenso con riflessi violacei, granati se invecchiato;
- odore: vinoso e caratteristico;
- sapore: asciutto, di corpo;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol e 13,00% vol nella versione
riserva;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 23,0 g/l e 26,0 g/l nella versione riserva.
Refosco dal peduncolo rosso passito
- colore: rosso rubino tendente al granato;
- odore: vinoso, gradevole e persistente;
- sapore: amabile, armonico ed intenso;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui 13,00% vol di alcol
effettivo;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.
Pinot grigio
- colore: da giallo paglierino ad ambrato con riflessi ramati,
- odore: delicato, caratteristico, fruttato,
- sapore: asciutto, armonico, caratteristico,
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l
- estratto secco netto minimo: 18,0 g/l
Cabernet Franc
- colore: rosso rubino intenso, tendente al granato con l'invecchiamento
- odore: vinoso, caratteristicamente erbaceo e persistente.
- sapore: asciutto, pieno, erbaceo, austero se invecchiato,
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12.00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto secco netto minimo: 23,0 g/l.
Cabernet Sauvignon
- colore: rosso rubino anche intenso, con riflessi granati se invecchiato
- odore: vinoso, caratteristico,
- sapore: asciutto, pieno, e austero ,
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto secco netto minimo: 23,0 g/l.
Spumante
- spuma: fine e persistente;
- colore: giallo paglierino più o meno intenso;
- odore: caratteristico, fruttato;
- sapore: da extra brut a dry, sapido;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidità totale: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
2. In relazione all'eventuale conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini può rilevare lieve
sentore di legno.
3. È in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio
decreto, per i vini di cui al presente disciplinare, i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e
l'estratto non riduttore minimo.
Articolo 7
Designazione e presentazione
1. Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata «Lison
Pramaggiore» è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista
dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto», «selezionato»,
«superiore» e similari.
2. È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati
non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
3. Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali «viticoltore»,
«fattoria», «tenuta», «podere», «cascina» ed altri termini similari sono consentite in osservanza
delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
4. Nella presentazione e designazione dei vini di cui all'articolo 1, con esclusione della tipologia
spumante, è obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.
Articolo 8
Confezionamento
1. I vini a denominazione di origine controllata «Lison Pramaggiore» devono essere immessi al
consumo unicamente nelle tradizionali bottiglie di vetro, fino ad una capacità massima di litri 9,
chiuse con tappo raso bocca, mentre per le bottiglie fino a 0,375 litri è consentito l'uso del tappo a
vite.
2. È tuttavia consentito per le bottiglie fino a litri 1,500, con esclusione della versione riserva, l'uso
del tappo capsula a vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
a) Specificità della zona geografica
Fattori naturali
L'area DOC Lison-Pramaggiore, situata nella pianura a pochi chilometri dal litorale veneziano, fra i
fiumi Tagliamento e Livenza, è da sempre testimone della coltivazione della vite a garanzia della tipicità
e della peculiarità dei vini del territorio.
Il clima dell'area è definito "temperato" grazie alla vicinanza del mare, alla presenza di aree
lagunari e alla giacitura pianeggiante che favorisce l'esposizione dei vigneti ai venti della zona. La
direzione dominante di questi ultimi è est-nord est dalla quale spira la Bora, un vento fresco e
asciutto, mentre da sud-est soffia spesso lo Scirocco, caldo e umido, caratteristico di tutti i periodi
dell'anno. La presenza dei venti, prevalentemente serali, abbassa di notte le temperature, favorendo
l'escursione termica tra notte e giorno.
I suoli dell'area sono caratterizzati dalla presenza di un sottile strato di "caranto" (carbonato di
calcio) a una profondità che varia dai 30 ai 70 cm. e da uno strato più superficiale prevalentemente
argilloso, entrambi di origine alluvionale grazie all'apporto di materiale detritico da parte dei vicini
fiumi. Tali suoli presentano una buona capacità di riserva idrica.
Essi sono inoltre caratterizzati dalla presenza di alti contenuti di elementi minerali soprattutto
potassio, calcio e magnesio e da un'equilibrata dotazione di sostanza organica.
Fattori storici e umani
La Denominazione prende il nome dal borgo romano di Lison e dal paese di Pramaggiore a
testimonianza che la coltivazione locale della vite era già viva all'epoca dei romani. Nel Museo
Nazionale di Portogruaro sono conservati numerosi contenitori di origine romana utilizzati proprio per la
trasformazione e la conservazione del vino. Tuttavia è solo con l'avvento dei monaci benedettini nel X
secolo d.C., che la zona scopre lo sviluppo di una viticoltura razionale. La coltivazione della vite ebbe un
importante sviluppo ai tempi della Repubblica Veneziana quando Pramaggiore con il borgo di
Belfiore fu considerata il Vigneto della Serenissima.
Negli ultimi cinquant'anni si è sviluppata una viticoltura altamente specializzata e professionale
grazie ai produttori delle aziende di maggiori dimensioni e prestigio, che hanno abbandonato la
viticoltura promiscua dei filari fra gli appezzamenti, a favore della coltivazione in vigneti
specializzati anche al fine di migliorare gli aspetti qualitativi delle produzioni. Tale professionalità
dei produttori ha permesso di sviluppare, grazie anche ai risultati della zonazione dell'area DOC e
alla collaborazione con l'università, dei protocolli di vinificazione specifici per le varietà autoctone
Refosco e Lison, in modo da esaltare le caratteristiche organolettiche e legarle indissolubilmente al
territorio di produzione.
L'evoluzione storica e la qualificazione della viticoltura nell'area ha permesso, già nel 1971, di
riconoscere la Denominazione Lison per tutelare il Tocai di Lison e successivamente la
Denominazione Pramaggiore per tutelare il Merlot e Cabernet della zona. Nel 1974 le due
Denominazioni vennero fuse nella DOC Lison-Pramaggiore.
A Pramaggiore già dal 1947, viene organizzata presso la Mostra Nazionale vini la "Fiera
Campionaria dei Vini" -diventata dal 1961 il "Concorso Enologico Nazionale"- a testimonianza
dello storico e profondo legame del territorio con il mondo del vino.
Oggi la DOC Lison-Pramaggiore grazie anche alla promozione della Strada Vini della DOC, è tra
le realtà più importanti e vive del Veneto Orientale con vini che valorizzano i territori di
produzione.
b) Specificità del prodotto
I vini della DOC Lison-Pramaggiore sono caratterizzati da un'ottima struttura, un buon equilibrio
acido, dall'intensità dei profumi di frutta fresca e dalla spiccata personalità.
I vini rossi hanno un'intensità di colore (antociani) che può andare dal rosso rubino a quello granato
durante l'invecchiamento. Le note di frutta rossa più o meno matura sono la caratteristica
fondamentale all'olfatto anche se, in relazione alla varietà, possiamo trovare sfumature più o meno
intense di piccoli frutti di bosco e spezie. Al gusto ritornano le note di frutta rossa sostenute da una
buona struttura e una consistenza sapida unica.
Per i vini bianchi giovani il colore è normalmente giallo paglierino con riflessi verdognoli più o
meno intensi. All'olfatto sono ricchi con evidenti note floreali e frutta fresca mentre al gusto ritorna
la specificità del territorio con una marcata sapidità e persistenza gustativa.
I rossi sono vini di struttura che danno una piacevole sensazione di morbidezza e di calore e
sopportano due o più anni d'invecchiamento, i cui aromi vengono valorizzati se sono serviti a
temperatura ambiente. I vini bianchi, per la loro freschezza, esprimono meglio le loro qualità se
consumati entro un anno dalla produzione.
c) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
L'ottimo equilibrio tra le peculiarità pedoclimatiche, l'esperienza dei viticoltori che si tramanda da
generazioni e gli approfondimenti scientifici permettono di ottenere vini che possono avere sia le
caratteristiche dei vini freschi sia di quelli da invecchiamento.
Grazie anche agli studi di "zonazione" effettuati su tutta l'area e alle specifiche tecniche adottate dai
produttori si sono affinate le conoscenze riguardanti le interazioni tra l'ambiente e le peculiarità del
prodotto.
Il clima temperato e le buone escursioni termiche fra il giorno e la notte determinano l'ottenimento
di vini bianchi, freschi e fruttati, in quanto il buon equilibrio fra acido malico e tartarico, nonché la
produzione e la qualità delle componenti aromatiche dell'uva, sono fortemente dipendenti da questi
fattori climatici.
Anche nei vini rossi, l'abbassamento delle temperature notturne, permette il mantenimento negli
acini delle sostanze sintetizzate con la luce e le temperature durante il giorno, garantendo il
mantenimento dell'aromaticità (polifenoli).
I terreni ricchi di argilla, in grado di assicurare un livello idrico alla pianta anche durante lunghi
periodi di siccità, permettono ai vini di dotarsi di corpo e struttura adeguati anche ad un lungo
invecchiamento.
Questi fattori, uniti all'elevata dotazione minerale dei terreni dell'area, si traducono, soprattutto nei
vini rossi, in alte dotazioni antocianiche, in equilibrate gradazioni alcoliche, in corposità e
robustezza tannica che conferiscono ai vini tenuta all'invecchiamento nonché, nei Merlot e
Cabernet, note che spaziano dalla frutta fresca alla confettura.
Anche nei vini bianchi, le caratteristiche dei terreni e del clima permettono di ottenere, specialmente
nei Pinot, dei prodotti di grande spessore aromatico e con un corpo vellutato e persistente.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Valoritalia srl
Sede Amministrativa:
Via San Gaetano, 74
36016 - Thiene (Vicenza)
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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