Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Aleatico di Puglia Doc

05.10.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  “ALEATICO DI PUGLIA”


Approvato con DPR 29.05.1973 GU n. 214 - 20.08.1973
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
La denominazione di origine controllata “Aleatico di Puglia” è riservata al vino rosso che risponde
alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografia
Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti
dal seguente vitigno: Aleatico minimo 85%; possono concorrere alla produzione di detto vino, da
sole o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni: Negro amaro, Malvasia nera e Primitivo,
presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
Le uve devono essere prodotte nel territorio delle province di: Bari, Foggia, Brindisi, Lecce e
Taranto.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Aleatico
di Puglia” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque atte a conferire alle uve e ai
vini derivati le loro specifiche caratteristiche di qualità.
Sono quindi da considerarsi idonei i terreni di buona esposizione, di natura calcareo – argilloso –
silicea anche profondi ma piuttosto asciutti, mentre sono da escludere i terreni prevalentemente
argillosi o alluvionali eccessivamente umidi.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati o, comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOC “Aleatico di Puglia”, in vigneti
a coltura specializzata, non deve essere superiore a: 8,00 tonnellate/ettaro.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso
un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Fermo restando il limite sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata,
rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65%.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale
minimo di: 14,00% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio delle
province di Bari, Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto.
E’ consentito un leggero appassimento delle uve sulla pianta o su stuoie. I sistemi di preparazione
del vino a DOC “Aleatico di Puglia” sono quelli tradizionali della zona, previsti dalla vigente
legislazione escludendo qualsiasi correzione a mezzo di concentrato e qualsiasi concentrazione ad
eccezione di quella a freddo.
E’ consentita la preparazione del vino a DOC “Aleatico di Puglia liquoroso” secondo le vigenti
disposizioni di legge.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” può essere preparato ne seguenti tipi: dolce naturale liquoroso
dolce naturale da indicare in etichetta, e devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Aleatico di Puglia” Dolce Naturale:
colore: rosso granata più o meno intenso, con riflessi violacei, tendente all’arancione con
l’invecchiamento;
profumo: aroma delicato, caratteristico, più intenso ed etereo con l’età;
sapore: moderatamente dolce, pieno, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l;
“Aleatico di Puglia” Liquoroso Dolce Naturale:
colore: rosso granata più o meno intenso con riflessi violacei, tendente all’arancione con
l’invecchiamento;
profumo: delicato, caratteristico, etereo ed intenso con l’invecchiamento;
sapore: dolce, pieno, caldo, armonico, gradevole;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 18,50% vol;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 16,00% vol;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 22,0 g/l.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali modificare, con proprio decreto, i
limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” non può essere immesso al consumo prima del 1° Marzo
dell’anno successivo a quello di produzione delle uve. Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” qualora
sia sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno tre anni a decorrere dal 1° Gennaio
dell’anno successivo a quello di produzione delle uve o dalla data di alcolizzazione nella tipologia
liquoroso può portare in etichetta la qualifica “riserva”.
Alla DOC “Aleatico di Puglia” è vietata l’aggiunta di qualificazioni diverse da quelle previste dal
presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore,
selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini a DOC “Aleatico di Puglia” deve figurare
l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile.


Articolo 8
Legame con l’ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
Sviluppandosi in lunghezza per ben 400 km. il territorio pugliese presenta caratteristiche assai
differenti che lo rendono tra i più affascinanti in Italia in quanto a bellezza del paesaggio e tra i più
interessanti da un punto di vista storico e naturalistico. Alle piane incolte battute dal vento seguono
le infinite geometrie degli olivi oltre a fertili distese di terreni coltivati, recuperati a fatica da
generazioni di contadini. Lungo le coste il paesaggio muta ulteriormente alternando lunghi arenili di
sabbia finissima ad alte pareti rocciose intervallate da insenature e piccole calette, lungo le quali si
aprono numerose grotte e anfratti dovuti alla particolare natura carsica del sottosuolo pugliese.
L'incessante azione dell'acqua sul calcare, principale componente del terreno, ha dato vita sin dalla
preistoria a profonde incisioni nel banco roccioso divenute col tempo gravine, serre e letti fossili di
antichi fiumi, oggi habitat perfetto per migliaia di specie vegetali endemiche. Profonde voragini,
dette appunto vore, smaltiscono ancora oggi le acque piovane favorendo, anche qui, particolarissimi
tipi di fioritura. È un territorio che alterna infatti la vegetazione caratteristica della macchia
mediterranea presente in particolare nel Salento ai boschi di vario genere e natura presenti nella
zona del Gargano con il lussureggiante esempio della foresta Umbra. A questi si alternano le acque,
anch'esse di forma e natura assai differente. Ai canali e ai bacini frutto delle bonifiche eseguite
dall'uomo resistono i delicatissimi sistemi lacustri di Lesina e Varano nel Gargano, dei laghi
Alimini nel territorio di Otranto e l'oasi naturalistica delle Cesine sempre in provincia di Lecce.
La pedologia del suolo presenta le classiche terre rosse derivate dalla dissoluzione delle rocce
calcaree, delle quali rappresentano i residui insolubili composti da ossidi e idrossidi di ferro e di
alluminio. Sono terreni che per la loro ricchezza di potassio e la relativa povertà di sostanza
organica costituiscono un privilegiato substrato per la coltivazione di varietà di uve per vini bianchi
di pregio.
I terreni, argillosi, argillosi-limosi, hanno elevata presenza di scheletro che raggiunge circa il 60%
dei costituenti totali.
Questi suoli presentano orizzonti superficiali di colore scuro per effetto dell’arricchimento in
sostanza organica; questa caratteristica è indice di proprietà favorevoli, quali un buon livello di
fertilità agraria e di attività biologica.
L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 200 e i 700 m s.l.m. con pendenza variabile e
l’esposizione generale è orientata verso est e sud-est.
Il clima della regione rientra nell’area di influenza in parte del clima temperato e fr eddo, e in parte
di quello mediterraneo; l’andamento delle temperature è caratterizzato da forti escursioni, con estati
calde e inverni rigidi.
Il clima è del tipo caldo arido, con andamento pluviometrico molto variabile e precipitazioni che, a
seconda delle annate, vanno dagli 800 mm ai 400 mm di acqua, concentrate per circa il 70% nel
periodo autunno-invernale.
Considerato l’andamento riferito al periodo vegetativo della vite, che è compreso da aprile a
settembre, si riscontrano valori di precipitazione molto modesti aggiratesi sui 300 mm di pioggia.
Non sono rare estati senza alcuna precipitazione. L’andamento medio pluriennale termico è
caratterizzato da elevate temperature che raramente superano i 30 C° e scendono sotto 0 c°. Durante
il periodo estivo le temperature minime difficilmente scendono sotto i 18° C.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Il legame della Puglia con il vino, e quindi con la vite, ha origini antichissime, un legame che da
sempre ha caratterizzato - unitamente all'olio e all'olivo - la cultura e la tradizione di questa regione.
La storia della vite in Puglia ha radici antichissime e si ritiene che questa pianta sia stata sempre
presente nel territorio della regione. La vite era probabilmente presente in Puglia prima dei tempi
della colonizzazione greca - nel VIII secolo a.C. - tuttavia alcune delle varietà oggi considerate
autoctone di questa regione sono state introdotte proprio dai greci, come il Negroamaro e l'Uva di
Troia. Dalla Grecia fu introdotto anche il sistema di coltivazione della vite ad “alberello”, il metodo
più diffuso in Puglia. Con l'arrivo del dominio degli antichi romani - in seguito alla vittoria contro
Pirro nel 275 a.C. - la produzione e il commercio di vino furono particolarmente vivaci e i vini della
Puglia cominciarono ad essere presenti - e apprezzati - nella tavole di Roma. Nella sua
monumentale opera Naturalis Historia, Plinio il Vecchio, nell'elencare le varietà di uve greche,
ricorda che in Puglia erano presenti le Malvasie Nere di Brindisi e Lecce, il Negroamaro e l'Uva di
Troia. Plinio il Vecchio, Orazio e Tibullo hanno lasciato ampie testimonianze nei loro scritti sulle
tecniche di coltivazione della vite e della produzione di vino in Puglia ai tempi degli antichi
Romani, decantando - in particolare - il colore, il profumo e il sapore dei vini pugliesi. Plinio il
Vecchio definì Manduria - la terra della Puglia più rappresentativa per il Primitivo - come
viticulosae, cioè “piena di vigne”. Manduria non fu l'unica zona a guadagnarsi l'appellativo di
viticulosae: anche Mesagne, Aletium (Alezio) e Sava furono definite in questo modo da altri autori.
Altri autori illustri di quei tempi - come Marziale, Ateneo e Marrone - elogiarono nei loro scritti le
qualità dei vini pugliesi. Con la costruzione del porto di Brindisi - nel 244 a.C. - il commercio del
vino pugliese conosce un periodo piuttosto fiorente e a Taranto, con lo scopo di facilitare la
spedizione e l'imbarco, si conservano enormi quantità di vino in apposite cantine scavate nella
roccia lungo la costa.
Già a quei tempi, quindi, la Puglia diviene un importante “deposito” di vino, una terra che farà del
vino, e dell'olio, due prodotti fortemente legati alla propria tradizione e cultura.
Il vino di qualità lascerà un segno indelebile nella cultura della Puglia: da merum, che in latino
significa “vino puro” o “vino genuino”, deriva infatti il termine mjere, che in dialetto pugliese
significa “vino”.
Dopo la caduta dell'impero romano, la viticoltura e la produzione di vino in Puglia subiscono un
periodo di crisi e sarà solo per opera dei monasteri e dei monaci che le due attività saranno
conservate e continueranno a caratterizzare la Puglia. Nel Medioevo, in Puglia si registrano ancora
enormi produzioni di vino: non a caso Dante Alighieri, nei suoi versi, descrive la Puglia come «terra
sitibonda ove il sole si fa vino». L'importanza dello sviluppo della viticoltura e della produzione del
vino fu ben compresa anche da Federico II che - nonostante fosse astemio - fece piantare migliaia di
viti nella zona di Castel del Monte, importando le piante dalla vicina Campania.
Il vino assume un ruolo strategico per l'economia della Puglia tanto che, nel 1362, Giovanna I
d'Angiò firma una legge che vietava nel territorio l'introduzione di vino prodotto al di fuori della
regione. Sarà solamente durante il Rinascimento che i vini della Puglia cominceranno a conoscere i
consensi delle altre zone d'Italia e di alcune zone della Francia, i vini pugliesi fanno il loro ingresso
nelle tavole delle corti nobili. Andrea Bacci, uno degli autori di vino più conosciuti di quel periodo,
ricorda nella sua opera De naturali vinorum historia che nelle zone di Lecce, Brindisi e Bari si
producono vini di “ottima qualità”, mentre dei rossi di Foggia e del Gargano dirà che sono vini di
“media forza ma sinceri nella sostanza sicché durano fino al terzo anno e anche di più”. Nei periodi
successivi - nel 1700 e nel 1800 - la Puglia si farà sempre notare per le enormi quantità di vino
prodotte, mai per la qualità, tanto che le eccedenze cominciano ad essere un serio problema, pur
tuttavia costituendo un cospicuo profitto.
I sistemi di allevamento a pianta bassa e ad alta intensità di individui per superficie favoriranno una
produzione per pianta, tale da considerare il prodotto ottenuto con caratteristiche organolettiche più
interessanti.
Inoltre il sistema di allevamento, la potatura, le coltivazioni influiranno sulla quantità e qualità
finale del prodotto.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate in tutte le tipologie,
mentre al sapore e all’odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L’orografia del territorio di produzione e l’esposizione prevalente dei vigneti, orientati da nord a
sud, e localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a
determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all’espletamento di tutte le
funzioni vegeto-produttive della pianta.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dalla Magna Grecia, al medioevo, fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed
interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino “Aleatico
di Puglia”, ovvero è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia,
nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le
quali nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all’indiscusso
progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Taranto - V.le Virgilio, 152 -74121 Taranto
La C.C.I.A.A. di Taranto è l’Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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