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Vini Docg. I disciplinari di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Barbera del Monferrato Superiore Docg

17.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA 
"BARBERA DEL MONFERRATO SUPERIORE"


Approvato DOC con DPR 09.01.1970 G.U. 72 - 21.03.1970
Approvato DOCG con DM 27.06.2008 G.U. 158 - 08.07.2008
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
1. La Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Barbera del Monferrato Superiore" è
riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente
disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie, specificazioni aggiuntive o menzioni:
Vini rossi:
Barbera del Monferrato Superiore.


Articolo 2
Base ampelografica
1. Il vino "Barbera del Monferrato Superiore" deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti
aventi in ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
Barbera: minimo 85%
Freisa, Grignolino e Dolcetto, da soli o congiuntamente: massimo 15%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
1. La zona di produzione del vino "Barbera del Monferrato Superiore" comprende i territori dei
seguenti comuni:
2. Provincia di Alessandria:
a) Alto Monferrato: Acqui, Alice Bel Colle, Belforte, Bergamasco, Borgoratto Alessandrino,
Bistagno, Carpeneto, Capriata d'Orba, Cartosio, Carentino, Cassine, Cassinelle, Castelletto d'Erro,
Castelletto d'Orba, Castelnuovo Bormida, Cavatore, Cremolino, Denice, Frascaro, Gamalero, S.
Rocco di Gamalero, Grognardo, Lerma, Melazzo, Merana, Malvicino, Molare, Montaldeo,
Montaldo Bormida, Morbello, Morsasco, Montechiaro d'Acqui, Orsara Bormida, Ovada, Pareto,
Ponti, Ponzone, Prasco, Predosa, Ricaldone, Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, Sezzadio, Silvano
d'Orba, Spigno Monferrato, Strevi, Tagliolo, Terzo, Trisobbio, Visone;
b) Basso Monferrato: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Bassignana, Camagna, Camino, Casale
Monferrato, Castelletto Merli, Castelletto Monferrato, Cellamonte, Cereseto, Cerrina, Coniolo,
Conzano, Cuccaro, Fubine, Frassinello Monferrato, Gabiano, Lu Monferrato, Masio, Mirabello
Monferrato, Mombello Monferrato, Moncestino, Montecastello, Murisengo, Occimiano, Odalengo
Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio Monferrato, Ozzano, Pomaro Monferrato, Pecetto di
Valenza, Pietra Marazzi, Pontestura, Ponzano Monferrato, Quargnento, Rosignano Monferrato,
Rivarone, Sala, San Salvatore Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea,
Solonghello, Terruggia, Treville, Valenza, Vignale, Villadeati, Villamiroglio. Nei comuni di
Coniolo, di Casale Monferrato e di Occimiano e Mirabello la zona di produzione è limitata ai
territori collinari posti sulla destra del fiume Po e che sono delimitati dalla strada di
circonvallazione di Casale uscente dal ponte sul Po in direzione di Alessandria, costeggiante il colle
di S. Anna, attraversante il rione Valentino e la frazione di S. Germano. A sud di Casale il confine
della zona di produzione coincide con la stessa strada nazionale che delimita anche il territorio
collinare del Comune di Occimiano Monferrato, sito alla destra in direzione di Alessandria, fino al
confine amministrativo del comune di Mirabello Monferrato.
Provincia di Asti:
Agliano Terme, Albugnano, Antignano, Aramengo, Asti, Azzano d'Asti, Baldichieri, Belveglio,
Berzano San Pietro, Bruno, Bubbio, Buttigliera d'Asti, Calamandrana, Calliano, Calosso, Camerano
Casasco, Canelli, Cantarana, Capriglio, Casorzo, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castagnole
Monferrato, Castel Boglione, Castell'Alfero, Castellero, Castelletto Molina, Castello d'Annone,
Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo Don Bosco, Castel Rocchero, Celle
Enomondo, Cerreto d'Asti, Cerro Tanaro, Cessole, Chiusano d'Asti, Cinaglio, Cisterna d'Asti,
Coazzolo, Cocconato, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Cortiglione, Cossombrato,
Costigliole d'Asti, Cunico, Dusino San Michele, Ferrere, Fontanile, Frinco, Grana, Grazzano
Badoglio, Incisa Scapaccino, Isola d'Asti, Loazzolo, Maranzana, Maretto, Moasca, Mombaldone,
Mombaruzzo, Mombercelli, Monale, Monastero Bormida, Moncalvo, Moncucco Torinese,
Mongardino, Montabone, Montafia, Montaldo Scarampi, Montechiaro d'Asti, Montegrosso d'Asti,
Montemagno, Montiglio Monferrato, Moransengo, Nizza Monferrato, Olmo Gentile, Passerano
Marmorito, Penango, Piea, Pino d'Asti, Piovà Massaia, Portacomaro, Quaranti, Refrancore,
Revigliasco d'Asti, Roatto, Robella, Rocca d'Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta
Tanaro, San Damiano d'Asti, San Giorgio Scarampi, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto,
San Paolo Solbrito, Scurzolengo, Serole Sessame, Settime, Soglio, Tigliole, Tonco, Tonengo,
Vaglio Serra, Valfenera, Vesime, Viale d'Asti, Viarigi, Vigliano, Villafranca d'Asti, Villa San
Secondo, Vinchio.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a
Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Barbera del Monferrato superiore" devono
essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le
specifiche caratteristiche di qualità previste dal presente disciplinare.
2. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti
che seguono:
terreni: i terreni argillosi, limosi, sabbiosi e calcarei, nelle loro combinazioni;
giacitura: esclusivamente collinare. Sono esclusi i terreni di fondovalle, quelli umidi e quelli non
sufficientemente soleggiati;
altitudine: non superiore a 650 metri s.l.m.;
esposizione: adatta ad assicurare un'idonea maturazione delle uve;
Sono ammessi i reimpianti dei vigneti nelle attuali condizioni di esposizione. Per i nuovi impianti è
esclusa l'esposizione a nord;
densità d'impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari dell'uva e
del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un
numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto di impianto, non inferiore a 3500;
forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forme di allevamento: la
controspalliera con vegetazione assurgente; sistemi di potatura: il Guyot tradizionale, il cordone
speronato basso e/o altre forme comunque atte a non modificare in negativo la qualità delle uve);
è vietata ogni pratica di forzatura.
3. Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione del vino
"Barbera del Monferrato superiore" ed i titoli alcolometrici volumici minimi naturali delle relative
uve destinate alla vinificazione devono essere rispettivamente le seguenti:
Vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
"Barbera del Monferrato superiore" 9000 12,50% vol
La quantità massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui all'art. 1 con la menzione
aggiuntiva "vigna" seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale deve essere di 8.000 Kg per
ettaro di coltura specializzata.
Le uve destinate alla produzione dei vini di cui all'art. 1 che intendano fregiarsi della specificazione
aggiuntiva "vigna" debbono presentare un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di
13,00%
In particolare, per poter utilizzare la menzione aggiuntiva "vigna", il vigneto di età inferiore ai sette
anni, dovrà avere una resa ettaro ulteriormente ridotta come di seguito indicato:
al terzo anno di impianto:
vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" 4.800 13,00% vol.
Al quarto anno di impianto:
vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" 5.600 13,00% vol.
Al quinto anno di impianto:
vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" 6.400 13,00% vol.
Al sesto anno di impianto:
vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" 7.200 13,00% vol.
Dal settimo anno di impianto in poi:
vini Resa uva kg/ha Titolo alcolometrico
vol. min. naturale
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" 8.000 13,00% vol.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione del vino a
Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Barbera del Monferrato superiore" devono
essere riportati nel limite di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% il limite
medesimo, fermo restando il limite resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
4. In caso di annata sfavorevole, se necessario, la regione Piemonte fissa una resa inferiore a quella
prevista dal presente disciplinare anche differenziata nell'ambito della zona di produzione di cui
all'art. 3.
5. I conduttori interessati che prevedano di ottenere una resa maggiore rispetto a quella fissata dalla
regione Piemonte, ma non superiore a quella fissata dal precedente punto 3, dovranno
tempestivamente, e comunque almeno 5 giorni prima della data di inizio della propria vendemmia,
segnalare, indicando tale data, la stima della maggior resa, mediante lettera raccomandata agli
organi competenti per territorio preposti al controllo, per consentire gli opportuni accertamenti da
parte degli stessi.
6. Nell'ambito della resa massima fissata in questo articolo, la Regione Piemonte, su proposta del
Consorzio di Tutela può fissare limiti massimi di uva da rivendicare per ettaro inferiori a quello
previsto dal presente disciplinare in rapporto alla necessità di conseguire un miglior equilibrio di
mercato.
In questo caso non si applicano le disposizioni di cui al comma 5.
7. I vigneti iscritti allo schedario viticolo con idoneità alla DOCG Barbera d'Asti non possono
essere idonei allo DOC Barbera del Monferrato.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Per il vino DOCG Barbera del Monferrato superiore le operazioni di vinificazione e di
invecchiamento devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione di cui all'art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali è consentito che tali operazioni siano effettuate
nell'ambito dell'intero territorio della Regione Piemonte.
2. La resa massima dell'uva in vino finito non dovrà essere superiore a:
Vini Resa (uva/vino) Produzione max di
vino (litro ad ettaro)
Barbera del Monferrato
Superiore non sup. al 70% 6.300
Per l'impiego della menzione "vigna", fermo restando la resa percentuale massima uva/vino di cui
al paragrafo sopra, la produzione massima di vino in l/ha ottenibile è determinata in base alle
rispettive rese uva in Kg/ha di cui all'art. 4 punto 3.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non avrà
diritto alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita, oltre detto limite percentuale decade
il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
3. Nella vinificazione e maturazione devono essere seguiti i criteri tecnici più razionali ed effettuate
le pratiche enologiche atte a conferire al vino le migliori caratteristiche di qualità, ivi compreso
l'arricchimento della gradazione zuccherina, secondo i metodi riconosciuti dalla legge.
4. I seguenti vini devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento:
Vini Durata di cui in legno Decorrenza
(botti di rovere di  qualsiasi dimensione)
Barbera del Monferrato
Superiore minimo minimo 6 mesi dal 1° novembre
14 mesi dell'anno di raccolta delle uve
Barbera del Monferrato
Superiore "vigna" minimo minimo 6 mesi dal 1° novembre
14 mesi dell'anno di raccolta delle uve
E' ammessa la colmatura con uguale vino conservato in altri contenitori, per non più del 10% del
totale del volume, nel corso dell'intero invecchiamento obbligatorio.
5. Per le uve "Barbera del Monferrato superiore" la scelta vendemmiale è consentita, ove ne
sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le denominazioni di origine "Monferrato" rosso,
"Monferrato" Chiaretto o Ciaret, "Barbera del Monferrato" e "Piemonte" Barbera.
6. Il vino destinato alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita di cui all'art. 1 può essere
esclusivamente riclassificato con la denominazione di origine controllata "Monferrato" rosso,
"Piemonte" Barbera e purchè corrisponda alle condizioni ed ai requisiti previsti dal relativo
disciplinare, previa comunicazione del detentore agli organi competenti.


Articolo 6
Caratteristiche dei vini al consumo
1. I vini di cui all'art. 1 all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
Barbera del Monferrato superiore:
colore: rosso rubino tendente al rosso granato con l'invecchiamento;
odore: intenso e caratteristico, tendente all'etereo con l'invecchiamento;
sapore: asciutto, tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, di
gusto pieno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol; per la "Barbera del Monferrato
superiore" con indicazione di "vigna": 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.
estratto non riduttore minimo: 25,0 g/l;
2. E' in facoltà del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali modificare i limiti
dell'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo con proprio decreto.


Articolo 7
Designazione e presentazione
1. Nella designazione e presentazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita
"Barbera del Monferrato superiore" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle
previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine",
"naturale", "scelto", "selezionato", "vecchio", e simili.
2. Nella designazione e presentazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita
"Barbera del Monferrato superiore" è consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a
nomi o ragioni sociali o marchi privati, purché non abbiano significato laudativo, non traggano in
inganno il consumatore.
3. Nella designazione e presentazione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita
"Barbera del Monferrato Superiore " la denominazione di origine può essere accompagnata dalla
menzione "vigna" purché sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione
e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo
toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei
documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi dell'art. 6
comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010(allegato 1).
L a menzione "vigna" seguita dal relativo toponimo deve essere riportata in etichetta con caratteri di
dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la denominazione di origine Barbera
del Monferrato superiore.
4. Nella designazione e presentazione dei vini a DOCG "Barbera del Monferrato Superiore" è
obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
1. Le bottiglie in cui viene confezionato il vino di cui all'art. 1 per la commercializzazione devono
essere di vetro, di forma e colore tradizionale, di capacità consentita dalle vigenti leggi, ma
comunque non inferiori a 18,7 cl e con l'esclusione del contenitore da 200 cl..
Tuttavia è consentito a solo scopi promozionali o in concomitanza di particolari eventi utilizzare per
tutti i vini della denominazione controllata e garantita "Barbera del Monferrato Superiore" il
confezionamento in recipienti di vetro della capacità di 600 cl, 900 cl e 1200 cl.
2.E vietato il confezionamento e la presentazione in bottiglie che possano trarre in inganno il
consumatore o che siano comunque tali da offendere il prestigio del vino.


Articolo 9
Legame con l'ambiente
A) Informazioni sulla zona geografica.
La zona di produzione comprende la Provincia di Asti e parte della provincia di Alessandria. Si
tratta di un sistema collinare poco elevato, compreso per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine,
caratterizzato da clima temperato o temperato-caldo (circa 1800 gradi giorno), poco ventoso e con
una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.
La Barbera del Monferrato Superiore rappresenta la volontà dei produttori della zona di offrire un
vino importante che evidenzi i pregi del territorio. La tipologia Superiore nasce dai grappoli più
maturi e permane in cantina ad affinarsi per un periodo minimo di 14 mesi, dei quali almeno 6 in
botti di legno. Il sitema di potatura più utilizzato è il Guyot, in quanto è quello che si adatta meglio
alle interazioni vitigno-clima della zona.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
L'area di produzione del Barbera del Monferrato si sovrappone in buona parte con quella del
Barbera d'Asti, al centro del cosiddetto bacino terziario piemontese; i suoli sono quindi
prevalentemente calcarei, di media profondità e poggianti su matrici rocciose calcareo
arenaceo.marnose ma comprende alcune piccole aree di paleosuoli o terre rosse a reazione acida
(Cassine, Mantovana, Quargnento, Masio) che non sono comprese nel disciplinare del Barbera
d'Asti.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui
alla lettera B).
Nella "Ampelografia della Provincia di Alessandria" di Leardi e Demaria, del 1873 si legge a
proposito del Barbera: "È vitigno conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell'
Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato".


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale:
Via Piave, 24
00187 - ROMA
Tel. +3906-45437975
mail: info@valoritalia.it
Sede operativa per l'attività regolamentata:
Via Valtiglione, 73
14057 - ISOLA D'ASTI (AT)
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i
prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a
campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 

 

 

 

 

PROPONI LA NOTIZIA

OkNotizie     

 

Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti a denominazione di origine controllata (DOC) da almeno dieci anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale.Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; l'esame organolettico inoltre deve essere ripetuto, partita per partita, anche nella fase dell'imbottigliamento. Per i vini DOCG è infine prevista anche un'analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un'apposita commissione; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con il marchio DOCG. Inoltre, la legislazione prevede che le DOCG abbiano facoltativamente (sulla scorta di quello che succede da secoli in Francia con la classificazione legale, di tipo gerarchico-qualitativa, dei cru) una ulteriore segmentazione in alto in sottozone (comuni o parti di esso) o microzone (vigneti o poco più) ovvero la menzione geografica aggiuntiva. In Italia, vi sono alcune DOCG che prevedono questa segmentazione che va considerata come classificazione a sé, ovvero la punta della piramdide qualitativa.

NB: Con il D.L. 61 dell'8 aprile 2010 entrato in vigore dall'11 maggio 2010 la classificazione DOCG, così come la DOC, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

 

 

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