Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Disciplinari di produzione vini

Disciplinare di produzione dei vini

Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta

Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualita' e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altresi' una denominazione di origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualita', notorieta' e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona.

Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche

1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto, si classificano in:
a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
b) denominazioni di origine controllata (DOC).

2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunita' europea. Le menzioni «Kontrollierte Ursprungsbezeichnung» e «Kontrollierte und garantierte Ursprungsbezeichnung» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni «Appellation d'origine contrôlee» e «Appellation d'origine contrôlee et garantie» possono
essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni «kontrolirano poreklo» e «kontrolirano in garantirano poreklo» possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia.

3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come regolamentati dalla Comunita' europea. La menzione «Vin de pays» puo' essere utilizzata per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione «Landwein» per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione «deželma oznaka» per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in conformita' alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 

4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea.

 N° DENOMINAZIONE VINO  Espressione comunitaria  Menzione tradizionale art. 112, lett. a) del Reg. (UE) 1308/2013  Numero fascicolo Numero e-Bacchus Regione o Provincia Autonoma


1 Aglianico del Taburno DOP DOCG PDO-IT-A0277 CAMPANIA
2 Aglianico del Vulture Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0527 BASILICATA
3 Alta Langa DOP DOCG PDO-IT-A1252 PIEMONTE
4 Amarone della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0435 VENETO
5 Asti DOP DOCG PDO-IT-A1396 PIEMONTE
Bagnoli Friularo Friularo di Bagnoli DOP DOCG PDO-IT-A0467 VENETO
7 Barbaresco DOP DOCG PDO-IT-A1399 PIEMONTE
8 Barbera d'Asti DOP DOCG PDO-IT-A1398 PIEMONTE
9 Barbera del Monferrato Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1397 PIEMONTE
10 Bardolino Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0437 VENETO
11 Barolo DOP DOCG PDO-IT-A1389 PIEMONTE
12 Brachetto d'Acqui Acqui DOP DOCG PDO-IT-A1382 PIEMONTE
13 Brunello di Montalcino DOP DOCG PDO-IT-A1199 TOSCANA
14 Cannellino di Frascati DOP DOCG PDO-IT-A0678 LAZIO
15 Carmignano DOP DOCG PDO-IT-A1220 TOSCANA
16 Castel del Monte Bombino Nero DOP DOCG PDO-IT-A0537 PUGLIA
17 Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0538 PUGLIA
18 Castel del Monte Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0539 PUGLIA
19 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0483 MARCHE
20 Cerasuolo di Vittoria DOP DOCG PDO-IT-A0773 SICILIA
21 Cesanese del Piglio Piglio DOP DOCG PDO-IT-A0680 LAZIO
22 Chianti DOP DOCG PDO-IT-A1228 TOSCANA
23 Chianti Classico DOP DOCG PDO-IT-A1235 TOSCANA
24 Colli Asolani - Prosecco Asolo - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0514 VENETO
25 Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOP DOCG PDO-IT-A0284 EMILIA ROMAGNA
26 Colli di Conegliano DOP DOCG PDO-IT-A0453 VENETO
27 Colli Euganei Fior d'Arancio Fior d'Arancio Colli Euganei DOP DOCG PDO-IT-A0455 VENETO
28 Colli Orientali del Friuli Picolit DOP DOCG PDO-IT-A0938 FRIULI VENEZIA GIULIA
29 Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Conegliano - Prosecco Valdobbiadene - Prosecco DOP DOCG PDO-IT-A0515 VENETO
30 Cònero DOP DOCG PDO-IT-A0449 MARCHE
31 Dogliani DOP DOCG PDO-IT-A1330 PIEMONTE
32 Dolcetto di Diano d'Alba Diano d'Alba DOP DOCG PDO-IT-A1324 PIEMONTE
33 Dolcetto di Ovada Superiore Ovada DOP DOCG PDO-IT-A1319 PIEMONTE
34 Elba Aleatico Passito Aleatico Passito dell'Elba DOP DOCG PDO-IT-A1237 TOSCANA
35 Erbaluce di Caluso Caluso DOP DOCG PDO-IT-A1315 PIEMONTE
36 Fiano di Avellino DOP DOCG PDO-IT-A0232 CAMPANIA
37 Franciacorta DOP DOCG PDO-IT-A1034 LOMBARDIA
38 Frascati Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0682 LAZIO
39 Gattinara DOP DOCG PDO-IT-A1311 PIEMONTE
40 Gavi Cortese di Gavi DOP DOCG PDO-IT-A1310 PIEMONTE
41 Ghemme DOP DOCG PDO-IT-A1263 PIEMONTE
42 Greco di Tufo DOP DOCG PDO-IT-A0236 CAMPANIA
43 Lison DOP DOCG PDO-IT-A0457 FRIULI VENEZIA GIULIA VENETO
44 Montecucco Sangiovese DOP DOCG PDO-IT-A1246 TOSCANA
45 Montefalco Sagrantino DOP DOCG PDO-IT-A0833 UMBRIA
46 Montello rosso Montello DOP DOCG PDO-IT-A0461 VENETO
47 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOP DOCG PDO-IT-A0876 ABRUZZO
48 Morellino di Scansano DOP DOCG PDO-IT-A1260 TOSCANA
49 Offida DOP DOCG PDO-IT-A0477 MARCHE
50 Oltrepò Pavese metodo classico DOP DOCG PDO-IT-A0958 LOMBARDIA
51 Piave Malanotte Malanotte del Piave DOP DOCG PDO-IT-A0463 VENETO
52 Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOP DOCG PDO-IT-A0535 PUGLIA
53 Ramandolo DOP DOCG PDO-IT-A0939 FRIULI VENEZIA GIULIA
54 Recioto della Valpolicella DOP DOCG PDO-IT-A0441 VENETO
55 Recioto di Gambellara DOP DOCG PDO-IT-A0470 VENETO
56 Recioto di Soave DOP DOCG PDO-IT-A0465 VENETO
57 Roero DOP DOCG PDO-IT-A1261 PIEMONTE
58 Romagna Albana DOP DOCG PDO-IT-A0285 EMILIA ROMAGNA
59 Rosazzo DOP DOCG PDO-IT-A0367 FRIULI VENEZIA GIULIA
60 Ruchè di Castagnole Monferrato DOP DOCG PDO-IT-A1258 PIEMONTE
61 Scanzo Moscato di Scanzo DOP DOCG PDO-IT-A0949 LOMBARDIA
62 Sforzato di Valtellina Sfursat di Valtellina DOP DOCG PDO-IT-A1035 LOMBARDIA
63 Soave Superiore DOP DOCG PDO-IT-A0473 VENETO
64 Suvereto DOP DOCG PDO-IT-A1266 TOSCANA
65 Taurasi DOP DOCG PDO-IT-A0237 CAMPANIA
66 Torgiano Rosso Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0834 UMBRIA
67 Val di Cornia Rosso Rosso della Val di Cornia DOP DOCG PDO-IT-A1262 TOSCANA
68 Valtellina Superiore DOP DOCG PDO-IT-A1036 LOMBARDIA
69 Verdicchio di Matelica Riserva DOP DOCG PDO-IT-A0480 MARCHE
70 Vermentino di Gallura DOP DOCG PDO-IT-A0903 SARDEGNA
71 Vernaccia di San Gimignano DOP DOCG PDO-IT-A1292 TOSCANA
72 Vernaccia di Serrapetrona DOP DOCG PDO-IT-A0445 MARCHE
73 Vino Nobile di Montepulciano DOP DOCG PDO-IT-A1308 TOSCANA

 

Alcamo Doc

04.10.2015

Alcamo DocDISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA  ALCAMO


Approvato con D.P .R. 21.07.1972 G.U. 249 - 22.09.1972
Modificato con D.M. 30.09.1999 G.U. 241 - 13.10.1999
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione dei vini
La denominazione di origine controllata Alcamo e' riservata ai vini che rispondono alle
condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
bianco, anche spumante, bianco classico, vendemmia tardiva, Catarratto, Ansonica o Inzolia, Grillo,
Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau, Sauvignon, rosato, anche spumante, rosso, anche riserva e
novello, Calabrese o Nero d'Avola, Cabernet sauvignon, Merlot e Syrah.
La specificazione classico e' riservata al vino bianco che segue le specifiche norme di produzione e
non puo' essere abbinata ad alcuna altra menzione.


Articolo 2
Base ampelografica
I vini della denominazione di origine <<Alcamo>> seguiti da una delle specificazioni di cui
all'articolo 1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la
seguente composizione ampelogafica:
Bianco, bianco spumante e vendemmia tardiva:
Catarratti, non meno del 60%;
Ansonica o Inzolia, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau e Sauvignon, da soli o
congiuntamente, fino ad un massimo del 40%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 20%, le uve di uno o piu'
vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, iscritti nel registro nazionale delle varietà di
vite per uve da vino approvato, con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati
nell’allegato 1 del presente disciplinare.
Classico: Catarratto bianco comune e/o catarratto bianco lucido non meno dell'80%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino, fino a un massimo del 20%, le uve di uno o piu'
vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
Rosato e rosato spumante:
Tali vini devono essere ottenuti dalla vinificazione in bianco dei eguenti vitigni: Nerello mascalese,
Calabrese o Nero d'Avola, Sangiovese, Frappato, Perricone, Cabernet sauvignon, Merlot e Syrah, da
soli o congiuntamente.
Rosso, rosso novello e rosso riserva: Calabrese o Nero d'Avola, non meno del 60%;
Frappato, Sangiovese, Perricone, Cabernet Sauvignon, Merlot o Syrah, da soli o congiuntamente,
fino ad un massimo del 40%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 10%, le uve di uno o piu'
vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.
Catarratto, Ansonica o Inzolia, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau, Sauvignon,
Calabrese o Nero d'Avola, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah: le uve dei rispettivi vitigni per non
meno dell'85%.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimo del 15%, le uve di uno o piu'
vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sicilia, come sopra specificato.


Articolo 3
Zona di produzione
La zona di produzione delle uve atte alla preparazione dei vini a denominazione di origine
controllata "Alcamo" ricade nelle province di Trapani e Palermo e comprende i terreni vocati alla
qualita' di tutto il territorio del comune di Alcamo ed in parte il territoriodei comuni di Calatafimi,
Castellammare del Golfo, Gibellina, Balestrate, Camporeale, Monreale, Partinico, San Cipirello e
San Giuseppe Jato.
Tale zona e' cosi' delimitata: partendo dal punto di incrocio tra il torrente San Cataldo e la strada
statale n. 187, la linea di delimitazione risale detto torrente fino ad incrociare e seguire la strada che
raggiunge il chilometro 2,500 della provincia per Balestrate e da qui, fino alla statale n. 113 (bivio
Balestrate) che segue, verso est, fino all'alveo del fiume Jato (ponte Tavur).
Percorre l'alveo del fiume Jato fino all'incrocio con il vallone Desisa e quindi, seguendo, prima il
Desisa e poi il vallone Muffoletto, raggiunge la quota 255, dove incontra e segue la mulattiera che
passa per quota 312, contrada Rataria, le sorgenti di monte Raitano, la quota 373 fino a
congiungersi con il fiume, costeggiando e includendo le contrade Pernice, Perciata, Sparacia e
Montagnola, e raggiungendo il punto di incrocio con la strada per Camporeale che segue fino a
quest'ultimo centro abitato.
Da Camporeale, la linea di delimitazione segue, fino al chilometro 13,000, la strada che porta a
Poggioreale per proseguire poi lungo la strada che conduce al chilometro 24,000 fino al chilometro
22,200, dove incontra il chilometro 20,000 della strada proveniente da Calatafimi che risale fino a
quest'ultimo centro abitato. Da qui raggiunge il chilometro 346 della statale n. 113, raggiungendo,
verso nord, l'alveo del fiume Caggera che segue fino al ponte Bagni, da dove, lungo la provinciale,
raggiunge Castellammare del Golfo. Prosegue poi per la statale n. 187 fino al torrente San Cataldo,
punto di inizio della delimitazione.
Le uve atte alla produzione del tipo bianco con la menzione classico devono provenire dai vigneti
della zona piu' antica che e' delimitata dall'altitudine non inferiore ai 250 metri sul livello del mare
ed e' cosi' delimitata: partenza dalla s.s. 113 al bivio per Valguarnera Grisi e prosegue in direzione di
S. Cipirrello fino al bivio S. Anna, dove incrocia la strada provinciale 30. Percorre tale strada fino al
bivio per la strada provinciale 18 Alcamo - Camporeale, proseguendo fino al centro urbano di
Camporeale. Da qui la delimitazione segue il percorso della strada provinciale 46 fino ad incrociare
la s.s. 119. Oltrepassando la s.s. 119 e l'autostrada A 29 in direzione di Calatafimi, la delimitazione
segue il percorso della s.p. 12 del Busecchio fino al centro urbano di Calatafimi. Da qui arriva alla
s.s. 113, segue il percorso del fiume Kaggera fino a ponte bagdi rientrando a tale punto sul percorso
della s.s. 113 che segue in direzione di Palermo, oltrepassa il centro urbano di Alcamo e prosegue
fino a ricongiungersi al punto di partenza.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini della denominazione di
origine controllata <<Alcamo>> devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve
le specifiche caratteristiche di qualita'.
Sono da escludere i vigneti impiantati su terreni eccessivamente umidi o insufficientemente
soleggiati.
La densita' minima per i nuovi impianti ed i reimpianti non puo' essere inferiore a 3.000 ceppi per
ettaro per i vitigni a bacca rossa e per il tipo classico ed a 2.500 per i vitigni a bacca bianca.
I sesti di impianto, le forme di allevamento, ad alberello e controspalliera, ed i sistemi di potatura,
corti, lunghi e misti, devono essere quelli generalmente usati nella zona e comunque atti a non
modificare le caratteristiche delle uve.
Sono esclusi espressamente i vigneti allevati a tendone.
La regione puo' consentire diverse forme di allevamento qualora siano tali da migliorare la gestione
dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui all'art. 1 non deve essere
superiore a 12 tonnellate per i vini bianchi e rosati, a 11 tonnellate per i vini rossi ed a 8 tonnellate
per il tipo vendemmia tardiva per ettaro di coltura specializzata.
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva per ettaro deve essere rapportata
alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, le rese dovranno essere riportate, purche'
la produzione totale non superi del 20% i limiti massimi su riportati. Tale esubero non potra' essere
commercializzato con la denominazione di origine controllata <<Alcamo>>.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico
naturale minimo dell'11,00% vol per i tipi bianchi e rosati e dell'11,50% vol per i tipi rossi, a
eccezione dei tipi spumante per i quali e' consentito un titolo del 9,50% vol e del tipo vendemmia
tardiva per il quale tale titolo non deve essere inferiore al 14,00% vol.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione, ivi compresi l'invecchiamento obbligatorio, l'arricchimento del titolo
alcolometrico e la spumantizzazione, devono essere effettuate all'interno dei territori dei comuni
ricadenti, anche solo in parte, all'interno della zona di produzione delimitata al precedente art. 3.
E' consentito l'arricchimento dei mosti e dei vini di cui all'art.1, nei limiti stabiliti dalle norme
comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti della zona d'origine
oppure con mosto concentrato rettificato o con concentrazione a freddo o altre tecnologie
consentite.
Le diverse tipologie previste dall'art. 1 devono essere elaborate in conformita' alle norme
comunitarie e nazionali in materia.
I tipi spumanti devono essere ottenuti esclusivamente per rifermentazione in bottiglia o autoclave.
Per il tipo vendemmia tardiva le uve devono aver subito un appassimento sulla pianta tale da
consentire l'acquisizione delle caratteristiche previste dal presente disciplinare di produzione ed
essere raccolte non prima del 15 settembre.
La resa massima delle uve in vino, compresi gli arricchimenti e le eventuali aggiunte occorrenti per
la elaborazione dei tipi spumanti o ammesse per il tipo rosso riserva, non deve essere superiore al
70% per tutti i tipi, ad eccezione dei tipi rosati per i quali non puo' superare il 65% ed il tipo
vendemmia tardiva per il quale non puo' essere superiore al 60%. Qualora la resa superi detti limiti,
l'eccedenza, fino al 5% non ha diritto alla denominazione di origine controllata <<Alcamo>>; se la
resa supera detti limiti di oltre il 5% tutta la produzione perde il diritto alla denominazione di
origine controllata.
Pertanto la resa massima di vino per ettaro non potra' superare gli 84 ettolitri per i tipi bianchi, i 77
ettolitri per i tipi rossi, i 78 ettolitri per i tipi rosati ed i 48 ettolitri per il tipo vendemmia tardiva.
Il tipo rosso riserva, prima dell'immissione al consumo, deve essere sotto posto ad un periodo di
invecchiamento obbligatorio di almeno 2 anni, di cui almeno sei mesi in contenitori di legno, a
decorrere dal 1 dicembre dell'anno di raccolta delle uve.
Per tutti i vini a denominazione di origine controllata <<Alcamo>> e' ammesso l'affinamento in
legno.
Per i vini di cui all'art. 1 la scelta vendemmiale e' consentita, ove ne sussistano le condizioni di
legge, verso le denominazioni di origine controllata e le indicazioni geografiche tipiche incidenti
sullo stesso territorio.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini di cui all'art. 1 devono rispondere, all'atto dell'immissione al consumo alle seguenti
caratteristiche:
“Alcamo” Bianco:
colore: paglierino piu' o meno carico, talvolta con riflessi verdolini;
-odore: vinoso, intenso, fruttato, armonico;
-sapore: asciutto, fresco, equilibrato;
-titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
-acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
-estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Classico:
- colore: paglierino piu' o meno carico;
- odore: fragrante, fruttato, con sentori vegetali;
- sapore: gradevole, con retrogusto amarognolo, strutturato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Bianco spumante:
- spuma: fine, persistente;
- colore: paglierino piu' o meno carico, talvolta con riflessi verdolini;
- odore: intenso, fruttato, armonico;
- sapore: da semisecco a molto secco, fresco, equilibrato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidita' totale minima: 5,0 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.
“Alcamo” Vendemmia tardiva:
- colore: dal giallo paglierino al giallo dorato;
- odore: caratteristico, delicato, persistente;
- sapore: dal dolce al secco, tipico, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,00% vol di cui almeno l'11,00% vol
svolto;
- acidita' totale minima: 4,0 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 20,0 grammi/litro.
“Alcamo” Catarratto:
- colore: paglierino piu' o meno carico, con riflessi verdolini;
- odore: fragrante, fruttato, con lievi sentori vegetali;
- sapore: gradevole, con retrogusto leggermente amarognolo, strutturato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore totale minimo: 16,0 grammi/litro.
“Alcamo” Ansonica o Inzolia:
- colore: paglierino piu' o meno carico;
- odore: intenso, fruttato;
- sapore: morbido, equilibrato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore totale minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Grillo:
- colore: paglierino piu' o meno carico;
- odore: tipico, con sentori fruttati, con note vegetali;
- sapore: asciutto, fresco, equilibrato;
-titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore totale minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Grecanico:
- colore: paglierino piu' o meno carico;
- odore: delicato, fruttato, gradevole;
- sapore: secco, tipico, fresco;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi litro.
“Alcamo” Chardonnay:
- colore: paglierino piu' o meno intenso;
- odore: intenso, fruttato, tipico;
- sapore: asciutto, pieno, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Muller Thurgau:
- colore: paglierino piu' o meno carico;
- odore: intenso, caratteristico, con sentori erbacei;
- sapore: sapido, equilibrato, tipico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 1,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Sauvignon:
- colore: paglierino piu' o meno intenso;
- odore: delicato, caratteristico;
- sapore: tipico, secco, aromatico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 15,0 grammi/litro.
“Alcamo” Rosato:
- colore: rosa piu' o meno intenso;
- odore: fine, fruttato;
- sapore: fresco, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.
“Alcamo” Rosato spumante:
- spuma: fine, persistente;
- colore: rosa piu' o meno carico;
- odore: fine, fruttato;
- sapore: dal semisecco al molto secco, fresco, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 16,0 grammi/litro.
“Alcamo” Rosso:
- colore: rubino piu' o meno intenso;
- odore: speziato, fruttato, caratteristico;
- sapore: asciutto, armonico, pieno;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.
“Alcamo” Novello:
- colore: rubino piu' o meno carico, con riflessi violacei;
- odore: fruttato, tipico, intenso;
- sapore: armonico, equilibrato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 17,0 grammi/litro.
“Alcamo” Riserva:
- colore: rubino tendente al granato;
- odore: caratteristico, vinoso, intenso;
- sapore: armonico, pieno, equilibrato;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 22,0 grammi/litro.
“Alcamo” Calabrese o Nero d'Avola:
- colore: rubino piu' o meno acceso;
- odore: intenso, fruttato, speziato;
- sapore: pieno, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.
“Alcamo” Cabernet sauvignon:
- colore: rubino intenso;
- odore: caratteristico, gradevole, intenso;
- sapore: asciutto, rotondo, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.
“Alcamo” Merlot:
- colore: rubino piu' o meno carico;
- odore: fruttato, caratteristico;
- sapore: secco, armonico, tipico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.
“Alcamo” Syrah:
- colore: rubino piu' o meno acceso;
- odore: caratteristico, con note speziate;
- sapore: intenso, pieno, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
- acidita' totale minima: 4,5 grammi/litro;
- estratto non riduttore minimo: 19,0 grammi/litro.
E' facolta' del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali modificare i limiti dell'acidita'
totale e dell'estratto non riduttore con proprio decreto.
In relazione all'eventuale ammessa conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini puo'
rivelare lieve sentore di legno.


Articolo 7
Etichettatura, designazione e presentazione
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all'art. 1 e' vietata l'aggiunta di
qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste e disciplinate dal presente disciplinare, ivi
compresi gli aggettivi fine, scelto, selezionato e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi
privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attivita' agricola dell'imbottigliatore quali vigna, viticoltore,
fattoria, baglio, tenuta, podere, fondo e similari sono consentite in osservanza delle disposizioni
comunitarie e nazionali in materia.
Fatta eccezione per i tipi spumanti per i quali e' facoltativa, cosi' come in alternativa puo' essere
riportata l'annata di sboccatura, sulle bottiglie o altri recipienti contenenti i vini a denominazione di
origine controllata <<Alcamo>> deve sempre figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle
uve.
Per il tipo vendemmia tardiva non e' obbligatorio riportare in etichetta la menzione al colore bianco.
Per i tipi spumanti la menzione al colore bianco o rosato puo' seguire, in etichetta, quella della
categoria merceologica.


Articolo 8
Confezionamento
L'immissione al consumo dei vini di cui all'art. 1 va fatta esclusivamente in contenitori di vetro.
La tappatura di tali recipienti, qualora di capacita' fino a 5 litri, esclusi gli spumanti, deve essere
fatta con tappo raso bocca.
Per le confezioni fino a 0,375 litri e' ammesso il tappo a vite.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona di produzione delle uve atte alla preparazione dei vini a denominazione di origine
controllata "Alcamo" ricade nelle province di Trapani e Palermo e comprende i terreni vocati alla
qualita' di tutto il territorio del comune di Alcamo ed in parte il territorio dei comuni di Calatafimi,
Castellammare del Golfo, Gibellina, Balestrate, Camporeale, Monreale, Partinico, San Cipirello e
San Giuseppe Jato.
I territori di cui sopra, si trovano in un ambiente prevalentemente di media collina. I terreni agrari
sono fortemente influenzati dal substrato su cui si sono formati e sono distinguibili in tre grosse
zone: una, dove lo spessore del terreno è abbastanza limitato e la dotazione di elementi nutritivi
scarsa, comprende terreni a tessitura franca con elevato tenore di scheletro calcareo, in cui è
assicurata una buona circolazione dell'aria e dell'acqua; fanno parte di questa zona le formazioni di
classiche terre rosse(zona di Castellammare del Golfo), frammista a roccia affiorante. Procedendo
verso l'interno lo spessore tende ad aumentare e la tessitura tende all'argilloso.
Un'altra zona interessa gran parte del territorio: trattasi di regasuoli, meno strutturati e permeabili
dei precedenti. Tuttavia nelle zone più pianeggianti è possibile riscontrare vaste formazioni di “terre
nere” che sono tra i suoli più fertili dell'isola.
Infine la terza zona, poco rappresentata, nella quale i suoli si sono sviluppati nelle formazioni
gassose della serie gassoso-solfifera siciliana. Poco profondi, reazioni neutre o sub-alcaline, talvolta
tendenti all'argilloso, a strutturali, scuri e poveri di elementi nutritivi.
Le condizioni climatiche sono, in genere quelle della zona costiera settentrionale dell'isola,
caratterizzate da miti temperature e piogge concentrate durante il periodo autunno-inverno con una
piovosità media di 700 mm. annui.
La media altitudine determina una migliore distribuzione delle piogge e una escursione termica più
costante che influenza positivamente i processi di fioritura di allegagione e maturazione dell'uva.
Inoltre la felice esposizione geografica dell'intera zona influisce sui fenomeni enzimatici che
preposti al metabolismo degli acidi e degli zuccheri, determinano un miglioramento qualitativo del
prodotto. La zona, pur essendo particolarmente interessata a vento (maestrale, tramontana e nel
periodo primavera-estate scirocco) non subisce danni considerevoli in quanto la natura accidentata
del terreno riesce ad attenuare l'influenza di questa avversità atmosferica.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
L'origine del “Bianco di Alcamo” ha una tradizione di pregio: dalla Rassegna Agricoltura Siciliana,
anno IV, II edizione 1856, si rileva che il suddetto vino figura nell'elenco dei vini pregiati da pasto
ed ancora nel 1887 ottenne il diploma di onore alla Fiera Vini di Venezia. La viticoltura ha occupato
sempre un posto di rilevante importanza nell'agricoltura alcamese ed il commercio ha dimostrato
notevole interesse per questo vino tanto che è nata l'esigenza di espandere alle contrade dei comuni
limitrofi, aventi le stesse caratteristiche pedoclimatiche la zona di produzione.
Tale espansione è stata anche accompagnata da una innovazione della compagine varietale mediante
l'introduzione di varietà cosmopolite e altre tipologie di vino.
L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione
dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di
produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione, sono quelli
tradizionalmente coltivati nell’area geografica considerata;
- le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti,
sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle
viti, sia per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare;
- le pratiche relative all’elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione in bianco ed in rosso dei vini tranquilli, quest’ultima adeguatamente differenziate
per la tipologia di base e la tipologia riserva, riferita quest’ultima a vini rossi maggiormente
strutturati, la cui uva di partenza presenta un titolo alcolometrico minimo naturale maggiore e la cui
elaborazione comporta un periodo di invecchiamento non inferiore ai due anni. Così come
tradizionali sono le pratiche di elaborazione per la produzione dei vini spumanti e quelle relative
alla vinificazione ed affinamento della tipologia vendemmia tardiva.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto esclusivamente attribuibili
all'ambiente geografico.
I vini di cui al presente disciplinare presentano, dal punto di vista analitico ed organolettico,
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all’articolo 6, che ne permettono una chiara
individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate che contribuiscono al
loro equilibrio gustativo; in tutte le tipologie si riscontrano aromi gradevoli, armonici, caratteristici
ed eleganti, con eventuali note fruttate, floreali e vegetali tipici dei vitigni di partenza.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L’orografia per la maggior parte collinare dell’areale di produzione e l’esposizione favorevole dei
vigneti, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso e con un suolo
naturalmente sgrondante dalle acque reflue, particolarmente vocato alla coltivazione della vite.
Anche la tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con
la coltura della vite, contribuendo all’ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche dei vini della DOC “Alcamo”.
Anche il clima dell’areale di produzione, caratterizzato dalla temperatura costantemente al di sopra
dello zero termico anche nel periodo invernale; periodi caldo-asciutti per almeno 5 mesi all’anno
(maggio-settembre) con concentrazione delle piogge nei mesi autunnali ed invernali sono tutte
caratteristiche che si confanno ad una viticoltura di qualità.
L'origine di questo vino ha, infine, una tradizione di pregio acquistata, in qualche secolo di vita,
come dimostrano attestati di benemerenza concessi da organismi esperti e qualificati.
La combinazione fra ambiente pedoclimatico la tradizione storica le tecniche produttive e la
capacità imprenditoriale permettono di ottenere le specifiche qualità delle tipologie dei vini DOC in
questione, la cui rinomanza e reputazione sono consolidate.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Istituto Regionale Vini e Oli
Viale della Libertà n° 66
90143 - Palermo
Telefono 091 6278111
10
Fax 091 347870;
e-mail irvv@vitevino.it
L'Istituto Regionale della Vite e del Vino è l’Autorità pubblica designata dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010
(Allegato 2), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 

 


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