Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Aprilia Doc

05.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  «APRILIA»


Approvato con DPR 13.05.1966 G.U. 174 - 16.07.1966
Modificato con DPR 22.11.1979 G.U. 107 - 18.04.1980
Modificato con DM 25.10.2010 G.U. 262 - 09.11.2010 (S.O. n° 245)
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
La denominazione di origine controllata «Aprilia» è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono
alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le tipologie:
- Bianco di Aprilia;
- Rosso di Aprilia
- Rosato di Aprilia;
- Merlot di Aprilia.


Articolo 2
Base ampelografica
Il vino a denominazione di origine controllata “Aprilia” deve essere ottenuto dalle uve provenienti
dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
- Bianco di Aprilia
Trebbiano Toscano almeno il 50%;
Chardonnay dal 5% al 35%;
possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a
un massimo del 15% del totale.
- Rosso e Rosato di Aprilia
Sangiovese almeno il 50%;
Cabernet Sauvignon dal 5% al 25%;
Merlot fino dal 5% al 25%
possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a
un massimo del 15% del totale.
- Merlot di Aprilia
Merlot non meno dell’ 85%;
possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino a
un massimo del 15% del totale.
Limitatamente alle tipologie Bianco di Aprilia, Rosso di Aprilia e Rosato di Aprilia la base
ampelografica dei vigneti già iscritti allo schedario viticolo deve essere adeguata entro la decima
vendemmia successiva alla data di pubblicazione del presente disciplinare di produzione.
Sino alla scadenza, indicata nel precedente comma, i vigneti di cui sopra, iscritti a titolo transitorio
allo schedario viticolo della denominazione di origine controllata dei vini «Aprilia», per le tipologie
Bianco di Aprilia, Rosso di Aprilia e Rosato di Aprilia, potranno usufruire della denominazione
medesima.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende: in provincia di Latina tutto
il territorio comunale di Aprilia e parte di quello dei comuni di Cisterna e Latina ed in provincia di
Roma parte del territorio comunale di Nettuno.
Tale zona è così delimitata:
partendo dal punto d’incontro fra i confini amministrativi di Aprilia e di Cisterna con il confine
provinciale della provincia di Roma, il limite sale lungo il confine provinciale di Roma, sino a
incontrare la ferrovia Roma-Napoli (incrocio della suddetta ferrovia con il Fosso della Mole); segue
quindi la ferrovia medesima fino al punto in cui la provinciale Nettuno-Cisterna sottopassa la strada
ferrata. Da questo punto prosegue lungo la provinciale Nettuno-Cisterna fino a Borgo Montello e da
qui all’intersezione della medesima provinciale con il fiume Astura fino all’intersezione del fiume
medesimo con la strada Grugnole-Sant’Antonio. Da qui prosegue fino alle Grugnole e
successivamente ai Tre Cancelli, procede quindi sino all’intersezione della strada Grugnole-Tre
Cancelli-Palmolive con la provinciale Nettuno-Velletri per proseguire fino all’incrocio del confine
fra le province di Roma e Latina.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’ art. 2
devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini le
specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Per i nuovi impianti e reimpianti la densità non può essere inferiore a 3.000 ceppi per ettaro in
coltura specializzata.
È vietata ogni pratica di forzatura. E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro e il titolo alcolometrico volumico naturale minino sono le
seguenti:
Tipologia
Produzione uva
(tonn/ettaro)
Titolo alcolometrico volumico
naturale minimo % vol
Bianco di Aprilia 14 10,50
Rosso di Aprilia 14 11,00
Rosato di Aprilia 14 11,00
Merlot di Aprilia 13 11,50
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro deve essere rapportata alla
superficie effettivamente impegnata della vite.
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso
cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% i limiti medesimi.
La Regione Lazio, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in
anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione, può
modificare il limite massimo di produzione di uva per ettaro e il titolo alcolometrico volumico
naturale minimo dandone immediata comunicazione all’organismo di controllo incaricato.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione di cui
all’articolo 3.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a
conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
La resa dell’uva in vino per tutte le tipologie non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva-vino superi detto limite, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla
denominazione di origine controllata. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine
controllata per tutta la partita.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all’art. 1 devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, alle seguenti
caratteristiche:
“Bianco di Aprilia”:
- colore: giallo paglierino talora con riflessi verdolini.
- odore: intenso, caratteristico, con note floreali.
- sapore: secco, intenso, equilibrato.
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidità totale minima: 4,5 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
“Rosso di Aprilia”:
- colore: rosso rubino con riflessi granati con l’invecchiamento.
- odore: intenso, fine con sentori di frutta matura
- sapore: secco, intenso, armonico, di giusto corpo.
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
“Rosato di Aprilia”:
- colore: rosa tenue
- odore: delicato, floreale
- sapore: fresco, secco, sapido.
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 18,0 g/l.
“Merlot di Aprilia”:
- colore: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento;
- odore: vinoso, gradevole;
- sapore: secco, di corpo caratteristico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidità totale minima: 5,0 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
È in facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di modificare con proprio
decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità totale e per l’estratto non riduttore.

Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella presentazione e designazione del vino a denominazione di origine controllata “Aprilia” è
vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente
disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato” e similari.
È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi
privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Nella presentazione e designazione dei vini di cui all’art.1 è obbligatoria l’indicazione dell’annata
di produzione delle uve.


Articolo 8
Confezionamento
I vini di cui all’art 1 devono essere imbottigliati in recipienti di vetro di capacità non superiore a litri
1,5 tappati con tappo di sughero o altro materiale consentito dalla norma.
Tuttavia per detti vini è consentito l’uso di contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre in
materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di
altro materiale rigido, di capacità non inferiore a 2 litri.


Articolo 9
Legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica.
1. Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata ricade nella parte Centro Occidentale della regione Lazio, per la
maggior parte in Provincia di Latina e per una piccola quota in comune di Nettuno in provincia di
Roma. L’area, che si estende per circa 24.500 ettari, rientra in parte nelle zone pianeggianti
comprese tra l’Agro Romano e l’Agro Pontino e in parte nel Distretto vulcanico denominato
Vulcano Laziale che è il più meridionale dei distretti vulcanici del Lazio. I terreni più superficiali
che oggi affiorano nella Pianura Pontina risalgono al quaternario originati da depositi terrigeni dai
monti Lepino – Ausoni. Si tratta prevalentemente di sedimenti continentali fluvio–lacustri, eolici e
piroclastici, ovvero, di terreni generati in un bacino, trasportati da fiumi e vento, o lanciati dal
vicino Vulcano laziale.
Le formazioni quaternarie dell’area costiera sono costituite per lo più da formazioni sabbiose di
natura continentale (Pleistocene Superiore), depositatesi per l’azione del vento sotto forma di grosse
dune sui precedenti depositi sabbiosi di natura costiera-salmastra, costituiti da sabbie calcaree
organogene (Pleistocene Medio-Inferiore). L’intero complesso sabbioso, dello spessore variabile da
poche decine di metri a circa un centinaio, va sotto il nome di Duna Antica. Procedendo verso
l’interno, per quanto detto, le formazioni recenti di ambiente continentale vengono s ostituite da
depositi formatisi in ambiente fluvio-palustre costituiti da alternanze di livelli sabbiosi, sabbioso argillosi e da formazioni di natura travertinosa. L’ambiente palustre formatosi nella depressione
pedemontana, ha consentito nel tempo la formazione di numerosi livelli torbosi.
L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 7 e i 199 m s.l.m. e l’esposizione generale è
orientata verso ovest e sud.
Il clima dell’area è di tipo mediterraneo ed è caratterizzato da precipitazioni medi e annue comprese
tra i 842 ed i 996 mm, con aridità da maggio ad agosto (pioggia 64-89 mm), ma con valori elevati
solo nei mesi estivi. Temperatura media piuttosto elevata compresa tra i 14,5 ed i 16,1°C: freddo
non intenso da novembre ad aprile, con temperatura media inferiore ai 10°C per 2-4 mesi l’anno e
temperatura media minima del mese più freddo dell’anno che oscilla tra 3,6 e 5,5° C.
La combinazione tra natura del terreno e fattori climatici fanno della zona delimitata come DOC Aprilia un
territorio altamente vocato alla produzione di vini di pregio.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Aprilia”.
La presenza della viticoltura nell’area delimitata risale all’epoca preromana, ma iniziò a declinare
già ai tempi Plinio a causa disboscamenti selvaggi che provocarono la formazione di zone
acquitrinose e paludose e l’insorgere della malaria, spostandosi progressivamente verso le zone
limitrofe più interne e poste ad una altitudine maggiore. Al Rinascimento risalgono i primi lavori di
bonifica della palude pontina ad opera del papa Leone X, che furono proseguiti da papa Sisto V e da
Pio VI sul finire del Settecento: ciò permise di rendere coltivabili molti terreni contribuendo alla
rinascita dell’agricoltura. La bonifica definitiva della risale agli anni trenta del secolo scorso e ha
permesso il totale recupero dei terreni. L’Agro fu diviso in unità terriere di estensione variabile a
seconda della fertilità del terreno e con una media di 20 ha per ogni gruppo familiare, che ebbe in
dotazione una casa colonica (il podere), munita dei servizi civili e agricoli necessari. Nel periodo
ottobre-novembre 1932 iniziò l’immigrazione di circa 60 mila contadini veneti, friulani ed emiliani
(soprattutto ferraresi) che dovevano popolare l’Agro bonificato. Diedero origine ad una
vitivinicoltura che, da una iniziale destinazione per l’autoconsumo (con varietà tipiche delle loro
terre di origine come il Sangiovese ed il Merlot) in quanto il vino era considerato un alimento
corroborante per il lavoro, passò progressivamente, segnatamente negli anni settanta del secolo
scorso, ad una viticoltura da reddito.
Grazie alle loro peculiarità, numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dai vini a DOC Aprilia sia in
ambito locale, nazionale che internazionale; ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali.
Anche nei concorsi sia nazionali, sia internazionali i vini hanno ricevuto e continuano a ottenere
numerosi riconoscimenti
L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione, sono quelli
tradizionalmente coltivati nell’area geografica considerata: il Trebbiano toscano, il Sangiovese ed il
Merlot;
- le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti,
sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle
viti, sia per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare (98 hl/ha per le tipologie bianco,
rosso e rosato e 91 hl/ha per la tipologia Merlot);
- le pratiche relative all’elaborazione dei vini, che sono quelle tradizionalmente consolidate in zona
per la vinificazione di vini bianchi complessi ed equilibrati ed in rosso di vini tranquilli e strutturati.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
La DOC “Aprilia” è riferita a una tipologia di vino bianco (“Bianco di Aprilia”), a due di vino rosso
(“Rosso di Aprilia” e “Merlot di Aprilia”) ed a una tipologia rosato “Rosato di Aprilia”) che dal punto
di vista analitico ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte
all’articolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata
all’ambiente geografico.
Nello specifico le singole tipologie di vino si caratterizzano:
- “Bianco di Aprilia”: vino fresco ed equilibrato, con colore giallo paglierino con riflessi verdolini,
odore intenso, caratteristico con note floreali, sapore secco, intenso ed equilibrato.
- “Rosso di Aprilia”: buona struttura e presenza di buone dotazioni polifenoliche polimerizzate, che
conferiscono al vino carattere di pienezza di corpo e assenza di ruvidezza. Il colore è rosso rubino
con riflessi granati con l’invecchiamento, odore intenso, fine con sentori di frutta matura, sapore
secco, intenso, armonico di giusto corpo.
- “Rosato di Aprilia”: vino fresco e leggero, con colore rosa tenue, odore delicato, floreale, sapore
secco, fresco e sapido.
- “Merlot di Aprilia”: buona struttura e presenza di buone dotazioni polifenoliche polimerizzate, che
conferiscono al vino carattere di pienezza di corpo, assenza di ruvidezza e buona longevità. Il colore
è rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore intenso con aromi floreali e fruttati
(bacche e drupe) tipico del vitigno, sapore secco, di corpo caratteristico.
Al sapore tutti i vini presentano un’acidità normale, un amaro poco percepibile, poca astringenza e
buona struttura, che contribuiscono al loro equilibrio gustativo.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera
B).
L’orografia pianeggiante o dolcemente collinare della parte settentrionale dell’Agro Pontino e
l’esposizione ad ovest, concorrono a determinare un ambiente arioso, luminoso e con un suolo
naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato per la coltivazione dei vigneti del
“Aprilia”.
Anche la tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con la
coltura della vite, contribuendo all’ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche dell’ “Aprilia”.
In particolare, i terreni, derivano da sedimenti continentali fluvio–lacustri, eolici e piroclastici, sono
costituiti da sabbie delle Dune antiche e da depositi formatisi in ambiente fluvio-palustre costituiti
da alternanze di livelli sabbiosi, sabbioso-argillosi e da formazioni di natura travertinosa. Trattasi di
terre, sottratte definitivamente alla palude Pontina a seguito delle bonifiche effettuate nei primi anni
del XX secolo, che presentano un normale contenuto di elementi nutritivi e che sono idonei ad una
vitivinicoltura di qualità conferendo ai vini particolare equilibrio e complessità.
Anche il clima dell’areale di produzione, caratterizzato da precipitazioni sufficienti (900 mm), con
scarse piogge estive (80 mm) e con aridità da maggio ad agosto, ma con valori elevati solo nei mesi
estivi, da una buona temperatura media annuale (15.6 °C), unita ad una temperatura relativamente
elevata e ottima insolazione nei mesi di settembre ed ottobre, consente alle uve di maturare
lentamente e completamente, contribuendo in maniera significativa alle particolari caratteristiche
organolettiche del vino "Aprilia".
In particolare, la combinazione tra le caratteristiche del terreno ed i fattori climatici, determina per i
vini bianchi, la produzione di significative quantità di precursori aromatici che consentono di
esaltare le caratteristiche organolettiche e i sentori tipici dei diversi vitigni e per i vini rossi
un’ottimale maturazione fenolica, che unita ad un ottimale rapporto tra zuccheri e acidi permette di
ottenere vini caratterizzati da elevata struttura, un grande equilibrio fra le diverse componenti.
La millenaria storia vitivinicola riferita alla terra “Pontina”, purtroppo persa per molti secoli a causa
dei fattori naturali ed umani succedutesi nel tempo – ma comunque insita nelle caratteristiche
intrinseche del territorio - è la generale e fondamentale prova della stretta connessione ed interazione
esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del “Aprilia”.
Ovvero è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia, nel corso dei
secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali nell’epoca
moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all’indiscusso progresso scientifico
e tecnologico, fino ad ottenere i vini “Aprilia”, le cui peculiari caratteristiche sono descritte
all’articolo 6 del disciplinare.
In particolare il lento e progressivo recupero del territorio paludoso, protrattosi per secoli, ha
contribuito alla rinascita dell’agricoltura e segnatamente della viticoltura dell’area: l’opera dell’uomo,
in particolare quella dei coloni insediatosi nella prima metà del secolo scorso, hanno dato a questa
terra la possibilità di esprimere al meglio il suo potenziale viticolo.
La storia recente è caratterizzata da un’evoluzione positiva della denominazione, dovuta alla
professionalità degli operatori, all’impianto di nuovi vigneti e alla nascita di nuove aziende, che hanno
contribuito ad accrescere il livello qualitativo e la rinomanza del vino “Aprilia”.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Roma
Via Appia Nuova 218 – 00179 Roma
Telefono 06/52082699 - Fax 06/52082494;
e-mail: lcm.amministrazione@rm.camcom.it
La C.C.I.A.A. di Roma è l’ Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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