Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Vini Docg. I disciplinari di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

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Montello rosso o Montello Docg

20.11.2015

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini "Montello rosso" o "Montello"
comprende l'intero territorio dei comuni di Castelcucco, Cornuda e
Monfumo e parte del territorio dei comuni di: Asolo, Borso del Grappa, Caerano S. Marco, Cavaso
del Tomba, Crespano del Grappa, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Maser,
Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa Pederobba, Possagno, S. Zenone degli
Ezzelini e Volpago del Montello.

Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane Docg

20.11.2015

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano
d'Abruzzo Colline Teramane" ricade nel territorio dei comuni appresso indicati della provincia di
Teramo: Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer
Raimondo, Castilenti, Celino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colonnella,
Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano
Sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Penna Sant'Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant'Egidio alla
Vibrata, Sant'Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Tortoreto.

Morellino di Scansano Docg

20.11.2015

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
«Morellino di Scansano» devono essere prodotte all'interno della zona comprendente la fascia
collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero
territorio amministrativo del comune di Scansano e parte dei territori comunali di Manciano,
Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna, nella provincia di
Grosseto. 

Offida Docg

20.11.2015

Le uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita
«Offida» devono provenire dai vigneti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno e Fermo ed inclusi
nei territori appresso delimitati.

La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida»
Pecorino, «Offida» Passerina, comprende gli interi territori comunali di Acquaviva Picena,
Appignano del Tronto, Casteldilama, Castorano, Castignano, Cossignano, Montefiore dell'Aso,
Offida, Ripatransone, nonche' parte dei territori comunali di Ascoli Piceno, Colli del Tronto,
Campofilone, Carassai, Cupramarittima, Grottammare, Montalto Marche, Massignano,
Monsampolo del Tronto, Montedinove, Monteprandone, Pedaso, Petritoli, Rotella, San Benedetto
del Tronto, Spinetoli.

Oltrepò Pavese Docg

20.11.2015

La zona di produzione delle uve destinate all'elaborazione del vino "Oltrepò Pavese" metodo
classico comprende la fascia vitivinicola collinare dell'Oltrepò Pavese per gli interi territori dei
seguenti comuni in provincia di Pavia: Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Bosnasco,
Calvignano, Canevino, Canneto Pavese, Castana, Cecima, Godiasco, Golferenzo, Lirio, Montalto
Pavese, Montecalvo Versiggia, Montescano, Montù Beccaria, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pietra
de Giorgi, Rocca de Giorgi, Rocca Susella, Rovescala, Ruino, San Damiano al Colle, Santa Maria
della Versa, Torrazza Coste, Volpara, Zenevredo e per parte dei territori di questi altri comuni:
Broni, Casteggio, Cigognola, Codevilla, Corvino San Quirico, Fortunago, Montebello della
Battaglia, Montesegale, Ponte Nizza, Redavalle, Retorbido, Rivanazzano, Santa Giuletta, Stradella,
Torricella Verzate.
Considerato, sin dai tempi di Strabone, una zona di produzione di vini di qualità, l'Oltrepò Pavese è
quel lembo di terra collinoso a sud della Lombardia noto per essere il punto d'incontro di quattro
regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.

Piave Malanotte o Malanotte del Piave Docg

20.11.2015

Le uve destinate alla produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Piave
Malanotte» o «Malanotte del Piave» devono essere prodotte nell'intero territorio ricadente nel
bacino del Piave con l'esclusione di quelle zone non idonee alla produzione di vini di qualità e di
pregio .
In particolare la zona di produzione comprende:
2. Provincia di Treviso:
l'intero territorio dei comuni di Arcade, Breda di Piave, Casale sul Sile, Cessalto, Chiarano,
Cimadolmo, Codognè, Fontanelle, Godega Sant'Urbano, Gorgo al Monticano, Mareno di Piave,
Maserada sul Piave, Monastier, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, Ponzano Veneto, Portobuffolè,
Povegliano, Roncade, Salgareda, San Biagio di Callalta, San Fior, San Polo di Piave, Santa Lucia di
Piave, Spresiano, Vazzola, Zenson di Piave.
parte del territorio dei comuni di Carbonera, Casier, Gaiarine, Mansuè, Mogliano Veneto, Orsago,
Preganziol, Silea, Villorba, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Giavera del Montello,
Montebelluna, Motta di Livenza, Nervesa della Battaglia, Paese, San Vendemiano, Susegana,
Trevignano, Vittorio Veneto, Volpago del Montello.
3. Provincia di Venezia:
l'intero territorio dei comuni di Fossalta di Piave, Marcon, Meolo, Noventa di Piave, Quarto
d'Altino, San Donà di Piave.
Parte del territorio dei comuni di Venezia, Ceggia, Eraclea, Jesolo, Musile di Piave, Torre di Mosto.
Il vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Piave Malanotte» o «Malanotte del
Piave» deve essere ottenuto da uve prodotte dai vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente
composizione ampelografica: Raboso Piave per almeno il 70%, Raboso veronese fino al 30%

Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg

20.11.2015

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino a Denominazione di Origine
Controllata e Garantita "Primitivo di Manduria Dolce Naturale" ricade nelle province di Taranto e
Brindisi e comprende i terreni vocati alla qualita' di tutto o parte dei Comuni compresi nelle
suddette province

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Primitivo di Manduria Dolce Naturale" e'
riservata al vino proveniente da vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica: 100% Primitivo.

Ramandolo Docg

20.11.2015

L'area geografica della D.O.C.G. "Ramandolo" ricade nella parte orientale della regione Friuli
Venezia Giulia, in Provincia di Udine, e comprende un territorio di alta e media collina, nei comuni
di Nimis e Tarcento alle pendici del Monte Bernadia la cui cima raggiunge i 1.732 m slm e fa da
ombrello ai venti freddi di tramontana. I vigneti del sito di Ramandolo (piccola frazione di Nimis)
da cui prende il nome il vino medesimo, sono tutti esposti a mezzogiorno e sono collocati tra i 250
m slm di Torlano (frazione di Nimis) e i 369 di Ramandolo, fino ad arrivare alla punta in altezza di
413 m di Sedilis (frazione di Tarcento).

Recioto della Valpolicella Docg

20.11.2015

La zona di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Recioto della
Valpolicella" comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Marano, Fumane, Negrar, S.
Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane,
Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese,
S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara.
Le prime tracce del "Recioto della Valpolicella" si hanno nel quarto secolo dopo Cristo, quando
Cassiodoro descriveva l'Acinatico come un vino dolce, «regio per colore... denso e carnoso»,
ottenuto da una speciale tecnica d'appassimento delle uve, per cui è stato ritenuto identificabile
come l'antenato del "Recioto della Valpolicella". Il nome deriva dal termine dialettale "recia", cioè
orecchia, perché solo la parte più alta e meglio esposta del grappolo, quindi più pregiata, poteva
accedere al processo di appassimento.

Recioto di Gambellara Docg

20.11.2015

I vini a denominazione di origine controllata e garantita «Recioto di Gambellara» devono essere
ottenuti dalle uve provenienti, in ambito aziendale, per il 100% dal vitigno Garganega.
I vigneti che alla data di approvazione del presente disciplinare erano già iscritti all'albo della DOC
"Gambellara" sono idonei alla produzione dei vini Recioto di Gambellara.
Gambellara si trova al confine tra Vicenza (22 km) e Verona (30 km), allo sbocco della valle del
Chiampo, sulle ultime propaggini dei Monti Lessini
La vinificazione per la produzione del Recioto deve essere effettuata con uve provenienti da una
zona ben delimitata facente parte dei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e
Montorso Vicentino, previo appassimento naturale.

Recioto di Soave Docg

20.11.2015

Le uve atte a produrre i vini a denominazione di origine controllata "Recioto di Soave"
devono essere prodotte nella zona che comprende in tutto o in parte il territorio dei comuni di
Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di
Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Caldiero, Illasi e
Lavagno in provincia di Verona.
I vini a denominazione di origine controllata e garantita "Recioto di Soave" devono provenire da
vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: Garganega per
almeno il 70%, e per il rimanente da uve del vitigno Trebbiano di Soave (nostrano).

Roero Docg

20.11.2015

La zona di produzione delle uve comprende tutti i territori del «Roero» piu' idonei a garantire ai
vini caratteristiche di cui al presente disciplinare di produzione.
Tale zona, in provincia di Cuneo, comprende per intero il territorio amministrativo del comune di:
Canale, Corneliano d'Alba, Piobesi d'Alba, Vezza d'Alba ed in parte quello dei comuni di:
Baldissero d'Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Monta',
Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d'Alba, Pocapaglia, Priocca, S. Vittoria d'Alba, S.
Stefano Roero, Sommariva Perno.

Romagna Albana Docg

20.11.2015

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione del vino a Denominazione di
Origine Controllata e Garantita "Romagna" Albana comprende in tutto o in parte i comuni appresso
descritti. Tale zona è così delimitata:
Provincia di Forli-Cesena: comuni di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlì, Forlimpopoli,
Meldola, Bertinoro, Cesena, Montiano, Roncofreddo, Savignano sul Rubicone, Longiano.

ATTENZIONE : l'articolo contiene una proposta di modifica del disciplinare di produzione

Rosazzo Docg

20.11.2015

Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita
«Rosazzo» devono essere prodotte in provincia di Udine

La docg  «Rosazzo» è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti dai vigneti aventi,
nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Friulano: per almeno il 50%;
Sauvignon: dal 20% al 30 %;
Pinot bianco e/o Chardonnay: dal 20 al 30%;
Ribolla Gialla: fino al 10%.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la provincia di
Udine, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 5%.
La tradizione vitivinicola della zona è di grande importanza e rilievo storico; la sinergia con
l'Abbazia di Rosazzo, centro religioso, culturale, politico e sociale che sorge nel cuore della
denominazione, ha reso anche possibile la documentazione della produzione vinicola negli ultimi
mille anni.

Ruchè di Castagnole Monferrato Docg

20.11.2015

La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Ruchè di
Castagnole Monferrato" comprende l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Asti:
Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi.
Il vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Ruchè di Castagnole Monferrato"
deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti aventi in ambito aziendale la seguente
composizione ampelografica:  Ruchè: minimo 90%; 
Barbera e Brachetto da soli o congiuntamente: massimo 10%.

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Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti a denominazione di origine controllata (DOC) da almeno dieci anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale.Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; l'esame organolettico inoltre deve essere ripetuto, partita per partita, anche nella fase dell'imbottigliamento. Per i vini DOCG è infine prevista anche un'analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un'apposita commissione; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con il marchio DOCG. Inoltre, la legislazione prevede che le DOCG abbiano facoltativamente (sulla scorta di quello che succede da secoli in Francia con la classificazione legale, di tipo gerarchico-qualitativa, dei cru) una ulteriore segmentazione in alto in sottozone (comuni o parti di esso) o microzone (vigneti o poco più) ovvero la menzione geografica aggiuntiva. In Italia, vi sono alcune DOCG che prevedono questa segmentazione che va considerata come classificazione a sé, ovvero la punta della piramdide qualitativa.

NB: Con il D.L. 61 dell'8 aprile 2010 entrato in vigore dall'11 maggio 2010 la classificazione DOCG, così come la DOC, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

 

 

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