Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

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Riviera del Garda Bresciano o Garda Bresciano Doc

13.11.2015

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Riviera del Garda Bresciano" o
"Garda Bresciano" comprende l'intero territorio dei seguenti comuni: Limone sul Garda, Tremosine,
Tignale, Gargnano, Capo Valle, Idro, Treviso Bresciano, Provaglio Valsabbia, Sabbio Chiese,
Vobarno, Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Salò, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Gavardo,
San Felice del Benaco, Puegnago, Muscoline, Manerba del Garda, Polpenazze, Moniga del Garda,
Soiano del Lago, Calvagese della Riviera, Padenghe del Garda, Bedizzole, Lonato, Desenzano del
Garda, Pozzolengo e Sirmione.

Riviera Ligure di Ponente Doc

13.11.2015

La zona geografica riferita al territorio della Denominazione di Origine Riviera Ligure di Ponente
ricade nella parte orientale della Regione Liguria, in 3 Province (Genova, Savona e Imperia); per
tale estensione il panorama viticolo è molto differenziato con vigneti situati per la maggior parte in
bassa - media collina anche nelle zone più interne, per la gran parte su versanti terrazzati anche
acclivi.
Il prodotto deve le sua caratteristiche alle particolari condizioni pedoclimatiche. La Riviera di
Ponente è una fascia di terra collinare affacciata sul Mediterraneo e protetta a nord dalle ultime
propaggini delle Alpi, sono valli strette e ripidi pendii. Inoltre le cultivar di vite specifiche
interessate a questa denominazione, Pigato, Rossese e Granaccia che sono presenti quasi
esclusivamente in questa zona, legittimano la rivendicazione di tale denominazione e non si
ritrovano in altre aree vitate.

L'introduzione e la diffusione della vite è storicamente attribuita ai marinai e ai commercianti che
dall'alto medioevo hanno introdotto le cultivar da altri territori, che si sono poi localmente
selezionate ed adattate, e migliorarono le tecniche di coltivazione insegnando l'utilizzo dei
terrazzamenti con la costruzione dei muretti a secco.

Roma Doc

13.11.2015

La zona geografica delimitata ricade nella parte centrale della regione Lazio, si estende su una
superficie di circa 330.000 ettari e comprende i territori litoranei, la Sabina romana, i Colli Albani, i
Colli Prenestini e parte della Campagna romana, in provincia di Roma.

I Romani fin dall'epoca dei re appresero dagli Etruschi le tecniche vitivinicole: nel II° secolo a.C: la
vitivinicoltura raggiunse livelli molto elevati ed il vino era consumato anche in locali pubblici di
vendita (thermopolia). Molto rilevante era l'esportazione, tanto che il porto di Ostia divenne un vero
emporio vinario. Con la crisi dell'Impero romano (III-IV secolo d.C) causata dalle lotte interne,
dalle invasioni dei barbari, dal disordine politico e amministrativo e dall'insicurezza pubblica, iniziò
anche il declino della viticoltura: molti agricoltori, inoltre, estirpavano i vigneti per non subire le
forti tasse cui erano assoggettati, tanto che nel IV secolo l'imperatore Teodosio, per frenare questo
fenomeno, decise la pena di morte per chi - sacrilega falce - tagliava le viti. Verso la fine
dell'Impero Romano di Occidente, la superficie viticola aveva subito una sensibile riduzione,
mantenendosi in prevalenza nelle aree vicine alla città di Roma.

Romagna Doc

13.11.2015

Il disciplinare "Romagna" DOC tiene conto delle aree di insediamento storiche e tradizionali della
viti-vinicoltura romagnola, esaltando le migliori espressioni dell'interazione "vitigno/ambiente".
L'areale di coltivazione di Sangiovese, Albana, Trebbiano romagnolo, Bombino bianco e Terrano
comprende parte dei territori di quattro province (Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), con
particolare riferimento alla collina, e si possono individuare due zone principali ben distinte: una
pre-collinare, che si estende dalle falde delle ultime formazioni collinari degli Appennini fino alla
via Emilia, comprendendo una fascia di terreni tendenzialmente piani appartenenti al Quaternario
recente, e una zona nettamente collinare ascrivibile all'era Terziaria. 

Attenzione : l'articolo contiene una proposta di modifca al disciplinare di produzione

Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua Doc

13.11.2015

La zona di produzione del vino "Rossese di Dolceacqua" o "Dolceacqua" comprende in tutto i
territori dei comuni di Dolceacqua, Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Isolabona,
Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima e Soldano, nonché la frazione
Vallecrosia Alta, del comune di Vallecrosia, e quella di Mortola Superiore, S. Bartolomeo –
Carletti, Ville, Calandri, S. Lorenzo, S. Bernardo, Sant'Antonio, Sealza, Villatella, Calvo-S.
Pancrazio, Torri, Verrandi e Calandria di Trucco del comune di Ventimiglia, e quella parte del
territorio del comune di Vallebona che è situata sulla riva destra del torrente Borghetto.

Nella seconda metà del XIII secolo, i vigneti, consociati sovente ai ficheti secondo il sistema
dell'"aggrego", costituiscono ormai l'elemento predominante del paesaggio agrario nelle valli
intemelie tracciate dai corsi d'acqua Roia, Nervia e Verbone. Documentazione commerciale tra il
centro di Ventimiglia e il porto di Geova, risalente al 1258-59, cita quantità notevoli (oltre 21.000
lt.) di vino rosso "Vermiglio" certamente il primitivo modello dell'attuale Rossese, di cui si farà
menzione nei secoli seguenti. Le fonti rivelano anche l'ubicazione di molti terreni vitati in siti
tuttora riconoscibili: nella piana di Latte e sui declivi collinari che delimitano la valletta omonima, a
Roverino e Santo Stefano in Val Roia, a Seborino, San Pietro, Sant'Andrea e San Giorgio in Val
Nervia, a San Vincenzo e in Verbone lungo il torrente di Vallecrosia, a Borghetto e Vallebona
nell'immediato retroterra dell'abitato attuale di Bordighera.

Rosso Conero Doc

13.11.2015

La zona di produzione del vino «ROSSO CÒNERO» comprende l'intero territorio comunale di
Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo Numana e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo
Che i Piceni conoscessero l'uva e il vino è dimostrato dal ritrovamento archeologico di circa 200
vinaccioli di Vitis Vinifera in una tomba in quel di Matelica del VII sec. a.c..L'influenza di Roma
consentì a Plinio di descrivere un centinaio di varietà di viti coltivate nell'area Picena al suo tempo
e di dire "sul mare Adriatico si può citare, fra gli altri, il vino "Pretoriano" prodotto nella zona di
Ancona". E, ancora, Apicio Marco Gavio, personaggio romano di arte culinaria, ricorda un vino
"anconetanum", rosso e piuttosto corposo.

Rosso di Cerignola Doc

13.11.2015

Le uve destinate alla produzione del vino "Rosso di Cerignola" devono essere prodotte nella zona
che comprende: il territorio del comune di Cerignola, salvo la parte non idonea a produzioni
vinicole con le caratteristiche previste dal presente disciplinare; l'intero territorio dei comuni di
Stornara e Stornarella; le isole amministrative del comune di Ascoli Satriano intercluse nel territorio
del comune di Cerignola.

Rosso di Montalcino Doc

13.11.2015

Il territorio di produzione del vino Rosso di Montalcino, che corrisponde all'area del comune di
Montalcino in provincia di Siena, si trova nella Toscana sud-orientale a 40 chilometri a sud della città
di Siena. Il territorio di produzione, che ha una superficie complessiva di 243,62 chilometri quadrati, è
delimitato dalle valli dei tre fiumi Orcia, Asso e Ombrone, assume una forma quasi quadrata, i cui lati
misurano mediamente 15 chilometri.
La produzione di un vino rosso giovane è presente da molto tempo sul territorio di Montalcino. Nel
tempo questo vino è stato designato in vari modi ed ha assunto un ruolo rilevante nel territorio di
Montalcino. Sono note informazioni di un vino che veniva chiamato Vermiglio e era prodotto per
essere consumato in tempi relativamente brevi per le sue caratteristiche di freschezza e fragranza.
Nella seconda parte del XIX secolo esisteva la produzione di un vino definito come "Rosso" e uno di
questi fu premiato con medaglia di bronzo nel 1869

Rosso di Montepulciano Doc

13.11.2015

l comprensorio del vino "Rosso di Montepulciano" ricade interamente nel Comune di
Montepulciano, in provincia di Siena. Ad eccezione della zona di fondovalle nella Valdichiana,
esclusa dalla zona di produzione, tutto il territorio è compreso nell'area collinare di produzione che
passa da 250 a 600 metri di altitudine e ricalca i limiti di produzione della DOCG Vino Nobile di
Montepulciano.

Le radici della viticoltura e dell'enologia sono parte integrante del territorio, della cultura, della
storia, dell'economia e delle tradizioni locali di Montepulciano.
Assieme al Vino Nobile, e storicamente ancora prima di esso, il comprensorio era ben noto per la
produzione di un vino giovane da pasto, non sottoposto a lunga maturazione, come riportato in
diversi documenti antecedenti al 1787, data della prima citazione del Vino Nobile.
Sante Lancerio, storico e soprattutto bottigliere del Papa Paolo III, riporta nei suoi resoconti al
seguito del Papa dettagliate descrizioni dei vini ed in proposito scrive "Il Vino di Montepulciano è
perfettissimo tanto il verno quanto la state, et meglio è il rosso la state, io ne son certo."

Rosso Orvietano o Orvietano Rosso Doc

13.11.2015

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata
"Rosso Orvietano" o "Orvietano Rosso" ricade nella provincia di Terni e comprende i terreni vocati
alla qualità dell'intero territorio amministrativo dei comuni di Allerona, Alviano, Baschi, Castel
Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone
d'Orvieto, Orvieto, Porano e S. Venanzo.
La zona Geografica è situata nell'ambiente collinare a sud ovest dell'Umbria, fino al confine con

l'alto Lazio e si sovrappone territorialmente alla Doc Orvieto in Provincia di Terni, con lo scopo di
diversificare le produzioni all'interno di una stessa area viticola e creare tra i due vini una sinergia
per affrontare al meglio i mercati. Va sottolineato come da tempi ben più antichi in tutta la zona non
mancassero vini rossi di ottima qualità. Le caratteristiche principali dei vini Rosso Orvietano sono
proprio quelle di rappresentare più una zona che un singolo vitigno.
L'avvio dello stretto binomio "coltivazione della vite-produzione di vino" pare risalire al X sec.
a.C., quando gli Etruschi conquistarono la scoscesa rupe e fondarono l'antica Velzna. Si ritiene,
infatti, che proprio questa civiltà abbia intuito che la particolare costituzione del masso tufaceo era
favorevole alla lavorazione ed alla conservazione del vino.

Rosso Piceno o Piceno Doc

13.11.2015

L'area geografica interessata alla delimitazione della DOC Rosso Piceno è la parte del territorio
della Regione Marche che ha come confine nord il decorso del fiume Metauro, per le province di
Pesaro ed Ancona, ed a sud il fiume Tronto che è confine con la regione Abruzzo.
Detta area è interessata dal decorso di dieci fiumi longitudinali alla linea di costa e compresi tra
l'Appennino umbro marchigiano e il mare Adriatico con decorso breve.

A partire dal X sec A.C. si hanno tracce sicure di viticoltura e di vinificazione nell'area del Rosso
Piceno DOC, importate dai coloni greci ai quali si deve la fondazione della città di Ancona.
Nello stesso periodo anche l'azione degli Etruschi fu molto importante per la trasmissione delle
prime nozioni tecniche della coltivazione della vite e delle tecniche enologiche, che si diffusero,
data la vicinanza, nel territorio marchigiano dove erano istallati i Piceni.

Rubino di Cantavenna Doc

13.11.2015

La zona di produzione delle uve atte ad ottenere il vino a denominazione di origine controllata
«Rubino di Cantavenna» è costituita dall'intero territorio dei comuni di Gabiano, che comprende la
frazione di Cantavenna, di Moncestino e di Villamiroglio, nonché dai territori dell'ex comune di
Castel S. Pietro Monferrato, ora incorporato nel territorio del comune di Camino.
Cantavenna, frazione del comune di Gabiano, indica il baricentro della zona di produzione, posta a
metà fra due castelli, quello di Gabiano e quello di Camino. Cantavenna è di origine celtico-liguri
mentre le altre contrade sono prevalentemente di origini Barbare. Si dice che proprio i barbari
avrebbero iniziato a coltivare la Barbera, dandole il nome. La Barbera è uva facile e dagli
abbondanti frutti, mentre i più raffinati celto-liguri-romani, più avanzati anche nell'arte agricola
sfidavano i vitigni più difficili, ostici, bizzarri come il Grignolino ed il Freisa. Nel corso dei secoli i
produttori hanno selezionato la migliore composizione dei tre uvaggi fino ad ottenere un prodotto
rappresentativo della zona.

Salaparuta Doc

13.11.2015

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Salaparuta»
devono provenire da vigneti ubicati in terreni vocati alla qualita' all'interno dei confini territoriali
del comune di Salaparuta.

La coltivazione della vite a Salaparuta ha una tradizione molto antica.
I primi insediamenti nel territorio dell'attuale Salaparuta risalgono al Neolitico, come testimoniano
le pietre sacre e gli altari primitivi rinvenuti nel territorio.
I primi abitanti furono i Sicani successivamente cacciati dai Siculi.
Queste popolazioni migrate in Sicilia portarono con sé la nomenclatura vitivinicola e molte tecniche
apprese nei loro scambi con il mondo egeo, per cui la vite in Sicilia era allevata ad alberello con
sostegno.
Essendo il territorio di Salaparuta molto fertile e ricco di sorgenti idriche, fu conteso, nel corso dei
secoli, da diversi popoli, seguendo le sorti politiche e storiche della Sicilia.
Dapprima conquistata dai Greci (735 a.C.) che importarono dalla Grecia molti vitigni ed
incrementarono notevolmente la produzione vitivinicola siciliana, fu poi teatro degli scontri tra
Greci e Cartaginesi (582 a.C.-241 a.C).

Salice Salentino Doc

13.11.2015

Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende tutto il territorio
amministrativo di Salice Salentino , Veglie e Guagnano della provincia di Lecce e San Pancrazio
Salentino e Sandonaci della provincia di Brindisi e inoltre in parte il territorio comunale di Campi
Salentina in provincia di Lecce e Cellino San Marco in provincia di Brindisi.
'origine della denominazione DOC del Salice Salentino è da attribuirsi ad alcuni produttori storici
presenti nell'areale della DOC Salice Salentino i quali già a partire negli anni 30 producevano vini
rossi e rosati base di Negroamaro (Negro amaro) e Malvasia Nera. Nel 1976, grazie anche
all'affermazione di tali vini su mercati Nazionali e Internazionali, è stato istituita la denominazione
di Origine Salice Salentino.
Il nome di questo vino deriva dalla omonima cittadina situata a nord di Lecce, zona di vigneti e
uliveti, in cui sono sparse masserie e antiche torri di vedetta.
Il Negromaro é di remota introduzione, le coltivazioni dell'area meridionale della Puglia infatti, sin
dal VI secolo a.C., erano caratterizzate quasi unicamente da questo vitigno.

Sambuca di Sicilia Doc

13.11.2015

Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione d'origine controllata "Sambuca di
Sicilia" bianco, rosso e rosato, con o senza le specificazioni e le menzioni di cui al precedente
articolo 1, devono provenire da vigneti coltivati all'interno dei confini territoriali del comune di
Sambuca di Sicilia.

Sambuca di Sicilia, ieri Zabut, è una cittadina ricca di monumenti e di nobili tradizioni, tra le quali
quella della coltivazione del vigneto, come dimostrano anche esemplificazioni di arte (lesene in cui
sono scolpiti pampini e grappoli di uva) e alcuni reperti del V secolo A.C. come la giara dòlio, dove
si conservava il vino e il basamento tufaceo di un torchio.
In molte piccole aziende vitivinicole del territorio sambucese si trova il "palmento" dove passava il
mosto per la decantazione prima di essere conservato nelle botti.
Nel corso dei secoli dunque la viticoltura ha mantenuto un ruolo di coltura molto importante per il
territorio, fino ad arrivare ad oggi.

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