Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Sardegna Semidano Doc

14.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "SARDEGNA SEMIDANO"


Approvato con DPR 28.08.1995 G.U. 248 - 23.10.1995
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata "Sardegna Semidano" è riservata ai vini che rispondono
alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione. La denominazione
d'origine controllata "Sardegna Semidano" può essere accompagnata dalla sottozona "Mogoro" a
condizione che il vino così designato provenga dalla rispettiva zona di produzione che risponde ai
particolari requisiti previsti dal presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata "Sardegna Semidano" è riservata al vino bianco, ottenuto
dalle uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dal vitigno
Semidano.
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve a bacca bianca provenienti da vitigni
non aromatici idonei alla coltivazione per la regione Sardegna, iscritti nel registro nazionale delle
varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti,
purché non superiori al 15% del totale. Il vino a denominazione d'origine controllata "Sardegna"
Semidano può essere prodotto anche nelle tipologie spumante, superiore e passito.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento del vino atto ad essere designato con la
denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" comprende l'intero territorio della
regione Sardegna.
La zona di produzione del vino a denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano"
designato con la sottozona "Mogoro", comprende l'intero territorio dei comuni di Baressa,
Gonnoscodina, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu, Simala, Siris e Uras in provincia di
Oristano e Collinas, Sardara e Villanovaforru in provincia del Medio Campidano.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
2 devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve e
al vino le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei ai fini dell'iscrizione all'albo dei vigneti, i terreni di buona
esposizione, di altitudine non superiore ai 400 metri.
Sono esclusi i terreni umidi di fondo valle e quelli estremamente sabbiosi delle zone costiere. I sesti
d'impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere tali da consentire di
ottenere uve e vini aventi le caratteristiche prescritte.
È vietata ogni pratica di forzatura. E' ammessa l'irrigazione di soccorso.
I nuovi impianti e i reimpianti devono prevedere un minimo di 3.250 ceppi per ettaro e la
produzione media per ceppo non deve superare i Kg. 4.
La resa massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione del vino
"Sardegna Semidano" non deve essere superiore alle 13 tonnellate per ettaro. Tale resa, per la
produzione del vino "Sardegna Semidano" designato con il nome della sottozona "Mogoro", o con
le tipologie "superiore" e" passito" non può essere superiore a tonnellate 11.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso
una accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite massimo stabilito
dal presente disciplinare di produzione.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione del vino a
denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" non deve essere inferiore al 10,5 %,
mentre per quelle destinate alla produzione del vino "Sardegna Semidano" designato con la sotto
zona "Mogoro" non deve essere inferiore a 11,0% e per quelle destinate alle tipologie "superiore" e
"passito" non deve essere inferiore al 12,5%.
Le uve destinate alla spumantizzazione devono assicurare un titolo alcolometrico minimo naturale
del 10%.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione d'origine controllata "Sardegna
Semidano" passito devono subire un appassimento naturale su pianta o su graticci.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, conservazione, invecchiamento ed affinamento in bottiglia devono
essere effettuate all'interno delle zone delimitate dall'articolo 3.
Su specifica richiesta è consentito alle ditte interessate, per i vini a denominazione d'origine
controllata "Sardegna Semidano" con il riferimento alla sotto zona "Mogoro", sentita la Regione
Sardegna, di effettuare le operazioni di cui al comma 1 del presente articolo nell'ambito della zona
di produzione del vino a denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano", purché
dimostrino la tradizionalità di tale pratica.
E' consentito che le operazioni di elaborazione della tipologia spumante siano effettuate anche fuori
della zona delimitata dall'articolo 3.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche. La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere
superiore al 70%. Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla
denominazione d'origine. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione d'origine controllata per
tutto il prodotto.
La resa massima dell'uva in vino destinata alla produzione della tipologia "Sardegna Semidano"
Passito non deve essere superiore al 50% riferita all'uva fresca.
E' consentito l'arricchimento con mosti concentrati provenienti da uve di vigneti iscritti all'albo
della denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" o con mosto concentrato rettificato,
esclusa la tipologia passito.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini "Sardegna Semidano" di cui all'articolo 2, all'atto dell'immissione al consumo devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Sardegna Semidano":
- colore: giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato;
- odore: profumo delicato di fruttato, caratteristico;
- sapore: morbido, sapido, fresco;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%;
- residuo zuccherino massimo: 4 g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15 g/l.
"Sardegna Semidano" sottozona Mogoro:
- colore: giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato;
- odore: profumo delicato di fruttato, caratteristico;
- sapore: morbido, sapido, fresco;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%;
- residuo zuccherino massimo: 4 g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15 g/l.
"Sardegna Semidano" spumante:
- spuma: fine e persistente;
- colore: giallo paglierino con riflessi tendenti al verdognolo:
- odore: caratteristico, delicato;
- sapore: sapido, fresco, secco o amabile o dolce, leggermente aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo:11,5%;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15 g/l.
"Sardegna Semidano" superiore:
- colore: giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato;
- odore profumo delicato di fruttato, caratteristico;
- sapore: morbido, sapido, fresco;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13 %;
- residuo zuccherino massimo: 4 g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18 g/l.
"Sardegna Semidano" passito:
- colore: giallo oro;
- odore: intenso, etereo, di frutta matura;
- sapore: dolce, pieno, mielato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo:15% di cui effettivo minimo: 13%;
- zuccheri residui: minimo 35 g/l;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18 g/l.
E' facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di modificare con proprio
decreto, per i vini di cui sopra, i limiti minimi indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Alla denominazione di cui all'articolo 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi compresi
gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati,
purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente.
E' altresì consentita l'indicazione di nomi di fattorie e di vigneti dai quali effettivamente provengono
le uve da cui il vino cosi qualificato è stato ottenuto, purché non abbiano significato laudativo.
Fatta eccezione per il vino spumante, sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino a
denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" destinato al consumo deve sempre
figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.
Articolo 8
Confezionamento
I vini a denominazione d'origine controllata "Sardegna Semidano" se confezionati in recipienti
inferiori a 5 litri, devono essere immessi al consumo solo in bottiglie di vetro e con tappo di
sughero. Tuttavia, per le bottiglie di contenuto inferiore e/o uguale a lt. 0,375, è ammesso il tappo a
vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica.
Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona di produzione della DOC "Sardegna Semidano", comprende l'intero territorio della
Regione Sardegna, che è assai complesso e variegato dal punto di vista geologico, pedologico e
degli ecosistemi correlati. L'isola ha origini antiche che risalgono al paleozoico, era geologica in cui
si è formato il nucleo granitico metamorfico della zolla sardo corsa. Questo insieme di rocce affiora
ora in gran parte dell'isola risagomato al mutare del tempo dalle forze tettoniche e dai processi
morfologici in rilievi arrotondati, altopiani peneplanati, valli ampie o incassate e coste frastagliate o
lineari (Gallura. Nurra, Barbagie, Baronie, Ogliastra, Sarrabus Gerrei, Sulcis Iglesiente). Il
paesaggio può presentarsi molto vario da morbido ad aspro in funzione della natura dei substrati e
della vegetazione presente e passando dalle cime più elevate alle linee di costa. Nel mesozoico su
questo nucleo il mare ha deposto strati carbonatico dolomitici, poi emersi ed erosi a formare aspri
paesaggi come quello del Supramonte e dei Tacchi che caratterizzano la sommità dei rilievi nella
Sardegna centro orientale ma visibili anche nella Nurra e nel Sulcis. Nel terziario la zolla sardo
corsa si distacca da quella europea e ruota nel mediterraneo sino alla posizione attuale. Durante
questa migrazione nella zolla si creano fratture profonde da cui fuoriescono magmi vulcanici, il
mare penetra a più riprese nelle depressioni dell'entroterra accumulando sedimenti marini alternati
ai magmi e a detriti provenienti dallo smantellamento dei rilievi presistenti. Nel pliopleistocene si
mettono in posto le ultime colate basaltiche del vulcanismo sardo. Con questa genesi si formano i
complessi stratigrafici vulcanico sedimentari che costituiscono buona parte della Sardegna
occidentale e centro meridionale (Sassarese, Anglona, Logudoro, Marghine Planargia, Barigadu,
Arburese, Marmilla, Trexenta e Parteolla, Sulcis). Nel quaternario il mare si ritira e i processi
erosivi accentuati dalla oscillazioni climatiche dei periodi glaciali e interglaciali, erodono i substrati
e ridepongono detriti, modellando il paesaggio così come oggi lo vediamo, si plasmano così la
grande pianura del Campidano, le piane minori ubiquitarie nell'isola, le zone lagunari e dunari
costiere.
I suoli sardi riflettono questa complessità e pertanto sono estremamente vari come genesi,
caratteristiche, proprietà e distribuzione. Per grandi raggruppamenti si trovano entisuoli a
profilo AC sulle convessità o sugli altopiani dei rilievi, o laddove il suolo è ancora poco evoluto. Dove i
substrati sono più teneri e le forme consentono un maggiore accumulo evolvono inceptisuoli a
profilo A-Bw-C.; sulle vulcaniti sotto foresta si possono trovare andosuoli. Sulle colline
marnosoarenacee oligomioceniche (terziario) sono caratteristiche le toposequenze di suoli in "catena", con
la successione Entisuoli-Inceptisuoli-Vertisuoli, mentre sulle formazioni carbonatiche coeve a
morfologia più movimentata è riscontrabile la successione Entisuoli litici-Inceptisuoli calcici
Inceptisuoli tipici. Nelle formazioni detritiche quaternarie: alluvioni, glacis, colluvi etc.,
pianeggianti o leggermente ondulate, i suoli hanno un grado di evoluzione maggiore e si trovano
oltre ad inceptisuoli e vertisuoli, alfisuoli a profilo A-Bt-C anche molto evoluti con accumuli di
argille, ferro, ossidi, carbonati, e orizzonti petrocalcici, fino a veri e propri ultisuoli sui depositi più
antichi e stabili. Il regime di umidità del suolo è quasi sempre xerico. Lungo le coste e nelle aree
depresse e idromorfe si trovano salorthid, psamments ed entisuoli acquici.
Fattori umani rilevanti per il legame.
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Semidano di Sardegna".
Le prime ricerche su questo vitigno di cui non si conoscono le origini e la provenienza risalgono al
1780 (A.Manca, in Agricoltura di Sardegna); nel 1837 viene classificato dal Moris, in Flora
Sardoa. Sarà il Cara a indicarlo con il nome di Semidano nel Vocabolarietto botanico sardo-italiano
nel 1879.
Nel corso dei secoli la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principale del territorio, fino ai
nostri giorni.
Nel tempo, i fattori umani sono stati particolarmente incisivi soprattutto per quanto concerne gli
aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di produzione.
Per la produzione del vino "Sardegna Semidano", vengono utilizzate esclusivamente le uve
coltivate nell'area geografica individuata dal disciplinare di produzione e provenienti per almeno
l'85% dal vitigno Semidano.
I sesti d'impianto e i sistemi di potatura consentono di migliorare e razionalizzare la disposizione
sulla superficie delle viti, agevolano l'esecuzione delle operazioni colturali e la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione entro i limiti fissati dal disciplinare;
Le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle rispettose della tradizione per la
vinificazione del vino Sardegna Semidano, ed attualmente differenziate per le differenti tipologie.
B) informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
La DOC "Sardegna Semidano" è riferita ad una tipologia di vino bianco che dal punto di vista
analitico ed organolettico presenta caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6 del
disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente della
zona di produzione.
In particolare le tipologie di vino bianco fermo presentano un colore giallo paglierino con riflessi
tendenti al dorato, un profumo delicato di fruttato, caratteristico, sapore morbido, sapido e fresco,
tipici del vitigno di base.
C) descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
Gli aspetti geo-pedologici dell'areale individuato dal presente disciplinare determinano un ambiente
particolarmente vocato per la coltivazione del vitigno Semidano.
Il clima del territorio è quello tipico del mediterraneo; estati calde ed asciutte ed inverni freddi e
piovosi. I valori medi della temperatura restano confinati tra i 15 ed i 17°C, con valori piuttosto
elevati nei mesi di Luglio ed Agosto, con massimi anche oltre i 35°C e minimi mai troppo bassi nei
mesi di Gennaio e Febbraio.
I totali annuali e stagionali delle precipitazioni presentano inoltre una notevole variabilità, con
surplus idrico invernale e prolungati periodi di siccità estiva.
Le precipitazioni annuali medie si attestano intorno ai 600-650 mm, con minimi riscontrabili nei
mesi di Luglio ed Agosto; la piovosità è invece massima nei mesi di Dicembre e Febbraio.
La distribuzione dei venti indica una prevalenza di quelli provenienti da Nord Ovest e da Ovest,
sostanzialmente minori sono le frequenze delle altre direzioni; nel periodo estivo si rilevano venti
caldi da Sud Est.
In prossimità delle zone costiere l'umidità relativa è mediamente elevata e con variazioni modeste
nel corso dell'anno.
L'ambiente di coltivazione sopra descritto consente alle uve di maturare lentamente e
completamente contribuendo in maniera significativa a conferire le particolari caratteristiche
organolettiche al vino "Sardegna Semidano".
L'uomo nel corso degli anni ha provveduto a tramandare sia le tecniche di coltivazione che le pratiche
enologiche, facendole giungere sino ai giorni nostri ove sono state migliorate ed affinate grazie
all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico.
La storia più recente è infatti caratterizzata da un'evoluzione positiva della denominazione e
dall'accresciuta professionalità degli operatori che hanno contribuito ad elevare il livello qualitativo e
la notorietà del "Sardegna Semidano".


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Nuoro
Via Papandrea, 8
08100 - Nuoro
Tel. 0784.242552
Fax 0784.242545
Mail: agricoltura-ambiente@nulegalmail.camcom.it
Web: www.nu.camcom.it
Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Oristano
Via Carducci (palazzo SAIA)
09170 - Oristano
Tel. 0783.21431
Fax 0783.73764
e-mail: segreteria.generale@or.camcom.it
Web: www.or.camcom.it
Le C.C.I.A.A. di Nuoro e Oristano sono le Autorità pubbliche designate dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 1), che effettuano la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente
disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26
del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei
controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura,
elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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