Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Savuto Doc

14.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "SAVUTO"


Approvato con D.P.R. 19.05.1975 G.U. 291 – 3.11.1975
Modificato con D.M. 23.11.2011 G.U. 284 – 6.12.2011 (Serie Ordin. n. 252)
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
1. La Denominazione di Origine Controllata "Savuto" è riservata ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
"Savuto" bianco;
"Savuto" rosso, anche con le menzioni classico e superiore;
"Savuto" rosato, anche con la menzione classico.

Articolo 2
Base ampelografica
1. I vini a Denominazione di Origine Controllata "Savuto" devono essere ottenuti dalle uve
provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografia:
"Savuto" bianco:
- Montonico: fino ad un massimo del 40%;
- Chardonnay: fino ad un massimo del 30%;
- Greco bianco: fino ad un massimo del 20%;
- Malvasia bianca: fino ad un massimo del 10%;
- possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Calabria,
fino al massimo del 45%.
"Savuto" rosso e rosato:
- Gaglioppo (localmente noto come Arvino): fino ad un massimo del 45%;
- Aglianico fino ad un massimo del 45%
- Greco nero, Nerello cappuccio, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%;
- possono concorrere altri vitigni a bacca nera, idonei alla coltivazione per la Regione Calabria, fino
ad un massimo del 45%.
2. I vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Calabria, come sopra richiamato, sono quelli
iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio
2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004 e successivi aggiornamenti,
riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
1. La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine
Controllata "Savuto" comprende in parte i comuni appresso descritti:
provincia di Cosenza:
Rogliano, S. Stefano di Rogliano, Marzi, Belsito, Grimaldi, Altilia, Aiello Calabro, Cleto, Serra
Aiello, Pedivigliano, Malito, Amantea, Scigliano, Carpanzano.
provincia di Catanzaro:
Motta S. Lucia, Martirano Vecchio, Martirano Lombardo, S. Mango d'Aquino, Nocera Terinese e
Conflenti.
Tale zona è così delimitata:
Il limite parte dalla foce del fiume Oliva seguendo il corso fino ad incontrare la statale Terrati –
Aiello Calabro (strada statale n. 108) che segue verso nord-est fino ad incrociare, in località Piano
Lago, la strada statale n. 19 in prossimità del km 290; segue quest'ultima fino all'abitato di
Rogliano, da qui prosegue lungo la strada provinciale Rogliano-Parenti fino al ponte Ischiaromana
per scendere lungo la riva sinistra del fiume Savuto fino all'altezza della stazione della ferrovia
calabro-lucana di Parenti, da qui il confine corre lungo la strada ferrata calabro-lucana fino alla
stazione di Carpanzano, segue verso sud la strada che passando ad est del centro abitato conduce
verso C. Petrilli fino ad incontrare quella per Diano, la segue in direzione di questo centro abitato la
km 6,800 circa dove incrocia la strada per Agrifoglio che segue verso est sino ad incontrare la
q. 777 (località Castello) da qui segue una retta verso sud sino alla q. 556 sulla strada provinciale
che conduce a Pedivigliano, segue tale strada sino al km 17. Da qui prosegue lungo questa strada
sino all'inizio dell'abitato di Motta S.Lucia e quindi lungo quella che porta al centro abitato del
comune di Conflenti Inferiore per proseguire poi lungo la provinciale in direzione sud-ovest sino a
Nocera Tirinese dopo aver attraversato Martirano Lombardo e S. Mango d'Aquino; da Nocera
Tirinese segue la strada statale n. 18 (Tirrena Inferiore) fino ad incontrare il confine del comune di
Falerna in località P.no della Corte, segue quindi tale confine comunale in direzione ovest
raggiungendo la costa, quindi verso nord lungo la medesima sino alla foce del F. Oliva da dove è
iniziata la delimitazione.
2. La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine
Controllata "Savuto" rosso e rosato con la menzione classico comprende l'intero territorio
amministrativo dei comuni di Rogliano, Marzi, Belsito Grimaldi, Altilia, Aiello Calabro, Cleto,
Serra Aiello, Pedivigliano, Malito, Amantea, Scigliano, Carpanzano, in provincia di Cosenza.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
1. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata di cui all'articolo 1 devono essere quelle tradizionali delle
zone di produzione e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche
caratteristiche di qualità. Sono pertanto da escludere i vigneti di fondovalle e quelli di pianura.
1.1. I vigneti destinati alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata "Savuto"
con la menzione aggiuntiva classico nell'intero territorio di cui all'art. 3 comma 2, non possono
trovarsi ad una quota superiore ai 700 m s.l.m.
2. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche dell'uva e del vino.
3. È vietata ogni pratica di forzatura. È ammessa l'irrigazione di soccorso.
4.1. La produzione massima di uva ad ettaro dei vigneti in coltura specializzata e la gradazione
minima naturale per la produzione dei vini di cui all'art. 1 sono le seguenti:
Produzione massima Titolo alcolom. volumico
(t/ha) naturale minimo (% vol)
"Savuto" bianco 11 10,50
"Savuto" rosso 11 11,50
"Savuto" rosato 11 10,50
"Savuto" rosso classico 9 11,50
"Savuto" rosso superiore 11 12,00
"Savuto" rosato classico 9 11,00
Nei vigneti in coltura promiscua le produzioni massime di uva per ettaro devono essere rapportate
alle superfici effettivamente coperte dalla vite.
4.2. A tali limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata
attraverso una accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% i limiti massimi
sopra stabiliti.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
1. Le operazioni di vinificazione ivi compreso l'invecchiamento obbligatorio devono essere
effettuate nell'interno della zona di produzione di cui all'articolo 3. Tuttavia tenuto conto delle
situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell'intero territorio dei
comuni anche se soltanto in parte compresi nella zona.
2. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire
ai vini le loro peculiari caratteristiche.
3. La resa massima dell'uva in vino e la produzione massima di vino per ettaro sono le seguenti:
Resa uva/vino Produzione massima
(%) (hl/ha)
"Savuto" bianco 70 77
"Savuto" rosso 70 77
"Savuto" rosato 70 77
"Savuto" rosso classico 70 63
"Savuto" rosso superiore 70 77
"Savuto" rosato classico 70 63
Qualora la resa uva/vino superi i limiti sopra riportati, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non avrà
diritto alla denominazione di origine controllata, oltre tale limite decade il diritto alla
denominazione di origine per tutta la partita.
4. Il vino DOC dopo un periodo di invecchiamento non inferiore a 3 anni, a decorrere dal 1°
novembre dell'anno di raccolta delle uve, possono assumere la designazione "Savuto" rosso
superiore.


Articolo 6
Caratteristiche al Consumo
1. I vini di cui all'art. 1, all'atto dell'immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti
caratteristiche:
"Savuto" bianco:
- colore:giallo paglierino talvolta con riflessi verdolini;
- odore: fine, caratteristico;
- sapore: secco, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
"Savuto" rosato:
- colore: rosa tenue tendente al rosa cerasuolo;
- odore: delicato, caratteristico;
- sapore: secco, sapido,armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 ,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
"Savuto" rosso:
- colore: rosso rubino;
- odore: intenso, caratteristico;
- sapore: secco, pieno ed armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 25,0 g/l.
"Savuto" rosso superiore:
- colore: rosso rubino;
- odore: intenso, caratteristico;
- sapore: secco, pieno ed armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 25,0 g/l.
2. È in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare con proprio
decreto il limite minimo dell'estratto non riduttore e dell'acidità totale.


Articolo 7
Designazione e presentazione
1. Alla denominazione di cui all'articolo 1 è vietato l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva
diversa da quella prevista nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi "extra",
"fine", "scelto", "selezionato" e similari.
È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi
privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
2. Nella etichettatura dei vini di cui all'art. 1 l'indicazione dell'annata di produzione delle uve è
obbligatoria.
3. È consentito l'uso di indicazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento alle
"vigne", dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato alle condizioni
di cui all'art. 6, comma 8, del D.Lgs. n. 61/2010.


Articolo 8
Confezionamento
1. I vini di cui all'art. 1 possono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di vetro
della capacità di 0,250 litri – 0,375 litri – 0,500 litri – 0,750 litri – 1,5 litri – 3,0 litri – 5 litri – 6,0
litri – 9,0 litri – 10 litri e superiori, ad esclusione di dame e damigiane, secondo quanto previsto
dalla normativa vigente in materia.
2. I sistemi di chiusura consentiti sono quelli previsti dalle norme di legge con esclusione dei tappi a
corona.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
Questo vino nasce nella bassa valle del fiume Savuto, da cui prende il nome, sul versante tirrenico
della Calabria. La zona di produzione interessa 13 comuni della provincia di Cosenza e 6 comuni
della provincia di Catanzaro, si estende lungo la valle dell'omonimo fiume , vero confine naturale
tra le pendici nord-occidentali del Massiccio del Reventino e la parte più meridionale della catena
Costiera che termina col gruppo del monte Cocuzzo.
Nell'area si osservano affioramenti di scisti, filladi grigi, gneiss e scisti biotitici, filladi calcaree e
scisti verdi. I suoli si caratterizzano per l'accumulo della sostanza organica negli orizzonti
superficiali. Tali orizzonti appaiono molto soffici, bruni e dotati di una porosità interconnessa
sufficientemente sviluppata. Inoltre l'accumulo di sostanza organica garantisce una buona
strutturazione del profilo con peds ben espressi e durevoli.
I dati climatici evidenziano che le piogge sono concentrate prevalentemente nel periodo
autunnoinverno, raggiungono il loro valore massimo nel mese di ottobre, dicembre e gennaio ed il minimo
nel mese di luglio. La situazione climatica invece è più variabile tra le zone collinari più piovose e
umide e le zone a ridosso del mar Tirreno, dove il clima è più temperato La temperatura media
mensile raggiunge il massimo nel mese di agosto ed il minimo nel mese di gennaio. Siamo in
presenza di un clima sub-umido con basso deficit idrico.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Ha grande tradizione di vino pregiato sin dall'antichità. Decantato da Plinio e Strabone, amato dai
patrizi romani ai cui banchetti non poteva mai mancare, il Savuto ("Sanutum" per i Latini) si
distingue dagli altri vini calabresi perché, invece di essere il prodotto di vigneti degradanti verso il
mare, deriva da viti che sono piantate sulle pendici dei monti che sovrastano il fiume Savuto, da cui
questo vino prende il nome. Ancora oggi, peraltro, la vite da cui si trae questo vino di ottima
levatura è allevata ad alberello, con il sistema praticato dall'antica popolazione dei Bruzi nel III
secolo a.C. Nei secoli, sconvolgimenti del territorio causati da guerre, fattori politici, eventi
patologici, hanno decimato le produzioni e i vigneti del Savuto, la cui produzione si è dunque
stabilizzata solo a partire dal XV secolo, grazie all'evoluzione dei trasporti marittimi e alla
conseguente instaurazione di regolari rapporti commerciali con mercati lontani. Dopo la discesa dei
Romani al sud della penisola italica,il vino "Sanutum" ora Savuto,veniva ampiamente apprezzato
alla pari de grandi vini dell'epoca.
A quei tempi la Calabria,già sottomessa al dominio di Roma,pagava a questa tributi sotto forma di
legnami e vino. Nel 1807,il di arista, Duret de Tavel, ufficiale francese,di transito nella valle del
Savuto,in " Lettere dalla Calabria" indirizzate al padre,scriveva tra l'altro: " Rogliano 18 dicembre
1807...questo borgo abitato da duemila anime... ha diverse belle case ed è rinomato per l'aria
salubre e per il suo buon vino Successivamente alla seconda guerra mondiale la Calabria si è posta
su un piano di rinnovamento generale,ed anche nella nostra zona i produttori hanno badato più alla
qualità che alla quantità considerando il Savuto un vino tipico di classe elevata; i suoi attestati
vanno ricercati nelle attività promozionali intraprese. La plaga di questo vino,come è
noto,comprende i centri situati a sud della provincia di Cosenza.Caldo e robusto questo nettare ha
un uvaggio che è un atto di amore della terra che lo produce. Il suo vitigno più importante è il
Gaglioppo, detto anche Magliocco o Arvino, di antica origine, introdotto nel periodo magno greco.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
La DOC "Savuto" è riferita alle tipologie di cui all'art. 1 che dal punto di vista analitico ed
organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'art. 6 del
disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata al particolare
ambiente pedoclimatico.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Tra le zone di produzione più caratteristiche di tutta la Calabria, dal grande valore paesaggistico e
culturale, la coltivazione della vite nell'area di produzione tipica del Savuto, si pratica su stretti
terrazzi digradanti verso il fondo valle, ottenuti con muretti in blocchi di pietra. Mentre la geologia dei
terreni si conserva abbastanza omogenea, racchiusa tra i rilievi montuosi cristallini della Sila, della
Catena Costiera e del gruppo del Reventino. Il vino Savuto si produce nella unica varietà di rosso con
l'utilizzo di uva proveniente da vitigni locali come stabilisce il disciplinare di produzione.
Per questo vino nel corso della lunga storia, sono stati innescati ad opera dell'uomo processi
innovativi per migliorare e affinare la produzione notevoli. Questa attività, pur tramandando, con le
varie generazioni le tecniche tradizionali di coltivazione, ha permesso di modernizzare in modo
encomiabile le tecniche produttive.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale: Via Piave, 24 – 00187 – ROMA
+3906-45437975
info@valoritalia.it
Valoritalia S.r.l. è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del Decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato
2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, paragrafo 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del
Regolamento (CE) n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia
dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva
(viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, paragrafo 1, 2°
capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il D.M. 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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