Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Sciacca Doc

14.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "SCIACCA"


Approvato con D.M. 05.06.1998 G.U.152 – 02.07.1998
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U.295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata <<Sciacca>>, e' riservata ai seguenti vini:
<<Sciacca>> bianco;
<<Sciacca>> Inzolia;
<<Sciacca>> Grecanico;
<<Sciacca>> Chardonnay;
<<Sciacca>> riserva Rayana;
<<Sciacca>> rosso;
<<Sciacca>> Nero d'Avola;
<<Sciacca>> Cabernet Sauvignon;
<<Sciacca>> Merlot;
<<Sciacca>> Sangiovese;
<<Sciacca>> rosso riserva;
<<Sciacca>> rosato,
che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata <<Sciacca>> e' riservata ai vini bianchi, rossi e rosati
ottenuti dalle uve di vitigni provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente
composizione ampelografica:
a) <<Sciacca>> bianco: Inzolia - Grecanico - Chardonnay - Catarratto lucido, per almeno il 70%
congiuntamente o disgiuntamente.
Possono inoltre concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca bianca non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, iscritte nel registro nazionale delle varietà
di vite per uve da vino approvato, con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati
nell'allegato 1 del presente disciplinare.
b) la denominazione di origine controllata <<Sciacca>>, con la menzione di uno dei seguenti
vitigni: Grecanico, Inzolia, Chardonnay, e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti dai vigneti
costituiti per almeno l'85% dal corrispondente vitigno.
Possono concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca bianca non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
c) la denominazione di origine controllata "Sciacca", con la menzione della sottozona Rayana
obbligatoriamente preceduta dalla tipologia riserva e' consentita ai soli vini bianchi ottenuti dai
vigneti nell'ambito aziendale composti da almeno l'80% di Catarratto lucido e Inzolia
congiuntamente o disgiuntamente.
Possono inoltre concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca bianca, non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
d) <<Sciacca>> rosso: Merlot - Cabernet Sauvignon - Nero d'Avola - Sangiovese, per almeno il
70% congiuntamente o disgiuntamente.
Possono inoltre concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca rossa non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
e) la denominazione di origine controllata <<Sciacca>> rosso con la menzione di uno dei seguenti
vitigni: Merlot - Cabernet Sauvignon - Nero d'Avola - Sangiovese, e' riservata ai vini ottenuti da uve
provenienti dai vigneti costituiti per almeno l'85% dal corrispondente vitigno. Possono inoltre
concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca rossa non aromatiche, idonee
alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
f) la denominazione di origine controllata <<Sciacca>> rosso riserva e' consentita ai soli vini rossi
ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti nell'ambito aziendale, composti da almeno il 70% di
Merlot,Cabernet Sauvignon, Nero d'Avola, Sangiovese congiuntamente o disgiuntamente.
Possono inoltre concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca rossa non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
g) la denominazione di origine controllata <<Sciacca>> rosato e' riservata, per almeno il 70%, ai
vini prodotti esclusivamente con la vinificazione in bianco dei vitigni prescritti per il vino a
denominazione di origine controllata <<Sciacca>> rosso, o con mostificazione contemporanea delle
uve bianche e rosse prescritte per i vini a denominazione di origine controllata <<Sciacca>> bianco
e rosso.
Possono inoltre concorrere per la restante parte le uve provenienti da varieta' a bacca rossa non
aromatiche, idonee alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.


Articolo 3
Zona di produzione
La produzione delle uve destinate all'ottenimento dei vini di cui all'art. 2, punti a), b), d), e), f), g),
devono provenire dagli interi territori amministrativi dei comuni di Sciacca e Caltabellotta in
provincia di Agrigento.
La denominazione di origine controllata <<Sciacca>> riserva Rayana e' consentita ai vini bianchi
ottenuti dai vitigni di cui all'art. 2, punto c) provenienti esclusivamente dai terreni ricadenti nella
zona ricadente nella provincia di Agrigento, cosi' delimitata: da una linea che partendo dal fiume
Carboj segue in direzione est la ferrovia fino al punto di incontro con il vallone foce S. Marco che
risale fino alla strada comunale Raganella in contrada Purgatorio. Imbocca detta strada fino a
raggiungere l'ex S.S. 115 che segue fino all'incrocio con l'ex reggia trazzera Maragani e la
consortile di collegamento tra l'ex S.S. 115 e Sciacca-Palermo a scorrimento veloce. Da qui la linea
di delimitazione imbocca la strada consortile fino all'incrocio con la Sciacca-Palermo a scorrimento
veloce che percorre per un breve tratto fino ad incontrare il fiume Carboj.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2
devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati
le specifiche caratteristiche di qualita'.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini, in ogni
caso vanno escluse le uve provenienti da vigneti con forme di allevamento a tendone.
I nuovi vigneti dovranno avere una densita' minima non inferiore a 3.000 piante/Ha.
E' vietata ogni pratica di forzatura consentendosi tuttavia l'irrigazione come pratica di soccorso.
La resa massima di uva non deve essere superiore a tonnellate 12 per ettaro di vigneto in coltura
specializzata per la produzione dei vini di cui all'art. 2 punti a), b), d), e) g) e a 10 tonnellate per
ettaro per i vini di cui all'art. 2 punti c) e f).
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata <<Sciacca>> devono essere riportati nei limiti di cui sopra
purche' la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa
uva/vino per i quantitativi di cui trattasi; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla
denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Le uve destinate alla vinificazione dei vini a denominazione di origine controllata <<Sciacca>>
devono assicurare ai medesimi un titolo alcolometrico volumico naturale minimo rispettivamente
del 10,50% volper i vini bianchi e rosati, 10,00% vol per i vini ottenuti dal vitigno Grecanico e
11,00% vol per i vini rossi.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a denominazione di origine controllata <<Sciacca>>
riserva Rayana, prevista nel presente disciplinare, devono assicurare al vino un titolo alcolometrico
volumico naturale minimo del 13,00% vol.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a denominazione di origine controllata <<Sciacca>>
rosso riserva, devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12,50% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione nonche' di invecchiamento, imbottigliamento e affinamento debbono
essere effettuate nell'ambito della zona di cui all'art. 3.
Conformemente all'art. 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento deve aver luogo nella
predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità e la reputazione, garantire l'origine
e assicurare l'efficacia dei controlli; inoltre, a salvaguardia dei diritti precostituiti dei soggetti che
tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione delimitata,
sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e 4 del
decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato2).
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali o comunque atte a
conferire al vino le sue peculiari caratteristiche di qualita'.
La resa delle uve in vino finito, per tutte le tipologie di cui al presente disciplinare, non deve essere
superiore al 70%.
Qualora detta resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non avra'
diritto alla denominazione di origine controllata; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla
denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Per i vini di cui all'art. 2, sono consentiti, prima dell'immissione al consumo, la fermentazione e
l'affinamento in piccole botti di legno.
E' obbligo per i vini di cui all'art. 2, punti c) e f) che prima dell'immissione al consumo, siano stati
sottoposti ad un periodo minimo di affinamento di anni 2, di cui almeno 1 in botte di legno.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini della denominazione di origine controllata <<Sciacca>> all'atto dell'immissione al consumo
devono rispondere ai seguenti requisiti:
1) <<Sciacca>> bianco:
– colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
– odore: delicato, fine, fragrante;
– sapore: secco, vivace, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
2) <<Sciacca>> Inzolia:
– colore: giallo paglierino piu' o meno intenso;
– odore: fruttato, intenso, caratteristico;
– sapore: armonico, caratteristico, gradevole;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
3) <<Sciacca>> Grecanico:
– colore: giallo paglierino tendente al chiaro;
– odore: delicato,tipico;
– sapore: armonico, gradevole;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,00% vol;
– estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
4) <<Sciacca>> Chardonnay:
– colore: giallo paglierino con riflessi dorati;
– odore: fruttato,caratteristico;
– sapore: fresco, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
5) <<Sciacca>> riserva Rayana:
– colore: giallo dorato carico;
– odore: intenso, persistente;
– sapore: pieno, gradevole;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
6) <<Sciacca>> rosso:
- colore: rosso rubino;
– odore: vinoso, asciutto;
– sapore: leggermente tannico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
7) <<Sciacca>> nero d'Avola:
– colore: rubino piu' o meno intenso;
– odore: delicato, caratteristico;
– sapore: pieno, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
8) <<Sciacca>> Cabernet Sauvignon:
– colore: rosso rubino intenso;
– odore: intenso, caratteristico;
– sapore: asciutto, rotondo, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
– estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
9) <<Sciacca>> Merlot:
– colore: rosso rubino piu' o meno carico;
– odore: vinoso piuttosto intenso, caratteristico;
– sapore: asciutto, talvolta morbido,armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
– estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
10) <<Sciacca>> Sangiovese:
– colore: rosso rubino carico;
– odore: intenso, caratteristico;
– sapore: pieno, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo:11,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
11) <<Sciacca>> rosso riserva:
colore: rosso rubino tendente al granato;
– odore: caratteristico;
– sapore: corposo e vellutato;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
– estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
12) <<Sciacca>> rosato:
– colore: rosato piu' o meno intenso;
– odore: delicato, fine,fragrante;
– sapore: armonico, vivace;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
– estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
– acidita' totale minima: 4,5 g/l.
E' facolta' del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio decreto
i limiti sopra indicati per l'acidita' e l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata <<Sciacca>> e'
vietata l'utilizzazione di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente
disciplinare, ivi compresi gli aggettivi <<superiore>>, <<extra>>, <<fine>>, <<scelto>> e simili.
I vini di cui al presente disciplinare devono riportare obbligatoriamente in etichetta, in modo
veritiero e documentabile, l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
La tappatura delle bottiglie deve essere fatta con tappi fino a 3 litri. Per le confezioni fino a 0.375
litri e' ammesso il tappo a vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame.
L'areale di coltivazione dei vini DOC Sciacca si colloca nel versante occidentale della provincia di
Agrigento e comprende i territori comunali di Sciacca e Caltabellotta, con una superfice territoriale
complessiva di Ha 31352 ed una superficie vitata di Ha 3.160.
Inserito in un particolare contesto geografico e pedoclimatico, questo territorio si caratterizza per la
mitezza climatica dovuta alla vicinanza dal mare e dalla particolare conformazione topografica del
territorio, contraddistinta dalla catena dei monti Sicani a nord e da un sistema di vallate che con
diversa esposizione raggiungono la prossimità della costa.
Tale sistema territoriale determina favorevoli condizioni climatiche alla coltivazione della vite.
I suoli dell'area geografica delimitata sono piuttosto eterogenei, con pianure e terrazzi alluvionali,
terrazzi marini, rilievi collinari argillosi, rilievi collinari costituiti da marne, calcilutiti marnose e
calcari marnosi; rilievi collinari e montani carbonatici costituiti da calcari, calcari dolomitici e
dolomie; rilievi collinari costituiti da affioramenti della fascia gessoso solfifera.
Il clima della zona è classificabile come Mediterraneo marittimo, con precipitazioni concentrate
prevalentemente nei autunno-invernali, scarse precipitazioni nel periodo primaverile e quasi assenti
in estate.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
L'origine della viticoltura nel territorio della DOC Sciacca, così come nel più ampio territorio
selinuntino, risale a tempi immemorabili. Numerosi sono i ritrovamenti nei vari siti archeologici che
testimoniano l'uso del vino nelle civiltà risalenti al periodo greco-selinuntino ed in altre colonie che
nel corso dei secoli vi si sono insediate.
Inoltre, dai fondali marini, sono state portate alla luce anfore vinarie risalenti al periodo romano
imperiale e bizantino.
La viticoltura si diffuse largamente nel territorio della DOC Sciacca nel 1966, con la conversione
dei seminativi e dei mandorleti in vigneti, poiché l'uva assicurava un reddito maggiore.
Dal 1970 si assistette ad una considerevole espansione della viticoltura, tant'è che presso la Cantina
Sociale Enocarboj furono conferite 45.000 quintali d'uva, con una produzione pari a 33.000 ettolitri
di vino.
Il prodotto veniva venduto ai commercianti marsalesi che lo vendevano in Francia. Il vino Siciliano
e quello di Sciacca in particolare avevano trovato un sicuro mercato.
Il primo vino in bottiglia prodotto dalla Cantina Sociale Enocarboj ebbe il nome di Trebbiano di
Sicilia.
Nel 1971 venne costituito a Sciacca il Consorzio Enologico Agrigentino Kronion soc. coop. a r.l., di
cui facevano parte dieci cantine sociali della provincia di Agrigento, e precisamente la cantina Acli
Mons. Licata di Ribera, l'Aurora Valle dei Templi di Favara, la cantina Progresso di Menfi, La Vite
di S. Margherita di Belice, la Primavera di Ribera, la Cellaro di Sambuca di Sicilia, la Eraclea di
Cattolica Eraclea, la Viticoltori Associati di Canicattì e la Grappolo d'Oro di Sciacca.
Scopo del Consorzio era il coordinamento dell'attività di commercializzazione e lavorazione dei
vini, sia sfusi che in bottiglia, come pure la distillazione dei vini da tavola e la lavorazione dei
sottoprodotti: vinacce e fecce.
E' stata riconosciuta come DOC co decreto ministeriale 5 giugno 1998.
L'incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione, sono
quelli tradizionalmente coltivati nell'area geografica considerata;
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi
impianti, sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla
superficie delle viti, sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la
razionale gestione della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben
esposta e di contenere le rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare;
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in
zona per la vinificazione in bianco ed in rosso dei vini tranquilli, adeguatamente differenziate, per le
tipologia di base, per la tipologia riserva e per la tipologia riserva Rayana. Le tipologie rosso
riservae riserva Rayana fanno riferimento a vini maggiormente strutturati, la cui uva di partenza
presenta un titolo alcolometrico minimo naturale maggiore e la cui elaborazione comporta un
determinato periodo di invecchiamento.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico,
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate che contribuiscono al
loro equilibrio gustativo; in tutte le tipologie si riscontrano aromi gradevoli, armonici, caratteristici
ed eleganti, con eventuali note fruttate, floreali e vegetali tipici dei vitigni di partenza.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera
B).
Il territorio delimitato della DOC Sciacca presenta una giacitura pianeggiante e collinare che,
insieme all'esposizione favorevole dei vigneti, caratterizza un ambiente adeguatamente ventilato,
luminoso e con un suolo naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato alla
coltivazione della vite.
La tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con la
coltura della vite, contribuendo all'ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche dei vini.
Dal punto di vista climatico, l'areale di produzione è caratterizzato da temperatura costantemente al
di sopra dello zero termico, anche nel periodo invernale, periodi caldo-asciutti per almeno 5 mesi
all'anno (maggio-settembre) con concentrazione delle piogge nei mesi autunnali ed invernali.
Queste condizioni concorrono all'ottenimento ad una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola di questo territorio, attestata da numerosi documenti, è la generale e
fondamentale prova della stretta connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e la qualità
e le peculiari caratteristiche dei vini della DOC Sciacca.
Le varietà presenti sono prevalentemente quelle autoctone e, di recente si è avuto il rinnovamento
della compagine varietale, anche con l'introduzione di varietà alloctone, che, nelle condizioni
pedoclimatiche della zona in esame, grazie alla capacità tecnica degli imprenditori agricoli del territorio,
esplicano al meglio le loro caratteristiche, valorizzate dalle cantine del territorio, facendo ottenere i
vini della DOC in argomento.
Tutte queste pratiche e tecniche tradizionali sono state oggi migliorate ed affinate, grazie
all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere i vini DOC Sciacca le cui
peculiari caratteristiche sono specificatamente descritte nel disciplinare di produzione.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Istituto Regionale Vini e Oli
Viale della Libertà n° 66
90143 - Palermo
Telefono 091 6278111
Fax 091 347870;
e-mail irvv@vitevino.it
L'Istituto Regionale della Vite e del Vino è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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