Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

altri articoli

Ansonica Costa dell’Argentario Doc

05.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA DEL VINO “ANSONICA COSTA DELL’ARGENTARIO”


Approvato con DM 28.04.1995 G.U. 125 – 31.05.1995
Modificato con DM 24.11.2011 G.U. 280 – 01.12.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione)
1.1 La Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» è riservata al
vino bianco che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di
produzione.


Articolo 2
(Base ampelografica)
2.1 Il vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» deve
essere ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente
composizione ampelografica:
Ansonica B.: minimo 85%.
2.2 Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 15%, le uve a bacca
bianca provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, iscritti nel
Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e successivi aggiornamenti, il cui
elenco completo è riportato nell’allegato 1al presente disciplinare.


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa
dell’Argentario» è ubicata nella parte collinare, pedecollinare e insulare dell’area sud della
provincia di Grosseto e comprende in parte i comuni di Manciano, Orbetello e Capalbio e
l’intero territorio dei comuni di Isola del Giglio e Monte Argentario in provincia di Grosseto.
3.2 Tale zona è così delimitata:
la perimetrazione inizia a sud nel punto di intersezione tra la linea ferroviaria Grosseto-Roma e il
confine territoriale del comune di Capalbio per continuare sempre lungo lo stesso confine, a est
sino alla intersezione della strada provinciale n. 63, s.p. Capalbio che da Capalbio conduce alla
frazione di Marsiliana ricadente nel comune di Manciano; il confine prosegue nel tratto est lungo
la strada statale n. 74 (s.s. Maremmana) fino al bivio per Magliano in prossimità della frazione di
Marsiliana.
Prosegue poi nel tratto nord lungo la strada consorziale delle Pulledraie fino al fosso che la
interrompe per poi reimmettersi sulla s.s. 74 al km8,700 in direzione della frazione di Albinia
sino alla intersezione con la linea ferroviaria delle FF.SS. Roma-Grosseto.
Da tale punto, nel tratto ovest, il confine prosegue lungo la linea ferroviaria suddetta, in direzione
sud, sino a incontrare il punto di partenza.
La zona di produzione comprende altresì i comuni diMonte Argentario e dell’Isola del Giglio.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Le condizioni ambientali e colturali dei vigneti destinati alla produzione del vino a
Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» devono essere quelle
tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche
caratteristiche di qualità.
4.2 I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati nella zona o comunque atti a nonmodificare le caratteristiche delle uve e del
vino.
4.3 È escluso l’allevamento espanso su tetto orizzontale.
4.4 I nuovi impianti e i reimpianti devono prevedere un minimo di 3.300 ceppi per ettaro e la
produzione massima per ceppo non deve superare mediamente i kg 3,5.
4.5 È vietata ogni pratica di forzatura. È consentita l’irrigazione di soccorso.
4.6 La quantità massima di uva ammessa per la produzione del vino a Denominazione di Origine
Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» non deve superare tonnellate 11 per ettaro di
vigneto in coltura specializzata.
4.7 A detto limite, anche in annate eccezionalmentefavorevoli, le produzioni dovranno essere
riportate attraverso una accurata cernita delle uve, purchè la produzione per ettaro non superi del
20% il limite medesimo. Qualora la produzione superi il 20% delle suddette quantità, il vino
ottenuto non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
4.8 Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro di vigneto a coltura
promiscua deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie coperta dalle viti.
4.9 La Regione Toscana, con proprio decreto, su proposta del Consorzio di Tutela, sentite le
organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto
delle condizioni ambientali e di coltivazione, può stabilire un limite massimo di produzione
rivendicabile di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione,
dandone immediata comunicazione al competente Organismo di controllo.
4.10 La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%.
4.11 Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a Denominazione di Origine
Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» un titolo alcolometrico volumico naturale minimo
di 10,50% vol.


Articolo 5
(Norme per la vinificazione)
5.1 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a
conferire al vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» le
sue peculiari caratteristiche.
5.2 La vinificazione delle uve per la produzione del vino a Denominazione di Origine
Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» deve essere effettuata nell’ambito dell’intero
territorio dei comuni di cui al precedente art. 3.
5.3 Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, può consentire su apposita domanda delle ditte interessate che le
suddette operazioni di vinificazione siano effettuate nell’ambito della provincia di Grosseto, a
condizione che le ditte interessate dimostrino di aver tradizionalmente vinificato le uve prodotte
nella zona nelle cantine per le quali si chiede l’autorizzazione.
5.4 È consentito l’arricchimento, nei limiti e condizioni stabilite dalle norme comunitarie e
nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve Ansonica prodotte nella zona di produzione
delimitata dal precedente art. 3 o, in alternativa,con mosto concentrato rettificato o a mezzo di
altre tecnologie consentite.


Articolo 6
(Caratteristiche al consumo)
6.1 Il vino a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa dell’Argentario» all’atto
dell’immissione al consumo deve corrispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: giallo paglierino più o meno intenso;
- odore: caratteristico, leggermente fruttato;
- sapore: asciutto, morbido, vivace e armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidità totale minima: 4,50 g/l;
- estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l.
6.2 È facoltà del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, modificare, con proprio
Decreto, i limiti minimi sopra menzionati per l’acidità totale e per l’estratto non riduttore
minimo.


Articolo 7
(Etichettatura, designazione e presentazione)
7.1 Al vino a Denominazione di Origine Controllata di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di
qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione ivi
compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato” e similari.
7.2 È tuttavia consentito l’uso di indicazioni chefacciano riferimento a nomi, ragioni sociali e
marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
7.3 È consentito altresì l’uso di nomi geografici corrispondenti a frazioni, comuni o zone
amministrative definite, ai sensi dell’art. 4, comma 4 del Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n.
61, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26.04.2010, e riportati nell’allegato A del
presente disciplinare di produzione.
7.4 Nella designazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa
dell’Argentario» di cui all’art. 1 può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia
seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del
vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di
accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi dell’art. 6 comma 8, del
decreto legislativo n. 61/2010.
7.5 Sulle bottiglie e altri recipienti contenenti il vino a Denominazione di Origine Controllata
«Ansonica Costa dell’Argentario» deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle
uve.


Articolo 8
(Confezionamento)
8.1 Per il confezionamento dei vini a Denominazione di Origine Controllata «Ansonica Costa
dell’Argentario» sono ammessi tutti i recipienti divolume nominale autorizzati dalla normativa
vigente, ivi compresi i contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre in materiale plastico
pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro materiale
rigido.
8.2 Per la tappatura dei vini, allorquando siano confezionati in bottiglie di vetro, può essere
utilizzata qualsiasi tipo di chiusura, escluso il tappo a corona per bottiglie di capacità nominale
superiore a 375 ml.
8.3 Tuttavia, per le tipologie con menzione “vigna” sono consentite soltanto bottiglie di vetro
aventi forma e abbigliamento consoni ai caratteri dei vini di pregio, con volume nominale fino a
3 litri, con chiusura a tappo di sughero raso bocca.


Articolo 9
(Legame con l’ambiente geografico)
A) Informazioni sulla zona geografica
A.1. Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata ricade nella parte meridionale della regione Toscana e, in
particolare, nella zona collinare, pedecollinare e insulare dell’area sud della provincia di
Grosseto, comprendendo parte dei territori amministrativi dei comuni di Manciano, Orbetello e
Capalbio e l’intero territorio dei comuni di Isola del Giglio e Monte Argentario.
Il territorio è costituito da rilievi di bassa e media collina a pendenza media e alta, i cui terreni,
relativamente all’origine geologica, sono caratterizzati da formazioni prevalentemente calcaree,
anidritiche e gessose, la cui quota media è di 128 metri s.l.m. con una pendenza dell’11%. A sud
di Capalbio si rinvengono terrazzi e ripiani di bassa quota a debole pendenza, su depositi
alluvionali a granulometria mista e sedimenti marini sabbiosi, la cui quota media è di 97 metri
s.l.m., con una pendenza del 2%. Il promontorio delMonte Argentario e l’isola del Giglio sono
formati quasi interamente da un plutone granitico con piccole aree calcaree, ove prevalgono
rocce come serpentini, calcari o scisti, con quote medie di 250 metri s.l.m. e pendenze
generalmente elevate.
Il clima dell’area è di tipo mediterraneo caratterizzato da una percentuale molto alta di giornate
di sole, con temperature miti e precipitazioni disordinate ma generalmente scarse, seppur talvolta
anche di elevata intensità, concentrate soprattutto nei mesi autunnali-invernali (massimo della
piovosità localizzato tra l’inizio di novembre e i primi giorni di dicembre, col mese di novembre
caratterizzato dai valori più elevati), mentre nel periodo compreso tra febbraio e aprile la pioggia
è distribuita in maniera un po’ più omogenea con valori comparabili, che diminuiscono
progressivamente dalla terza decade di aprile, finoa raggiungere un minimo assoluto tra la prima
e la terza decade di luglio, tanto che si può parlare di un’aridità di regola prolungata nella
primavera e spesso accentuata nei mesi estivi. La temperatura media oscilla intorno a 16°C e le
precipitazioni intorno a 630 mm/anno; l’indice di Huglin si attesta tra 2.300 e 2.500 unità.
Le estati sono per lo più siccitose e le condizionidi aridità sono accentuate dai venti che soffiano
con frequenza soprattutto dal terzo al quarto quadrante; in particolare, nella primavera soffiano
venti di Scirocco e di Libeccio (nelle aree più prossime al mare piuttosto carichi di salsedine),
mentre nell’estate soffia il Maestrale che, sebbeneprovenga dal mare, è asciutto, regolando di
fatto la temperatura.
A.2. Fattori umani rilevanti per il legame
I fattori umani legati al territorio di produzione,che per consolidata tradizione hanno contribuito
a ottenere i vini «Ansonica Costa dell’Argentario»,sono di fondamentale rilievo. In quest’area,
infatti, esistono testimonianze della coltivazione della vite che risalgono al periodo etrusco, greco
e romano – l’antica città etrusca di Cosa, nella parte meridionale della zona di produzione, l’area
di Poggio Buco, più a nord, sono solo alcuni esempidi insediamenti più o meno rilevanti – come
testimoniano alcuni reperti; in particolare, pressoMarsiliana lungo il corso del fiume Albegna, è
stato rinvenuto un numero consistente di vasellame e pithoi(recipienti particolari per la raccolta
del vino proveniente dalla pigiatura delle uve e dai torchi), probabilmente poiché il luogo
corrispondeva a un vero e proprio centro di raccolta per i vini che provenivano dalle aree più
interne (colline di Manciano, Capalbio, Magliano e Scansano), trasportati lungo il corso del
fiume. Inoltre, sul territorio dell’isola del Giglio, sono stati rinvenuti numerosi palmentiin pietra,
specie di vasche cilindriche scavate direttamente sulla roccia talvolta ai piedi di un vigneto,
utilizzate da etruschi e, più tardi, romani, per lapigiatura e lo sgrondo delle uve. Ma anche la
scoperta di relitti del V secolo a.C. e il recupero di vasellame etrusco, corinzio e fenicio e di
anfore vinarie nelle acque prospicienti l’isola del Giglio attesterebbero la presenza di contatti,
trasporti e commerci tra l’isola e le città dell’Etruria e d’altri paesi del Mediterraneo. La
dominazione romana accentuò la tendenza al miglioramento delle tecniche di vinificazione, che
rimasero insuperate fino al medioevo; in questo periodo storico, la vite acquistò particolare
importanza come pianta colonizzatrice, tanto che governanti e feudatari riconobbero la necessità
di concedere terre adatte per questa coltura, che ebbe particolare protezione con apposite norme
statutarie. Un ulteriore impulso all’attività vitivinicola del territorio fu dato dalle repubbliche
marinare, in particolare Pisa, che tramite le potenti reti commerciali tessute dai loro mercanti
contribuirono alla valorizzazione dei vini del Giglio e delle altre aree costiere della Maremma
meridionale, vini che erano qualificati, all’epoca,come “robusti e forti”.
La tradizione vitivinicola della Maremma meridionale e insulare ha continuato a trasmettersi nei
secoli, passando anche attraverso le vicissitudini legate agli assalti dei Pirati: drammatico quello
del 1554, quando il pirata Barbarossa provocò la deportazione di oltre 600 abitanti del Giglio
che, all’epoca, era intensamente coltivata a vigneto, e la vinificazione avveniva mediante
l’utilizzo dei palmenti, con una produzione di circa 18.000 barili di vino per lo più esportati e
venduti in terra ferma, prevalentemente allo Stato della Chiesa e alla Repubblica di Genova; più
tardi, l’isola e gran parte del territorio passarono attraverso le dominazioni delle repubbliche di
Pisa, Genova e Siena, dello Stato della Chiesa, fino al Regno di Napoli, mantenendo inalterata,
tuttavia, la tradizione vitivinicola e una certa attività commerciale di vini, per lo più bianchi, la
cui eccellente qualità fu riconosciuta da studiosi di ogni tempo.
L’enotecnico Luigi Vivarelli, in una memoria pubblicata nel 1906 su “La vite e il vino nel
mandamento di Orbetello” riferiva l’esistenza di tronchi di vite di dimensioni eccezionali, il che
portava a pensare a un’attività viticola fortementetradizionale.
In una relazione del funzionario Granducale Miller del 1766, si afferma che al Giglio abitavano
circa 900 persone e vi erano coltivati circa 10 moggia di terreno a vigneto e frutteto, con una
produzione di vino che si aggirava intorno a 500 botti (“in tutto il territorio dell’isola si ricoglie
negli anni mediocri vino botti 500 di barili 12 perciascheduna”); è proprio in questo periodo di
grandi trasformazioni agricole che è possibile collocare l’attestazione del vitigno Ansonaco sulle
altre varietà di vitigni autoctoni. Il dott. Alfonso Ademollo, in una relazione all’inchiesta
parlamentare Jacini, tenendo conto della vocazione viticola della Maremma, nel 1884 affermava
che tutte le varietà “vegetano bene nel nostro suolo ed a noi non mancanole uve da spremere e
da mangiare, queste ultime a dovizia fornite dal Monte Argentario e dall’Isola del Giglio”.
L’Ademollo, nel fornire interessanti informazioni sulla situazione viticola della provincia, la
descriveva come altamente vocata alla viticoltura e, parlando dei pregi e dei difetti del vino
prodotto nella zona, così si esprimeva: “II vino, questo benefico liquido che ha tanta importanza
nella pubblica e privata economia, come nella pubblica e privata salute, viene prodotto dai
nostri viticoltori con sempre crescente progresso eaccuratezza in ogni parte della provincia di
Grosseto, sia nella zona piana, che in quella montuosa, e per la bontà e quantità in alcuni
Comuni è di una rendita importante ai proprietari……Vini forti e generosi poi si incontrano nei
comuni più marittimi i quali sono quelli di Orbetello, Monte Argentario e Giglio”. Nel secolo
successivo, Ottorino Brandaglia, a proposito della tradizione e la qualità vitivinicola gigliese,
così si esprimeva sulla stampa nazionale: “Buona parte del suo territorio è coltivato a vigneti e il
contadino gigliese, tenace e silenzioso lavoratore,….. ha saputo con lavoro paziente e inaudito
sui fianchi ripidi e rocciosi dell’isola, in alcuni punti portandoci la terra, piantare le viti,
circondando i minuscoli vigneti, chiamati nel gergopaesano poste o cacchioni, di muriccioli a
secco per proteggerli contro la veemenza delle piogge e del vento….E come non ricordare il
vino. Esso possiede delle qualità meravigliose e una tale potenza di alcool da superare di gran
lunga tutte le altre specie del Regno pur tanto declamate….Intanto si ponga mente alla
vegetazione ricca, all’aria salubre, soprattutto alle magnifiche distese di vigneti, che producono
la famosa uva Anzonica, notissima in tutta la Maremma”
Nei decenni successivi si moltiplicano le iniziative di molti proprietari – aiutate e incentivate
anche dall’applicazione della riforma fondiaria e dall’opera dei tecnici agricoli – intese a
sviluppare una viticoltura sempre più razionale, anche con la diffusione di nuove cultivar nei
territori collinari più facili. Ma l’espansione viticola, se non accompagnata dal perfezionamento
della tecnica vinicola e quindi della qualità dei vini prodotti, creava notevoli problemi di
organizzazione e diffusione dei vini stessi, anche a causa della disponibilità di modeste partite,
dalle caratteristiche poco omogenee anche se pregiate.
Un contributo decisivo alla risoluzione di questi problemi è stato dato dalla realizzazione della
Cantina Sociale di Capalbio, con lo scopo di raccogliere e trasformare la produzione viticola del
comprensorio circostante e che rappresenta una circostanza importante per la nascita
dell’industria enologica, alfine di presentare sul mercato vini uniformi, di tipo costante,
migliorati nella qualità e standardizzati nella presentazione.
Più tardi, anche alcune pubblicazioni scientifiche del settore, occupandosi dei vini ottenuti su
questo territorio, apportarono un contributo importante alla loro valorizzazione; “Vini tipici e
pregiati d’Italia” di R. Capone, edito nel 1963, illustra, tra l’altro, le caratteristiche dei vini della
zona di Capalbio, soffermandosi anche sui rinomati vini bianchi a base di Ansonica.
Furono questi i presupposti che portarono alla consapevolezza che il territorio della Maremma
meridionale e insulare poteva aspirare al riconoscimento della denominazione di origine
controllata per il vitigno Ansonica prodotto nella zona, che verrà attribuito col decreto
ministeriale 28 aprile 1995 per il vino «Ansonica Costa dell’Argentario» ottenuto con l’apporto
determinante (minimo 85%) proprio dell’omonima varietà a bacca bianca.
L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è riferita, in particolare, alla puntuale
definizione dei seguenti aspetti tecnico-produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente
disciplinare di produzione:
base ampelografica dei vigneti: la produzione si basa essenzialmente sul vitigno Ansonica
tradizionalmente coltivato nell’area geografica considerata, oltre alle varietà a bacca bianca che
concorrono eventualmente nella percentuale riservata ai vitigni complementari;
le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi
impianti, sono quelli tradizionali della zona, e cioè il Cordone speronato orizzontale e la spalliera
semplice, tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti; ciò sia
per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali con un aumento della meccanizzazione, sia
per gestire la razionale gestione della chioma, consentendo di ottenere un’adeguata superficie
fogliare ben esposta e, al contempo, di perseguire un contenimento delle rese di produzione di
vino entro i limiti fissati dal disciplinare, rapportate a una densità minima di 3300 piante per
ettaro, il che consente di ottenere una buona competizione fra le piante con una resa di 77 hl di
vino per ettaro;
- le pratiche relative alla elaborazione dei vini, che sono quelle tradizionalmente consolidate in
zona per la vinificazione in bianco dei vini tranquilli.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La DOC «Ansonica Costa dell’Argentario» è riferita esclusivamente alla tipologia bianca
ottenuta dal vitigno Ansonica che, dal punto di vista analitico e organolettico, presenta
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all’articolo 6 del disciplinare, che ne
permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare, questo vino presenta un tenore di acidità non troppo elevato (4,5 g/l).
Esso presenta un colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta anche giallo dorato, un
profumo tendenzialmente fresco, lievemente fruttato e delicato, mentre al gusto si presenta
asciutto, morbido, caldo e armonico, scarsamente acido, con una gradazione alcolica mediamente
elevata.
C) descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui
alla lettera B)
L’orografia collinare e pedecollinare della zona diproduzione, nella parte meridionale e insulare
della provincia di Grosseto, in parte del territorio comunale di Manciano, Orbetello e Capalbio e
nell’intero territorio dei comuni di Isola del Giglio e Monte Argentario, con una quota media
intorno a 190 metri s.l.m., una pendenza media dell’10%, una esposizione a sud-est, per il
particolare beneficio del territorio aperto alle brezze marine che assicurano una buona
ventilazione durante tutto l’anno, concorrono a determinare un ambiente areato, luminoso e con
un suolo naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato per la coltivazione
della vite.
Anche la tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in modo determinante
con la coltura della vite, contribuendo all’ottenimento delle peculiari caratteristiche fisicochimiche e organolettiche dei vini «Ansonica Costa dell’Argentario».
In particolare, i terreni, caratterizzati da formazioni prevalentemente calcaree, anidritiche e
gessose (depositi alluvionali a granulometria mistae sedimenti marini sabbiosi a sud di Capalbio,
graniti sul promontorio del Monte Argentario e l’isola del Giglio), presentano un’elevata
profondità utile per lo sviluppo radicale, una buona capacità di drenaggio e una moderata/bassa
capacità di acqua disponibile, condizioni tali da consentire un buon sviluppo vegeto-produttivo
delle coltivazioni arboree.
Sono terreni per lo più franchi, sciolti o a granulometria mista, di colore tendente al rossastro per
la presenza di ossidi di ferro in tutto il territorio gigliese e sull’Argentario, più o meno ricchi di
scheletro, sub-acidi o neutri, tendenzialmente aridi, con discreta dotazione in sostanza organica e
microelementi assimilabili, che presentano, perciò,una spiccata attitudine alla coltivazione della
vite e, per tali ragioni, risultano pienamente idonei a una vitivinicoltura di qualità, in particolare
se coltivati con l’ausilio di pratiche agronomiche e gestionali dei suoli corrette (quali potatura
verde e alta densità di impianto) e basse rese produttive.
Anche il clima della zona di produzione, caratterizzato da una piovosità piuttosto bassa (media
intorno a 630 mm/anno), con scarse piogge estive (intorno ai 50-60 mm) e una certa aridità nei
mesi di luglio e agosto – tanto da far riscontrare lievi stress idrici nelle fasi che precedono la
maturazione dell’uva –, da ottimi valori dell’indice bioclimatico di Huglin (tra 2300 e 2500°Cgiorno), da una buona temperatura media annuale (16°C), unita a una ventilazione sempre
presente anche nel periodo primaverile-estivo grazie alle brezze di Maestrale che soffiano nelle
ore più calde della giornata, contribuendo a regolare le temperature e a creare un ambiente
sfavorevole alle malattie parassitarie, il tutto unito a una temperatura piuttosto elevata, con
ottima insolazione nei mesi di settembre-ottobre e buone escursioni termiche tra giorno e notte,
consente alla vite di ottenere un giusto equilibriovegetativo, permettendo una lenta, graduale e
ottimale maturazione fisiologica delle uve, contribuendo in maniera significativa alle particolari
caratteristiche organolettiche dei vini «Ansonica Costa dell’Argentario».
La millenaria storia vitivinicola riferita al territorio della Maremma meridionale e insulare,
dall’epoca etrusca a quella romana, al medioevo, fino ai giorni nostri, attestata da numerosi
documenti, citazioni e testimonianze storiche, è laprova fondamentale della stretta connessione e
interazione tra i fattori umani e la qualità e le caratteristiche peculiari dei vini «Ansonica Costa
dell’Argentario».
È la testimonianza, perciò, di come l’intervento dell’uomo in questo particolare territorio abbia
tramandato, nel corso dei secoli, le tecniche tradizionali di coltivazione della vite ma anche le
rituali prassi enologiche, le quali, tuttavia, in epoca moderna, sono state migliorate e affinate,
grazie all’indiscutibile progresso scientifico e tecnologico, fino a ottenere i vini «Ansonica Costa
dell’Argentario», le cui caratteristiche peculiari sono specificamente descritte all’articolo 6 del
disciplinare di produzione.
In particolare, la presenza della viticoltura nel territorio della Maremma meridionale e insulare è
attestata fin dall’epoca etrusca (il vasellame e i pithoireperiti nelle aree archeologiche presenti
sul territorio, i numerosi palmentiin pietra diffusi sul territorio gigliese, ne sonouna prova), ma
le testimonianze continuano in epoca romana fino al medioevo (le repubbliche marinare, in
primis Pisa, dettero un forte impulso ai traffici commerciali e agli scambi di vino, contribuendo
alla diffusione della coltivazione della vite) nel corso del quale la vite acquistò particolare
importanza come pianta colonizzatrice, tanto che governanti e feudatari riconobbero la necessità
di concedere terre adatte per questa coltura e di stabilirne la protezione con apposite norme
statutarie.
E furono molti gli studiosi di epoche successive che riconobbero i pregi delle uve di questo
territorio e l’eccellenza dei vini prodotti, come il Bacci che, alla fine del 1500, così descriverà
queste campagne “…situate nel cuore dell’Etruria, godono di molti pregi, sono esposte da una
parte al vento che spira da settentrione dalle falde del monte Amiata e dall’altra, estendendosi
verso mezzogiorno, godono anche di quello australe che dona loro calore”…Quale migliore
incipit per identificare un territorio viticolo. Gli stessi funzionari Granducali presenti in zona
attestarono una fiorente attività produttiva di vini, soprattutto bianchi, considerati di ottima
qualità per la robustezza e l’elevato grado alcolico. L’enotecnico Luigi Vivarelli, nel 1906, parla
di tronchi di vite di dimensioni rilevanti, a conferma che la viticoltura aveva tradizioni centenarie
già a quel tempo. Lo stesso Vivarelli parla diffusamente di sistemi di allevamento della vite,
affermando che, nella Maremma meridionale, è già ampiamente diffusa la vigna specializzata
allevata a cordone speronato. Tra le testimonianze più significative ed esaurienti, quelle del dott.
Alfonso Ademollo, riconducibili a una relazione all’inchiesta parlamentare Jacini (1884), si
soffermano lungamente sulla situazione viticola della Maremma, terra ritenuta altamente vocata
alla coltura della vite (per cinque sesti della superficie), mancando periodi di caldo o di freddo
eccessivi e grazie anche ai terreni leggeri e permeabili, dovuti a sabbie, rocce decomposte, detriti
vulcanici e ciottolame. Inoltre, egli afferma che il vino è prodotto in ogni parte della provincia,
sia in aree pianeggianti che montuose, citando i vini “forti e generosi” che si ritrovano nelle aree
più marittime “quali sono quelli di Orbetello, Monte Argentario e Giglio”.
In tutti questi secoli, lo sviluppo dell’agricoltura di questa parte di Maremma è sempre stato
accompagnato da un’affermazione della viticoltura e, di pari passo, da una forte valenza della
tradizione vinicola, spesso perpetrata dai monaci benedettini nei periodi più bui del basso
medioevo, una tradizione che, sul territorio isolano del Giglio e su gran parte di quello del
promontorio del Monte Argentario, è attestata anche dalla presenza di numerosi terrazzamenti
con muretti a secco, proprio allo scopo di consentire l’attività viticola su un territorio aspro,
impervio e ripido.
All’inizio del XX° secolo, la viticoltura in provincia di Grosseto, come in altre aree del Paese,
conobbe un periodo di crisi, con una polverizzazione delle proprietà diretto coltivatrici e diffuse
forme di conduzione mezzadrile ma, con i decenni successivi, si moltiplicarono le iniziative di
molti proprietari intese a sviluppare una viticoltura più moderna e razionale. Col trascorrere degli
anni, la nascita della Cantina Sociale di Capalbio e il contributo proveniente dall’attività di
sperimentazione e di studio condotta sul territorio dalle istituzioni pubbliche e dalle aziende
private, anche col recupero di vigneti abbandonati sull’isola del Giglio e col ripristino dei muretti
a secco per la coltivazione su terrazze, si crearono i presupposti per richiedere il riconoscimento
della denominazione di origine controllata per il vino “Ansonica Costa dell’Argentario” col
decreto ministeriale del 28 aprile 1995, valorizzando, così, il vino bianco ottenuto in questo
territorio, incentrato prevalentemente sul vitigno autoctono Ansonica.


Articolo 10
(Riferimenti alla struttura di controllo)
10.1 Nome e indirizzo dell’organismo di controllo:
Valoritalia s.r.l. - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane
Via Piave, 24
00187 - Roma
Tel.: +39 06 45437975
Fax: +39 06 45438908
e-Mail: info@valoritalia.it
10.2 La Società Valoritalia s.r.l - società per lacertificazione delle qualità e delle produzioni
vitivinicole italiane, è l’organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010, che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg.
CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli
combinata (sistematica ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura,
elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
10.3 In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato
in G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato 1
Vitigni complementari idonei alla produzione del vino a DOC ANSONICA COSTA
DELL’ARGENTARIO


1. Albana B.
2. Albarola B.
3. Biancone B.
4. Canaiolo Bianco B.
5. Chardonnay B.
6. Clairette B.
7. Durella B.
8. Fiano B.
9. Grechetto B.
10. Incrocio Bruni 54 B.
11. Livornese Bianca B.
12. Malvasia Bianca di Candia B.
13. Malvasia Bianca lunga B.
14. Malvasia Istriana B.
15. Manzoni Bianco B.
16. Marsanne B.
17. Moscato Bianco B.
18. Muller Thurgau B.
19. Orpicchio B.
20. Petit manseng B.
21. Pinot Bianco B.
22. Pinot Grigio G.
23. Riesling Italico B.
24. Riesling Renano B.
25. Roussane B.
26. Sauvignon B.
27. Semillon B.
28. Traminer Aromatico Rs
29. Trebbiano Toscano B.
30. Verdea B.
31. Verdello B.
32. Verdicchio Bianco B.
33. Vermentino B.
34. Vernaccia di San Gimignano B.
35. Viogner B.


Allegato A
Elenco delle Menzioni Geografiche Aggiuntive
Elenco dei Comuni:
- Isola del Giglio
- Monte Argentario
- Manciano
- Orbetello
Elenco delle Frazioni:
nel comune di Manciano:
- Marsiliana
nel comune di Monte Argentario:
- Porto Santo Stefano
- Porto Ercole
nel comune di Orbetello:
- Albinia
- Ansedonia

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