Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

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Assisi Doc

08.10.2015

L'area di produzione dei vini D.O.C. «Assisi» comprende parte dei territori comunali di: Assisi. 
Perugia e Spello.

Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano come la coltivazione della vite fosse molto diffusa 
fin dal tempo degli Etruschi, prima dell'arrivo dei Romani i quali, a loro volta, danno un forte 
impulso alla viticoltura locale. L'esperienza dei Romani non va perduta nel Medioevo: tutti gli 
statuti medievali citano infatti la vite. Nello statuto del comune di Assisi nel 1459, il quinto libro 
"De damnis datis" contiene disposizioni miranti alla salvaguardia dei frutti della terra, in particolare 
della vite: provvedimenti molto rigorosi sono previsti per i ladri e per coloro che arrecano danni alla 
vigna, "guai a chi sarà trovato in possesso di uva senza avere viti!"

Atina Doc

08.10.2015

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata
«Atina» ricade nella Provincia di Frosinone e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o in
parte dei territori amministrativi dei comuni: Atina, Gallinaro, Belmonte Castello, Picinisco,
Sant’Elia Fiumerapido, Alvito, Villa Latina, San 
Donato Val di Comino, Vicalvi, Casalattico,
Casalvieri, Settefrati.

Aversa Doc

08.10.2015

Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Aversa Asprinio” devono essere prodotte nella 
zona che comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di:
In provincia di Caserta:
Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, 
Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, 
Teverola, Trentola – Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno.
In provincia di Napoli: 
Giugliano, Qualiano, Sant’Antimo.

Bagnoli di sopra o Bagnoli Doc

08.10.2015

La zona di produzione delle uve per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata 
«Bagnoli di Sopra» o «Bagnoli» comprende l’intero territorio dei comuni di: Agna, Arre, Bagnoli di 
Sopra, Battaglia Terme, Bovolenta, Candiana, Due Carrare, Cartura, Conselve, Monselice, 
Pernumia, S. Pietro Viminario, Terrassa e Tribano, tutti in provincia di Padova.
La zona di produzione delle uve per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata 
«Bagnoli di Sopra» o «Bagnoli» designabili con la menzione "Classico" interessa l’intero territorio 
del comune di Bagnoli di Sopra.

Barbera d'Alba Doc

08.10.2015

La denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” è riservata ai vini rossi ottenuti dalle 
uve provenienti dai vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Barbera dall’ 85% al 100%, Nebbiolo da 0 a 15 %.
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine “Barbera d’Alba” devono 
essere prodotte nella zona di origine costituita dall’intero territorio dei comuni di:
Alba, Albaretto della Torre, Barbaresco, Barolo, Borgomale, Camo, Canale, Castagnito, 
Castellinaldo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Castino, Corneliano d’Alba, Cossano Belbo, 
Diano d’Alba, Govone, Grinzane Cavour, Guarene, Magliano Alfieri, Mango, Monforte d’Alba, 
Montelupo Albese, Monticello d’Alba, Neive, Neviglie, Novello, Perletto, Piobesi d’Alba, Priocca, 
Rocchetta Belbo, Roddi, Roddino, Rodello, S. Vittoria d’Alba, S. Stefano Belbo, Serralunga 
d’Alba, Sinio, Treiso, Trezzo Tinella, Verduno, Vezza d’Alba; e in parte dal territorio dei comuni di 
Baldissero d’Alba, Bra, Cortemilia, Cherasco, La Morra, Monchiero, Montà d’Alba, Montaldo 
Roero, Monteu Roero, Narzole, Pocapaglia, S. Stefano Roero e Sommariva Perno, in provincia di 
Cuneo.

Barbera del Monferrato Doc

11.10.2015

La zona di produzione comprende la Provincia di Asti e parte della provincia di Alessandria. Si 
tratta di un sistema collinare poco elevato, compreso per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine, 
caratterizzato da clima temperato o temperato-caldo (circa 1800 gradi giorno), poco ventoso e con 
una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.
Nel Monferrato è tradizionale, ma non sempre praticato, il taglio con una modesta quantità di altre 
uve, principalmente Freisa nell’area casalese e astigiana, dolcetto nell’ovadese. Era tradizione 
monferrina imbottigliare una parte del vino nuova in luna di marzo, quando aveva ancora residui 
zuccherini e quindi rifermentava in bottiglia con presa di spuma. Da questa tradizione deriva il 
Barbera del Monferrato in versione “vivace”. Il sistema di potatura più utilizzato è il Guyot, in 
quanto è quello che si adatta meglio alle interazioni vitigno-clima della zona.

Barco Reale di Carmignano Doc

11.10.2015

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Barco Reale di 
Carmignano” devono essere prodotte all’interno del territorio amministrativo dei comuni di 
Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato.

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Barco Reale di 
Carmignano” devono essere prodotte all’interno del territorio amministrativo dei comuni di 
Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato.


Bardolino Doc

11.10.2015

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione di origine controllata 
"Bardolino" comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, 
Costermano, Cavaion, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, 
Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera, Valeggio.

Collio Goriziano o Collio Doc

11.10.2015

La zona geografica delimitata dall’articolo 3 ricomprende la fascia collinare settentrionale della 
provincia di Gorizia situata tra i fiumi Isonzo a est, Judrio a ovest e il confine di Stato a nord. Tutto ciò 
è posto a ridosso del confine di stato con la Repubblica di Slovenia e la pianura isontina a sud. 
Complessivamente sono circa 1.500 ettari di vigneto in coltura specializzata.
Il territorio si articola in una sequenza di colline che si sviluppano quasi ininterrottamente lungo la 
direttrice est ovest, dando corpo ad ampie superfici felicemente esposte al sole e ideali per praticare una 
viticoltura di gran pregio.
La viticoltura nel Collio viene praticata esclusivamente su terreni collinari. Questi hanno un’altitudine 
che mediamente varia da 60 a 270 metri sul livello del mare.

Barletta Doc

11.10.2015

Le uve destinate alla produzione del vino «Barletta» devono essere prodotte nella zona appresso 
indicata che comprende in tutto il territorio amministrativo comunale di Barletta ed in parte quello 
di Andria e Trani in provincia di BAT (ex BA) e in tutto il territorio comunale di S. Ferdinando di 
Puglia e Trinitapoli (ex FG). 

Bianchello del Metauro Doc

11.10.2015

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini di cui all'art. 1 comprende gli 
interi territori dei comuni di: Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Isola del Piano, 
Fossombrone, S. Ippolito, Montemaggiore, S. Giorgio, Piagge, S. Costanzo, Orciano, Barchi, 
Fratterosa, l'isola amministrativa del comune di Mondavio denominata Cavallara, compresa tra i 
territori comunali di Serrungarina, Montemaggiore, Piagge, S. Giorgio e Orciano, e parte dei 
territori comunali di Urbino e di Fermignano

Bianco Capena Doc

11.10.2015

Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione appresso indicata che comprende tutto il 
territorio amministrativo comunale di Capena e in parte quello di Fiano Romano, Morlupo e 
Castelnuovo di Porto.
La coltivazione della vite in Lazio ha origini antichissime, iniziata sicuramente dagli Etruschi,
raggiunse un notevole progresso, favorito anche da evolute conoscenze tecniche e da materiale
ampelografico di varia origine raccolto attraverso gli ampi rapporti commerciali di questo popolo. 
Gli Etruschi, che i romani chiamavano Tusci, abitavano la riva destra del Tevere ed arrivando dal 
nord della penisola si erano insediati nelle città di Veji (Veio), Caere (Cerveteri), Capena, Falerii 
Novi (Civita Castellana), Lucus Feroniae (nei pressi di Capena), Pyrgi (S.Severa), Sabate
(Trevignano).

Bianco dell'Empolese Doc

11.10.2015

Le uve destinate alla produzione del vino “Bianco dell’Empolese” debbono provenire dalla zona 
di produzione che comprende in provincia di Firenzetutto il territorio amministrativo dei comuni di 
Empoli, Cerreto Guidi, Fucecchio, Vinci, Capraia e Limite, Montelupo Fiorentino.

Reperti archeologici ritrovati presso l’abitato etrusco di Bibbiani- Monteregi (Comune di Capraia e 
Limite) e risalenti al V-IV secolo a. C. raffigurano coppe di vino utilizzate durante le libagioni. [2]
In epoca Romana era presente addirittura una cospicua produzione di anfore vinarie (Anfora di 
Empoli). Dalla zona empolese venivano esportate anfore contenenti vino prodotto in loco che 
seguendo la via fluviale dell’Arno arrivavano a Roma ed in tutto il Mediterraneo. I ritrovamenti di 
anfore di Empoli al di fuori dai centri di produzione testimonia la floridezza della produzione 
vinicola che permetteva di destinare un surplus anche all’esportazione. [3]
Successivamente si ha menzione di terreni coltivatia vite in un atto di donazione del 767 d.C. al 
Monastero di san Bartolomeo in zona Bibbiani. [2]

Bianco di Custoza o Custoza

11.10.2015

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Bianco di Custoza» o 
«Custoza» comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Sommacampagna, Villafranca di 
Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, 
Bussolengo e Sona.

Bianco di Pitignano Doc

11.10.2015

I fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito 
a ottenere i vini del «Bianco di Pitigliano», sono di fondamentale rilievo. In quest’area, infatti, 
esistono testimonianze della coltivazione della vite che risalgono al periodo etrusco, greco e 
romano – l’antica città etrusca di Statonia, nella parte orientale della zona di produzione, le città 
etrusche di Sovana e di Saturnia, più a ovest, le aree di Poggio Buco, nella parte meridionale, e di 
Ghiaccio Forte, a ovest di Manciano, sono solo alcuni esempi di insediamenti più o meno 
rilevanti – come testimoniano alcuni reperti; in particolare, presso Marsiliana lungo il corso del 
fiume Albegna, è stato rinvenuto un numero consistente di vasellame e pithoi (recipienti 
particolari per la raccolta del vino proveniente dalla pigiatura delle uve e dai torchi), 
probabilmente poiché il luogo corrispondeva a un vero e proprio centro di raccolta per i vini che 
provenivano dalle aree più interne (colline di Manciano, Pitigliano e Scansano), trasportati lungo 
il corso del fiume; nelle necropoli di Vitozza e Sovana, invece, sono state rinvenute cantine 
scavate direttamente nel tufo, e un esempio ancor oggi chiaramente visibile lo si ha visitando la 
fortezza Orsini a Sorano.

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