Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Santa Margherita di Belice Doc

14.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA DEI VINI  <<SANTA MARGHERITA DI BELICE>>


Approvato con D.M. 09.01.1996 G.U. 11 – 15.01.1996
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata <<Santa Margherita di Belice>> è riservata ai vini bianchi e
rossi o aventi la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Catarratto, Grecanico, Ansonica, Nero
d'Avola e Sangiovese che rispondono ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata <<Santa Margherita di Belice>> è riservata ai vini ottenuti dai
vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
<<Santa Margherita di Belice>> bianco: Ansonica dal 30% al 50%;
Grecanico e Catarratto bianco lucido (da soli o congiuntamente) dal 50% al 70%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca,
presenti nel vigneto, idonei alla coltivazione nella regione Sicilia fino ad un massimo del 15%.
La denominazione di origine controllata <<Santa Margherita di Belice>> con la menzione di uno dei
seguenti vitigni:<<Catarratto – Grecanico – Ansonica>> è riservata ai vini ottenuti da almeno l'85% di
uve provenienti dai suddetti vitigni.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca,
presenti nel vigneto, idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, fino a un massimo del 15%.
La denominazione di origine controllata <<Santa Margherita di Belice>> rosso:
Nero d'Avola dal 20% al 50%;
Sangiovese e Cabernet sauvignon (da soli o congiuntamente) dal 50% all'80%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca rossa,
presenti nel vigneto, idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, fino a un massimo del 15%.


Articolo 3
Zona di produzione
Le uve destinate alla produzione di vini con la denominazione <<Santa Margherita di Belice>> devono
provenire dai vigneti ricadenti nell'ambito dei comuni di Santa Margherita di Belice e Montevago, in
provincia di Agrigento.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo 1
devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le
specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento, alberello e controspalliera, e i sistemi di potatura devono
essere quelli generalmente usati, e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei
vini.
In ogni caso vanno escluse le uve da vigneto con forme di allevamento a tendone.
Per i vigneti con forme di allevamento a spalliera la densità minima non deve essere inferiore a 2.300
piante per ettaro, mentre per quelli esistenti con forme di allevamento ad alberello la densità minima
non deve essere inferiore a 2.700 piante per ettaro.
I nuovi impianti e i reimpianti dovranno avere una densità minima non inferiore a 2.800 piante per
ettaro per la spalliera, e 3.000 piante per l'allevamento ad alberello.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione come pratica di soccorso, durante il
periodo primaverile – estivo sino a un massimo di due interventi e non oltre il periodo dell'invaiatura.
La resa massima delle uve ammesse per la produzione di tutti i vini di cui all'articolo 1 non deve essere
superiore a tonnellate 12 per ettaro e a tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa
dovrà essere riportata attraverso un'accurata cernita delle uve, purché la produzione globale del
vigneto non superi del 20% il limite massimo.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine
controllata.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico minimo
naturale del 10,00% vol per i vini bianchi, con o senza nome del vitigno, e di 11 ,00% vol peri i vini
rossi, con o senza nome del vitigno.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno dei territori comunali di cui
all'articolo 3.
Tenuto conto delle situazioni tradizionali, è altresì consentito che tali operazioni siano effettuate nel
territorio dei seguenti comuni limitrofi: Castelvetrano, Partanna, Menfi-Sambuca di Sicilia, Contessa
Entellina, Salaparuta e Poggioreale.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali o comunque atte a
conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La resa massima delle uve in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 65% per
i vini bianchi e al 70% per i vini rossi.
Qualora superi questi limiti, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine
controllata; oltre il 75%, decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini finiti di cui all'articolo 1 del presente disciplinare all'atto dell'immissione al consumo devono
avere i seguenti requisiti:
1) Santa Margherita di Belice bianco:
- colore: giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli;
- odore: delicato, fruttato, caratteristico;
- sapore: secco, armonico, vivace, fresco;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
- acidità minima totale: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
2) Santa Margherita di Belice con la menzione del vitigno Catarratto:
- colore: giallo paglierino lucido;
- odore: delicato fragrante;
- sapore: secco, armonico, vivace;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
3) Santa Margherita di Belice con la menzione del vitigno Grecanico:
- colore: paglierino tenue con riflessi verdognoli;
- odore: delicato, caratteristico, fine;
- sapore: secco, pieno, caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
- acidità minima totale: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
4) Santa Margherita di Belice con la menzione Ansonica:
- colore: paglierino tenue con riflessi verdognoli;
- odore: intenso, fruttato, caratteristico;
- sapore: asciutto, secco, con gradevole persistenza aromatica;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol;
- acidità minima totale : 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
5) Santa Margherita di Belice rosso:
- colore: rosso rubino con sfumature granato;
- odore: vinoso etereo di particolare finezza;
- sapore: asciutto, leggermente tannico con buona struttura;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
6) Santa Margherita di Belice con la menzione Nero d'Avola:
- colore: rosso rubino vivo;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto, leggermente tannico, con buona struttura;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
7) Santa Margherita di Belice con la menzione Sangiovese:
- colore: rosso rubino con eventuali riflessi cerasuoli;
- odore: vinoso, caratteristico;
- sapore: asciutto, con buona struttura;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.
E' facoltà del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di modificare con proprio decreto
i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata <<Santa
Margherita di Belice>> è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non prevista dal presente
disciplinare di produzione ivi compresi gli aggettivi superiore, extra, fine, scelto e simili.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Le menzioni del vitigno in aggiunta alla denominazione <<Santa Margherita di Belice>> debbono
figurare immediatamente al di sotto dell'indicazione con caratteri le cui dimensioni non superino i due
terzi di quelli usati per indicare la denominazione di origine stessa.
I vini di cui all'art. 1 devono riportare in etichetta l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
Tutti i vini a denominazione di origine controllata <<Santa Margherita di Belice>>, qualora
confezionati, devono essere immessi al consumo in recipienti di vetro di capacità non superiore a 5 litri
e con tappo di sughero.
Tuttavia per bottiglie di capacità fino a 0,375 è ammesso il tappo a vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
L'area interessata alla produzione della DOC è il territorio dei comuni di Santa Margherita di Belice
e Montevago. Detta area si trova nella Sicilia sud-occidentale, in zona collinare a circa 400 m. s.l.m.
tra i fiumi Belìce, Senore e Carboj alla confluenza delle province di Palermo, Trapani ed Agrigento.
Le produzioni risultano di particolare pregio, vista la natura dei suoli: Regosuoli da rocce argillose a
reazione neutro-alcalina e suoli rossi-mediterranei.
Il clima della zona è quello tipico mediterraneo, con precipitazioni concentrate nel periodo
autunnovernino e siccitoso per i restanti mesi dell'anno.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
La vitivinicoltura rappresenta il settore produttivo trainante per l'economia locale. Nel corso dei
secoli la vite ed il vino sono stati sempre una presenza costante in questo territorio.
La zona di produzione della DOC "Santa Margherita di Belice" appartiene ad una plaga di
antichissima tradizione vitivinicola; la presenza della vitivinicoltura è testimoniata dai tempi della
colonizzazione greca in Sicilia.
L'intensa attività agricola a vocazione vitivinicola persiste anche durante il periodo di Roma
imperiale.
Il Medio Evo non ha lasciato alcun elemento di memoria storicamente rilevante, tuttavia si ritiene
che le attività agricole legate al settore vitivinicolo e olivicolo siano perdurate nel tempo, quando
l'economia agricola esordisce verso indirizzi più moderni.
Intorno ai primi del 900, successivamente alla crisi della viticoltura siciliana causata dalla fillossera,
in alcuni comuni, tra i quali Santa Margherita di Belice e Montevago, limitrofi alla zona di Menfi,
dove il terreno, ricco di dune sabbiose, ha mostrato capacità di resistenza alla fillossera, la
viticoltura si è ulteriormente consolidata.
Dopo il 2° conflitto mondiale gli studiosi del vino dedicano maggiore attenzione ai prodotti vinicoli
della zona in argomento (Garoglio, nel suo "Trattato di Enologia" 1953).
L'incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione, sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'area geografica considerata;
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti,
sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle
viti, sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare;
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione in bianco ed in rosso dei vini tranquilli.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto esclusivamente attribuibili
all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico,
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte agli articoli 5 e 6, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate che contribuiscono al
loro equilibrio gustativo; in tutte le tipologie si riscontrano aromi gradevoli, armonici, caratteristici
ed eleganti, con eventuali note fruttate, floreali e vegetali tipici dei vitigni di partenza.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera
B).
Il territorio delimitato della DOC in questione presenta una giacitura collinare, che, insieme
all'esposizione favorevole dei vigneti, concorre a determinare un ambiente adeguatamente ventilato,
luminoso e con un suolo naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato alla
coltivazione della vite.
La tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con la
coltura della vite, contribuendo all'ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche dei vini della DOC "Santa Margherita di Belice".
Anche il clima dell'areale di produzione, caratterizzato dalla temperatura costantemente al di sopra
dello zero termico anche nel periodo invernale; periodi caldo-asciutti per almeno 5 mesi all'anno
(maggio-settembre) con concentrazione delle piogge nei mesi autunnali ed invernali sono tutte
caratteristiche che si confanno ad una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola di questo territorio, dall'epoca ellenistica e romana fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la generale e fondamentale prova della stretta
connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche dei
vini della DOC "Santa Margherita di Belice". Ovvero è la testimonianza che la cultura del vino è
legata intimamente alla vita della popolazione fin dai tempi più remoti, di come l'intervento
dell'uomo nel particolare territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di
coltivazione della vite ed enologiche.
La combinazione tra ambiente pedoclimatico, la tradizione storica, le tecniche produttive e la
capacità imprenditoriale permettono di ottenere le specifiche qualità delle tipologie dei vini DOC in
questione, la cui rinomanza e reputazione sono consolidate.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Istituto Regionale Vini e Oli
Viale della Libertà n° 66
90143 - Palermo
Telefono 091 6278111
Fax 091 347870;
e-mail irvv@vitevino.it
L'Istituto Regionale della Vite e del Vino è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 1), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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