Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

San Martino della Battaglia Doc

14.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  "SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA"


Approvato con DPR 26.03.1970 G.U. 131 - 27.05.1970
Modificato con DPR 17.04.1990 G.U. 245 - 19.10.1990
Modificato con DM 22.06.1998 G.U. 160 - 11.07.1998
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Riconoscimento denominazione
La denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" è riservata ai vini bianco e
liquoroso che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di
produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
La denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" è riservata al vino ottenuto
per almeno l'80% da uve provenienti, nell'ambito aziendale, dal vitigno "Tocai Friulano".
Possono concorrere alla produzione del vino "San Martino della Battaglia" per un massimo del 20%
del totale anche uve provenienti da altri vitigni, a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella
Regione Lombardia e per la provincia di Verona con esclusione dei vitigni aromatici, iscritti nel
Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e
successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia"
comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengoin
provincia di Brescia e di Peschiera, in provincia di Verona.
Tale zona è così delimitata:
partendo da quota 70 in prossimità del km 267 della strada statale 11, la linea di delimitazione segue
la riva del lago di Garda fino ai "Capuccini", ad ovest di Peschiera del Garda. Procede quindi verso
sud per Villa Montresor fino a giungere alla ferrovia. Segue ad ovest la ferrovia fino a quota 84 ove
scende a sud lungo la strada che conduce al laghetto del Frassino, sopra quota 91 piega ad ovest per
C.Berra Nuova e sotto quota 101 piega a sud per Serraglio, indi passa ad est di C.na Gozzetto fino a
giungere all'autostrada della Serenissima. Attraversa l'autostrada, il limite procede a sud-ovest sulla
strada che passa sotto i Pignolini e sopra quota 84 fino a giungere a C.na Boschetti e C.na
Rondinelli ove incontra il confine provinciale col quale di identifica verso sud fino alla strada per
Pozzolengo in prossimità di quota 100. Da questo punto il limite segue la strada per Pozzolengo,
Ponte dell'Irta, Ballino e fino a quota 110 ove incontra il confine provinciale che segue a nord-ovest
fino all'altezza de "il Casino"; qui segue la strada per Ferrari indi quella che verso nord e nord-est
porta a Madonna della Scoperta, Fenil Novo, C.Baita, Castel Venzago, Centenaro e S.Pietro. Da
S.Pietro il limite procede verso nors sulla strada che passando da C.na Venga giunge sull'autostrada
della Serenissima, segue questa verso est fino a C.Caporale perpoi salire a nord sulla strada che
passando per Casette Pomo, Villa Venga, Bogliacco, Pigna, Moie, C.na Tesee a nord di Villa Arriga,
giunge al lago di Garda a quota 70 in prossimità del km267 della strada statale n.11.
E' inoltre da considerare zona di produzione del vino "S.Martino della Battaglia" il territorio
compreso nei confini qui appresso indicati: partendo dalla stazione ferroviaria li Lonato, segue la
linea ferroviaria in direzione di est fino ad incontrare la strada statale n.11. Segue la strada statale
n.11 fino a quota 137 (Gruppo di Rovere) e l'abbandona per seguire la strada che andando verso
sud, passa per Casetta e quindi passa sotto l'autostrada della Serenissima e da qui segue la strada per
S.Cipriano. Passa in fianco a S.Cipriano sempre seguendo la strada fino alla carrareccia che va in
direzione di C.na Gerardi (quota 206), quindi il confine passa per la linea di massima pendenza
attraverso C.na Gerardi fino ad intersecare la strada che da Lonato porta Castel Venzago. Segue
questa strada fino in località Tiracul e poi passa a sud finoa Brodonella. Da Brodonella segue la
strada che va fino a Ghetto e la segue ancora fino a Ghetto Superiore a quota 163. Da quota 163 il
confine taglia in linea retta fino a C.Pulecra. Scende da C.Pulecra per il sentiero fino ad intersecare
la mulattiera che passa sotto M.Nuvolo e arriva a le Crociere. Qui imbocca la carrareccia che porta
a Malocco di sopra e da Malocco di sopra segue la strada che porta a Lonato. Attraversa l'autostrada
la Serenissima in prossimità dell'ex Convento ed oltrepassando il sottopassaggio segue la strada che
porta alla stazione di Lonato.


Articolo 4
Norme di viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione
di origine controllata "San Martino della Battaglia" di cui all'art.1, devono essere quelle tradizionali
della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche
caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei ai fini dell'iscrizione allo schedario viticolo unicamente i
vigneti pedecollinari e collinari, di buona esposizione su terreni di natura prevalentemente calcareo
argillosa, misti a buona parte di scheletro e similari.
I sesti d'impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura (corti medi e lunghi) devono
essere quelli di tipo tradizionale e comunque atti a non modificare le caratteristiche dell'uva e del
vino.
Fermi restando i vigneti esistenti, i nuovi impianti ed i reimpianti devono essere composti da un
numero di ceppi ad ettaro non inferiore a 3000 calcolati sul sesto d'impianto.
E' vietata ogni pratica di forzatura, è consentita l'irrigazione di soccorso effettuata non oltre il
periodo dell'invaiatura per un massimo di due interventi l'anno.
La produzione massima di uva per ettaro, in coltura specializzata, non deve essere superiore
rispettivamente a 11,50 tonnellate per il vino a denominazione di origine controllata "San Martino
della Battaglia" e a 8,00 tonnellate per il vino a denominazione di origine. "San Martino della
Battaglia" liquoroso.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a
denominazione di origine "San Martino della Battaglia" devono essere riportati nei limiti di cui
sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti
resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le eccedenze delle uve, nel limite massimo del 2% non hanno diritto alla denominazione di origine
controllata.
Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il
prodotto.
Fermi restando i limiti sopra indicati, la produzione massima per ettaro di vigneto in coltura
promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie
coperta dalla vite.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a denominazione di origine controllata "San Martino
della Battaglia" devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11 ,00% vol;
quelle destinate alla vinificazione del vino a denominazione di origine controllata "San Martino
della Battaglia" tipologia liquoroso devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di 12,00% vol.
La Regione Lombardia, d'intesa con la Regione Veneto, con proprio decreto, su proposta del
Consorzio di tutela, sentite le organizzazioni di categoria interessate, ogni anno prima della
vendemmia può, in relazione all'andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione,
stabilire un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato, dandone immediata
comunicazione all'organismo di controllo.


Articolo 5
Norme di vinificazione
Le operazioni di vinificazione, imbottigliamento ed affinamento devono essere effettuate
nell'interno della zona di produzione delimitata nell'art.3. Tuttavia tenuto conto delle situazioni
tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate entro l'ambito dell'intero
territorio amministrativo delle province di Brescia, Mantova, nella Regione Lombardia e di Verona
nella Regione Veneto.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l'imbottigliamento o il condizionamento
deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o la
reputazione o garantire l'origine o assicurare l'efficacia dei controlli.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, a salvaguardia dei diritti precostituiti dei
soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione
delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e
4 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1).
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche, comprese quelle relative
all'affinamento,corrispondenti agli usi locali, leali e costanti,o comunque atte a conferire al vino le
sue peculiari caratteristiche.
La denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" può essere utilizzata per
designare io tipo liquoroso ottenuto mediante l'alcolizzazione del mosto di base, anche
parzialmente fermentato. Per detta tipologia è vietato aumentare la gradazione alcolica complessiva
del prodotto mediante concentrazione del mosto o impiego di mosti che siano oggetto di
concentrazione.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70% per entrambe le tipologie.
Qualora superi detto limite, ma non oltre il 75% la eccedenza non ha diritto alla denominazione di
origine controllata.
Oltre il75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.


Articolo 6
Caratteristiche vini al consumo
I vini a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" all'atto dell'immissione
al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
"San Martino della Battaglia"
colore: giallo citrino tendente al dorato con l'affinamento;
profumo: evoluto, intenso, caratteristico;
sapore: fresco, secco rotondo, con retrogusto leggero di mandorla;
titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,50% vol;
acidità totale minima 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.
"San Martino della Battaglia" liquoroso
colore: giallo tendente al dorato con l'affinamento;
profumo: intenso, caratteristico;
sapore: gradevolmente dolce, vellutato, armonico e generoso, con retrogusto leggero di mandorla
eventualmente con sapore di legno derivante dall'affinamento in botte;
titolo alcolometrico volumico totale minimo 15,00% vol;
zuccheri residui non inferiori a 40,00 g/l;
acidità totale minima 4,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,00 g/l.
E' in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare, con proprio
decreto, i limiti sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore minimo.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata "San Martino
della Battaglia" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal
presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi ragioni sociali o marchi
privati purché non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia"
può essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che
tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia
delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco
regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010.
Sulle bottiglie contenenti vini a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia"
deve figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezioni e chiusure
Il vino a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" può essere immesso al
consumo in contenitori di qualsiasi capacità. Qualora venga confezionato in recipienti da 0,375 a 3
litri, può essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro con tappo di sughero. Le bottiglie con
capacità inferiore a 0,375 per specifiche esigenze commerciali possono avere la chiusura a vite.
Il vino a denominazione di origine controllata "San Martino della Battaglia" liquoroso deve
obbligatoriamente essere immesso al consumo in recipienti di vetro di capacità inferiore o uguale a
litri 1,0 e con tappo di sughero.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
a) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
Collocata a cavallo tra le province di Verona e Brescia, S. Martino della Battaglia è una zona di
grandissimo interesse per le famose vicende storiche che l'hanno segnata, una piccola nicchia
geopedologica e climatica, al confine tra le colline moreniche e l'entroterra a sud del lago di Garda,
zona particolarmente beneficiata dalle favorevoli condizioni climatiche determinate dalla grande
massa del bacino del Lago di Garda che da sempre ha favorito il rigoglioso sviluppo dei vigneti che
si stendono sulle sue rive. Oggi si attuano ben precise distinzioni tra i vini prodotti a sud, a nord, ad
est e ad ovest del lago: un tempo, invece, venivano definiti tutti vini "retici", una generalizzazione
avallata da autori importantissimi come Plinio e Virgilio.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione
di origine controllata "San Martino della Battaglia" devono essere quelle tradizionali della zona di
produzione e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di
qualità. Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti collinari e pedecollinari di buona
esposizione su terreni di natura prevalentemente calcareo argillosa, misti a buona parte di scheletro
e similari.
Fattori umani rilevanti per il legame
Questa zona in particolare, famosissima per il suo vino bianco, ha una storia viticola che si
suddivide in due periodi: il primo, che va dall'antichità più remote fino a una sessantina di anni fa,
legato al Lugana vero e proprio, ed un secondo, più recente ove si inserisce il Tocai. Nessun
geografo o storico aveva, in passato, delimitato i confini di questa zona, ma la zona si identificava
nella struttura del suo terreno e dal vino che in essa veniva prodotto. Il terreno agrario aveva bordi
molto frastagliati e, vicino ad un nucleo centrale e ben identificabile, vi erano lingue di terreno ed
isolette esterne al perimetro centrale che ne hanno sempre impedito una netta delimitazione. Gli
agricoltori della zona coltivarono, con fortuna, il vitigno Trebbiano nell'argilla della Lugana,
espandendo la coltivazione dal centro verso la periferia, tuttavia le caratteristiche del vino ottenuto
alla periferia, legate essenzialmente alla natura del terreno, quando si usciva dal terreno tipico,
venivano perse irrimediabilmente. Pertanto in questa zona il Lugana, tranne quello prodotto nelle
isole di terreno uguali a quello della Lugana vera e propria, non era di qualità simile al vero vino
Lugana, e portandone il nome, si penso che con il tempo si sarebbe creato confusione nel
consumatore. Così l'ispettorato provinciale dell'Agricoltura di Brescia, preoccupato di
salvaguardare il buon nome del Lugana e di permettere la coltivazione della vite in questa zona,
fortemente vocata, consigliò, dopo accurati esami dei vigneti esistenti in zona, il vitigno "Tocai
Friulano", determinando così il nuovo periodo.
b) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari che ne permettono una chiara individuazione
e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
Grazie alle basse produzioni ed alle raffinate tecniche di vinificazione si ottengono vini dalle
piacevolissime caratteristiche aromatiche. Bianco secco ove le fresche note floreali tipiche del
vitigno vengono esaltate dalla perfetta maturazione delle uve, il S. Martino della Battaglia è
contraddistinto da una moderata acidità, un sapore fresco, secco rotondo, con retrogusto leggero di
mandorla e un profumo evoluto, intenso, caratteristico. Il San Martino della Battaglia" liquoroso,
vino fortificato di eccezionale pregio, che evoca i profumi del miele, della frutta secca, dei canditi e
presenta equilibri e contrasti inaspettati tra gusti che si esaltano a vicenda.
c) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B)
In questa zona, tra le colline di San Martino della Battaglia, residuo morenico delle precedenti
glaciazioni, in cui rimase il detrito della morena profonda, finissimamente macinato, di aspetto
simile a quello che tutt'ora si trova nei ripiani più bassi della costiera, commisto a piccole quantità
di argilla dando al terreno una elevata compattezza, il Tocai friulano ha trovato il suo ambiente di
elezione, tanto da essere sopravvissuto nel tempo a tutte le influenze esterne che hanno diffuso in
zona anche altre varietà bianche e rosse.
Il motivo della conservazione del Tocai da parte dei viticoltori locali si deve sicuramente ricercare
nelle soddisfazioni qualitative che questo vitigno fornisce e non certo per l'aspetto quantitativo
delle produzioni, sempre molto limitate. Proprio sui colli talvolta quasi completamente sassosi il
vitigno si è perfettamente adattato ed esprime il massimo delle sue potenzialità.
Il Tocai friulano ha trovato in questa area ristretta (i vigneti atti a produrre questo vino si estendono
per poco piu' di 70 ettari) terreni calcareo-argillosi che ben si prestano ad un suo sviluppo ottimale,
riuscendo ad esprimersi in un vino bianco che, associando finezza ed eleganza ad una buona
struttura, occupa un ruolo di rilievo nel ricco panorama enologico di questo territorio.
La produzione della tipologia San Martino della Battaglia liquoroso merita un approfondimento
storico. In passato era stata trascurata anche per la poca fortuna cui erano andati incontro questi tipi
di vini, oggi ritornata all'attualità. Infatti agli inizi degli anni 80 si pensò di produrre nuovamente
un vino da Dessert partendo dalle uve sovramaturate di Tocai San Martino della Battaglia doc
raccolte con vendemmia tardiva. Una volta tale vino era ben conosciuto ma se ne erano
completamente perse le tracce ( "A Lonato - 5 leghe a est di Brescia - si prepara un vino liquoroso
celebre in Italia: ha il colore dell'oro, dolce senza essere acre nè vuoto, grande finezza ed un
profumo molto soave...il vino che si paragona al Tocai e che si dice essere superiore al vino di
Cipro, è la ricchezza dei vigneti della bassa Riviera del Garda" - da "TOPOGRAPHIE DE TOUS
LES VIGNOBLES CONNUS" di A. JULIEN-PARIGI, 1822. ) Furono esaminate varie modalità di
produzione per poi definire quella che è la tecnica di lavorazione attuale, (cosi come codificata -in
seguito - dal disciplinare che regola la D.O.C., ottenuta, a partire dal 1990, dopo averne dimostrato
la storicità.) Da tale data è iniziata la produzione destinata alla vendita superando la fase
sperimentale degli anni precedenti. Fondamentale, per la qualità del prodotto, è partire da uve
molto sane e sovramaturate - ma non passite - di Tocai di San Martino doc. L'uva di Tocai - a
maturazione precoce di primo periodo - è molto sensibile a muffe, botrite e marciume. Una raccolta
tardiva invece di migliorare la qualità, può portare alla perdita del prodotto. E' necessario perciò
selezionare bene l'uva da lasciare sulla pianta e scegliere vigneti particolarmente ben esposti. Si
presta bene a tale scopo un vigneto di nostra proprietà di 1 ha circa esposto a sud-ovest sul crinale
di una collinetta arida e sassosa oltre che ventosa: in tali condizioni la botrite in annata favorevole
tende a dare origine alla "muffa nobile". L'uva - prodotta con avarizia - è raccolta in cassette e
ancora selezionata. Il mosto viene estratto con una pressatura pneumatica molto soffice, e
debitamente pulito - è raffreddato a 5/6 gradi; a tale temperatura si avvia una lentissima
fermentazione. La raffinata tecnica di produzione di questo vino liquoroso che prevede anche un
lungo affinamento e l'aggiunta di una percentuale dal 10 al 15% di vino di annate precedenti tenuto
in barrique, consente di mantenere alcuni profumi ed aromi primari dell'uva di Tocai.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: ISTITUTO MEDITERRANEO DI CERTIFICAZIONE S.R.L
Sede Centrale: via C. Pisacane, 32 60019 Senigallia (AN) - Italia Tel. (+39) 0717930179 | fax
(+39) 0717910043
Unità operativa di Brescia: via Volturno, 31 25122 Brescia (BS) – Italia Tel (+39) 030 3733069 |
fax (+39) 030 316132 e-mail: pianocontrolli@imcert.it
L'ISTITUTO MEDITERRANEO DI CERTIFICAZIONE S.R.L Unità operativa di è l'Organismo
di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi
dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 3), che effettua la verifica annuale del
rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1°
capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti
della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco
dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato
articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 4).

 


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