Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

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San Colombano al Lambro o San Colombano Doc

13.11.2015

Le uve destinate alla produzione dei vini della denominazione di origine controllata "San
Colombano al Lambro" o "San Colombano", devono essere prodotte esclusivamente nella zona
collinare che comprende parte del territori amministrativi dei comuni di: San Colombano al Lambro
in provincia di Milano, Graffignana e Sant'Angelo Lodigiano in provincia di Lodi, Miradolo Terme
e Inverno Monteleone in provincia di Pavia.

La diffusione della viticoltura nella zona di San Colombano risale all'epoca del Sacro Romano
Impero Romano, dimostrata da un documento del 918 d.c. in cui l'imperatore Corrado I menziona
la zona vitivinicola. È da sottolineare l'addensarsi di ritrovamenti archeologici che rappresentano
l'indice evidente della presenza di numerosi micro insediamenti sparsi su tutta l'area, ma soprattutto
in prossimità delle pendici del colle rivolte ad oriente. Alcune ricerche evidenziano che i tanti
insediamenti erano agevolati dalla comunicazione diretta e abbastanza rapida da Milano capitale:
oltre alla autostrada fluviale rappresentata dal Lambro, vi era una via terrestre denominata il
sentiero per Milano, collegata alla importante Ticinum-Placentia.

San Gimignano Doc

13.11.2015

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata "San Gimignano" ricade nella provincia di Siena e comprende i terreni vocati alla qualità
dell'intero territorio amministrativo del Comune di San Gimignano

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere vini rossi a San Gimignano: infatti la presenza della
viticoltura nell'area di San Gimignano risale all'epoca etrusca, di cui si hanno numerose
testimionianze archeologiche. Per secoli la produzione e la vendita del vino ha rappresentato la
principale attività agricola ed economica, e non solo della famosa Vernaccia di San Gimignano ma
anche dei vini rossi e anzi, la produzione di vino rosso è sempre stata superiore a quella del bianco.
Tra il Medioevo e il Rinascimento le vigne di San Gimignano producevano sia vino bianco che
'vermiglio', un rosso corposo già molto stimato.

San Ginesio Doc

14.11.2015

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «San Ginesio» comprende i
territori dei comuni di San Ginesio, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Ripe
San Ginesio, Gualdo, Colmurano, Sant'Angelo in Pontano, Loro Piceno, situati nella provincia di
Macerata

Le più antiche testimonianze della presenza della vite nel territorio interessato alla produzione
dell'attuale vino a denominazione d'origine "San Ginesio" ci giungono grazie al lavoro degli storici
ginesini Salvi e Severini che nel 1541, trascrivendo le cronache dell'epoca, riferiscono di donazioni
di fondi rustici coltivati a vigneto avvenute nel 1040. Del permanere dell'ampia diffusione della
viticoltura nella zona, destinata alla produzione di vini bianchi e rossi, è fatta menzione nel testo
storico "Caldarola e i suoi anni – Ritagli storici" di Giuseppe Caramelli (Camerino, 1881), in cui
viene citato il riconoscimento ottenuto da un produttore locale nell'esposizione enologica
camerinese svoltasi nei primi dell'800.

San Martino della Battaglia Doc

14.11.2015

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia"
comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengoin
provincia di Brescia e di Peschiera, in provincia di Verona.

Questa zona in particolare, famosissima per il suo vino bianco, ha una storia viticola che si
suddivide in due periodi: il primo, che va dall'antichità più remote fino a una sessantina di anni fa,
legato al Lugana vero e proprio, ed un secondo, più recente ove si inserisce il Tocai. Nessun
geografo o storico aveva, in passato, delimitato i confini di questa zona, ma la zona si identificava
nella struttura del suo terreno e dal vino che in essa veniva prodotto. Il terreno agrario aveva bordi
molto frastagliati e, vicino ad un nucleo centrale e ben identificabile, vi erano lingue di terreno ed
isolette esterne al perimetro centrale che ne hanno sempre impedito una netta delimitazione. Gli
agricoltori della zona coltivarono, con fortuna, il vitigno Trebbiano nell'argilla della Lugana,
espandendo la coltivazione dal centro verso la periferia, tuttavia le caratteristiche del vino ottenuto
alla periferia, legate essenzialmente alla natura del terreno, quando si usciva dal terreno tipico,
venivano perse irrimediabilmente. Pertanto in questa zona il Lugana, tranne quello prodotto nelle
isole di terreno uguali a quello della Lugana vera e propria, non era di qualità simile al vero vino
Lugana, e portandone il nome, si penso che con il tempo si sarebbe creato confusione nel
consumatore. Così l'ispettorato provinciale dell'Agricoltura di Brescia, preoccupato di
salvaguardare il buon nome del Lugana e di permettere la coltivazione della vite in questa zona,
fortemente vocata, consigliò, dopo accurati esami dei vigneti esistenti in zona, il vitigno "Tocai
Friulano", determinando così il nuovo periodo.

Vino prodotto in due Regioni


San Severo Doc

14.11.2015

I vini San Severo bianco, rosato e rosso, devono essere prodotti nella zona di produzione che
comprende per intero i territori dei comuni di San Severo (comprese le 
due frazioni denominate
Salsola e Vulganello del comune di San Severo ricadenti in territorio di 
Foggia), Torremaggiore
(compresa la frazione di Castelnuovo della Daunia, Masseria Monachelle, 
inclusa nel territorio
di Torremaggiore), San Paolo di Civitate e parte dei territori dei comuni di 
Apricena, Lucera,
Poggio Imperiale e Lesina.

San Torpè Doc

14.11.2015

Le uve destinate alla produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata «San Torpè»
debbono provenire dalla zona di produzione che comprende l'intero territorio amministrativo dei
seguenti Comuni: Casciana Terme, Capannoli, Chianni, Crespina, Lari, Palaia, Ponsacco e
Terricciola, nonché parte del territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Cascina Fauglia,
Lajatico, Lorenzana, Montopoli Valdarno, Peccioli Pontedera, Santa Luce e S. Miniato in provincia
di Pisa e del comune di Collesalvetti in provincia di Livorno.

Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese o Sangue di Giuda Doc

14.11.2015

L'area del "Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese" o "Sangue di Giuda" è compresa all'interno del
territorio dell'Oltrepò Pavese, il quale, a sua volta, si colloca all'interno del bacino padano,
delimitato dalle catene alpina ed appenninica e con una apertura principale verso est; in particolare
la fascia collinare pavese si inserisce nella fascia appenninica che dal Piemonte si spinge verso
l'Emilia. L'area è caratterizzata da solchi vallivi con direzione prevalente da sud verso nord.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nella zona di produzione delimitata .
Tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione é consentito che tali operazioni siano

effettuate nell'intero territorio della provincia di Pavia, nonché nelle frazioni di Vicobarone e Casa
Bella nel comune di Ziano Piacentino in provincia di Piacenza.
La leggenda narra che Giuda, passato a peggior vita di quella tristemente condotta sulla terra, si
fosse amaramente pentito di aver tradito Gesù, il quale, in segno di perdono, lo avrebbe fatto
resuscitare. Giuda sarebbe ricomparso in carne ed ossa in Oltrepò, precisamente a Broni.
Riconosciutolo, i cittadini del posto decisero di ucciderlo, essendo il traditore di Gesù. Giuda si
salvò grazie a un dono che fece ai viticoltori locali: risanò le loro viti dalla malattia che a quel
tempo le aveva colpite. Per ringrazialo, i viticoltori gli dedicarono il nome del loro vino dolce rosso.
Il "Sangue di Giuda" gode di un elevato grado di tipicità: si tratta di un prodotto che può nascere
solo ed esclusivamente nel territorio dell'Oltrepò Pavese.

Vino prodotto in due Regioni


Sannio Doc

14.11.2015

La zona geografica delimitata comprende l'intero territorio amministrativo della Provincia di
Benevento.
In base ai ritrovamenti effettuati ed a studi realizzati si può affermare che la coltivazione della vite
nella provincia di Benevento ha origini antiche risalenti al II secolo a.C.
Nel paese di Dugenta fu ritrovato un imponente deposito, con relativo forno di produzione, di
anfore utilizzate per la conservazione ed il commercio del vino. Gli studiosi hanno convenuto che
sicuramente questa era una fabbrica di anfore costruita in una area particolarmente idonea alla
produzione e allo smercio del vino, situata lungo la riva sinistra del fiume Volturno del quale è
affluente il fiume Calore che attraversa l'intera provincia di Benevento.
Le anfore ritrovate in provincia di Benevento, venivano prodotte solo in due luoghi, a Dugenta e ad
Anzio e venivano utilizzate in un area compresa tra l'Etruria meridionale, Lazio, Campania e
Sannio.

Santa Margherita di Belice Doc

14.11.2015

Le uve destinate alla produzione di vini con la denominazione <<Santa Margherita di Belice>> devono
provenire dai vigneti ricadenti nell'ambito dei comuni di Santa Margherita di Belice e Montevago, in
provincia di Agrigento.

La zona di produzione della DOC "Santa Margherita di Belice" appartiene ad una plaga di
antichissima tradizione vitivinicola; la presenza della vitivinicoltura è testimoniata dai tempi della
colonizzazione greca in Sicilia.
L'intensa attività agricola a vocazione vitivinicola persiste anche durante il periodo di Roma
imperiale.
Il Medio Evo non ha lasciato alcun elemento di memoria storicamente rilevante, tuttavia si ritiene
che le attività agricole legate al settore vitivinicolo e olivicolo siano perdurate nel tempo, quando
l'economia agricola esordisce verso indirizzi più moderni.

Sant'Antimo Doc

14.11.2015

La zona di produzione delle uve dei vini DOC "Sant'Antimo" comprende, in provincia di Siena,
la località Sant'Antimo parte del territorio amministrativo del comune di Montalcino. 

La denominazione trae origine da uno dei monumenti simbolo di Montalcino in provincia di Siena,
l'abbazia romanica di Sant'Antimo, ed è stata voluta dai produttori per valorizzare tutti quei vitigni
di qualità che hanno raggiunto gradimento tra i consumatori.
Molte notizie storiche testimoniano la produzione di vini da parte dei Monaci dell'Abbazia di
Santa'Antimo, la quale si trovava sul percorso della via Francigena, sulla quale transitavano molti
pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma. Sant'Antimo è stata fondata da Carlo
Magno nel IX secolo e pertanto ha rappresentato da sempre un punto di riferimento per la
produzione agricola e quindi anche vitivinicola del territorio.

Sardegna Semidano Doc

14.11.2015

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento del vino atto ad essere designato con la
denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" comprende l'intero territorio della
regione Sardegna.
La zona di produzione del vino a denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano"
designato con la sottozona "Mogoro", comprende l'intero territorio dei comuni di Baressa,
Gonnoscodina, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu, Simala, Siris e Uras in provincia di
Oristano e Collinas, Sardara e Villanovaforru in provincia del Medio Campidano.

Savuto Doc

14.11.2015

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine
Controllata "Savuto" comprende in parte i comuni appresso descritti:
provincia di Cosenza:
Rogliano, S. Stefano di Rogliano, Marzi, Belsito, Grimaldi, Altilia, Aiello Calabro, Cleto, Serra
Aiello, Pedivigliano, Malito, Amantea, Scigliano, Carpanzano.
provincia di Catanzaro:
Motta S. Lucia, Martirano Vecchio, Martirano Lombardo, S. Mango d'Aquino, Nocera Terinese e
Conflenti.

Scavigna Doc

14.11.2015

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine
Controllata "Scavigna" comprende in parte i comuni di Nocera Terinese e di Falerna, in provincia
di Catanzaro

A portare la vite in Calabria, furono, ancor prima dei Greci, i Fenici. Sia gli uni che gli altri
impiantarono nella regione vitigni pregiati, e li coltivarono ottenendo ottimi prodotti da
commerciare con altri popoli, tanto che la viticoltura in Calabria continua ancora oggi a rivestire un
ruolo fondamentale per l'economia della regione, con un patrimonio di varietà locali e tradizionali
dalle quali si producono vini di elevata qualità. La storia millenaria sancita in numerosi documenti
costituisce un esempio concreto della particolare influenza esistente tra l'ambiente e gli abitanti del
luogo che hanno determinato la produzione di un vino particolare ed apprezzato quale ò lo
Scavigna. È vino di antichissime origini. Il nome deriva dal greco (scavare, zappare la vite) e
sintetizza mirabilmente l'antica vocazione del territorio: zona dove si scava il terreno per impiantare
la vigna.

Sciacca Doc

14.11.2015

L'areale di coltivazione dei vini DOC Sciacca si colloca nel versante occidentale della provincia di
Agrigento e comprende i territori comunali di Sciacca e Caltabellotta, con una superfice territoriale
complessiva di Ha 31352 ed una superficie vitata di Ha 3.160.

La viticoltura si diffuse largamente nel territorio della DOC Sciacca nel 1966, con la conversione
dei seminativi e dei mandorleti in vigneti, poiché l'uva assicurava un reddito maggiore.
Dal 1970 si assistette ad una considerevole espansione della viticoltura, tant'è che presso la Cantina
Sociale Enocarboj furono conferite 45.000 quintali d'uva, con una produzione pari a 33.000 ettolitri
di vino.
Il prodotto veniva venduto ai commercianti marsalesi che lo vendevano in Francia. Il vino Siciliano
e quello di Sciacca in particolare avevano trovato un sicuro mercato.
Il primo vino in bottiglia prodotto dalla Cantina Sociale Enocarboj ebbe il nome di Trebbiano di
Sicilia.

Serrapetrona Doc

14.11.2015

La zona di produzione del vino «Serrapetrona» comprende in tutto il territorio del comune di
Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche

Il territorio delimitato con al centro il paese di Serrapetrona subisce nel periodo medioevale tutte le
vicende del Comune di Camerino e della Signoria dei "Da Varano", che nomina il Podestà di Serra,
e regola i rapporti tra questa e la Chiesa romana.
Già nel 1132 c'è il primo riferimento al nome del paese dettato dalla dominazione longobarda e lo
stemma comunale riporta tra l'altro una vite con grappoli.
Dopo l'unità d'Italia si avviano iniziative per lo sviluppo dell'attività agricola e per il sostentamento
delle popolazioni. Già nel 1872 Serrapetrona si distingue alla prima esposizione e fiera enologica
del circondario di Camerino. Pur esistendo citazioni sulla viticoltura e sulla sua trasformazione in
vino fin dal secolo XV, non compare ancora la parola "Vernaccia". Questa può spiegarsi con il
lungo stagionamento dei grappoli prima della pigiatura e della successiva fermentazione che rende
degustabile il vino non prima della primavera (dal latino "ver").
Nel 1562 la coltivazione della vite nella provincia di Camerino si distingueva per qualità e
quantità;cosi riferiscono le cronache del tempo.

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